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OGNUNO, AD OGNI LIVELLO, PUÒ E DEVE AGIRE PER LIMITARE CONSUMI E EMISSIONI DI CO2. Domani Greta parteciperà allo sciopero per il clima a Roma e il WWF sostiene le ragazze ed i ragazzi che si mobiliteranno per il clima con ‘Friday for future’.

Roma, 18 aprile 2019 – Qui le foto dello striscione nella sede del WWF Italia e di Greta al Senato

https://www.dropbox.com/sh/tehr1um12iihaau/AACIxlVrPesPvgO1PvvnN4WJa?dl=0.

“La crisi climatica che stiamo vivendo è la più semplice e la più difficile. La più semplice perché sappiamo bene cosa fare: dobbiamo tagliare drasticamente le emissioni di C02, la più difficile perché la nostra economia è ancora oggi troppo dipendente dai combustibili fossili che distruggono il clima e gli ecosistemi. L’unica cosa di cui abbiamo bisogno è un futuro e chi governa deve trovare una soluzione, perché non c’è più tempo e non ci sono più scuse per non fermare il cambiamento climatico”. Queste parole di Greta Thumberg, intervenuta oggi al seminario ‘Clima, il tempo cambia, È tempo di cambiare’, nella Sala Koch di Palazzo Madama, sono una chiamata all’azione, lanciato non a nome di un partito o di una organizzazione, ma di un’intera generazione che chiede a chi ha potere decisionale di agire per evitare gli scenari più catastrofici per il cambiamento climatico. “Greta è il simbolo di una mobilitazione giovanile che sta crescendo sempre più e un richiamo alla necessità di ‘spegnere l’incendio’ della nostra casa, ormai in atto. Il futuro reclamato da Greta e dai tantissimi giovani che domani parteciperanno alla manifestazione in piazza del Popolo a Roma, organizzata dal movimento Fridays for Future, è nelle mani di chi governa e delle scelte che ognuno fa nel quotidiano”,

ha dichiarato la presidente del WWF Italia Donatella Bianchi che ha partecipato al seminario con Greta Thumberg di questa mattina al Senato. “Il WWF si aspetta che il governo assuma immediatamente i provvedimenti necessari a rendere concreto e spedito il processo di decarbonizzazione dell’Italia, per aiutare a realizzare quanto previsto dall’accordo di Parigi sul clima e avere l’autorevolezza per assumere azioni diplomatiche per rilanciare a livello internazionale la mobilitazione globale sulle politiche climatiche”, continua Donatella Bianchi che aggiunge: “Ci auguriamo, inoltre, che non solo chi governa, ma anche chi ricopre ruoli determinanti nel mondo dell’industria, dell’economia dell’informazione e della cultura abbia recepito il messaggio di Greta e abbia compreso che per contrastare i cambiamenti climatici in atto non si possono più fare piccoli e irrilevanti passi, ma che servono azioni immediate, profonde e radicali”. Da questa mattina sulla facciata della sede nazionale del WWF in via Po Sul palazzo in via è stato affisso uno striscione con una immagine della Terra e la frase “Siamo con chi vuole salvare il mondo”: un modo per esprimere il pieno sostegno de WWF alla mobilitazione per il clima e a tutti i ragazzi che in Italia e nel mondo vi stanno prendendo parte, ma anche agli “adulti” che raccoglieranno l’appello dei giovani. Domani (venerdì 19 aprile), attraverso la community di giovani attivisti del WWF YOUng, il WWF parteciperà alla manifestazione dei Fridays for Future a cui sarà presente anche Greta Thunberg, per chiedere alle classi dirigenti di affrontare il problema dei cambiamenti climatici.

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serata clima

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Roma, 29 marzo 2019 – Domani in tutto il mondo l’Ora della Terra del WWF. 

