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Archive for the ‘energia’ Category

Roma, 27 maggio 2022 – Il WWF Italia apprezza il fatto che i ministri del Clima, dell’Energia e dell’Ambiente del G7 abbiano dichiarato di impegnarsi a decarbonizzare il settore elettrico entro il 2035. Importante anche l’affermazione che la transizione energetica verso le fonti rinnovabili e l’efficienza energetica aumenti anche la sicurezza energetica, nonché la stabilità e l’economicità dell’approvvigionamento energetico, riducendo i rischi per la sicurezza delle forniture e per il clima associati alla dipendenza dalle fonti energetiche fossili. Rilevante anche l’enfasi sugli investimenti nelle rinnovabili, che vanno aumentati esponenzialmente secondo le indicazioni della IEA (Agenzia Internazionale per l’Energia).“Il WWF Italia ha pubblicato un brief dal titolo significativo di ‘Rinnovabili, energie per la pace’ già il 26 marzo scorso, affermando che oggi è necessario accelerare ancor di più la transizione energetica e che il ticket fonti rinnovabili e risparmio/efficienza energetica costituisce la strada verso la sicurezza energetica e, in ultima analisi, la pace mondiale”, sottolinea Mariagrazia Midulla, responsabile Clima ed Energia del WWF Italia. “E’ importante che oggi ad affermarlo siano i ministri del G7. Ora però bisogna fare in modo che i governi non si limitino alle affermazioni intelligenti nei documenti, ma assumano la decarbonizzazione del settore elettrico come un’agenda prioritaria su cui iniziare a lavorare da lunedì. Per l’Italia questo significa rivedere il Piano Integrato Energia e Clima, aumentando la quota di rinnovabili visto che gli operatori si sono detti in grado di arrivare a circa 20 GW di nuove installazioni all’anno. Siamo invece in una fase di forte stallo: lo scorso anno si è istallato meno di un GW di nuova capacità rinnovabile. Servirebbe un Piano Clima che coordini le diverse azioni e anche politiche energetiche e politiche industriali: questa è una delle proposte che il WWF e le altre associazioni ambientaliste hanno avanzato con la Legge sul Clima. Necessario anche un forte dialogo e una forte cooperazione per una transizione giusta sia nei Paesi che tra tutti i Paesi”. Il comunicato riconosce la triplice crisi (cambiamento climatico, perdita di biodiversità e inquinamento) e il ruolo umano e dei modelli di consumo e di produzione, e si impegna ad azioni sinergiche su clima e biodiversità; guarda anche all’economia circolare e all’uso efficiente delle risorse: espressioni e linguaggio niente affatto scontati in un comunicato G7, un’autentica novità. Il documento chiama anche all’allineamento dei flussi finanziari e alla mobilitazione per raggiungere gli obiettivi su clima, biodiversità e inquinamento; sottolinea che gli ecosistemi in salute sono più resilienti agli effetti della crisi climatica e il ruolo delle Nature Based Solutions e riconosce che quello dell’acqua e della sua gestione sta diventando un problema planetario: questo solo per elencare alcuni dei punti presi in esame. Su clima e la transizione energetica –notare bene, transizione energetica, non energia- l’impegno a rafforzare l’Accordo di Parigi e chiudere il gap per la limitazione della temperatura globale a 1,5°C, anche con NDC adeguati a tale obiettivo. I ministri hanno anche stressato la necessità che tutti i Paesi, compresi quelli del G7, intensifichino gli sforzi di adattamento, riducendo al contempo con urgenza le emissioni come unico modo per mantenere la necessità di adattamento entro limiti gestibili. 

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Roma, 18 maggio 2022 – Il piano REPowerEU pubblicato oggi dalla Commissione europea mira a ridurre rapidamente la dipendenza dai combustibili fossili russi. Tutti gli sforzi per ridurre l’uso dei combustibili fossili sono necessari e il piano include una serie di buone proposte sull’efficienza energetica e sulle energie rinnovabili. Tuttavia, ci sono anche alcuni dettagli che rischiano di compromettere la transizione dell’UE verso un sistema energetico al 100% rinnovabile e rispettoso della natura. Il piano propone misure per promuovere l’efficienza energetica, diversificare le forniture e accelerare la transizione energetica pulita dell’UE e contiene una serie di iniziative positive. Ad esempio, rispetto alla comunicazione iniziale presentata a marzo, è molto apprezzabile il rilievo dato all’efficienza energetica e il suggerimento di aumentare l’obiettivo per il 2030, anche se l’azione su questo fronte è essenzialmente lasciata agli Stati membri; l’obbligo di installare impianti solari sui tetti è un’altra misura che il WWF apprezza. Tuttavia, le proposte di sostituire il petrolio e il gas russo investendo in ulteriori infrastrutture per il gas, contando su livelli irrealistici di idrogeno o aumentando l’uso della bioenergia senza restrizioni sull’approvvigionamento, rischiano di prolungare la dipendenza dell’UE dai combustibili fossili e di mettere a repentaglio gli obiettivi climatici e di protezione della natura. Per finanziare il piano, la Commissione propone di mobilitare 300 miliardi di euro, principalmente dal già esistente Fondo di ripresa dell’UE. Solo 20 miliardi di euro costituirebbero “denaro nuovo”, generato dalla vendita di nuovi permessi di inquinare per l’industria, pari a 250 milioni di tonnellate di CO2, e questo danneggerebbe direttamente lo sforzo di riduzione delle emissioni dell’UE nei negoziati Fit for 55 in corso. “Il piano della Commissione per accelerare il passaggio dell’UE a soluzioni energetiche pulite come l’efficienza energetica, l’energia eolica e solare è molto apprezzabile – ha dichiarato Ester Asin, direttore dell’Ufficio politiche europee del WWF –. Ma finanziarlo vendendo permessi di inquinamento è sbagliato, così come lo è costruire altre infrastrutture per il gas fossile o affidarsi a un maggiore uso della biomassa. Questo non farà altro che prolungare la nostra dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili e mettere a rischio gli obiettivi climatici”. Il piano sottolinea giustamente la necessità di un’enorme espansione dell’energia solare ed eolica ed è stato integrato da un emendamento alla direttiva sulle energie rinnovabili attualmente in fase di negoziazione. Questo emendamento aumenterebbe l’obiettivo per le energie rinnovabili al 2030 dal 40% proposto in precedenza al 45%, e includerebbe disposizioni sulle autorizzazioni e sulla mappatura delle energie rinnovabili, con scadenze chiare per gli Stati membri che devono identificare lo spazio per la diffusione delle energie rinnovabili e designare “aree idonee” in cui si prevede che tale sviluppo abbia un basso impatto ambientale. Il WWF avverte che queste aree di riferimento dovrebbero essere innanzitutto i siti urbani e industriali e, come proposto dalla Commissione, dovrebbero escludere le aree protette nazionali e internazionali come i siti Natura 2000. Inoltre, la loro designazione deve basarsi su valutazioni solide e su un processo di coinvolgimento continuo degli stakeholders, e oltretutto questo ridurrebbe il rischio di opposizione delle comunità ai nuovi progetti. Tuttavia, è preoccupante che la Commissione proponga di dichiarare tutti i progetti di energia rinnovabile, di rete e di stoccaggio come di “interesse pubblico prevalente” ovunque, e che nelle aree “di destinazione” i progetti siano esentati dall’obbligo di effettuare una valutazione d’impatto ambientale specifica e una valutazione appropriata, come previsto dalla Direttiva Habitat. Per il WWF, accelerare le autorizzazioni è giusto e darà nuovo impulso all’espansione dell’energia eolica e solare nell’UE, ma per farlo è necessario risolvere le inefficienti procedure burocratiche, non indebolire la legislazione ambientale. “Ci auguriamo che la spinta europea possa fungere da sprone per una politica coerente e non episodica che veda nell’efficienza/risparmio energetico e nelle fonti rinnovabili un vero volano di sviluppo sicuro e sostenibile per l’Italia – dice Mariagrazia Midulla, responsabile Clima ed Energia del WWF Italia -.  Occorre uscire dal tunnel dei combustibili fossili, sfruttare appieno le possibilità offerte dalle energie rinnovabili, valutare le potenzialità delle infrastrutture esistenti per evitare di immobilizzare investimenti in nuove infrastrutture per il gas presto inutili, fare di tutto per non lasciarsi incastrare in contratti capestro e con prezzi altissimi. L’Italia ha tutto da guadagnare da una decisa politica comune europea che veda nelle rinnovabili e nell’efficienza il fulcro per la sicurezza e l’indipendenza energetica: occorre che il nostro Paese faccia una decisa scelta di campo, invece di continuare a parlare di rinnovabili e lavorare sempre e solo per i combustibili fossili”.

