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In Sardegna la macabra scoperta delle carcasse di 2 tursiopi: attivato l’ufficio legale WWF.

L’Operazione WWF “Adotta un delfino”https://sostieni.wwf.it/adotta-un-delfino.html.

Roma, 26 luglio 2022 – In questi giorni in Sardegna (a Orosei, provincia di Nuoro) sono state ritrovate le carcasse sfilettate e mutilate di due tursiopi.  Questo episodio, riportato da alcuni organi di stampa è solo l’ultimo di molti casi simili registrati in questi anni e testimonia la diffusione di questo grave e inaccettabile crimine. Il motivo dell’uccisione di individui appartenenti a questa specie è riconducibile alla vendita del cosiddetto mosciame: filetti di carne essiccata che nel mercato nero può essere valutata fino a 200 euro al chilo. Il tursiope, un delfino che frequenta le zone costiere, è una delle otto specie di cetacei presenti in Mediterraneo e pur essendo tra le più avvistate non gode di un buono stato di conservazione, infatti è considerata dalla IUCN Vulnerabile. La vendita del mosciame è considerata illegale dal 1989, tuttavia il commercio illegale della carne di delfino continua ad essere un mercato clandestino fiorente e diffuso in molte aree del Mediterraneo. Ciò che è avvenuto in Sardegna per il WWF è un vero e proprio crimine di natura, ancora una volta alimentato da un mercato illegale riconducibile al mondo della ristorazione e quindi dalla domanda di alcuni consumatori senza coscienza. Un fenomeno criminale che grava sulla biodiversità marina già compromessa a causa di lungo elenco di impatti quotidiani dovuti alle attività antropiche: eccessivo traffico nautico, bycatch (intrappolamento negli attrezzi da pesca), sovrasfruttamento ittico, inquinamento chimico, acustico e dovuto a macro- e micro-plastiche, deturpamento dell’ecosistema marino costiero. Il bracconaggio propedeutico alla vendita illegale del mosciame è quindi un crimine ancor più inaccettabile che però, ancora oggi, è difficile da contrastare. Per questa ragione è fondamentale la collaborazione dei cittadini/consumatori che, grazie a scelte consapevoli e responsabili, possono ridurre, fino ad azzerare la domanda di prodotti provenienti da fonti illecite. Il WWF è in prima linea nel contrasto al bracconaggio marino e si è già attivato, tramite il suo ufficio legale, per supportare le indagini delle Autorità mirate ad individuare i responsabili. Già nel 2016 il WWF aveva presentato un esposto contro ignoti alla procura di Cagliari l’uccisione di un altro tursiope avvenuta all’epoca a pochi chilometri da Villasimius. “Per contrastare i crimini di natura è necessario creare banche dati aggiornate e dettagliate, rafforzare la vigilanza, adeguare gli strumenti sanzionatori e puntare sulla formazione delle istituzioni pubbliche – conclude il WWF – . Questi sono gli obiettivi del progetto europeo LIFE SWiPE (Successfull Wildlife Crime Prosecution in Europe), attraverso il quale il WWF lavora in Italia da oltre un anno per favorire il contrasto ai crimini contro la fauna selvatica, promuovendo e rafforzando il coordinamento con magistrati e forze dell’ordine”. Adottando simbolicamente un delfino è possibile i progetti WWF a tutela della specie. Clicca QUI per la pagina “Adotta un delfino”https://sostieni.wwf.it/adotta-un-delfino.html?_ga=2.254061452.522190130.1658820736-2027393323.1620808866&_gac=1.53390042.1658834419.Cj0KCQjwof6WBhD4ARIsAOi65ah2kOgYG7VIPXyRiwBjUz7C1I_i1iuGt6HuA8i8ZhnPAYd_jeGWtc0aAlHQEALw_wcB

APPLICATO PER LA PRIMA VOLTA IL NUOVO ART.9 DELLA COSTITUZIONE, FERMATA LA CACCIA ALLA TORTORA E AL CONIGLIO SELVATICO. ASSOCIAZIONI: “LA FAUNA SELVATICA NON E’ MERCE DI SCAMBIO ELETTORALE, LE REGIONI CAMBINO ROTTA E LO STATO VALUTI LE RESPONSABILITA’ ANCHE PENALI ED ERARIALI DI POLITICI E TECNICI” – Roma, 25 luglio 2022

