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Archive for the ‘fiumi’ Category

A TORINO UN CENTINAIO DI VOLONTARI HANNO PULITO OLTRE  25MILA METRI QUADRI DI SPONDE DEL FIUME PO. TANTI ANCHE GLI EVENTI LOCALI. Nella Giornata Internazionale dei Fiumi gli eventi di Ri-Party-Amo, progetto nato dalla collaborazione fra WWF Italia, Intesa Sanpaolo e Jova Beach Party. Nuovo report Fiumi del WWF: circa l’80% di tutta la plastica presente negli oceani proviene dai fiumi. Solo il 43% dei corsi d’acqua italiani è in un “buono stato ecologico”. Oggi anche molti altri appuntamenti locali, che in tutta Italia hanno ripulito circa 250.000 mq di margini grazie alla collaborazione di più di 500 volontari. Roma, 25 settembre 2022

Link al report WWF “Fiumi, la minaccia arriva da insetticidi e plastica”https://www.dropbox.com/s/u9813pdemve2k7o/Report%20Stato%20dei%20Fiumi%20e%20focus%20plastica_v04.pdf?dl=0.  

Cartella – https://www.dropbox.com/sh/myi5bck6dh8xp1n/AADi0bZzw9CJLsLFxBLPkhvZa?dl=0.

Link alla piattaforma For Funding di Intesa Sanpaolo

https://www.forfunding.intesasanpaolo.com/DonationPlatform-ISP/nav/organizzazione/WWF%20Italia.

Circa cento volontari si sono riuniti oggi (domenica 25 settembre), nella Giornata internazionale dei fiumi, in diversi appuntamenti dedicati alla pulizia di fiumi e laghi di Ri-Party-Amo, il progetto nazionale ambientale concreto e ambizioso nato dalla collaborazione tra WWF Italia, Intesa Sanpaolo e Jova Beach Party. Declinato in tre macroaree di intervento dedicate alla pulizia delle spiagge, fiumi e laghi, a progetti di ripristino naturale e ad attività di educazione, Ri-Party-Amo ha l’obiettivo di rendere i giovani, scuole, famiglie, aziende e intere comunità protagonisti della salvaguardia e del restauro della natura d’Italia. Nel concreto, il progetto prevede la pulizia di 20 milioni di metri quadri spiagge, laghi, fiumi e fondali; la realizzazione di 8 macro-azioni di ripristino degli habitat; l’organizzazione di 8 incontri nelle università italiane con workshop on field e un progetto didattico dedicato alle scuole primarie e secondarie, iniziative capaci di coinvolgere circa 100.000 studenti. La realizzazione di Ri-Party-Amo è possibile grazie alla grande campagna di raccolta fondi attiva su For Funding, la piattaforma di crowdfunding di Intesa Sanpaolo (ForFunding.it/Ripartyamo), con cui sono stati donati ad oggi più di 3 milioni di euro. Tra tutti coloro che avranno contribuito alla raccolta, 4.000 persone avranno la possibilità di partecipare a due esclusivi concerti che Jovanotti terrà all’Atlantico di Roma e all’Alcatraz di Milano, il 12 e il 14 novembre.