L’Europa occidentale e centrale – dalla Gran Bretagna alla Germania, dalla Spagna all’Italia – è attraversata da parecchie settimane da un’ondata di caldo davvero anomala per questo periodo dell’anno. I segni della siccità si vedono ovunque, addirittura in Gran Bretagna. Il combinato disposto della lunga ondata di calore e della siccità favorisce gli incendi nel Nord Italia, particolarmente nelle zone nord occidentali, Piemonte, Lombardia e Liguria. Le ondate di calore e le anomalie termiche sono caratteristiche del cambiamento climatico e tutti i modelli, nonché l’esperienza di questi anni, indicano che questo produrrà un aumento drammatico degli incendi, particolarmente nelle regioni del Mediterraneo. Questi incendi, peraltro favoriti anche dai forti venti, sono anche il campanello d’allarme della situazione di sofferenza dei nostri boschi e delle zone, anche in alta quota, per la siccità: occorre prendere immediatamente provvedimenti con un “Piano risorse idriche” in vista di un’estate che potrebbe accentuare il fenomeno e portare anche gravi problemi di approvvigionamento idrico. “Con gli effetti dei cambiamenti climatici così impattanti diventa determinante avviare meccanismi immediati di prevenzione. Vi sono inoltre segnali che alcuni di questi incendi siano di natura dolosa, messi in atto da criminali che approfittano della situazione. I sistemi di prevenzione devono essere molto più marcati e anticipati: il fatto che già a inizio primavera si registrino incendi così violenti ci fa temere un’altra estate di fuoco (come quella del 2017) per il patrimonio boschivo italiano” ha detto Donatella Bianchi, Presidente WWF Italia. Si tratta dell’ennesimo campanello d’allarme della necessità di accelerare come non mai il taglio delle emissioni di CO2, come indicato dagli scienziati IPCC. Le emissioni invece stanno aumentando di nuovo (+1,7% solo in campo energetico) come ha denunciato rapporto IEA di due giorni fa. “Dobbiamo arrivare a zero emissioni nette prima della metà del secolo, per far questo dobbiamo dare il via a un vero e proprio ‘Piano Marshall’ del clima. E ogni Governo deve fare la sua parte, insieme agli altri e non aspettando gli altri” conclude la Presidente WWF Donatella Bianchi.  Proprio per sensibilizzare cittadini e decisori politici sull’urgenza di agire per il clima domani 30 marzo in tutto il mondo e in tutta Italia (400 i comuni che hanno aderito) si spegneranno monumenti e luoghi simbolo per Earth Hour,

l’Ora della Terra del WWF. Qui la mappa di eventi e spegnimenti in Italiahttps://www.wwf.it/news/notizie/?46521/Earth-Hour-2019-gli-spegnimenti-in-Italia.

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Sabato 30 marzo alle 20,30 in tutto il mondo arriva Earth Hour. EARTH HOUR: WWF, SUL RISCALDAMENTO GLOBALE SIAMO ANCORA IN GRADO DI EVITARE IL PEGGIO MA SENZA AZIONI CONCRETE SI RISCHIA DI TORNARE AL CLIMA DI 15-17 MILIONI DI ANNI FA. SABATO TORNA L’ORA DELLA TERRA CON L’EVENTO CENTRALE ITALIANO A MATERA CAPITALE EUROPEA DELLA CULTURA 2019Roma, 29 marzo 2019

Cartella Stampa multimediale con immagini repertorio – https://www.dropbox.com/sh/8v7byuhklywmz7k/AAAQ8LxQ2AUX4Gu6OvZsBSLQa?dl=0.

Immagini satellitari ASI sui cambiamenti climatici

https://www.dropbox.com/sh/pozdt3dv61cs9xy/AACfhR54mD-6HR6IBllKMKlRa?dl=0.

A questo link la cartella multimediale dell’edizione 2019 e dalle 21,00 di sabato 30 marzo anche foto e immagini di spegnimentihttps://www.dropbox.com/sh/pozdt3dv61cs9xy/AACfhR54mD-6HR6IBllKMKlRa?dl=0.

Sabato 30 marzo alle 20.30, in tutto il mondo tantissimi luoghi, dai monumenti più famosi alle abitazioni di privati cittadini, spegneranno le luci e centinaia di milioni di persone parteciperanno alla grande ola di spegnimenti di Earth Hour, l’Ora della Terra, la più grande mobilitazione planetaria sul tema dei di cambiamenti climatici.