Il Tribunale Amministrativo regionale per la Sicilia ha emesso una ordinanza con cui, in accoglimento della istanza cautelare presentata dalle associazioni Enpa, Lac, Legambiente Sicilia, Lndc Animal Protection, Lipu e WWF Italia, difese dagli avvocati Antonella Bonanno e Nicola Giudice, ha sospeso il Calendario Venatorio 2022/23, l’atto con cui si indicano, tra l’altro, le specie cacciabili, i periodi e le modalità per lo svolgimento dell’attività venatoria. “Un risultato importantissimo – dichiarano le associazioni – pur trattandosi di un provvedimento cautelare, il TAR ha motivato la decisione fissando punti saldi destinati a rafforzare i principi di tutela della fauna selvatica in Italia. Ancora oggi, dopo anni di sconfitte giudiziarie e di danaro pubblico sperperato, le regioni continuano ad interloquire solo con chi chiede caccia senza limiti e ad emanare atti chiaramente illegittimi, puntualmente impugnati dalle Associazioni di protezione ambientale, unico baluardo di legalità, in assenza del quale si consentirebbe ai cacciatori di operare in violazione delle norme di tutela della biodiversità. E’ ora di dire basta. I livelli politici e burocratici hanno chiare responsabilità, anche penali ed erariali, e dovranno essere chiamati a risponderne”. La sospensione riguarda una serie di punti tra cui l’anticipazione dell’apertura della caccia alla tortora selvatica, specie a rischio e per la quale la Commissione Europea, in linea con lo studio Carboneras-Arroyo ha chiesto “prelievo zero” di fatto garantito in Italia lo scorso anno, solo grazie ai ricorsi delle associazioni. Essendo però particolarmente gradita dai cacciatori, questa specie è oggi oggetto di un debolissimo piano di gestione, che neanche tiene conto delle recenti richieste di moratoria della Commissione europea”, approvato dalle regioni con il complice avallo del MiTE che pretenderebbe di tutelarla consentendone addirittura la caccia prima dell’inizio generale della stagione venatoria. Oggetto di sospensione anche l’autorizzazione della caccia al coniglio selvatico “senza le prescrizioni e limitazioni necessarie per il prelievo sostenibile con particolare riferimento anche al divieto di uso di pallini di piombo” e l’autorizzazione allo svolgimento delle attività di allevamento e addestramento cani sin dal 15 agosto che comporta “potenzialità di disturbo in una delle più importanti fasi della fenologia delle specie” ovvero la nidificazione. I giudici siciliani, per la prima volta in questa materia, hanno applicato il nuovo articolo 9 della Costituzione, ribadendo, in armonia con la giurisprudenza precedente, che “nella contrapposizione tra i contrapposti interessi, appare meritevole di maggior tutela quello perseguito dalle associazioni ricorrenti [interesse generale di tutela della fauna selvatica] rispetto a quello ludico-sportivo perseguito dalle associazioni controinteressate resistenti”. Molto importante anche il riconoscimento del ruolo di ISPRA, il massimo organo scientifico dello Stato nelle materie ambientali che oggi è oggetto di forti e deprecabili pressioni e strumentalizzazioni politiche e istituzionali volte a ridurne la terzietà e a contestarne l’autorevolezza, a cui il TAR risponde chiaramente riconoscendo ISPRA come “unico soggetto dotato di competenze scientifiche cui la legge assegna un ruolo primario nella materia di che trattasi”.

Questo è un comunicato congiunto di ENPA, LAC, Lndc Animal protection, Legambiente, LIPU e WWF Italia.

Nell’Area Marina Protetta della Penisola del Sinis identificazione e recupero delle attrezzature da pesca fantasma che soffocano i nostri mari, con tecnologie innovative in collaborazione con pescatori, diving e Capitaneria di Porto – Cabras, 22 luglio 2022.

Cartella – https://www.dropbox.com/sh/5ybuzjbd2rlpnfw/AADxXMMlD9kVOsysAamaq_53a?dl=0.

Il WWF Italia rinnova la propria missione di ripulire e proteggere i fondali del Mediterraneo. Dopo le azioni della Blue Panda Week nell’Area Marina Protetta di Portofino, l’associazione del panda si sposta in Sardegna, nella penisola del Sinis. In collaborazione con l’Area Marina Protetta Penisola del Sinis – Isola di Mal di Ventre e la comunità locale (pescatori e subacquei) dal 21 al 27 luglio verranno identificate e ripulite le aree con la maggiore concentrazione di attrezzi da pesca fantasma, che, spesso persi accidentalmente durante le attività di pesca, costituiscono un pericolo per la biodiversità marina ma anche per le attività di pesca stesse. Grazie al coinvolgimento e contributo del team del WWF Germania, da tempo impegnato a ripulire il Mar Baltico dagli attrezzi fantasma attraverso tecnologie innovative, sarà possibile per la prima volta nel Mediterraneo testare la strumentazione sonar per identificare con maggior rapidità gli attrezzi da pesca fantasma sui fondali dell’Area Marina. Forti dell’uso della tecnologia, la squadra sarà anche supportata dall’esperienza subacquea del Korakodes diving, che accompagnerà il team in immersioni di verifica per confermare l’identità degli attrezzi riconosciuti dal sonar. La seconda parte della settimana sarà dedicata alla vera attività di recupero degli attrezzi segnalati nelle giornate precedenti. Grazie alla collaborazione di imbarcazioni da pesca professionale, impegnate in un percorso verso una maggiore sostenibilità e interessate a contribuire alla bonifica dell’ambiente marino, e del nucleo sommozzatori della Guardia Costiera coordinato dalla Capitaneria di Porto di Oristano, si andranno a rimuovere gli attrezzi da pesca fantasma dai fondali che verranno adeguatamente smaltiti. Questa azione di pulizia dei fondali si inserisce nel contesto del progetto “Pescare Oggi Per Domani”, che mira a promuovere la trasformazione della gestione della piccola pesca nel Mediterraneo, mostrando come, attraverso meccanismi di co-gestione tra pescatori, ricercatori, autorità e ONG, sia possibile raggiungere una maggiore sostenibilità ecologica, economica e sociale del settore della piccola pesca. Il progetto è attivo presso l’AMP del Sinis dal 2018.