Nota per i redattori – Si vedano anche le raccomandazioni del WWF per le azioni dell’UE alla luce della guerra in Ucraina: Rafforzare la resilienza e l’indipendenza dell’UE attraverso il Green Deal europeo (maggio 2022) e il brief del WWF Italia, https://www.wwf.it/cosa-facciamo/pubblicazioni/rinnovabili-energie-per-la-pace/.

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“NON SI STRUMENTALIZZI L’ATTUALE CRISI ENERGETICA E IL PITESAI”. Le 37 istanze rigettate a fine marzo sono “solo” permessi di ricerca e non concessioni estrattive, pozzi o piattaforme. Nessuno dei titoli in questione al momento e nei prossimi anni produce o produrrebbe gas”. Roma, 17 aprile 2022

“Non si strumentalizzi l’attuale crisi energetica e il PiTESAI, il Piano per la transizione energetica sostenibile delle aree idonee entrato in vigore nel febbraio 2022. Le 37 istanze rigettate a fine marzo sono “solo” permessi di ricerca e non concessioni estrattive, pozzi o piattaforme. Nessuno dei titoli in questione al momento e nei prossimi anni produce o produrrebbe gas”. È quanto sottolineano Greenpeace Italia, Legambiente e WWF Italia che rispondono così alle notizie diffuse in questi giorni e alla querelle nata dalla pubblicazione del BUIG (Bollettino Ufficiale degli Idrocarburi e delle Georisorse), che ha mostrato quelli che si potrebbero definire i primi “effetti” del PiTESAI anche in riferimento all’attuale crisi energetica. A seguito della prima ondata di “rigetti” – parliamo di 37 istanze di permesso di ricerca che sono state rigettate dalle strutture tecniche del Mite seguendo le indicazioni contenute nel Piano – si è scatenata una vera e propria caccia alle streghe da parte di una certa parte del mondo legato alle fonti fossili. In particolare, spiegano le associazioni “si sta cercando di far passare queste bocciature per quello che non sono e si sta utilizzando la crisi del gas, dovuta anche al conflitto in Ucraina, per alimentare la fantomatica indipendenza energetica dell’Italia grazie agli idrocarburi presenti nel sottosuolo o nei fondali della penisola. Una caccia alle streghe inutile e insensata e dove, in questo calderone di disinformazione, vengono citate piattaforme, pozzi o istanze che nulla centrano con le pratiche rigettate recentemente”. Nel corso delle ricostruzioni dei giorni scorsi sul “potenziale” dei fondali italiani, è stato spesso menzionato il pozzo denominato Giulia 1: un pozzo non allacciato e non erogante, non ricompreso nell’elenco dei progetti rigettati dal bollettino dell’Unmig, che fa parte della concessione di coltivazione attiva denominata AC17AG che, con i suoi 6 pozzi operativi, contribuisce oggi allo 0,42% del gas estratto a mare. Analogo discorso per il pozzo Benedetta 1, sempre non allacciato ma particolarmente “importante” nella strategia italiana di estrazione del gas dai fondali. Tanto importante da essere collegato alla concessione AC8ME, una concessione risalente al 1975 costituita da 4 piattaforme di coltivazione e 18 pozzi produttivi non eroganti, che nel 2021 non ha prodotto gas e nel 2020 aveva contribuito per lo 0,02% del totale estratto a mare in quell’anno. Di cosa stiamo parlando? La verità è che in Italia dei 3,5 miliardi di metri cubi di gas estratti nel 2021 (1,9 miliardi a mare e 1,6 a terra), la stragrande maggioranza del gas estratto proviene da 11 concessioni di coltivazione a mare (su 43 titoli vigenti) e da 4 concessioni di coltivazione a terra (su 58 titoli presenti). Nel dettaglio si evince come il 77% del gas estratto a mare proviene da 11 concessioni di cui 3 (di proprietà ENI) contribuiscono per circa il 35% e le restanti 9 concessioni per il restante 42% del totale a mare. Ancor più evidente la situazione sulla terra ferma dove il 77% della produzione proviene da sole 4 concessioni di cui in particolare 2, ubicate in Basilicata, contribuiscono per 70%. Tradotto in parole semplici, la quasi totalità del gas estratto in Italia proviene solamente da 15 concessioni di coltivazione, mentre le restanti 86 concessioni contribuiscono ognuna pochi decimi percentuali rispetto al totale. In ottica di produzione ed economicità sarebbero quindi tutte da dismettere perché vivono nei nostri mari senza dare alcun apporto significativo, strategico o economico alla comunità. Infine le associazioni sottolineano quelle che sono le criticità vere del PiTESAI di cui invece si dovrebbe parlare. Secondo quanto riportato dal Mite, “i procedimenti relativi ad istanze di concessioni proseguono in “aree potenzialmente idonee”, o anche in “aree potenzialmente non idonee” purché in questo caso sia stato accertato un potenziale minerario esclusivamente di gas per un quantitativo di riserva certa superiore a 150 MSmc ritenuta orientativamente, dal punto di vista economico, di pubblico interesse, per la prosecuzione dell’iter istruttorio finalizzato allo sviluppo del giacimento”; oppure “le concessioni in mare proseguono anche se hanno una o più infrastruttura in “aree potenzialmente non idonee”, salvo quelle improduttive da più di 5 anni precedenti dall’adozione del Piano, per motivi dipendenti da scelte del concessionario; ed infine “le concessioni in terraferma proseguono anche se hanno una o più infrastruttura all’interno di “aree potenzialmente non idonee” purché siano produttive o improduttive da meno di 5 anni precedenti dall’adozione del Piano e che a seguito dell’analisi CBA ottengano un risultato per cui i costi della mancata proroga sono superiori ai benefici, restando in vigore e continuando a poter essere prorogate fino a quando l’analisi CBA ne giustificherà la prosecuzione”. “Situazioni tutte da verificare e valutare caso per caso – spiegano le associazioni – ma che non fanno presagire niente di buono. Se un’area è stata individuata come “non idonea” secondo criteri oggettivi da un punto di vista ambientale, economico e sociale, non si capisce perché possano diventare magicamente “compatibili” se c’è una parvenza misera di gas da sfruttare. I famosi 150 milioni di metri cubi di Gas sono una cifra irrisoria rispetto a consumi e produzioni attuali che di strategico o pubblico interesse ha veramente ben poco”.

Ufficio stampa Greenpeace Italia: Felice Moramarco 348 763 0682 – Ufficio stampa Legambiente: Luisa Calderaro 349.6546593 – Ufficio stampa Wwf Italia: Lucio Biancatelli 329.8315718

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EARTH HOUR 2022

CITTADINI, ISTITUZIONI CELEBRITÀ, GIOVANI E IMPRESE DI 192 PAESI E TERRITORI IERI ALLE 20,30 HANNO SPENTO LE LUCI E SI SONO UNITI IN UN MOVIMENTO GLOBALE PER LA PACE, IL CLIMA E IL PIANETA. Dall’Opera House di Sydney all’Empire State Building di New York, dal Colosseo di Roma al Phoenix Center di Pechino, fino al Cristo Redentore di Rio. L’Ora della Terra, evento globale del WWF, è tornata per lanciare un messaggio di solidarietà. Oltre 7,8 miliardi di impression a livello globale sui social media. In Italia circa 280 comuni coinvolti e oltre 300 iniziative: si sono spente le luci di monumenti, piazze, luoghi simbolo e parchi nazionali. La scritta PACE si è accesa al Colosseo, Castel Sant’Angelo e San Pietro a Roma.

Cartella – https://www.dropbox.com/sh/cfzlwl835gnik8s/AAD32OCrNQ6suyUrWzdDd889a?dl=0%20.

QUI foto e video degli spegnimenti in Italiahttps://www.dropbox.com/sh/tx765qppwcl1j3x/AAB24cGAuUbdgx9EXfQNpB8ia?dl=0.