LE PULIZIE DI FIUMI E LAGHI – Nelle attività odierne, dedicate al primo filone “Puliamo l’Italia”, i circa cento volontari presenti hanno ripulito dai rifiuti circa 25mila metri quadri totali di sponde del fiume Po a Torino. Più di 120 sacchi di rifiuti raccolti per circa 7200 kg di spazzatura abbandonata nelle aree ripulite. Fra i rifiuti recuperati anche pneumatici, macerie, elettrodomestici, giocattoli a batteria, rottami e tantissima plastica. A Torino, l’attività di pulizia ha interessato le sponde del fiume Po all’interno dell’area del Parco del Meisino. La pulizia del fiume ha riguardato le sponde e le acque del fiume grazie alla collaborazione di volontari e alla partecipazione del gruppo Kajak “Orcokayak”. Il team di canoisti, nella zona di S. Mauro Torinese, ha esplorato il fiume in kajak portando dei volontari che hanno raccolto rifiuti dalle acque durante il percorso. L’attività è continuata con la pulizia dei margini andando a recuperare le microplastiche dai sedimenti. Le pulizie previste a Sirmione (BS) sulle sponde del lago di Garda e del fossato del Castello Scaligero e del fiume sul Delta del Po a Papozze (RO) in programma per oggi sono state posticipate ad altra data a causa delle previsioni meteo avverse. La giornata ha anche registrato numerosi eventi di pulizia locale che hanno raggiunto circa 250.000 mq di margini ripuliti, il tutto grazie alla collaborazione di più di 500 volontari presenti. Le pulizie sono state diffuse e hanno interessato in Abruzzo il Parco Fluviale del Vezzola, ad Aosta il Torrente Evancon, in Basilicata il Parco Fluviale Basento, la Foce del Fiume Sinni e Fiume Terra, in Emilia Romagna il Torrente Enza e il Torrente Conca, oltre che le scogliere di Misano Adriatico. In Lombardia le attività di pulizia si sono svolte alla Riserva Naturale Regionale Isola Boschina nella zona di Ostiglia, il Fiume Lambro nei pressi di S. Giuliano Milanese, a Limbiate sul Torrente Cisnara e a Lecco sull’Adda. A Trento l’attività si svolta sull’Adige e in Veneto sul Fiume Tesina. Le pulizie locali proseguiranno con un calendario continuativo. Il 2 ottobre saranno previsti ulteriori eventi locali che coinvolgeranno oltre 300 volontari con l’obiettivo di ripulire più di 150.000 mq di spiagge, fiumi e fondali. Saranno ripuliti, in Calabria il Parco Fluviale del Vergari nei perssi di Mesoraca e il Fiume Fullone a San Marco Argentano, in Campania il Fiume Sabato, il Sele e la spiaggia delle Torri di Federico II a Capua, in Friuli Venezia Giulia il Fiume Tagliamento, nel Lazio l’Area marina protetta Capovento, Riviera di Ulisse a Sperlonga, in Sardegna il Rio Santa Lucia e in Sicilia il Fiume Magazzolo, la Foce del Fiume Modione e il Fiume Ippari. Il WWF Italia ha coordinato le azioni diffondendo dati e informazioni scientifiche sul tema dell’inquinamento da plastica nei nostri mari, rendendo così le persone più consapevoli e attente sulle quantità, la composizione e le fonti dei rifiuti marini.

LINK Eventi Locali https://www.dropbox.com/s/yl11pt0ckjwypzs/Ri-Party-Amo_Eventi%20locali.pdf?dl=0.

I FIUMI E LE MINACCE – Ogni anno entrano nel Mediterraneo circa 230 mila tonnellate di rifiuti di plastica. Di queste, circa 30mila arrivano dai fiumi che, in molti casi, sono dei veri e propri affluenti di plastica. A raccontarlo il nuovo report WWF “Fiumi, la minaccia arriva da insetticidi e plastica”, pubblicato proprio oggi in occasione della Giornata internazionale di  fiumi. In Italia solo il 43% dei corsi d’acqua è in un “buono stato ecologico”, come richiesto nella Direttiva Quadro Acque (2000/60/CE). Nell’ultimo secolo, la costruzione di dighe e di traverse, il prelievo di sedimenti dai fiumi, le grandi derivazioni e più in generale gli interventi di artificializzazione in alveo e nelle aree attigue hanno profondamente modificato l’assetto dei corsi d’acqua. L’alveo dei fiumi si è inciso e abbassato da 3 a 5 metri, ristretto anche per più del 50%, e modificato nella stessa forma, passata ad esempio da una serie di canali intrecciati a un solo canale singolo, o da un canale sinuoso a uno rettilineo. Le conseguenze delle alterazioni del regime idrologico e del trasporto di sedimenti sono state altrettanto profonde. Le principali minacce alla “salute” dei fiumi sono gli interventi idraulici e i prelievi idrici, assieme all’inquinamento diffuso (per il 50% da fonte agro-zootecnica) e a quello puntuale (per il 27% da scarichi). Nelle nostre acque sono state trovate 299 sostanze inquinanti su 426 ricercate; insetticidi quelle più diffuse. ISPRA (2018) ha raccolto dati da indagini che hanno riguardato 4775 punti di campionamento e 16.962 campioni; nelle acque superficiali sono stati trovati pesticidi nel 77,3% dei 1.980 punti di monitoraggio, in quelle sotterranee nel 32,2% dei 2795 punti. Le sostanze più rinvenute sopra il limite sono gli erbicidi e i fungicidi. Inoltre la biodiversità dei fiumi è messa in crisi, oltre che da tutte le pressioni sopra elencate, anche dall’enorme diffusione di specie aliene di fauna e flora; tra queste ci sono il Siluro, un pesce che sul Po raggiunge i 2,7m, il gambero rosso della Louisiana, la nutria, la Zucchina americana e purtroppo molte altre specie. Ma c’è un’altra grave minaccia che è quella rappresentata dall’inquinamento da plastiche e, soprattutto, da microplastiche. Nel 2017 è stato presentato un rapporto che presentava analisi in tutto il mondo, sulla presenza di microparticelle di plastica nelle acque e nell’aria, che per le loro ridotte dimensioni entrano nelle catene alimentari. Le microparticelle sono prodotte col lavaggio degli indumenti sintetici, con l’usura di pneumatici, col deterioramento delle vernici, con il lavaggio di prodotti estetici, ma microplastiche si formano anche con il deterioramento della plastica in natura. Circa l’80% di tutta la plastica presente negli oceani proviene dai fiumi, il restante 20% circa proviene da reti da pesca, funi e imbarcazioni, creando conseguentemente numerosi problemi e l’enorme aumento delle microplastiche nelle acque di tutto il mondo. 