VERSO “HOTHOUSE” EARTH. Mentre i dati sul cambiamento climatico in atto continuano ad aggravarsi diventa totalmente insostenibile la mancata reazione per decarbonizzare con urgenza le nostre economie. La concentrazione di anidride carbonica nell’atmosfera è arrivata nel 2018 a 408 ppm (parti per milione di volume), in molte giornate di questi primi mesi del 2019 sono giunte o hanno persino sorpassato le 410 ppm (nel 1750 all’inizio della Rivoluzione Industriale era di 277 ppm), il 2018 è stato il quarto anno più caldo a livello globale (da quando esistono le registrazioni scientificamente attendibili dal 1880) e le emissioni totali di anidride carbonica hanno continuato a crescere raggiungendo più di 41 miliardi di tonnellate. Se non cambiamo rotta alle nostre economie e ai nostri stili di vita potremo raggiungere lo stato dell’“Hothouse Earth” come è stata definita da autorevoli scienziati [1] . Dall’analisi dei paleoclimi, (ossia tutte le conoscenze sin qui raccolte sui climi dei periodi geologici del passato) emerge che i dati climatici attuali, proseguendo nell’inazione,  potrebbero condurre, ad una  situazione complessiva della nostra Terra simile a quella verificatasi verso la metà del periodo del Miocene, risalente a 15-17 milioni di anni fa, quando la concentrazione di CO2 nell’atmosfera arrivavano persino a valori superiori alle 400 ppm raggiungendo le 500 ppm, le temperature medie della superficie terrestre erano superiori di 4°C – 5°C rispetto a quelle che si sono registrate nel nostro periodo preindustriale e il livello dei mari era superiore di 10-60 metri rispetto alla situazione attuale: ma il fatto più rilevante su cui riflettere è che sulla superficie della Terra, in quel periodo, non vi era nessuna forma di Ominide che si aggirasse tra gli ambienti del pianeta di allora. “Come mai prima d’ora la natura si trova in un momento di drammatico declino. Dai dati dell’Unep dal 1970 a oggi il consumo di risorse naturali è più che triplicato, mentre gli effetti dei cambiamenti climatici sono sotto gli occhi di tutti: gli ultimi quattro anni sono stati i quattro anni più caldi mai registrati (WMO). È sempre più urgente un’azione globale di conservazione del capitale naturale che non può prescindere da un cambiamento culturale dei nostri stili di vita, dei nostri sistemi produttivi e dei nostri modelli di consumi”. Dichiara, la presidente del WWF Italia Donatella Bianchi che aggiunge: “Per questa ragione abbiamo scelto Matera, capitale europea della cultura, per il nostro evento centrale. Nella lotta ai cambiamenti climatici molto spesso i cittadini sono più avanti dei governi che continuano a rinviare azioni che sono quanto mai urgenti: quello che fa ben sperare, però, è la mobilitazione dei giovani che in tutto il mondo, a milioni, stanno chiedendo agli adulti di oggi di non rubare loro il futuro”.

Dalla Torre Eiffel all’Opera House di Sydney, dall’Empire State Building di New York al Burj Khalifa a Dubai. Saranno oltre 160 i Paesi che parteciperanno e migliaia i luoghi iconici che spegneranno le loro luci come gesto simbolico per salvare il pianeta, ma anche per aumentare la consapevolezza sull’importanza della natura e incoraggiare individui, imprese e governi in tutto il mondo a trovare le soluzioni necessarie per costruire un futuro sano e sostenibile per tutti.

In Italia l’evento centrale, realizzato in collaborazione con il comune di Matera, sarà nella capitale europea della cultura 2019, dove avverrà lo spegnimento simbolico, dalle 20,30 alle 21,30,  di uno dei luoghi più suggestivi della Città dei Sassi, l’area di San Pietro Caveoso e della Rupe dell’Idris, con una prima esibizione dal vivo aperta a tutti del pianista Danilo Rea che accompagnerà la proiezione di immagini di natura e satellitari in collaborazione con l’ASI 

(Agenzia Spaziale Italiana), che renderanno ancora più unico questo inno collettivo alla bellezza e alla fragilità del pianeta.Il programma proseguirà poi alle 21:00 con l’Earth Hour Concert presso il Conservatorio di Musica E.R. Duni di Matera con la partecipazione speciale del pianista Danilo Rea.