QUI il video finale di EH 2022https://www.dropbox.com/s/v29ii5fqlx0ms29/Earth%20Hour%20On%20The%20Night%20Film%20FINAL.mp4?dl=0.

Link alla pagina del sitohttps://www.wwf.it/cosa-puoi-fare-tu/eventi/earth-hour-2022/?utm_source=social&utm_medium=organic&utm_campaign=EarthHour. Roma, 27 marzo 2022

Ieri dalle 20,30, in 192 Paesi e territori del mondo è scattata Earth Hour, l’Ora della Terra, l’evento globale del WWF che per questa 14esima edizione ha coinvolto milioni di persone, insieme a migliaia di città, monumenti e luoghi simbolo, che uniti hanno inviato un messaggio di solidarietà per il futuro delle persone e del Pianeta. Monumenti di importanza mondiale come la Sydney Opera House, il Beijing Phoenix Center, il grattacielo Taipei 101, le Petronas Towers, la Porta dell’India, il Colosseo, la Torre Eiffel, il Cristo Redentore e l’Empire State Building, hanno partecipato al simbolico “switch off” che quest’anno ha chiesto un futuro più sicuro, più equo e più sostenibile per tutti. Insieme a questi monumenti iconici, milioni di persone hanno spento le luci delle loro case e sono state migliaia le iniziative trasversali, come concerti virtuali, piantumazione di mangrovie, pulizie di strade e corse virtuali. Il messaggio dell’Ora della Terra si è diffuso anche online, generando oltre 7,8 miliardi di impression a livello globale sui canali dei social media e su altre piattaforme, tra cui TikTok. Figure politiche di spicco tra cui Antonio Guterres Segretario Generale delle Nazioni Unite e la 

Presidente del Parlamento Europeo Roberta Metsola hanno incoraggiato il pubblico a concentrarsi sul futuro nello sforzo di proteggere sia le persone che il Pianeta. I delegati, attualmente riuniti a Ginevra per l’ultimo round dei negoziati delle Nazioni Unite sulla biodiversità, in vista della conferenza COP15 sulla biodiversità che si terrà in Cina alla fine di quest’anno, si sono fermati per prendere parte allo “spegnimento” in un momento di riflessione sull’enormità del loro ruolo in questo periodo storico. Questa COP15 del CBD delle Nazioni Unite offre ai leader un’opportunità irripetibile di concordare per un accordo globale che inverta la perdita di biodiversità entro il 2030. “Il mio più grande ringraziamento ai milioni di persone in tutto il mondo che hanno spento le luci e partecipato a questo appuntamento di solidarietà per le persone e per il Pianeta. La manifestazione di partecipazione e supporto da parte di individui, comunità, aziende, governi, città, istituzioni nel mondo, dimostra quanti di noi vogliono aiutarsi a vicenda e prendersi cura del Pianeta, la sola nostra casa comune- ha affermato Marco Lambertini Direttore Generale di WWF International-. Quindi manteniamo questo slancio, restiamo uniti continuando a chiedere, a impegnarci, per un futuro più sicuro, giusto e sostenibile per l’umanità e tutte le forme di vita nel Pianeta”.  Il Primo ministro canadese Justin Trudeau e Sua Altezza Reale il Principe di Galles e la Duchessa di Cornovaglia hanno dato il loro sostegno su Twitter. La musicista internazionale e attivista ambientale Ellie Goulding si è unita alla campagna mentre l’attore de Il Trono di Spade Iwan Rheon ha condiviso il suo momento di “spegnimento” dietro le quinte a lume di candela con la playlist WWF-Galles Earth Hour. L’attrice cinese Dilraba Dilmurat ha espresso il suo sostegno alla natura, mentre la top model cinese Liu Wen ha parlato dell’importanza di una moda sostenibile. Non estranei ad una visione più ampia del Pianeta, anche gli astronauti Matthias Maurer, André Kuipers e l’Agenzia Spaziale Europea hanno incoraggiato il pubblico a mostrare il loro sostegno per Earth Hour.

LUCI SPENTE PER 280 COMUNI ITALIANIIn Italia circa 280 comuni hanno aderito ad Earth Hour, e sono state oltre 300 le iniziative, fra cui lo spegnimento di monumenti, palazzi, piazze, strade e altri luoghi simbolo. A Milano luci spente per il Castello Sforzesco e la Torre del Filarete, mentre a Roma sono rimasti al buio per un’ora Castel Sant’Angelo, il Colosseo e la Basilica di San Pietro al Vaticano e lì davanti i volontari hanno portato la scritta “PACE”. Sempre a Roma si sono spente le facciate di Palazzo Madama, Montecitorio e Palazzo Chigi con il Cortile d’Onore. A Firenze luci spente per un’ora a Palazzo Vecchio, Ponte Vecchio, al Duomo, alla Basilica di Santa Croce, alla Torre di Arnolfo, all’Abbazia di San Miniato al Monte, sulla Statua del David di Michelangelo in Piazza della Signoria, a Palazzo Sacrati Strozzi e a Palazzo Medici Ricciardi. A Torino al buio la Mole Antonelliana e le luci dei ponti sul fiume Po. Al buio per un’ora anche Piazza San Marco, nella città ‘simbolo’ dei cambiamenti climatici, Venezia. Si è spenta anche l’Arena di Verona e molti altri monumenti di comuni del veronese. Fra i comuni Italiani che hanno partecipato anche Reggio Calabria, Napoli, Bari, Cagliari, Trieste, Ancona, Caserta, Bergamo, Crotone, ma anche comuni più piccoli come Varazze e Toirano (SV), Positano e Bacoli (NA). Anche la rete dei volontari e le Oasi WWF hanno preso parte con diverse iniziative locali che hanno accompagnato gli spegnimenti. I volontari del WWF Caserta, ad esempio, hanno organizzato una maratona radiofonica dalle 9:30 alle 21:30 con l’emittente locale Prima Rete, mentre il WWF Bologna Metropolitana a San Giovanni in Persiceto ha organizzato lo spettacolo “una notte senza luci” presso il planetario dell’orto botanica. I volontari del WWF Bergamo Brescia hanno organizzato un incontro divulgativo su “Interferenze dell’inquinamento luminoso sull’ecosistema urbano” e un ascolto dei pipistrelli con bat detector. Ad Anversa, nel cuore dell’Oasi Gole del Sagittario, l’evento si è tenuto nella piazza centrale. Iniziative anche all’ Oasi Valmanera, al di Bosco Di Vanzago e all’Oasi San Silvestro (CE). Fra le altre attività, una serata al Museo della Biodiversità di Monticiano (Siena) in collaborazione con l’Unione Astrofili Senesi e la passeggiata insieme al WWF Roma sul Lungotevere delle Navi. Hanno aderito anche il Parco Nazionale delle Cinque Terre e dei comuni di Riomaggiore, Vernazza, Monterosso al Mare e del PNALM (Parco Nazionale D’Abruzzo Lazio e Molise). Hanno aderito agli spegnimenti anche il Parco Nazionale del gran Sasso e Monti della Laga, l’AMP Torre del Cerrano e il Parco Nazionale della Maiella (spegnimento sedi del Parco). Il Parco regionale Sirente Velino ha aderito con attività di sensibilizzazione della cittadinanza. Anche l’organizzazione The Climate Route ha aderito all’Earth Hour 2022 con un evento di flash mob a Rimini dove è stato creato da migliaia di persone un messaggio sulla spiaggia e fotografato da satellite, nella mattinata di sabato 26 marzo.

I RICONOSCIMENTI – L’Ora della Terra ha ricevuto l’adesione del Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibile e i patrocini della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Senato della Repubblica, della Camera dei Deputati, della Regione Lazio e del Comune di Roma. Anche per questa edizione di Earth Hour, Il WWF ha ricevuto la medaglia che il Capo dello Stato ha voluto destinare, quale suo premio di rappresentanza, all’evento internazionale.

LE IMPRESE – Anche le Aziende Partner del WWF hanno deciso di aderire alla mobilitazione globale: Sofidel, Maxi Zoo, P&G, Decathlon, Wind Tre e Bialetti hanno partecipato infatti con spegnimenti simbolici e con attività di sensibilizzazione rivolte ai propri dipendenti e clienti.