 Giulia Prato, responsabile Mare del WWF Italia, dichiara: “Il Mar Mediterraneo purtroppo è uno dei mari più sfruttati, con il 75% degli stock ittici soggetti a pesca eccessiva, ma anche uno dei più inquinati, con oltre 1 milione di tonnellate di plastica attualmente presenti nelle sue acque. Gli attrezzi fantasma lasciati in mare hanno gravi impatti sull’ecosistema marino e di conseguenza sugli operatori ittici, poiché oltre a danneggiare habitat fondamentali per molte specie, continuano a catturare per lungo tempo anche specie target della pesca professionale. È fondamentale porre fine a questo impatto, ancor più nelle Aree Marine Protette, essenziali per la salvaguardia del Capitale Blu da cui tutti dipendiamo.  Questo è possibile solo attraverso la sensibilizzazione e collaborazione tra tutti, pescatori, subacquei, autorità locali, e ricercatori”.

Alessandra Pinna, Vicesindaca e Assessora con delega alla Pesca: “Ospitiamo con gratitudine nel nostro territorio il team del WWF e collaboriamo attivamente all’iniziativa attraverso l’AMP. Il lavoro che da tre anni ci vede impegnati per coinvolgere i pescatori nella gestione sostenibile del sistema pesca all’interno dell’AMP prevede oggi questa nuova tappa con un forte carico d’innovazione è una esperienza che potrebbe diventare di riferimento per altre aree del Mediterraneo. La partecipazione della Capitaneria di Porto di Oristano è la dimostrazione dell’impostazione partecipativa che stiamo portando avanti e che siamo certi potrà dare presto i suoi frutti”.

“L’attenzione verso il tema della pesca nelle aree di tutela è molto alta e urgente – ha sottolineato il Sindaco di Cabras e Presidente AMP Sinis -, la pesca nella Amp e nello stagno è un elemento strutturale del tessuto economico e sociale di Cabras per cui occorre proseguire il difficile ma necessario cammino delle politiche di sviluppo complementari che, coinvolgendo i principali protagonisti del comparto, possa impiegare forza lavoro in maniera compatibile, ampliando le possibilità di una riserva marina che va tutelata e utilizzata nel pieno delle sue potenzialità”.

Massimo Marras, Direttore AMP Sinis – Isola di Mal di Ventre spiega: “Abbiamo accolto con entusiasmo la proposta di WWF Germania per testare questa tecnica innovativa all’interno dell’AMP. Avremo modo di verificare la sua efficacia in diversi tipi di fondale e allo stesso tempo è un’occasione per coinvolgere i pescatori anche in questo tipo di attività meno “tradizionali”. Continuiamo a lavorare da tre anni in questa direzione e speriamo di mettere in campo ulteriori iniziative nel prossimo futuro. La collaborazione tra AMP, pescatori e altri portatori d’interesse è un fattore chiave per la conservazione del nostro patrimonio ittico e per la sostenibilità della pesca”.

Il Comandante Matteo Gragnani, Capitaneria di Porto di Oristano aggiunge: “È con piacere che la Capitaneria di porto di Oristano offrirà il proprio supporto all’iniziativa nell’ottica delle prioritarie esigenze di tutela dell’ambiente marino, che rappresenta uno dei principali filoni di attività della guardia costiera, nonché un fondamentale compito istituzionale. È però importante che l’azione di tutela e la sostenibilità delle attività marittime, obiettivo fondamentale per l’immediato futuro, siano attuate in collaborazione e sinergia non solo da parte dei soggetti istituzionali, ma anche degli operatori, primi tra tutti il ceto peschereccio”. 

Link alla scheda di approfondimento

IL NUMERO DEGLI INCENDI NEI PAESI EUROMEDITERRANEI AUMENTA DEL 20-30% OGNI 10 ANNI. SE LE TEMPERATURE AUMENTASSERO DI 3°C BEN 15 MILIONI DI CITTADINI EUROPEI IN PIU’ SAREBBERO ESPOSTI AD ELEVATO PERICOLO D’INCENDIO. Oltre il 97% dei roghi in Europa è causato da attività umane. Il nuovo report del WWF Italia: “Spegnere oggi gli incendi di domani. Dalla gestione dell’emergenza a gestione e prevenzione del rischio” – Roma, 22 luglio 2022.

Cartella – https://www.dropbox.com/sh/ehkrrrhjmqol7yz/AAAGT6hMTZ3Fies3w9fAxUspa?dl=0.

Link al report Incendi

https://www.dropbox.com/sh/yh5unodnkvpmo4y/AAAHpcEurWEzZZySjE75fivNa?dl=0.