I PROSSIMI APPUNTAMENTI DI RI-PARTY-AMO – Continua il calendario di appuntamenti di pulizie nazionali e locali che si svolgeranno, in contemporanea, in tutto il territorio nazionale in un vero e proprio di “tour di pulizie” che durerà per un intero anno. Per partecipare alla grande mobilitazione all’insegna della tutela dell’ambiente e verificare location e date in continuo aggiornamento, è possibile iscriversi agli eventi di pulizia “Puliamo l’Italia” sul sito: wwf.it/ripartyamo

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SAVE THE DATE PER I MEDIA

DOMENICA 25 SETTEMBRE ORE 10 GIORNATA INTERNAZIONALE DEI FIUMI. Ri-Party-Amo: Pulizia dei fiumi e laghi a Torino e Sirmione. Prosegue l’iniziativa nata dalla collaborazione tra WWF, Intesa Sanpaolo e Jova Beach Party per pulire 20 milioni di metri quadri di coste, spiagge e fondali d’Italia. Centinaia di volontari puliranno le coste, acque e fondali di importanti corsi d’acqua. Appuntamento per i giornalisti al meeting point di Torino presso l’area parcheggio Viale Michelotti incrocio via Nietzsche. Roma, 22 settembre 2022

Domenica 25 settembre in occasione della Giornata Internazionale dei Fiumi, proseguiranno gli appuntamenti di pulizia di Ri-Party-Amo, il progetto nazionale ambientale concreto e ambizioso nato dalla collaborazione tra WWF Italia, Intesa Sanpaolo e il Jova Beach Party. Il progetto è declinato in tre macroaree di intervento (Pulizie- Rinaturazione- Formazione) tutte con l’obiettivo di rendere i giovani, scuole, famiglie, aziende e intere comunità, protagonisti della salvaguardia e del restauro della natura d’Italia. Sarà una giornata all’insegna del volontariato impegnato nel rendere l’Italia più bella e pulita. Le attività del 25 settembre, dedicate al filone “Puliamo l’Italia”, coinvolgeranno centinaia di volontari che saranno impegnati in 3 eventi sul territorio dedicati alla pulizia dei margini di fiumi e laghi e fondali.  Le attività saranno coordinate dal WWF Italia, che diffonderà dati e informazioni scientifiche sul tema dell’inquinamento da plastica nei nostri mari e fiumi, rendendo così le persone più consapevoli e attente sulle quantità, la composizione e le fonti dei rifiuti marini.

APPUNTAMENTO STAMPA – L’appuntamento per i giornalisti è domenica 25 settembre alle ore 10,00 a Torino presso l’area parcheggio Viale Michelotti incrocio via Nietzsche. La pulizia riguarderà sponde e acque del fiume Po grazie alla collaborazione di volontari e alla partecipazione del gruppo Kajak “Orcokayak”.