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OGGI ALLE 20,30 IN TUTTO IL MONDO SCATTA L’ORA DELLA TERRA, LA MOBLITAZIONE GLOBALE PER LA PACE, IL CLIMA E IL PIANETA. Nei prossimi 3 anni possiamo avere 60 GW di rinnovabili, 80.000 nuovi posti di lavoro, un risparmio di 15 miliardi di metri cubi di gas ogni anno (20% delle importazioni). L’escape room dalle guerre e dalle crisi è investire nelle rinnovabili. Gas, petrolio e carbone, insieme alla crisi climatica, provocano conflitti, oltre a costare di più: oltre 60$/MWh per il carbone e 130 per il nucleare, meno di 40 per il fotovoltaico. La posta in gioco è altissima e non possiamo perdere tempo in scelte che amplificheranno le crisi economiche e sociali nel futuro. #EarthHour #oradellaterra #iocimettolafaccia #connect2earth – Roma, 26 marzo 2022

Cartella – https://www.dropbox.com/sh/kmnkisfm46oiu60/AAAhl-sM3IdctNEushtUPBMRa?dl=0.

QUI foto e video degli spegnimenti dal mondo (la cartella verrà aggiornata durante tutta la giornata)https://www.dropbox.com/sh/cfzlwl835gnik8s/AAD32OCrNQ6suyUrWzdDd889a?dl=0.

Link al report “Rinnovabili, energie per la Pace”https://www.dropbox.com/sh/uj4f09fbxqxzlh2/AACFfzbVyHd2SFWpL15cxJ_Na?dl=0.

Link alla pagina del sitohttps://www.wwf.it/cosa-puoi-fare-tu/eventi/earth-hour-2022/?utm_source=social&utm_medium=organic&utm_campaign=EarthHour.

Acqua, terra e, negli ultimi decenni, anche i combustibili fossili sono stati sempre più spesso causa, occasione o finalità di conflitti armati o di vere e proprie guerre. Ben 434 dispute e conflitti dal 2010 ad oggi sono state scatenati per l’acqua (in particolare in Medio Oriente, India, Pakistan, Corno d’Africa e Africa Centrale), molti altri recenti hanno invece avuto chiare connessioni, dirette o indirette, con i combustibili fossili (guerre in Iraq e Iran, guerra del Golfo). La stessa tragedia ucraina, non solo quella delle ultime settimane, mostra evidenti connessioni con la questione energetica oltre che sul controllo delle rotte del gas proveniente dalla Russia. Attuare una transizione veloce verso le energie rinnovabili significa investire sulla pace come argomenta l’analisi del WWF Italia “Rinnovabili, energie per la pace” che prova a rispondere alle domande più comuni su transizione e crisi energetica, rivelando che la prospettiva del 100% rinnovabile è realmente una concreta soluzione allo scenario di crisi e di aumento vertiginoso dei prezzi dei carburanti come quello attuale. Questa analisi viene pubblicata nel giorno della 14esima edizione di Earth Hour, l’Ora della Terra: la più grande mobilitazione globale del WWF che attraverso il gesto simbolico di spegnere le luci per un’ora – dalle 20,30 alle 21,30 di questa sera – unisce cittadini, istituzioni e imprese in un momento di raccoglimento globale per la pace, la protezione del clima e per il nostro Pianeta. In Italia tra il 2005 e il 2015 siamo passati dal 7,5% al 17,5% di rinnovabili per poi sostanzialmente fermarci. Sebbene il nostro sia un paese con una forte predisposizione ambientale all’utilizzo di fonti energetiche come sole e vento, abbiamo rallentato una transizione che era iniziata velocemente. “I tempi della transizione vanno accelerati, non ritardati. La UE ha fissato il target di riduzione delle emissioni a meno 55% entro il 2030 e prima del 2050 dovremmo arrivare alla completa neutralità climatica. Per l’Italia questo significa rivedere il Piano Integrato Energia e Clima, aumentando la quota di rinnovabili visto che gli operatori si sono detti in grado di arrivare a circa 20 GW di nuove installazioni all’anno. Siamo invece in una fase di forte stallo: lo scorso anno si è istallato meno di un GW di nuova capacità rinnovabile – afferma Mariagrazia Midulla, Responsabile Clima e Energia in WWF Italia -. Servirebbe un Piano Clima che coordini le diverse azioni e anche politiche energetiche e politiche industriali: questa è una delle proposte che il WWF e le altre associazioni ambientaliste hanno avanzato con la Legge sul Clima”.

I falsi miti del costo delle rinnovabili – Secondo Lazard, una delle fonti più autorevoli in materia, le fonti rinnovabili mostrano i costi (LCOE – levelized cost of energy) più bassi rispetto alle fossili e al nucleare considerando anche il costo del combustibile, le spese di gestione e manutenzione dell’impianto: si stima infatti una forchetta tra i 65 e i 159 $/MWh per il carbone, tra i 129 e i 198 $/MWh per il nucleare, a fronte di soli 29-42 $/MWh per il fotovoltaico. Infatti secondo IRENA i costi dell’elettricità dal solare fotovoltaico su scala industriale sono scesi dell’85% tra il 2010 e il 2020. La sostituzione degli impianti a carbone abbatterebbe i costi annuali del sistema di 32 miliardi di dollari all’anno e ridurrebbe le emissioni annuali di CO2 di circa 3 gigatonnellate di CO2.

60 GW di rinnovabili in 3 anni, si può – Elettricità futura, l’associazione degli operatori dell’energia elettrica di Confindustria, afferma di essere in grado di installare 60 GW di rinnovabili entro i prossimi 3 anni, a patto di ottenere le relative autorizzazioni. Ciò permetterebbe di ridurre drasticamente la bolletta elettrica e creare 80.000 nuovi posti di lavoro. Non solo, 60 GW di rinnovabili comporterebbero un risparmio di 15 miliardi di metri cubi di gas ogni anno, ovvero del 20% del gas importato. Il settore è pronto a investire 85 miliardi di euro nei prossimi 3 anni.

Risolvere la crisi energetica senza minacciare la sicurezza delle persone – I combustibili fossili sono la principale fonte di emissioni di gas serra, in particolare di CO2 e di metano: l’investitore pubblico non può mettersi dunque in una posizione neutrale tra questa e altre fonti energetiche. Se le rinnovabili richiedono un investimento iniziale, questo sarà successivamente compensato dal fatto che, soprattutto per solare ed eolico, le fonti di energia sono del tutto gratuite, mentre i prezzi dei combustibili fossili presentano un’alta volatilità che è anche fonte di crisi economiche. Immobilizzare capitali nei combustibili fossili (lock-in), impedirebbe di usarli invece per completare una transizione energetica che non può più essere rinviata.

La transizione verso le rinnovabili in Italia è possibile – Innanzitutto, è indispensabile minimizzare le nuove infrastrutture a gas, non legandosi a nuovi contratti molto onerosi. Va confermata a chiare lettere la data del phase out del carbone sancita nella strategia energetica nazionale e nel Piano nazionale Integrato Energia Clima, vale a dire il 2025. Va quindi accelerato il passaggio ai veicoli elettrici e alle pompe di calore per il riscaldamento (non consentendo l’installazione delle caldaie a gas nei nuovi edifici, come si è fatto in altri Paesi, per esempio il Regno Unito dove addirittura si pensa di anticipare il divieto al prossimo anno) e con le rinnovabili elettrificare sempre più i consumi energetici. Infine ricordarci che sprecare energia, visto quello che ci costa in termini economici e ambientali, nonché di pace, è uno stupido controsenso. “La crisi energetica ha reso ancor più evidente come soltanto uno sviluppo alimentato interamente da fonti rinnovabili e fondato sul risparmio e l’efficienza nell’uso dell’energia e delle risorse possa garantire anche costi giusti e affidabili nonché sicurezza e pace. La posta in gioco è altissima. Il momento della transizione è ora”conclude Mariagrazia Midulla.