Nel 2021 più di 600.000 ettari sono andati in fumo nei sei paesi euromediterranei di Italia, Spagna, Portogallo, Francia, Grecia e Turchia, una superficie ben superiore alla media dei decenni precedenti, come già era accaduto nel 2017 e nel 2020. In Italia sono stati percorsi dalle fiamme circa 170.000 ettari, il 60% in più della media 1980-2018, la maggior parte dei quali nel sud e nelle isole. È quanto emerge dal nuovo report WWF “Spegnere oggi gli incendi di domani. Dalla gestione dell’emergenza a gestione e prevenzione del rischio”, che conferma il trend anche per il 2022, iniziato nel peggiore dei modi. La superficie percorsa dalle fiamme in Europa nei primi mesi del 2022, infatti, è stata ben 5 volte maggiore rispetto alla media del periodo 2006-2021, differenza che ora si è ridotta a “solo” tre volte maggiore ma che è destinata nuovamente ad aumentare con l’arrivo del picco estivo degli incendi. La differenza con le passate annualità è che nel 2022 la stagione degli incendi è cominciata prima: ondate di calore anticipate (in alcuni Paesi sono stati superati i 40°C già a giugno) e una straordinaria siccità invernale hanno reso la vegetazione più secca e quindi maggiormente infiammabile, creando una condizione perfetta per la combustione. In Europa con la stagione estiva si sono già innescati i primi incendi dilaganti, dovuti alle temperature fuori controllo. Gli incendi stanno divampando nel sud della Francia e al nord di Spagna e Portogallo, ma anche in Marocco e Grecia si stanno affrontando i roghi e sono già migliaia le persone sfollate. A causa di questo cambiamento del clima, un ulteriore rischio è lo sviluppo degli incendi in regioni solitamente non soggette a questo rischio, come al centro e al nord Europa. Oltre a frequenza e intensità, anche le dimensioni degli incendi stanno aumentando, dando vita ai cosiddetti “mega-incendi”, responsabili della maggior parte delle superfici bruciate e molto difficili da domare. Una serie di fattori, si legge nel report WWF, contribuisce a rendere il paesaggio più infiammabile e quindi facilita l’innesco e la propagazione degli incendi: questi sono sia fattori climatici e metereologici come ondate di calore e periodi siccitosi più lunghi, che fattori socio-economici come l’espansione delle superfici incolte e di quelle edificate con conseguente aumento dell’interfaccia urbano-foresta, dove l’interconnessione tra aree urbane e natura è molto stretta e di conseguenza la probabilità di innesco di incendio è maggiore. “Se gli incendi stanno cambiando, le strategie devono adattarsi per governarli – 

sottolinea Isabella Pratesi, direttrice Conservazione del WWF Italia – bisogna investire e potenziare tutte la azioni in grado di assicurare la prevenzione del rischio, rendendo il territorio meno infiammabile per limitare di conseguenza l’estensione dell’incendio e rendere così possibile l’eventuale lotta con i mezzi antincendio. È necessaria una gestione attiva del territorio, così come potenziare il coordinamento tra gli enti interessati”.

NUMERI – Il numero degli incendi nei paesi euromediterranei aumenta del 20-30% ogni dieci anni. Se la temperatura globale aumentasse di 3 °C, ben 15 milioni di cittadini europei in più sarebbero esposti almeno 10 giorni l’anno ad alto se non estremo pericolo d’incendio. Il numero di incendi estremi aumenterebbe così globalmente fino al 14% entro il 2030, del 30% entro la fine del 2050 e addirittura del 50% entro la fine del secolo. Oltre il 97% degli incendi in Europa è riconducibile all’attività umana, la maggior parte dei quali per colpa. Negligenza, imprudenza, inesperienza e disattenzione causano l’ignizione del fuoco senza la volontà di arrecare un danno, ad esempio in seguito ad un’errata gestione di pratiche agricole o forestali come abbruciamento di stoppie e potature, incendio di rifiuti, o attività ricreative come barbecue e fuochi pirotecnici. Le principali conseguenze sono invece solitamente perdita di vite umane, piante o animali, danni ad infrastrutture, degrado del suolo e diminuzione di produttività e funzionalità degli ecosistemi, oltre che emissione in atmosfera di ingenti quantità di polveri e CO2 con pesanti conseguenze sul riscaldamento climatico già in atto.

COSA FARE – Da tempo si ritiene che il contrasto degli incendi boschivi basato sulla lotta attiva dell’evento non sia più idonea a fronteggiare efficacemente questo fenomeno, proponendo per contro una più appropriata prevenzione del rischio. I quattro principi sui quali sviluppare la strategia per affrontare il problema degli incendi sono:

prevenzione degli incendi boschivi, tramite idonea gestione forestale e agricola del paesaggio al fine di renderlo meno infiammabile, effettuando un monitoraggio che possa individuare le zone a maggior rischio, ma anche tramite un approccio “dal basso verso l’alto” che sensibilizzi, responsabilizzi e renda le comunità locali protagoniste nella prevenzione promuovendo corrette pratiche ed abitudini;

ripristino delle aree colpite dalle fiamme, quando necessario, con soluzioni “basate sulla natura”;

assicurare i finanziamenti necessari a programmi e misure di prevenzione nonché ad integrarle nei piani di gestione del territorio, ad esempio riallocando parte delle ingenti somme ora destinate alla lotta attiva;

miglior sinergia e dialogo fra tutti gli enti, settori e attori coinvolti nel problema a scala locale, nazionale ed internazionale, evitando separazione delle competenze anche in un’ottica di pianificazione integrata del territorio.