Spegnimenti principali. Tutte le luci esterne dei palazzi delle principali istituzioni nazionali saranno spente: quelle del Quirinale, di Palazzo Madama, di Palazzo Montecitorio, di Palazzo Chigi. 400 i Comuni che hanno aderito all’Ora della Terra 2019, con lo spegnimento di monumenti, palazzi o luoghi simbolo. 47 organizzazioni aggregate WWF e 10 Oasi hanno in programma circa 100 eventi e iniziative. Ecco gli spegnimenti principali: A Milano si spegne il castello Sforzesco, con iniziative organizzate da WWF Young, a Roma il Colosseo, la Basilica e il colonnato di San Pietro; a Napoli si spegneranno le luci del Maschio angioino, di Castel dell ’ Ovo e del Municipio, a Torino la Mole Antonelliana, a Verona l ’ Arena, a Bari si spegneranno i 197 lampioni storici del lungomare , a Reggio Calabria il santuario della Collina degli Angeli, a Venezia le luci principali di Piazza San Marco, a Palermo il teatro Massimo, a Isernia la Fontana Fraterna.  E ancora: A Modena luci spente per il Palazzo comunale e Piazza grande, a Como il Duomo, l’Arena del Teatro e la Torre del Baradello, mentre all’Isola del Giglio si spengono le luci dell’Antico Borgo di giglio Castello. Luci spente anche a Pistoia (Piazza del Duomo), Parma (residenza municipale e palazzo del governatore), a Padova (Municipio), mentre ad Avezzano si spegne l’illuminazione esterna del castello, a Lecce la porta san Biagio, a Forlì piazza Saffi. Anche a Bracciano (Roma) si spengono le luci del Castello Orsini-Odescalchi. Due spegnimenti particolari in Umbria e Piemonte: a Terni sarà interessato l’obelisco “Lancio di luce” dello scultore Arnaldo Pomodoro, mentre a Varallo Sesia, in provincia di Vercelli, il Comune spegne il Complesso Monumentale del Sacro Monte, Patrimonio Unesco. Qui una mappa degli eventi italianihttp://www.oradellaterra.org/mappa-eventi/.

Riconoscimenti. All’iniziativa Earth Hour 2019 è stata conferita la Medaglia del Presidente della Repubblica e sono stati concessi i Patrocini del Senato della Repubblica, della Camera dei Deputati, della Presidenza del Consiglio dei Ministri, nonché dell’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani – ANCI. Anche le scuole saranno coinvolte, grazie a uno specifico Protocollo d’intesa siglato da WWF e MIUR. Earth Hour 2019 è il più grande movimento per l’ambiente a livello mondiale, con oltre 160 Paesi che partecipano per invitare all’azione sulle questioni ambientali più importanti da affrontare. L’Ecuador, ad esempio, sta spingendo per una legge che abolisca l’uso della plastica nella capitale Quito, mentre la Finlandia sfiderà oltre un quarto della popolazione del paese a seguire una dieta più equilibrata. Il Kenya pianterà un miliardo di alberi entro il 2030 per ripristinare la copertura forestale e l’Indonesia sta incoraggiando 5 milioni di giovani ad adottare uno stile di vita più green. “Da una parte abbiamo la responsabilità morale di vivere in armonia con la natura, dall’altra la natura è di vitale importanza per la vita quotidiana di tutti. Dalla natura dipende il cibo che mangiamo, l’aria che respiriamo, l’acqua che beviamo, e molto altro ancora, ma stiamo spingendo il pianeta al limite e la natura è gravemente minacciata”. Ha dichiarato Marco Lambertini, direttore generale del WWF Internazionale, che aggiunge: “Earth Hour 2019 è una grande opportunità per dare il via a un movimento inarrestabile per la tutela dell’ambiente e per contribuire a garantire un impegno internazionale per fermare e invertire la perdita di biodiversità: serve un New Deal per la natura e le persone, che sia ambizioso come l’accordo globale sul clima”.

Il WWF è partner nella Convenzione delle Nazioni Unite sulla diversità biologica, nella creazione di

connect2earth.org, piattaforma dove persone, imprese e organizzazioni possono trovare strumenti per spingere i governi ad agire. Chi vorrà far sentire la propria voce per il pianeta potrà partecipare alla petizione Voice for the Planet , che chiede ai leader mondiali di creare un New Deal per la natura e le persone. La petizione sarà presentata alla Convenzione delle Nazioni Unite sulla diversità biologica del 2020. Negli ultimi dieci Earth Hour ha ispirato milioni di persone a sostenere e partecipare a iniziative per la tutela dell’ambiente e del clima, contribuendo a guidare le politica sul clima, la consapevolezza e l’azione a livello mondiale. Fra le cose più importanti, questa mobilitazione ha contribuito a creare 3,5 milioni di ettari di aree marine protette in Argentina e 2700 ettari di foresta in Uganda, ha permesso di vietare i materiali plastici nelle Galapagos dal 2014, di piantare 17 milioni di alberi in Kazakistan, di illuminare case con energia solare in India e nelle Filippine e di promuovere nuove leggi per la protezione dei mari e delle foreste in Russia. Proprio l’anno scorso, poi, la Polinesia francese si è mossa per proteggere 5 milioni di chilometri quadrati dei suoi mari al fine di preservare gli ecosistemi oceanici.