OGGI ALLE 20,30 LUCI SPENTE PER EARTH HOUR E UN MESSAGGIO DI PACE – Oggi, sabato 26 marzo, dalle 20,30 di ciascun Paese, si terrà la 14esima edizione dell’Ora della Terra, che coinvolgerà milioni di persone insieme a migliaia di città, monumenti e luoghi simbolo. Earth Hour è un evento senza frontiere, che unisce le persone sulla Terra per vincere la sfida climatica attraverso il gesto simbolico di spegnere la luce per un’ora. In un momento in cui i conflitti diventano una minaccia al futuro di tutti una grande azione globale in grado coinvolgere persone in tutti i paesi del mondo è, in sé, un messaggio di pace e solidarietà: perché solo insieme possiamo far sentire la nostra voce e chiedere un futuro più sicuro, giusto e sostenibile per tutti. Quella di quest’anno, in segno di rispetto e solidarietà per le persone che soffrono a causa del conflitto in Ucraina, sarà un’edizione particolarmente sobria. Da nord a sud della penisola, in un momento di raccoglimento globale per la pace, la protezione del clima e per il nostro Pianeta si spegneranno le luci di centinaia di monumenti, palazzi, piazze, strade e altri luoghi simbolo. A Roma si spegneranno Castel Sant’Angelo, Colosseo e la Basilica di San Pietro, insieme alle facciate di Palazzo Madama, Montecitorio e Palazzo Chigi con il Cortile d’Onore. Qui le principali iniziative in Italiahttps://app.emailchef.com/viewonline/@f*025j2F7ib38j2f2S1*3=0*82f3f0e8b8f0b*6,3*8efr2fbs9d3a9ffs0d1f9*f=0*5-217*b-8.

IL CLIMATE WALL – Il Climate Wall del WWF non è una immagine qualunque: i pixel che la compongono, infatti, sono i selfie di tutti coloro che vorranno metterci letteralmente la faccia e fare sentire la propria voce per un futuro di benessere per le persone e per il Pianeta. Scaricando la app Climate Wall su IOS e Android ognuno potrà inviare il proprio selfie ed entrare a far parte della community di persone che chiedono un cambiamento reale. Su wwf.it/earthhour2022 si potrà rivedere la propria immagine entrare a far parte della big picture di WWF.

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Un corteo e una performance artistica del WWF YOUng stamattina a Piazza della Repubblica a Roma anticipa Earth Hour, la mobilitazione globale del WWF per le persone, il clima e la natura che si terrà domani, sabato 26 marzo alle 20,30. WWF YOUng: “Basta con le fonti fossili, le rinnovabili sono uno strumento di pace”. Roma, 25 marzo 2022

Qui le foto della manifestazione a Roma (saranno disponibili dalle 10,30 in poi) –  https://www.dropbox.com/sh/4d09ioadryu0qbt/AABGOG5hzdO6dgvtasEZ-lLpa?dl=0.

Cartella – https://www.dropbox.com/sh/kmnkisfm46oiu60/AAAhl-sM3IdctNEushtUPBMRa?dl=0.

La generazione Greta torna nelle piazze e oggi, in tutta Italia, partecipa al nuovo grande sciopero globale indetto dai Fridays For Future, per chiedere giustizia climatica. Ne fanno parte anche i ragazzi e le ragazze di WWF YOUng, la community del WWF Italia, che oggi a Roma parteciperanno alla mobilitazione con un corteo e una performance artistica in Piazza della Repubblica. In mano i dati dell’ultimo report IPCC, dove si dice che siamo già nel cambiamento climatico, ma ancora nella finestra per agire ed evitare le conseguenze più sconvolgenti e difficili da affrontare; nelle loro voci un unico messaggio di pace e solidarietà per i giovani che abitano nei Paesi in guerra, ma anche nelle zone più colpite dagli impatti del cambiamento climatico. Il corteo del WWF YOUng è partito alle 9,30 di oggi da via Po in direzione Piazza della Repubblica per unirsi al Global Strike dei Fridays For Future. Alle ore 10.30 i volontari del WWF YOUng proporranno una performance artistica su strada con musica e danza, dove sono tutti invitati a partecipare. Questo appuntamento anticipa Earth Hour, l’Ora della Terra, la più grande mobilitazione globale del WWF che, attraverso il gesto simbolico di spegnere le luci per un’ora, sabato 26 marzo alle 20,30 unisce cittadini, istituzioni e imprese in un momento di raccoglimento globale per la pace, la protezione del clima e per il nostro Pianeta. “L’arte, come la Natura, è insieme bellezza e fragilità. All’arte nessuno è realmente indifferente quindi abbiamo scelto di esprimere proprio attraverso l’arte il disagio legato alla crisi climatica in cui ci troviamo e che riguarda tutti indistintamente – affermano i giovani del WWF YOUng, tra cui Federica Mazzagatti, la volontaria che ha proposto la coreografia da portare in piazza -. Sta diventando ormai chiaro a tutti noi che l’energia fossile è la radice delle peggiori crisi per l’umanità, quella climatica e quelle da cui scaturiscono i conflitti. Dobbiamo abbandonare definitivamente le fonti fossili e riconoscere nelle fonti rinnovabili e nel risparmio ed efficienza energetica e dell’uso delle risorse non solo il mezzo per una reale transizione ecologica, ma anche uno strumento di pace”. Domani sarà Earth Hour 2022 – Earth Hour, l’Ora della Terra, è la più grande mobilitazione globale del WWF che, attraverso il gesto simbolico di spegnere le luci per un’ora, unisce cittadini, istituzioni e imprese in un momento di raccoglimento globale per la pace, la protezione del clima e per il nostro Pianeta. Sabato 26 marzo, dalle 20,30 di ciascun Paese, si terrà la 14esima edizione dell’ora di buio per il Pianeta, che coinvolgerà milioni di persone insieme a migliaia di città, monumenti e luoghi simbolo. Earth Hour è un evento senza frontiere, che unisce le persone sulla Terra per vincere la sfida climatica. In un momento in cui i conflitti diventano una minaccia al futuro di tutti una grande azione globale in grado coinvolgere persone in tutti i paesi del mondo è, in sé, un messaggio di pace e solidarietà: perché solo insieme possiamo far sentire la nostra voce e chiedere un futuro più sicuro, giusto e sostenibile per tutti.

IL CLIMATE WALL – Il Climate Wall del WWF non è una immagine qualunque: i pixel che la compongono, infatti, sono i selfie di tutti coloro che – in tempo reale – vorranno metterci letteralmente la faccia e fare sentire la propria voce per un futuro di benessere per le persone e per il Pianeta. Scaricando la app Climate Wall su IOS e Android ognuno potrà inviare il proprio selfie ed entrare a far parte della community di persone che chiedono un cambiamento reale. Su wwf.it/earthhour2022 si potrà rivedere la propria immagine entrare a far parte della big picture di WWF.

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CENTINAIA DI SPEGNIMENTI ANCHE IN ITALIA. Dalle 20.30 di ciascun Paese scatterà l’Ora della Terra: il WWF invita tutti a spegnere le luci per un’ora e unirsi in un’unica voce per la pace, la protezione del clima e per il nostro Pianeta. Nella Penisola oltre 160 iniziative coinvolgeranno monumenti e luoghi simbolo e con il Climate Wall ognuno può metterci la faccia per un futuro più sicuro, giusto e sostenibile per tutti. A Roma si spengono anche Castel Sant’Angelo, Colosseo e la Basilica di San Pietro. #EarthHour #oradellaterra #iocimettolafaccia #connect2earth – Roma, 23 marzo 2022

Cartella – https://www.dropbox.com/sh/kmnkisfm46oiu60/AAAhl-sM3IdctNEushtUPBMRa?dl=0%20.

Link alla pagina del sitohttps://www.wwf.it/cosa-puoi-fare-tu/eventi/earth-hour-2022/?utm_source=social&utm_medium=organic&utm_campaign=EarthHour.

Earth Hour, l’Ora della Terra, è la più grande mobilitazione globale del WWF che, attraverso il gesto simbolico di spegnere le luci per un’ora, unisce cittadini, istituzioni e imprese in un momento di raccoglimento globale per la pace, la protezione del clima e per il nostro Pianeta. Anche un’azione apparentemente semplice come quella di cliccare il tasto off dell’interruttore, infatti, se fatta insieme, rappresenta un contributo per chiedere un futuro più sicuro, giusto e sostenibile per tutti. Sabato 26 marzo, dalle 20,30 di ciascun Paese, si terrà la 14esima edizione dell’ora di buio per il Pianeta, che coinvolgerà milioni di persone insieme a migliaia di città, monumenti e luoghi simbolo. Dalla prima edizione del 2007, che ha coinvolto la sola città di Sidney, la grande ola di buio si è rapidamente propagata in ogni angolo del Pianeta, lasciando a luci spente piazze, strade e monumenti simbolo come il Colosseo, il Cristo Redentore di Rio, la Torre Eiffel, il Ponte sul Bosforo e tanti altri luoghi, per dimostrare che uniti si può fare una grande differenza. Earth Hour è un evento senza frontiere, che unisce le persone sulla Terra per vincere la sfida climatica. In un momento in cui i conflitti diventano una minaccia al futuro di tutti una grande azione globale in grado coinvolgere persone in tutti i paesi del mondo è, in sé, un messaggio di pace e solidarietà: perché solo insieme possiamo far sentire la nostra voce e chiedere un futuro più sicuro, giusto e sostenibile per tutti.