 Un approccio alla gestione degli incendi boschivi che si concentra particolarmente sull’estinzione sottovaluta l’importanza della prevenzione del problema. Ciò risulta in una sempre maggiore difficoltà con cui gli incendi sono spenti nelle situazioni più critiche; in particolare, nel caso dei sempre più frequenti mega-incendi, la lotta attiva e l’intervento emergenziale risultano inefficaci. Diventa quindi essenziale adottare una corretta strategia che affronti il problema prima che si manifesti, attraverso la pianificazione di adeguate strategie di gestione e prevenzione del rischio.

serata alle grave

serate LIPU

Per i mesi estivi moltissimi gli appuntamenti promossi da Sofidel nelle Oasi WWF di tutta Italia: da vivere nelle ore più misteriose del giorno, ma non solo – Roma, 20 luglio 2022.

Gufi, pipistrelli, lupi, stelle cadenti, oasi al tramonto… avete mai pensato di addentrarvi in una riserva naturale al calar del sole o, addirittura, di notte? Se vi affascina l’idea di vivere un’esperienza suggestiva in natura e fuori dai soliti orari, l’occasione speciale arriva con le Oasi by Night con Sofidel, una serie di attività in notturna comprese tra i numerosi appuntamenti organizzati in 15 Oasi WWF nei mesi estivi per festeggiare i 15 anni di collaborazione tra Sofidel, gruppo cartario tra i leader mondiali nella produzione di carta per uso igienico e domestico, noto in particolare in Italia e in Europa per il brand Regina, e WWF Italia. Gli eventi estivi nelle Oasi WWF fanno parte di ReNature Italy per rigenerare la natura d’Italia, il progetto di WWF, a cui Sofidel aderisce sostenendo direttamente 15 Oasi WWF in Italia, nato con l’obiettivo di tutelare e rigenerare il capitale naturale del nostro Paese, invertire la perdita di biodiversità e favorire la coesistenza tra uomo e natura, a beneficio delle generazioni attuali e future. Nel ricco calendario di attività, quelle in notturna si preannunciano tra le più affascinanti e particolari…

Oasi Guardiaregia-Campochiaro (prov. Campobasso) – Sabato 23 luglio “Sulle tracce del Lupo – Wolf Howling Night”: Un evento serale di wolf howling in Oasi, guidati da un naturalista esperto di lupi, per conoscere il mondo di questa specie animale all’interno del loro habitat e ascoltarne il meraviglioso ululato.

Oasi Gole del Sagittario (prov. L’Aquila) – Sabato 23 luglio “Cosa mangiano i gufi?”: Un evento pomeridiano dedicato ai bambini alla scoperta del gufo, tra i più importanti e affascinanti rapaci notturni. L’attività permetterà di scoprire tutto su questi maestosi volatili, in particolare di cosa sono ghiotti e come riescono a mangiare nel buio della notte.

Oasi di Ghirardi (prov. Parma) – Venerdì 12 agosto “Le Lacrime di San Lorenzo”: Un’esperienza unica nella notte delle Esperidi, la nube di polveri e detriti cosmici attraversata ogni anno dall’orbita terrestre, che dà origine alla pioggia di meteore o, più poeticamente, stelle cadenti. Sdraiati sul prato accanto al centro visite, si potrà osservare insieme agli esperti il fenomeno nel giorno di massima intensità. Si potranno inoltre osservare i pianeti attraverso il telescopio messo a disposizione.

Venerdì 27 agosto “Voli nella Notte”: Visita guidata naturalistica in occasione della Giornata Mondiale dei Pipistrelli, alla scoperta degli abitanti segreti delle notti estive: falene e pipistrelli. Con l’aiuto di strumenti come lampade a luce ultravioletta e bat-detector, si andrà alla ricerca di questi due gruppi di animali, prede e predatori, per scoprire come l’evoluzione li ha resi adatti a cacciarsi e sfuggirsi, nel segreto delle tenebre. Verrà inoltre illustrato come aiutare la ricerca scientifica, segnalando le proprie osservazioni attraverso l’app iNaturalist.

Oasi di Alviano (prov. Terni) – Nei primi giorni di settembre “In oasi al tramonto”: Una bellissima serata per godere al meglio la bellezza della natura alla fine dell’estate: una passeggiata in Oasi al tramonto, con cena conviviale e osservazione delle stelle.

Oltre a queste, le altre Oasi WWF di cui Sofidel si prende direttamente cura e in cui si svolgeranno gli altri appuntamenti estivi sono..

Oasi di Valtrigona (Trento)

Oasi di Vanzago (Milano)

Oasi di Valpredina (Bergamo)

Oasi di Valmanera (Asti)

Oasi di Montovolo (Bologna)

Oasi Bosco Rocconi (Grosseto)

Oasi di Macchiagrande (Roma)

Oasi di San Silvestro (Caserta)

Oasi Cratere degli Astroni (Napoli)

Oasi Grotte Bussento (Salerno)

Oasi Monte Arcosu (Cagliari).