L’importanza dell’educazione ambientale. Il valore educativo della natura oggi viene letto alla luce della consapevolezza dell’aggravarsi dei problemi ambientali. Il concetto del rapporto tra uomo e natura orientato alla cura dell’ambiente e non al suo “dominio” è di grande attualità, così come l’urgenza di educare i bambini fin da piccoli a creare un’alleanza con il Pianeta. Ma come fare per amare qualcosa che non si conosce? Il paradosso a cui assistiamo è che i giovani, che potrebbero aspirare a guidare la difesa della natura, hanno sempre meno a che fare con essa. In questo contesto si inserisce la collaborazione del WWF con il mondo della scuola, con programmi educativi e materiali didatticiche ogni anno vengono messi a disposizione dei docenti per l’attività in classe. Proprio in occasione dell’Ora della Terra, ai ragazzi della scuola secondaria di primo grado dell’Istituto Comprensivo Pascoli di Matera sarà dedicato uno speciale evento con laboratori didattici e attività di sensibilizzazione organizzate dal WWF, che si svolgeranno nella mattina di sabato 30 marzo all’interno della scuola. Un’occasione per coinvolgere i ragazzi attraverso attività ispirate al progetto educativo digitale “Mi curo di te” del WWF: il gesto di ognuno per il Pianeta di tutti”, realizzato grazie al supporto di Sofidel, azienda nota soprattutto per il marchio Regina. Sofidel, da oltre 10 anni, collabora con WWF supportando direttamente alcuni progetti di conservazione e iniziative di sensibilizzazione e coinvolgimento del pubblico. “Mi Curo di Te” è il principale esempio di questa comune volontà, rivolto ai docenti della scuola primaria e secondaria di primo grado: si concentra su 3 grandi tematiche quali acqua, clima e foreste e attraverso lezioni didattiche mira a favorire l’adozione di comportamenti virtuosi per il Pianeta. A oggi sono 9mila le classi che hanno aderito. Non solo Sofidel, main partner dell’Ora della Terra per l’appuntamento di Matera, ma anche altre Aziende Partner di WWF hanno deciso di aderire alla mobilitazione globale: Auchan Retail Italia, Eurojersey, I Provenzali, Maxi Zoo, UniCredit, Unilever e Wind Tre partecipano infatti con spegnimenti, con attività di sensibilizzazione rivolte ai propri dipendenti e azioni dedicate ai clienti sul tema del cambiamento climatico. Tutti possono fare la differenza nella protezione della natura e inizia proprio qui, proprio ora con Earth Hour 2019. Visitando il earthhour.org per gli eventi internazionali e oradellaterra.org l’ola di buio che vuole illuminare il futuro del Pianeta.

[1] Steffen W. et al., 2018, Trajectories of the Earth System in the Anthropocene, Proceedings National Academy of Sciences, 33; 8252-8259).

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22 marzo giornata mondiale dell’acqua In uno scenario di riscaldamento globale di 2 °C le persone affette da scarsità d’acqua in Europa potrebbero passare da 85 a 295 milioni. Il 2019 in Italia si preannuncia anno critico per il fabbisogno di acqua. Roma, 22 marzo 2019 – Cartella immaginihttps://www.dropbox.com/sh/gg0389h17banr99/AAAUjYXgBzxtpEJNhDLoWswKa?dl=0.