GLI SPEGNIMENTI IN ITALIA – In Italia si contano già oltre 160 iniziative che prevedono lo spegnimento di monumenti, palazzi, piazze, strade e altri luoghi simbolo. A Milano, dalle 20,30 alle 21,30, luci spente per il Castello Sforzesco e la Torre del Filarete, mentre a Roma rimarranno al buio per un’ora Castel Sant’Angelo, il Colosseo e la Basilica di San Pietro al Vaticano, insieme alle facciate di Palazzo Madama, Montecitorio e Palazzo Chigi con il Cortile d’Onore. A 

Firenze luci spente per un’ora a Palazzo Vecchio, Ponte Vecchio, al Duomo, alla Basilica di Santa Croce, alla Torre di Arnolfo, all’Abbazia di San Miniato al Monte, sulla Statua del David di Michelangelo in Piazza della Signoria, a Palazzo Sacrati Strozzi e a Palazzo Medici Ricciardi. A Torino al buio la Mole Antonelliana e le luci dei ponti sul fiume Po. Al buio per un’ora anche Piazza San Marco, nella città ‘simbolo’ dei cambiamenti climatici, Venezia. Si spegnerà anche l’Arena di Verona e molti altri monumenti di comuni del veronese. Spegnimenti anche in altre città come L’Aquila (Piazza del Duomo), Bergamo, Lecce, Caserta, Cefalù (si spegnerà la piazza del Duomo dove si trova la Cattedrale patrimonio dell’Unesco e i volontari del WWF Sicilia Nord Occidentale saranno presenti con un banchetto informativo), Cesena, Como, Catania (Palazzo degli Elefanti) e Palermo (Palazzo delle Aquile) e molti monumenti dei centri della provincia di Roma Capitale come Albano laziale, Civitavecchia, Pomezia, San Cesareo, Manziana, Cave, Riano, Ariccia, Fiumicino, San Vito Romano.

GLI EVENTI DELL’ORA DELLA TERRA – Anche la rete dei volontari WWF e le Oasi WWF prenderanno parte con diverse iniziative locali che accompagneranno gli spegnimenti. I volontari del WWF Caserta, ad esempio, hanno organizzato una maratona radiofonica dalle 9:30 alle 21:30 con l’emittente locale Prima Rete, mentre il WWF Bologna Metropolitana a San Giovanni in Persiceto organizza lo spettacolo “una notte senza luci” presso il planetario dell’orto botanica. I volontari del WWF Bergamo Brescia hanno organizzato un incontro divulgativo su “Interferenze dell’inquinamento luminoso sull’ecosistema urbano” e un ascolto dei pipistrelli con bat detector. Nell’Oasi WWF di Serre Persano (SA) è prevista una visita guidata la mattina di sabato 26 marzo, seguita da altre attività come l’installazione di una bat box. Nell’Oasi di Valmanera (Asti) apericena itinerante dal tramonto al cui seguito si potrà godere della magia del bosco di notte. Sarà presente il gruppo degli astrofili astigiani per l’osservazione degli astri. In Romagna, a Forlì per celebrare l’ora di buio a Piazza Saffi il WWF ha organizzato un flash mob dedicato al simbolo della pace. Fra le altre iniziative una serata al Museo della Biodiversità di Monticiano (Siena) in collaborazione con l’Unione Astrofili Senesi per ammirare stelle, nebulose, galassie e costellazioni che si affacciano nelle prime ore della sera e la passeggiata insieme al WWF Roma sul Lungotevere delle Navi (appuntamento alle 18,30 di fronte al Palazzo della Marina Militare) per osservare la biodiversità urbana lungo le acque del Fiume di Roma e arrivare a piedi a Castel Sant’Angelo. Fra le adesioni anche quella del Parco Nazionale delle Cinque Terre e dei comuni di Riomaggiore, Vernazza, Monterosso al Mare, attraverso alcuni spegnimenti come quello del palazzo comunale di Riomaggiore e del castello Doria a Vernazza. Fra le iniziative in occasione di Earth Hour anche l’escursione notturna “a energia solare” dal Santuario della Madonna di Montenero a Riomaggiore, con ritrovo alle 19,45 di sabato 26 marzo su Strada Provinciale SS370 (Strada Litoranea) 

presso imbocco sentiero 593C diretto al Santuario della Madonna di Montenero, sopra al borgo di Riomaggiore. A 

Martina Franca in Puglia si spegnerà il palazzo Ducale a conclusione di una pedalata organizzata dal WWF Trulli e Gravine in collaborazione con l’associazione Cicloamici-Fiab Mesagne e altre associazioni locali. Parteciperà all’Ora della Terra 2022 anche il PNALM (Parco Nazionale D’Abruzzo Lazio e Molise) spegnerà il centro visite a Pescasseroli, il Museo del Lupo a Civitella Alfedena, il centro servizi CEA mentre il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga aderisce all’iniziativa spegnendo le luci del Parco e dichiarandolo “Parco amico del Clima”. Ad Anversa, nel cuore dell’Oasi Gole del Sagittario, l’evento sarà nella piazza centrale. Anche l’organizzazione The Climate Route aderisce all’Earth Hour 2022 con un evento di flash mob sulle spiagge di Rimini per comporre un messaggio che verrà fotografato da satellite, proprio nella mattinata di sabato 26 marzo.

Qui il link alla mappa con tutti gli eventi e gli spegnimenti in Italiahttp://www.oradellaterra.org/mappa-eventi/.

L’INIZIATIVA DI WWF YOUng – Ad anticipare Earth Hour ci saranno anche un corteo e una performance artistica delle ragazze e dei ragazzi della community WWF YOUng, che venerdì 25 marzo a Piazza della Repubblica prenderanno parte al Global Climate Strike indetto dai Fridays for Future. Appuntamento ore 09.00 a via Po 25c, sede del WWF. Il corteo si muoverà in direzione di Piazza della Repubblica alle ore 09.30. Alle ore 10.30 i volontari del WWF YOUng proporranno una performance su strada dove sono tutti invitati a partecipare. A questo link il gruppo whatsapp della community dove ci si organizza in vista della manifestazione.

IL CLIMATE WALL – Il Climate Wall del WWF non è una immagine qualunque: i pixel che la compongono, infatti, sono i selfie di tutti coloro che – in tempo reale- vorranno metterci letteralmente la faccia e fare sentire la propria voce per un futuro di benessere per le persone e per il Pianeta. Scaricando la app Climate Wall su IOS e Android ognuno potrà inviare il proprio selfie ed entrare a far parte della community di persone che chiedono un cambiamento reale. Su wwf.it/earthhour2022 si potrà rivedere la propria immagine entrare a far parte della big picture di WWF. Fra chi ha rinnovato la propria adesione ad Earth Hour anche le atlete e gli atleti della nazionale italiana di rugby. Proprio nell’intervallo dell’incontro Italia-Scozia del Sei Nazioni che si è tenuto sabato 12 marzo all’Olimpico di Roma, infatti, sono stati proiettati i video che le squadre hanno registrato per mandare il loro messaggio per le persone, il clima e la natura.

RICONOSCIMENTI – L’Ora della Terra ha ricevuto l’adesione del Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibile e i patrocini della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Senato della Repubblica, della Camera dei Deputati, della Regione Lazio e del Comune di Roma. Anche per questa edizione di Earth Hour, Il WWF ha ricevuto la medaglia che il Capo dello Stato ha voluto destinare, quale suo premio di rappresentanza, all’evento internazionale.