ALTRI APPUNTAMENTI DOMENICA 25 SETTEMBRE

Sirmione (BS): a Sirmione l’appuntamento per la pulizia del Lago di Garda è alle ore 10.00 presso Viale Guglielmo Marconi 8 (registrazioni volontari dalle ore 8.30 alle ore 10.00). Alcuni sub puliranno i fondali del fossato del Castello Scaligero. 

Rovigo la pulizia del delta del Po in programma a Papozze (RO) è stata posticipata ad altra data da definire a causa delle previsioni meteo avverse.

È necessario confermare la propria presenza entro venerdì 23 settembre con l’ufficio stampa del WWF Italia.

Ufficio stampa WWF Italiamail ufficiostampa@wwf.it

Giulia Ciarlariello |mail g.ciarlariello@wwf.it | tel +39 334 615 1811

Lucio Biancatelli |mail l.biancatelli@wwf.it | tel +39 329 831 5718

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CLIMA, LA DRAMMATICA ALTALENA SICCITA’/ALLUVIONI È IL CONTO CHE TAGHIAMO AL CLIMATE CHANGE, DUE FACCE DELLA STESSA MEDAGLIA. CONSUMO DI SUOLO E URBANIZZAZIONE ALLA BASE DELLA “TEMPESTA PERFETTA”. Intanto il Piano Nazionale di Adattamento al Cambiamento Climatico è fermo dal 2017. Roma, 21 settembre 2022

Cartella fiumi – https://www.dropbox.com/scl/fo/txp1s5ddrgelncblqjnz6/h?dl=0&rlkey=qtbw5hfbxmmj1gizsegwoy7tk.

L’appuntamento per i giornalisti domenica 25 settembre a Torino, Rovigo e Sirmionehttps://app.emailchef.com/viewonline/@f*025j2F7ib38j2f2S1*3=0*82f6f0e4b4f8b*6,3*8efr2fbs9d3a9ffs0d1f9*f=0*5-217*b-8.