Tanti appuntamenti per un viaggio alla scoperta dell’Italia attraverso le bellezze naturali dei suoi territori. Cerca l’Oasi WWF più vicina a te per scoprire tutti gli eventi in programma!

Scopri di più sul sito del WWFhttps://www.wwf.it/pandanews/ambiente/la-oasi-by-night-con-sofidel/.

Note per i redattori – ReNature Italy rientra nella collaborazione che Sofidel ha intrapreso con WWF Italia ed è il progetto multistakeholder di WWF Italia a cui aderisce Sofidel. L’obiettivo è sfidare la perdita di biodiversità, favorire la coesistenza tra uomo e natura e sensibilizzare sull’importanza della tutela del capitale naturale.

Protect & Restore: ReNature Italy prevede il raggiungimento del 30% della superficie terrestre e marina efficacemente protetta, con un 10% di territorio a protezione integrale. e il ripristino di almeno il 15% degli habitat danneggiati del territorio italiano. Questa opera di recupero e salvaguardia richiede l’istituzione di nuove aree protette e il miglioramento di quelle attuali. Il reinserimento e la conservazione di specie chiave come lupo, orso bruno marsicano e lontra, fattore indispensabile per la biodiversità, diventa un passaggio essenziale per restituire alla natura il suo valore.

 Sofidel e Regina: Con ReNature Italy, Sofidel coglie questa sfida come una grande opportunità per creare un futuro sostenibile e a misura di natura. A partire da maggio 2022, sui pack dei prodotti a marchio Regina è presente il badge di collaborazione per sensibilizzare rispetto alla necessità di rigenerare il capitale naturale, garanzia di un futuro migliore.

Il sostegno a ReNature Italy fa parte de #LaNostraCartaMigliore, l’insieme di iniziative di Sofidel volte a costruire un futuro migliore per le nuove generazioni.

Per saperne di più https://www.wwf.it/cosa-facciamo/campagne/renature-italy/.

L’ITALIA AL PRIMO POSTO TRA I PAESI CON I MAGGIORI COSTI SANITARI LEGATI ALL’USO DEL GAS NATURALE NELLE CENTRALI TERMOELETTRICHE. Urgente la preparazione di una Strategia per il metano, allineata a quella europea e integrata con il Piano Nazionale Energia e Clima – Roma, 19 luglio 2022

Link al report WWF: “Le emissioni di metano in Italia” – https://www.dropbox.com/sh/q7l0y8i0inaverw/AABCNPxfE3EmrgKmP8R3_OpVa?dl=0.