Il 2019 in Italia si preannuncia un altro anno critico per il fabbisogno d’acqua a causa del riscaldamento globale, che proprio sul ciclo dell’acqua sta già avendo un effetto misurabile, alterando la quantità, la distribuzione, i tempi e la qualità.  L’acqua è l’elemento principale attraverso il quale percepiamo e percepiremo gli effetti del cambiamento climatico e, infatti, in alcune aree del Paese sembra riproporsi la situazione del 2017, il secondo anno tra i più secchi dal 1961. In quell’anno la quantità di precipitazioni è stata del 22% inferiore alla norma, la temperatura media in Italia registrava un +1,30 gradi centigradi, superiore di 0.1 grado rispetto a quella mondiale. Nel 2017 i quattro principali bacini idrografici italiani (Po, Adige, Tevere e Arno) hanno visto diminuire le portate medie annue di circa il 40% rispetto alla media del trentennio 1981-2010 e sei Regioni hanno chiesto lo Stato di emergenza per carenze idriche anche nel settore potabile. Periodi di siccità si sono intervallati sempre più a periodi di forti precipitazioni concentrati in pochi giorni, ore e minuti, caratterizzati anche da improvvisi “alluvioni lampo”, che si verificano dall’estate al tardo autunno. Non di dimenticano le 10 vittime sorprese durante un’escursione dalla piena del Raganello in Calabria nell’agosto scorso, ma eventi estremi si sono verificati dovunque dal Trentino Alto Adige, al Veneto, alla Sicilia, al Lazio, alla Liguria, alla Lombardia. Dispersi, morti, strade come fiumi in piena, colate di fango che ricoprono centri abitati, pendii franati, strade interrotte, ponti pericolosi, interi paesi isolati e senza luce, gas e acqua, spiagge devastate o scomparse sotto la furia delle onde, case e capannoni scoperchiati, boschi falciati dal vento, scenari apocalittici, eventi sempre più frequenti in un territorio sempre più vulnerabile e inadatto a rispondere naturalmente ad eventi “normali”, tanto meno a cambiamenti climatici che si stanno manifestando con sempre maggior violenza. In uno scenario di riscaldamento globale di 2° C, il numero di persone affette da scarsità d’acqua in Europa potrebbe passare dagli attuali 85 milioni fino a 295 milioni, principalmente nei paesi del Mediterraneo. L’aumento della carenza di acqua è previsto in particolare in Spagna, Grecia, Cipro, Italia e Turchia. I cambiamenti nell’uso del suolo e le variazioni della domanda di acqua combinate peseranno nell’ordine del 10-20%, mentre il clima sarà responsabile dell’80-90% delle modificazioni previste. Si prevedono riduzioni significative dei livelli bassi di flusso, circa il 25% in meno nell’Europa sud-ovest (Spagna, Portogallo, Francia meridionale, parti d’Italia) e anche nell’Europa Sud-Est (Grecia, Sud Italia, paesi balcanici). Ciò potrebbe portare a problemi di disponibilità di acqua di raffreddamento per le centrali termiche, acqua che oltretutto potrebbe essere molto calda.  In uno scenario di riscaldamento estremo, il numero di persone colpite dalla carenza idrica in Europa potrebbero aumentare alla fine del ventunesimo secolo dagli attuali 85 milioni a 104 milioni o potenzialmente 295 milioni. Oltre a una decisa azione di mitigazione, cioè di progressivo azzeramento delle emissioni climalteranti, sono necessarie strategie di adattamento, inclusi il risparmio e l’efficienza nell’uso dell’acqua. La resilienza al cambiamento climatico è rafforzata da servizi ecosistemici sani che si affidano a bacini fluviali ben funzionanti. Un adattamento ai cambiamenti climatici efficace deve riflettere l’importanza della gestione delle risorse idriche nel ridurre la vulnerabilità e costruire la resilienza al cambiamento climatico. È necessario un cambio di rotta totale sia su scala globale, dando seguito agli impegni presi nelle varie conferenze del Clima, sia su scala locale. Ma è necessario anche modificare il nostro quotidiano rapporto con l’ambiente e con l’acqua, partendo dalla consapevolezza, da tradurre in comportamenti virtuosi, che l’acqua è un bene comune e a disponibilità limitata.

Earth Hour 2019. Proprio con l’obiettivo di limitare il cambiamento climatico, dimezzando le emissioni di gas serra entro il 2030 a livello globale, nonché fermare la perdita di biodiversità, il prossimo 30 marzo torna Earth Hour: la più grande mobilitazione planetaria sul clima. Un’ora simbolica di luci spente e tante iniziative per un futuro sostenibile, che si svolgeranno in centinaia di Paesi nel mondo con lo slogan #Connect2Earth, che non solo esprime lo stretto legame tra uomo e natura, ma anche quello tra cambiamenti climatici e perdita di biodiversità, il capitale naturale sul quale poggia la nostra stessa vita.

Riconoscimenti. All’iniziativa Earth Hour 2019 è stata conferita la Medaglia del Presidente della Repubblica e sono stati concessi i Patrocini del Senato della Repubblica, della Camera dei Deputati, della Presidenza del Consiglio dei Ministri, nonché dell’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani – ANCI. Anche le scuole saranno coinvolte, grazie a uno specifico Protocollo d’intesa siglato da WWF e MIUR.