I tragici fatti di questi giorni che hanno colpito le Marche hanno riportato l’attenzione sulla crisi climatica in atto e sulla estrema vulnerabilità del nostro territorio, martoriato da decenni di cattiva gestione. Siamo improvvisamente passati dall’emergenza siccità a quelle alluvioni. Ma sono due facce della stessa medaglia. Gli oltre 400 millimetri di pioggia caduti su quella regione in poche ore non devono farci dimenticare la siccità peggiore degli ultimi 70 anni. Ma questa altalena tra fenomeni estremi rispecchia la prevista evoluzione del cambiamento climatico nella regione mediterranea che è – e sarà sempre più – interessata da drammatiche ondate di calore alternate a precipitazioni intense, concentrate in breve tempo. Ma non possiamo dare la colpa di ciò che è successo al solo cambiamento climatico. Negli ultimi anni abbiamo fatto di tutto per costruire una ‘tempesta perfetta’, canalizzando in maniera eccessiva gli alvei fluviali, impermeabilizzando con cemento e asfalto (ovvero “consumando”) il suolo a ritmi altissimi. Negli ultimi 50 anni circa 2000 km2 di aree di esondazione naturali hanno subito varie forme di urbanizzazione con trasformazioni più intense lungo le sponde dei fiumi, dal 3,56% al 25,7%. In ogni regione abbiamo costretto i corsi d’acqua in alvei ristretti e ridotte le zone di esondazione naturale, ormai totalmente insufficienti a contenere le piene. Il consumo di suolo non si è mai fermato, come evidenziato anche dall’ISPRA: entro i 150 metri dai corpi idrici a livello nazionale abbiamo consumato l’8,3% di suolo, un dato salito tra il 2020 e il 2021 dello 0,27%. Solo negli ultimi due anni (tra l’altro caratterizzati da un rallentamento dell’economia dovuto alla pandemia, il consumo di suolo è aumentato del 34%. Dobbiamo anche ricordare che la scomparsa del suolo, importante sink di carbonio, accelera il cambiamento climatico. Si è detto che una delle cause del disastro è la mancanza di “pulizia dei fiumi”. È vero solo in parte. Il bacino del Misa, piccolo e stretto, è molto sensibile e vulnerabile a questi eventi e, come è accaduto per gran parte del reticolo idrografico minore, non è stato gestito adeguatamente. Ma anche se l’alveo fosse stato pulito la quantità d’acqua rovesciata in così poco tempo su quei territori sarebbe comunque esondata. È importante anche considerare la modalità con cui si realizza la cosiddetta “manutenzione idraulica” dei fiumi: questa è spesso legata al meccanismo perverso della convenienza economica che favorisce principalmente interventi capaci di “autofinanziarsi” attraverso, ad esempio, la vendita del materiale estratto (sabbie o ghiaie) dagli alvei o legna nel caso del taglio degli alberi dalle sponde. Una logica che porta a interventi sbagliati. La crisi climatica amplifica e mette in evidenza tutti gli errori che abbiamo perpetuato nella gestione dei territori: distruzione degli ambienti ripariali, modifiche idrauliche dei corsi d’acqua con aumento della loro capacità erosiva, alterazione dell’equilibrio del trasporto solido portando spesso ad un aumento del rischio idrogeologico e della perdita di importanti servizi ecosistemici. Tornando al fiume Misa, è difficile comprendere come opere previste da decine di anni, come le casse di laminazione, che avrebbero potuto ridurre drasticamente il rischio idrogeologico, con risorse economiche disponibili fin dal 2014, non siano state realizzate. Non è servito l’evento disastroso del 2014 per smuovere le istituzioni. L’area è stata identificata dalla regione Marche a rischio idrogeologico molto elevato (R4) nel Piano di assetto idrogeologico regionale. Eppure parte degli abitati ricadono nelle aree a maggior rischio idrogeologico.  Chi ha permesso tutto questo? Altre 11 persone hanno perso la vita e, nonostante le indagini c’è il rischio che anche questa volta non pagherà nessuno e si continuerà a non fare ciò di cui abbiamo bisogno. “Il WWF – sottolinea Andrea Agapito Ludovici, Responsabile Acque WWF Italia – ha invocato più volte la necessità di una regia unitaria in capo alle Autorità di distretto che dovrebbe coordinare, programmare e attuare le azioni prioritarie nel bacino idrografico ed eventualmente esercitare poteri sostitutivi quando gli enti locali si rivelano inefficienti. Al livello nazionale, la politica di adattamento ai cambiamenti climatici, ancora mai avviata realmente, deve promuovere una diffusa rinaturalizzazione capace di ‘liberare’ lo spazio dei fiumi, recuperando gli indispensabili servizi ecosistemici capaci di rispondere ai prolungati periodi di siccità e alle precipitazioni intense. Il Piano Nazionale di adattamento ai Cambiamenti Climatici è fermo dal 2017 e dovrebbe finalmente essere approvato e reso operativo. Infine, dobbiamo dare seguito agli impegni presi in sede internazionale, iniziando ad applicare a pieno le direttive quadro Acque (2000/60/CE) e Alluvioni (2007/60/CE) e la Strategia Europea per la biodiversità che prevede che vengano riqualificati, recuperandone la continuità ecologica, 25.000 km di fiumi in Europa”.

DOMENICA 25 SETTEMBRE E’ IL WORLD RIVERS DAY- GLI APPUNTAMENTI WWF CON RI-PARTY-AMO

Nell’ambito di Ri-Party-Amo, l’iniziativa nata dalla collaborazione tra WWF, Intesa Sanpaolo e Jova Beach Party, domenica 25 (World Rivers Day) sono 3 gli appuntamenti principali per giornate di pulizia delle sponde di fiumi…

TORINO – Alle ore 10 presso l’area parcheggio Viale Michelotti incrocio via Nietzsche  

La pulizia del fiume Po riguarderà sponde e acque del fiume grazie alla collaborazione di volontari e alla partecipazione del gruppo Kajak “Orcokayak”.

ROVIGO – A Papozze (RO) l’appuntamento per la pulizia delle rive del Delta del Po è alle ore 10 presso Via Delta del Po 6 (registrazioni volontari dalle ore 8.30).

SIRMIONE (BS) – A Sirmione l’appuntamento per la pulizia delle sponde del Lago di Garda è alle ore 10 presso Viale Guglielmo Marconi 8 (registrazioni volontari dalle ore 8.30).

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La Piave – docufilm

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