In questi ultimi anni, e soprattutto recentemente, il gas naturale è stato sempre più protagonista delle discussioni pubbliche e istituzionali legate alle strategie di transizione energetica e di decarbonizzazione, ma non si è tenuto in dovuto conto del fatto che il gas è prevalentemente costituito da metano, un potentissimo gas serra nemico del clima. Oggi, grazie anche ad un quadro conoscitivo in rapida evoluzione, siamo in grado di affermare nettamente che il metano merita un’attenzione particolare nelle politiche di mitigazione climatica. Il report del WWF “LE EMISSIONI DI METANO IN ITALIA” commissionato dal WWF Italia al GHGMI Italia è stato lanciato oggi nel corso di un webinar cui hanno partecipato Sandro Fuzzi, Associato di Ricerca dell’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), Domenico Gaudioso, Esperto IPCC già dirigente ISPRA e autore dello studio insieme all’ufficio italiano del Greenhouse Gas Management Institute, e Mariagrazia Midulla, responsabile Clima ed Energia del WWF Italia. Il report evidenzia le stime di emissione di questo potente gas serra e fornisce indirizzi per la loro riduzione in Italia, anche in vista della revisione del Piano Nazionale Energia e Clima. Secondo il report del WWF la riduzione delle emissioni di metano, oltre ad essere una strategia efficace per contribuire agli obiettivi climatici previsti dall’accordo di Parigi, permette di conseguire importanti benefici per la salute pubblica e per l’agricoltura. Secondo gas-serra di origine antropica, il più abbondante dopo l’anidride carbonica, il metano rappresenta circa il 20% delle emissioni globali, influendo sulla temperatura terrestre e sul sistema climatico in maniera incisiva. Le sue concentrazioni atmosferiche sono aumentate del 47% dall’epoca preindustriale ad oggi, e raggiungono attualmente i livelli più elevati degli ultimi 800.000 anni. Le emissioni di metano sono prodotte sia da attività umane sia da quelle naturali. Sebbene il metano sia molto meno abbondante nell’atmosfera rispetto alla CO2, assorbe però la radiazione infrarossa termica in modo molto più efficiente e, di conseguenza, ha un potenziale di riscaldamento globale circa 80 volte più forte per unità di massa della CO2 su una scala temporale di 20 anni e circa 30 volte più potente su una scala temporale di 100 anni. La più approfondita conoscenza scientifica del comportamento del metano come gas serra suggerisce che il riscaldamento da esso provocato risulti decisamente maggiore di quanto indicato dalle stime precedentemente. Il metano contribuisce anche alla produzione di ozono troposferico, un inquinante che danneggia la salute umana, la produzione di cibo e gli ecosistemi, con conseguenze particolarmente significative per il nostro Paese sia in termini di pressione ospedaliera che di perdite totali e relative di alcuni raccolti. Il consumo di gas naturale rappresenta oggi circa un quarto della produzione mondiale di elettricità. Le previsioni di crescita o diminuzione del suo utilizzo sono imprevedibili per i prossimi anni dati i numerosi fattori che lo determineranno. Quello che intanto è certo è che l’Italia risulta essere al primo posto tra i Paesi con i maggiori costi sanitari derivanti dall’uso del gas naturale negli impianti termoelettrici, con 2,17 miliardi di euro (rispetto a un totale di 8,7 miliardi di Euro nell’area oggetto dello studio). Nel solo 2019 ben 2.864 morti premature sono dipese dall’uso di energia prodotta da gas naturale, oltre 15.000 casi di impatti respiratori sugli adulti e sui bambini, oltre 4100 ricoveri ospedalieri e più di 5 milioni di giorni lavorativi perduti a causa di malattie. La riduzione delle emissioni provenienti dall’agricoltura e dall’allevamento rappresenta una forte priorità nel contesto della decarbonizzazione, dal momento che, al 2050, questo settore risulterebbe responsabile di una quota del totale delle emissioni nazionali di metano intorno al 60%. Né l’Italia, né, a dir la verità, la maggioranza degli Stati membri hanno fin qui incluso nei loro programmi interventi mirati alla diffusione dell’agricoltura biologica e di altri sistemi a basso input che enfatizzano l’uso circolare dei nutrienti e/o interventi di riduzione della domanda di prodotti ad alta intensità di emissione (in particolare quelli legati all’allevamento bovino), attraverso il cambiamento delle diete umane, alimentazioni alternative per il bestiame e la riduzione degli sprechi alimentari. Questi interventi dovrebbero invece essere considerati prioritari, se si tenesse conto, insieme al potenziale di riduzione delle emissioni di gas-serra, anche dei vantaggi collaterali per la salute umana, per la qualità dell’acqua e dell’aria e per la biodiversità. Il report commissionato dal WWF però fa emergere anche una notizia positiva: poiché il metano è un gas-serra più potente dell’anidride carbonica, ma con una vita media in atmosfera più breve, il raggiungimento di riduzioni significative avrebbe un effetto rapido ed efficace sul potenziale di riscaldamento atmosferico. Concentrazioni di metano inferiori ridurrebbero rapidamente il tasso di riscaldamento, rendendo la mitigazione delle emissioni di metano uno dei modi migliori per limitare il riscaldamento in questo decennio e in quelli successivi.   Queste considerazioni sono alla base del Global Methane Pledge, sostenuto da più di 100 Paesi, tra cui l’Italia, che prevede un impegno a ridurre le emissioni di metano in particolare a livello globale di almeno il 30% rispetto ai livelli del 2020 entro il 2030. Il WWF sottolinea che nel nostro Paese, il gas naturale rappresenta ancora una fonte energetica maggioritaria, motivo per cui occorre procedere in modo spedito alla definizione di un quadro programmatico adeguato per il suo definitivo abbandono al più presto. Anche il rapporto internazionale dell’IPCC di quest’anno conferma che per raggiungere l’obiettivo di 1,5°C, dobbiamo eliminare circa un terzo delle attuali emissioni di metano entro il 2030 e circa il 45% entro il 2040. Per questo il WWF raccomanda un’evoluzione del sistema nazionale dell’inventario che preveda un sistema di monitoraggio delle emissioni di metano affidabile ed efficiente, che garantisca la tracciabilità di tutte le emissioni. In attesa dell’approvazione ufficiale del regolamento europeo sul reporting delle emissioni di metano di origine energetica, sarebbe auspicabile che il Ministero della Transizione Ecologica provvedesse a colmare il vuoto normativo, anticipando gli obblighi per le aziende introdotti dal regolamento per quanto riguarda il reporting delle emissioni e incaricando un organismo tecnico (come l’ISPRA) di fornire a tutti i soggetti interessati adeguati indirizzi tecnici per la messa a punto dei sistemi di monitoraggio. Ma soprattutto è urgente anche in Italia la preparazione di una Strategia per il metano, allineata a quella europea e integrata con il Piano Nazionale Energia e Clima, attualmente in fase di revisione per garantirne l’allineamento con i nuovi obiettivi europei al 2030 e al 2050.

IL CONSIGLIO NAZIONALE SCEGLIE LUCIANO DI TIZIO COME NUOVO PRESIDENTE

Roma, 16 luglio 2022 – La presidente Daniela Ducato ha comunicato ai consiglieri nazionali le proprie dimissioni per motivi personali. Il Consiglio Nazionale nel prendere atto della decisione ha ringraziato in modo unanime Daniela Ducato per il lavoro svolto e per le competenze messe a disposizione dell’Organizzazione, in particolare sui temi della sostenibilità, dell’economia circolare, del lavoro per costruire una società più giusta e inclusiva che rappresentano da sempre un patrimonio comune del WWF.