Anche per questa edizione, Sofidel sarà il main partner dell’evento. L’azienda, nota soprattutto per il brand Regina, è al fianco del WWF da oltre 10 anni nell’ambito del programma Climate Savers e nel 2017 ha rinnovato il suo impegno sottoscrivendo il Manifesto S.O.S. del WWF ispirato ai 17 Obiettivi di Sostenibilità dell’ONU, sposando dunque la visione di lungo periodo promossa dall’Associazione che considera il nostro Pianeta come luogo comune per realizzare un benessere equo e sostenibile e che riconosce la centralità del capitale naturale. Negli anni, Sofidel è stata al fianco del WWF in numerose attività di sensibilizzazione e ingaggio, tra cui il programma educativo “Mi Curo di Te – Il gesto di ognuno per il Pianeta di tutti” dedicato ai temi Acqua, Clima e Foreste.

Per programmi aggiornati e appuntamenti: oradellaterra.org.

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Domani giovedì 21 marzo è l’International Day of Forests. Rappresentano l’habitat per il 75% della biodiversità e producono oltre il 40% dell’ossigeno terrestre. Tra il 1990 e il 2007 le foreste mondiali hanno sequestrato in media 2,4 MLD di Co2. Sabato 30 marzo alle 20,30 torna Earth Hour, l’Ora della Terra, l’evento mondiale del WWF sul clima. L’evento centrale sarà a Matera, capitale europea della cultura 2019, con lo spegnimento di uno dei luoghi iconici della “città dei Sassi”. Roma, 20 marzo 2019

Cartella con immagini di foreste

https://www.dropbox.com/sh/ee81tirfvscyu0t/AAB_-Ake7c11XSY3ciOWvAx_a?dl=0.