AZIENDE – Anche le Aziende Partner del WWF hanno deciso di aderire alla mobilitazione globale: Sofidel, Maxi Zoo, P&G, Decathlon, Wind Tre e Bialetti partecipano infatti con spegnimenti simbolici e con attività di sensibilizzazione rivolte ai propri dipendenti e clienti.

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CRISI ENERGETICA

GREENPEACE ITALIA, LEGAMBIENTE E WWF ITALIA AVANZANO 10 PROPOSTE AL GOVERNO DRAGHI SU RINNOVABILI ED EFFICIENZA PER LIBERARE L’ITALIA DALLA DIPENDENZA DEL GAS. Tra gli interventi da mettere in campo: entro marzo 2023 autorizzare nuovi impianti a fonti rinnovabili per 90 GW di nuova potenza installata da realizzare entro 5 anni, aggiornare entro giugno 2022 il PNIEC con obiettivo 100% elettricità da rinnovabili al 2035, fissare subito un tetto ai profitti delle aziende che estraggono e trasportano gas fossile o petrolio. “Approvare con urgenza un decreto sblocca rinnovabili per sostituire le centrali a gas costruite dopo il blackout nazionale del 2003 e per ridurre i consumi di 36 miliardi di m3 entro il 2026”. Roma, 17 marzo 2021

Cartella – https://www.dropbox.com/sh/n4uwqfnk0pr8k4c/AABGXAvfasC2JRXJlwTEl249a?dl=0.

L’esplosione della drammatica guerra in Ucraina e la preoccupazione di molte persone per l’aumento delle bollette impone di accelerare la transizione energetica del nostro Paese, come unica soluzione per uscire dalla dipendenza dal gas, a partire da quello della Russia. Per questo Greenpeace Italia, Legambiente e WWF Italia avanzano 10 proposte al governo Draghi per affrontare in modo strutturale la dipendenza dall’estero per l’approvvigionamento del gas. Si tratta di interventi normativi e autorizzativi da mettere in campo da qui ai prossimi mesi e che permetterebbero di ridurre i consumi di gas di 36 miliardi di metri cubi all’anno entro fine 2026, sviluppando l’eolico offshore e a terra, il fotovoltaico sui tetti, anche nei centri storici, e sulle aree compromesse (discariche, cave, etc.), il moderno agrovoltaico che garantisce l’integrazione delle produzioni agricole con quella energetica, la produzione del biometano (sviluppata in un chiaro contesto di riduzione del numero complessivo di capi allevati e senza sottrazione di terreno alla produzione di cibo), gli accumuli, i pompaggi e l’ammodernamento delle reti. In particolare le tre associazioni, chiedono in primis di autorizzare, entro marzo 2023, nuovi impianti a fonti rinnovabili per 90 GW di nuova potenza installata, pari alla metà dei 180 GW in attesa di autorizzazione, da realizzare entro fine 2026; aggiornare entro giugno 2022 il PNIEC, valutando l’obiettivo di produzione del 100% di energia elettrica da fonti rinnovabili entro il 2035; fissare subito un tetto ai profitti delle aziende che estraggono e trasportano gas fossile o petrolio; attivare entro giugno 2022 il dibattito pubblico sugli impianti a fonti rinnovabili al di sopra dei 10 MW di potenza installata; sviluppare la produzione di biometano da FORSU, scarti agricoli, reflui zootecnici e fanghi di depurazione. E poi di escludere entro aprile 2022 l’autorizzazione paesaggistica per il fotovoltaico integrato sui tetti degli edifici non vincolati dei centri storici; rivedere entro dicembre 2022 i bonus edilizi, cancellando gli incentivi per la sostituzione delle caldaie a gas. Infine è importante anticipare al 2023 l’eliminazione dell’uso delle caldaie a gas nei nuovi edifici; istituire entro giugno 2022 un fondo di garanzia per la costituzione delle comunità energetiche; attivare entro maggio 2022 una strategia per efficienza e innovazione nei cicli produttivi e sulla mobilità sostenibile. Negli ultimi mesi il tema energia è stato al centro del dibattito politico, anche grazie ad una incessante campagna mediatica sul tema dei rincari in bolletta e a forti dinamiche speculative, alimentate prima dall’aumento dei prezzi di acquisto del gas fossile sui mercati internazionali messi in campo dagli oligopoli delle fonti fossili, in seguito alla ripartenza dell’economia mondiale dopo le prime ondate del Covid-19, e poi dalle tensioni internazionali sfociate nella terribile guerra innescata dall’invasione russa in Ucraina. “Il problema evidente del salasso per famiglie e aziende è urgente da affrontare, ma le soluzioni adottate o prospettate dal Governo – spiegano 

Greenpeace Italia, Legambiente e WWF Italia – sono anacronistiche e in controtendenza con l’urgente lotta alla crisi climatica: si va dall’aumento della produzione nazionale di gas fossile all’approvvigionamento di idrocarburi gassosi non provenienti dalla Russia, dalla possibile ripartenza di gruppi termoelettrici a carbone a quelli a olio combustibile, dal raddoppio di gasdotti operativi alla realizzazione di nuovi rigassificatori, fino ai nuovi finanziamenti alla ricerca del nucleare di quarta generazione. Il governo, per contenere gli aumenti in bolletta, ha pensato bene infine di tagliare gli extracosti relativi solo alla produzione di elettricità da fonti rinnovabili, senza interessare minimamente quelli vertiginosi delle aziende delle fonti fossili o in modo strutturale tutti gli oneri di sistema in bolletta.  Il blackout nazionale del 2003 portò al varo in fretta e furia dell’infausto decreto sblocca centrali del governo Berlusconi che fece realizzare le centrali termoelettriche a gas che allora sostituirono quelle a carbone e olio; oggi la guerra in Ucraina dovrebbe portare l’Esecutivo Draghi a varare subito un ben più necessario e fausto decreto sblocca rinnovabili per sostituire gli impianti a gas con 90 GW di nuovi impianti a fonti rinnovabili da autorizzare entro 12 mesi e da realizzare nei prossimi 5 anni”. Per le tre associazioni quelle prese fino ad oggi dall’esecutivo Draghi sono “decisioni che non entrano nel merito dell’unica soluzione efficace che ci può permettere di affrontare questo problema in modo strutturale e senza lasciare indietro nessuno: la riduzione dei consumi di gas. Un obiettivo che si può raggiungere intervenendo soprattutto sulle prime tre voci di consumo: domestico e terziario (33 miliardi di m3 nel 2021), la produzione di elettricità (26 miliardi di m3) e l’industria (14 miliardi di m3), su cui bisogna operare con un forte sviluppo delle fonti rinnovabili, concrete politiche di risparmio energetico ed efficienza energetica in edilizia, l’innovazione tecnologica nelle imprese”. Pensare di riattivare gruppi termoelettrici a carbone o a olio combustibile è un’opzione irrilevante: se pure ripartissero 1000 MW di potenza installata, aggiuntivi a quelli già in attività, con questi due combustibili fossili, ad esempio per 5mila ore all’anno, si potrebbero produrre 5 TWh all’anno che nei fatti permetterebbero di risparmiare solo 1 miliardo di m3 di gas fossile all’anno. Praticamente nulla al confronto del contributo strutturale e rispettoso degli obiettivi climatici e di lotta all’inquinamento atmosferico che garantirebbe lo sviluppo strutturale e convinto delle fonti rinnovabili, dell’efficienza energetica, del sistema di pompaggi e accumuli e della rete di trasmissione e distribuzione.

Ufficio stampa Greenpeace Italia: Felice Moramarco 348 763 0682 – Ufficio stampa Legambiente: Luisa Calderaro 349.6546593 – Ufficio stampa Wwf Italia: Giulia Ciarlariello g.ciarlariello@wwf.it 334.6151811

In sintesi le 10 proposte per liberare l’Italia dalla dipendenza dal gas:

1) Aggiornare entro giugno 2022 il PNIEC, valutando l’obiettivo della produzione del 100% di energia elettrica da fonti rinnovabili entro il 2035.

2) Fissare entro aprile 2022 un tetto ai profitti delle aziende che estraggono e trasportano gas fossile o petrolio.