“Per sopraggiunti motivi personali e non delegabili ho rassegnato le mie dimissioni dal WWF. È stato percorso breve ma spero che i semi del mio contributo possano essere un terreno di crescita. Ho proposto l’introduzione del bilancio di sostenibilità così che i valori fondanti come la tutela della natura si traducano in coerenza ad esempio nella catena delle forniture, nella scelta dei partner, nel merchandising. Tale dichiarazione non finanziaria, potrebbe essere così evoluta da diventare una best practice replicabile oltre che nel terzo settore anche in aziende ed enti”, dichiara Daniela Ducato che aggiunge: “Il WWF ha tutte le carte per essere apripista ed esempio portante di questo pragmatismo oggi necessario per affrontare le emergenze che abbiamo davanti. Esprimo profonda riconoscenza ad associazioni, imprese, ordini professionali, enti e istituzioni che ho conosciuto e con cui da subito si è instaurata una proficua collaborazione ed una intesa talvolta sorprendente. Per me, da sempre impegnata nel volontariato gratuito in ambito sociale, culturale, ambientale, è l’ulteriore conferma di come l’economia della relazione sia alla base di qualsiasi innovazione e di una mentalità di pace. Ringrazio e abbraccio la base dei soci WWF, con immensa gratitudine per chi mi ha sostenuto votandomi in tutta Italia. Ricevere così tanti voti da chi ama l’ambiente e ne tutela i diritti, rafforza comunque il mio impegno e pur non rappresentando più l’istituzione WWF, quei valori a me riconosciuti continueranno a ispirarmi. Più forti di prima. Irrinunciabili”.

Dopo aver preso atto delle dimissioni di Daniela Ducato, il Consiglio Nazionale ha provveduto alla nomina dell’attuale vicepresidente Luciano Di Tizio nel ruolo di presidente. Laureato in filosofia, Luciano Di Tizio, dopo un’esperienza nel campo della scuola, ha operato per molti anni come giornalista professionista e si è sempre occupato di ambiente con numerose pubblicazioni scientifiche e divulgative sulla piccola fauna. Socio WWF dal 1992 e guardia volontaria ittica-ambientale, è stato Delegato del WWF Abruzzo per 7 anni ed è vice presidente della Societas Herpetologica Italica.

“A Daniela Ducato va un grazie sentito e l’augurio che gli impegni personali che l’hanno spinta a questa scelta si risolvano con i migliori esiti. Le sue idee e la sua esperienza rimarranno di ispirazione per tutto il Consiglio Nazionale nel lavoro che ci aspetta”, dichiara Luciano Di Tizio che conclude: “Sia a livello nazionale che internazionale viviamo un momento difficile in cui le emergenze ambientali sulle quali il WWF lavora da decenni stanno condizionando il nostro presente e il nostro benessere. Gli effetti del cambiamento climatico, dal caldo intenso alla siccità ne sono solo gli esempi più vicini nel tempo, così come l’emorragia di biodiversità cui bisogna, al più presto, porre un argine. Tutelare la biodiversità, ridurre le emissioni, restituire spazio alla natura, contribuire alla conversione in senso sostenibile delle attività economiche, informare e sensibilizzare le persone su stili di vita più responsabili sono i mattoni fondamentali sui quali costruire una società più sostenibile e inclusiva: ogni momento, ogni politica, ogni investimento, ogni decisione è importante per raggiungere questo risultato”.

AL VIA IL PROGETTO CON LA FIRMA DEL PROTOCOLLO D’INTESA TRA WWF E USB. La formazione si svolgerà in presenza e online sulla piattaforma One Planet SchoolRoma, 15 luglio 2022

Al via il protocollo d’intesa del progetto “Giovani volontari protagonisti del cambiamento “: è stato sottoscritto il protocollo d’intesa da Mario Parrella, Amministratore delegato della web company USB SRL – Universal Site Business – e Francesco Marino, Presidente del WWF Napoli. Il progetto che si svolgerà in presenza e online, sulla piattaforma WWF One Planet School, si svolgerà in due fasi. Nella prima fase è prevista una serie di seminari e workshop informativi per nuove figure professionali nell’ambito del Green Job e per poter aumentare il livello di consapevolezza. La seconda fase, invece, prevede che i due migliori corsisti svolgeranno uno stage retribuito presso USB e svolgeranno attività a supporto delle attività del WWF Napoli. La prima fase, della durata di circa 3 mesi, in presenza e da remoto, si svolgerà presso la sala riunione di USB e presso le Oasi WWF Campania. Il WWF esporrà temi quali la propria mission, l’organizzazione, le Oasi i progetti e le campagne. Sono previste anche testimonianze di imprese, enti e altre associazioni.

USB – Web Company specializzata in siti web, e-commerce, social media marketing, curerà i moduli su Comunicazione digitale, Scrittura creativa, Grafica digitale, Social Media. Il regolamento, le condizioni generali di partecipazione e il programma saranno pubblicati sulle pagine social del WWF Napoli e qui. https://www.universalsitebusiness.com/.L’iniziativa è riservata a laureandi, laureati e diplomati di scuole secondarie di secondo grado con formazione in ambito tecnico scientifico residenti in Campania. Il corso partirà nel mese di ottobre in occasione dell’iniziativa del WWF Italia Urban Nature e sarà certificato dal WWF Italia, Ente riconosciuto dal Ministero dell’Istruzione.