Nella Giornata Internazionale delle Foreste (che si celebra domani, giovedì 21 marzo) il WWF vuole puntare l’attenzione sullo straordinario valore dei “polmoni” del Pianeta che non solo sono essenziali per la vita sulla Terra ma che rappresentano un elemento cruciale nella lotta ai cambiamenti climatici. Le foreste coprono il 31% delle terre emerse del pianeta, costituiscono l’habitat per il 75% della biodiversità terrestre e, in varie forme e particolarmente grazie al processo della fotosintesi clorofilliana, contribuiscono alla lotta al cambiamento climatico. La FAO dal 1948 elabora assessment sullo stato delle foreste (i “Global Forest Resources Assessment” vengono pubblicati ogni 5 anni, il prossimo è previsto per il 2020 mentre ogni anno viene pubblicato lo “State of the World’s Forests”) e secondo i suoi dati più recenti risulta che le foreste pluviali producono oltre il 40% dell’ossigeno terrestre e la deforestazione è una delle principali cause del riscaldamento globale, poiché produce dal 12 al 20% delle emissioni di gas serra.  Oggi la superficie forestale globale è estesa meno di 4 miliardi di ettari: il 93% è foresta naturale, mentre la superficie di foresta piantata rappresenta il 7%. Nel periodo fra il 1990 e 2015, la superficie di foreste è diminuita di 129 milioni di ettari, un’area che equivale quasi all’intero Sudafrica. La perdita netta annuale media nel periodo 2010-2015, invece, è stata di 3,3 milioni di ettari e la maggior parte riguarda le foreste naturali. Secondo un interessante studio apparso su Nature nel 2015 si stima che all’inizio della rivoluzione agricola vi fossero sulla Terra circa 6.000 miliardi di alberi mentre oggi ne abbiamo circa 3000 miliardi (Crowther T.W. ed altri, 2015, Mapping tree density at a global scale, Nature 525; 201-205). Questa grave perdita di capitale naturale è stata negli ultimi anni parzialmente compensata dal recupero naturale di terre abbandonate da agricoltori o allevatori (2,2 milioni di ettari all’anno) e da nuove piantagioni (3,1 milioni di ettari all’anno). La principale causa della deforestazione è l’agricoltura commerciale su larga scala, che ha rappresentato circa il 40% della deforestazione nei tropici e sub-tropici; mentre l’agricoltura di sussistenza locale ha inciso per il 33%, l’infrastrutturazione per il 10%, l’espansione urbana per il 10% e l’estrazione mineraria per il 7%. In Italia, nel periodo 2005-2015 la superficie interessata da formazioni forestali, secondo la FAO, è pari a 9,2 milioni di ettari, con una crescita annua dello 0,6%. Nell’Accordo di Parigi approvato dalla COP 21 della Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sul Cambiamento Climatico (UNFCCC) per mantenere l’aumento della temperatura media mondiale ben al di sotto di 2°C rispetto ai livelli preindustriali e di fare il possibile per limitare l’aumento a 1,5°C, oltre alle massicce riduzioni a breve termine delle emissioni di gas climalteranti, si richiede anche l’applicazione di tecniche di “emissione negativa” che estraggano dall’atmosfera l’anidride carbonica già emessa . La fotosintesi clorofilliana, processo che estrae l’anidride carbonica dall’aria, utilizzando l’acqua, e la trasforma in materia vegetale, è uno dei mezzi naturali che da 3,5 miliardi di anni permette di assorbire CO2 ed è ovviamente utile nella lotta contro i cambiamenti climatici. Le foreste del mondo,tra il 1990 e il 2007 hanno sequestrato in media 2,4 miliardi di tonnellate di carbonio all’anno. Secondo i dati della FAO del 2010 le foreste manterrebbero immagazzinate 289 miliardi di tonnellate di carbonio nella biomassa viva, nel legno morto, nella lettiera e nel suolo. Il legno, composto per circa il 50% di carbonio, se utilizzato per produrre beni di lunga durata, come edifici e parti di essi, mantiene naturalmente intrappolata la CO2 mentre, se usato come combustibile, la rilascia in atmosfera. Nel nostro Paese, dalle stime dell’Inventario Nazionale delle Foreste e del sequestro del carbonio 2005, risulterebbe che la quantità di carbonio organico presente nella parte vegetale presente fuori del terreno dei boschi italiani (alberi vivi, rinnovazione e arbusti) ammonta a 472,7 milioni di tonnellate, mentre quella rimossa annualmente dall’atmosfera ammonterebbe a circa 12,6 milioni di tonnellate. Abbiamo il dovere di fare il possibile per fermare la distruzione delle foreste naturali, restaurare gli ecosistemi degradati dallo sfruttamento e riforestare. Per farlo è necessario realizzare migliori pratiche di gestione per rendere le foreste più resistenti e resilienti ai disturbi che possono rilasciare improvvisamente una grande quantità di carbonio nell’atmosfera, come gli incendi boschivi. Le azioni di gestione forestale, poi, devono essere armonizzate all’interno dei paesaggi forestali e si deve favorire l’uso di legname estratto in modo sostenibile per la costruzione di strutture e prodotti di lunga durata, evitando di bruciarlo, se non alla fine del ciclo di vita dei prodotti. Le foreste del nostro paese costituiscono un importante elemento anche per le attività di adattamento ai cambiamenti climatici, come indicato nel Piano nazionale di adattamento al cambiamento climatico prodotto dal Ministero dell’Ambiente, e anche il ruolo della riforestazione urbana assume un significato rilevante che il WWF sottolinea nel suo programma Urban Nature. Earth Hour 2019. Proprio con l’obiettivo di limitare il cambiamento climatico, dimezzando le emissioni di gas serra entro il 2030 a livello globale, nonché fermare la perdita di biodiversità, il prossimo 30 marzo torna Earth Hour: la più grande mobilitazione planetaria sul clima. Un’ora simbolica di luci spente e tante iniziative per un futuro sostenibile, che si svolgeranno in centinaia di Paesi nel mondo con lo slogan #Connect2Earth, che non solo esprime lo stretto legame tra uomo e natura, ma anche quello tra cambiamenti climatici e perdita di biodiversità, il capitale naturale sul quale poggia la nostra stessa vita. Patrocini: Earth Hour 2019 ha ricevuto la Medaglia del Presidente della Repubblica, il patrocinio della Presidenza del Consiglio, della Camera dei Deputati, della Fondazione Matera 2019, del Comune di Matera, di ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani), Agenzia Spaziale italiana. Anche le scuole saranno coinvolte, grazie a uno specifico Protocollo d’intesa siglato da WWF e MIUR.  Anche per questa edizione, Sofidel sarà il main partner dell’evento. L’azienda, nota soprattutto per il brand Regina, è al fianco del WWF da oltre 10 anni nell’ambito del programma Climate Savers e nel 2017 ha rinnovato il suo impegno sottoscrivendo il Manifesto S.O.S. del WWF ispirato ai 17 Obiettivi di Sostenibilità dell’ONU, sposando dunque la visione di lungo periodo promossa dall’Associazione che considera il nostro Pianeta come luogo comune per realizzare un benessere equo e sostenibile e che riconosce la centralità del capitale naturale. Negli anni, Sofidel è stata al fianco del WWF in numerose attività di sensibilizzazione e ingaggio, tra cui il programma educativo “Mi Curo di Te – Il gesto di ognuno per il Pianeta di tutti” dedicato ai temi Acqua, Clima e Foreste. Per programmi aggiornati e appuntamenti: oradellaterra.org.

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