3) Autorizzare, entro marzo 2023, nuovi impianti a fonti rinnovabili per 90 GW di nuova potenza installata, pari alla metà dei 180 GW in attesa di autorizzazione, da realizzare entro fine 2026. Sarà necessario, inoltre, accompagnare questo sviluppo con quelli degli accumuli e della rete che deve essere potenziata per poter ricevere e scambiare i flussi energetici.

4) Attivare entro giugno 2022 il dibattito pubblico sugli impianti a fonti rinnovabili al di sopra dei 10 MW di potenza installata.

5) Sviluppare la produzione di biometano da FORSU, scarti agricoli, fanghi di depurazione e reflui zootecnici, programmando parallelamente una riduzione dei capi allevati e senza entrare in competizione con l’uso di terreni per la produzione di cibo.

6) Escludere entro aprile 2022 l’autorizzazione paesaggistica per il fotovoltaico integrato sui tetti degli edifici non vincolati dei centri storici.

7) Rivedere entro dicembre 2022 i bonus edilizi, cancellando gli incentivi per la sostituzione delle caldaie a gas

8) Anticipare al 2023 l’eliminazione dell’uso delle caldaie a gas nei nuovi edifici.

9) Istituire entro giugno 2022 un fondo di garanzia per la costituzione delle comunità energetiche.

10) Attivare entro maggio 2022 una strategia per efficienza e innovazione nei cicli produttivi e sulla mobilità sostenibile.

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SABATO 26 MARZO TORNA EARTH HOUR, EVENTO GLOBALE DEL WWF CHE MANDA UN MESSAGGIO PER LE PERSONE, IL CLIMA E LA NATURA. Dalle 20.30 di ciascun Paese scatterà l’Ora della Terra: il WWF invita tutti a spegnere le luci per un’ora e unirsi per il futuro delle persone e del pianeta. #EarthHour #oradellaterra #iocimettolafaccia #connect2earth. Roma, 11 febbraio 2022

Cartella – https://www.dropbox.com/sh/kmnkisfm46oiu60/AAAhl-sM3IdctNEushtUPBMRa?dl=0.

Sabato 26 marzo torna Earth Hour, l’Ora della Terra, l’iniziativa globale del WWF che da sempre invita le persone a mobilitarsi per un futuro più sicuro, giusto e sostenibile per tutti. Anche quest’anno, alle 20,30 locali, in tutti i Paesi del mondo si spegneranno le luci: un gesto simbolico per chiamare all’azione nei confronti dell’emergenza climatica e della perdita di natura. Earth Hour, arrivata alla sua quattordicesima edizione, rappresenta da sempre una mobilitazione che unisce milioni di persone da tutto il mondo in un’unica voce per proteggere il clima e la natura e che oggi, nel difficile momento storico in cui viviamo, acquista ancora maggior forza lanciando un messaggio globale per costruire un futuro di armonia fra gli uomini e con la natura. Quello appena passato è stato un anno allarmante per il clima: gli eventi estremi e le anomalie si sono moltiplicate, giungendo a nuovi record come quello registrato in Canada in estate, con quasi 50°C in alcune località della British Columbia, dopo che l’ONU ha confermato che nel 2020 si sono raggiunti i 38°C in Siberia. La crisi climatica è adesso e sta causando impatti diffusi e sempre più forti. Le due prime parti del rapporto dell’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change), punto di riferimento scientifico per il monitoraggio degli effetti del cambiamento climatico nel mondo, confermano l’allarme rosso per il clima nonché l’urgenza di abbattere rapidamente le emissioni di gas serra per evitare gli sconvolgimenti peggiori e di adattarsi agli impatti ormai sempre più violenti. Le analisi dell’IPCC confermano che se le temperature dovessero andare oltre 1,5 °C rispetto ai livelli preindustriali, metà della popolazione mondiale potrebbe essere esposta a condizioni climatiche pericolose, dovute all’aumento vertiginoso di caldo e umidità, e il 14% di tutte le specie terrestri affronterà un rischio molto elevato di estinzione legato al cambiamento climatico. La finestra per le nostre azioni di mitigazione e adattamento alla crisi climatica si sta rapidamente stringendo, questo è il decennio cruciale per agire. I piccoli passi in avanti fatti dalla COP26 non sono paragonabili all’accelerazione delle azioni necessarie per limitare il riscaldamento globale a 1,5 °C. In gioco c’è il benessere delle persone e delle comunità, il rischio è quello di non riuscire a evitare le conseguenze più catastrofiche e ingestibili della crisi climatica minando le basi stesse del nostro vivere sociale. Nel 2021 sono stati ben 192 i Paesi e i territori che nel mondo hanno spento le luci per l’Ora della Terra, l’#EarthHour è stato trend topic su Twitter e Google in 42 di questi Paesi, e le impressions sui social hanno raggiunto quota 10 miliardi.

Le iniziative di quest’anno. Milioni di persone in tutto il mondo insieme a migliaia di edifici, palazzi e monumenti di città dal Pacifico alle coste atlantiche, il 26 marzo, alle 20,30, spegneranno le luci per un’ora. In Italia, sono circa 40 i comuni che ad oggi hanno confermato la loro adesione a Earth Hour 2022. Insieme allo spegnimento di monumenti, palazzi, piazze, strade, ci saranno altre attività di rilancio dell’evento online. La rete dei volontari WWF e le Oasi WWF prenderanno parte con iniziative locali. Numerosi e sempre più coinvolti saranno i testimonial e influencer che parteciperanno attivamente all’evento di spegnimento e al Climate Wall, uno schermo che mostra gli effetti della crisi climatica e permette alle persone di unirsi in tempo reale alla mobilitazione per il loro futuro sul Pianeta. Rinnovano la loro adesione ad Earth Hour anche le atlete e gli atleti della nazionale italiana di rugby, ora impegnati nel Sei Nazioni a Roma. Proprio nell’intervallo dell’incontro Italia-Scozia che si terrà sabato 12 marzo all’Olimpico, infatti, sarà proiettato il video che le squadre hanno registrato per mandare il loro messaggio per le persone, il clima e la natura.

Link al video – https://www.dropbox.com/sh/iomzgsgukar2uuf/AAAHQLWPgXgRu-enC3_GoLoPa?dl=0.

L’Ora della Terra, inoltre, ha già ricevuto l’adesione del Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibile e i patrocini della Presidenza del Consiglio dei Ministri, della Camera dei Deputati e del Comune di Roma. Anche per questa edizione di Earth Hour, Il WWF ha ricevuto la medaglia che il Capo dello Stato ha voluto destinare, quale suo premio di rappresentanza, all’evento internazionale.

Il Climate Wall. Il Climate Wall non è una immagine qualunque: i pixel che la compongono, infatti, sono i selfie di tutti coloro che – in tempo reale- vorranno metterci letteralmente la faccia e fare sentire la propria voce per un futuro di benessere per le persone e per il Pianeta. Scaricando la app Climate Wall su IOS e Android ognuno potrà inviare il proprio selfie ed entrare a far parte della community di persone che chiedono un cambiamento reale. Sul 

wwf.it/earthhour2022 si potrà rivedere la propria immagine entrare a far parte della big picture di WWF.

Gli appuntamenti del 2022 per Natura e Clima. Dal 25 aprile all’8 maggio, i leader mondiali parteciperanno alla conferenza delle Nazioni Unite per la natura e la biodiversità – la UN CBD COP 15 (United Nations Convention on Biological Diversity 15th Conference of the Parties) – a Kunming, in Cina. La natura è uno dei nostri più forti alleati contro la crisi climatica, ci permette di attenuarne gli impatti e di accompagnare l’azione per ridurre drasticamente, e azzerare entro la metà del secolo, le emissioni di CO2. A fine anno, poi, si terrà la COP27 sul Clima in Egitto, che dovrà finalmente arrivare all’adeguamento degli impegni dei singoli Paesi (NDC) all’obiettivo comune di limitare il riscaldamento globale a 1,5°C. Qualsiasi ulteriore aumento delle temperature potrebbe significare danni irreversibili al nostro Pianeta e un serio rischio per la vita umana.

Earth Hour è un appello dalla Terra per la Terra, una chiamata all’azione perché ognuno, spegnendo la luce per un’ora, si unisca agli altri in una voce comune. Solo uniti ce la potremo fare.

Video ufficiale – https://www.youtube.com/watch?v=vE42Qu7dHmI.

Pagina del sito WWF dedicata a Earth Hour: http://wwf.it/earthhour2022.

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