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Archive for the ‘chi siamo e cosa facciamo’ Category

IL 24 GENNAIO È LA GIORNATA MONDIALE DELL’EDUCAZIONE. Sarà online dal 24 gennaio sulla piattaforma gratuita di e-learning One Planet School. Roma, 22 gennaio 2022

QUI il link al corso sul portale One Planet School

https://oneplanetschool.wwf.it/corsi/one-planet-one-health.

Cartella – https://www.dropbox.com/sh/ulksnk2zg2fqffg/AAAnCtwWCbJqMF8VqE8r4_8wa?dl=0%20.

Lunedì 24 gennaio si celebra la Giornata Mondiale dell’Educazione, proclamata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite, per promuovere l’educazione alla pace e allo sviluppo sostenibile con l’obiettivo di valorizzare l’istruzione di qualità e renderla alla portata di tutti. Oggi, nel cuore della situazione pandemica mondiale, il tema identificato dalle Nazioni Unite “Cambiare rotta, trasformare l’istruzione” è più che mai significativo: mai come ora è necessaria un’educazione che ci consenta di comprendere come la crisi sanitaria sia strettamente connessa a quella ecologica, che trova la sua radice in una crisi di valori, ideali, prospettive e di conoscenze profonde. Per questo, per cambiare rotta è necessario avviare una trasformazione dell’educazione che aiuti le singole persone e le comunità a cogliere le interconnessioni tra fenomeni ambientali, sociali ed economici e le renda in grado di affrontarli in modo competente ed efficace. Per celebrare la quarta Giornata Mondiale dell’Educazione, il WWF lancia il nuovo corso gratuito One Planet, One Health – online appunto da lunedì 24 gennaio- con l’obiettivo di comprendere meglio il legame profondo tra la natura e la nostra salute. Il corso sarà ospitato su One Planet School, la piattaforma di educazione permanente e gratuita di WWF, rivolta a tutti coloro che intendono comprendere meglio la complessità in cui siamo immersi. Oggi viviamo infatti in una realtà estremamente complessa, in cui tutto è interconnesso. Uomo, piante ed animali condividono lo stesso Pianeta, gli stessi ecosistemi e le stesse risorse. Così, la salute dell’uomo, quella degli animali e quella delle piante e dell’ambiente che ci ospita e di cui facciamo parte, dipendono l’una dall’altra. Basti pensare all’impatto globale della crisi sanitaria attuale causata dal salto di specie del virus SARS-CoV-2 da animali all’uomo, che evidenzia quanto il nostro benessere sia strettamente correlato alla salute del Pianeta, in particolare degli ecosistemi da cui dipendiamo. L’approccio One Health è un metodo integrato che riconosce questa stretta relazione e la necessità di mettere in atto azioni coordinate fra diversi settori per proteggere la nostra salute e quella degli ecosistemi. Promuovere, disseminare e comprendere l’approccio One Health è oramai essenziale per garantirci un futuro più equo, responsabile e sostenibile, in linea con l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile e relativi Obiettivi (SDGs). Il corso One Planet One Health, introdotto da Barbara Gallavotti, scrittrice, biologa, accademica e divulgatrice scientifica italiana, si articola in talks di esperti che ci spiegheranno gli studi scientifici più rilevanti sul valore ambientale, sociale, economico, ma anche psicologico e sanitario dei servizi ecosistemici che l’uomo quotidianamente riceve dalla natura. Ad esempio, grazie al prezioso contributo di Elena Uga, referente del gruppo Pediatri per un mondo possibile dell’Associazione Culturale Pediatri (ACP), scopriremo quanto la salute dei bambini sia correlata all’ambiente in cui sono immersi durante la crescita e quante patologie invece siano legate all’inquinamento ambientale. La psicobiologa Gemma Calamandrei, dirigente del Centro per le Scienze del Comportamento e la Salute Mentale dell’Istituto Superiore di Sanità, evidenzia invece gli effetti benefici degli alberi sullo sviluppo della nostra mente e quella dei nostri bambini, così come l’importanza di vivere immersi in un ambiente naturale sano. Approfondiremo inoltre, grazie all’intervento di Renato Bruni, professore associato di Botanica e Biologia farmaceutica presso il dipartimento di Scienze degli Alimenti dell’Università di Parma, come vengono scoperte molte delle medicine con cui ci curiamo, partendo dall’etnobotanica e analizzando quale legame esiste tra ricerca e società su tutti i temi legati alle piante: natura, sostenibilità, benessere, farmacia e verde urbano. Attraversi il corso One Planet One Health si comprenderà come i servizi ecosistemici, che includono per esempio la produzione di cibo, la disponibilità di acqua potabile e aria pulita, di materie prime, di risorse genetiche, ma anche funzioni e processi fondamentali come l’assorbimento degli inquinanti, la ricerca e produzione di farmaci, il benessere psicologico, il controllo delle malattie, siano alla base della nostra esistenza. In particolare, la funzione cruciale degli ecosistemi nel regolare la diffusione delle malattie zoonotiche– a cui il WWF ha dedicato uno specifico approfondimento agli albori della pandemia-, verrà approfondita grazie all’intervento di Stefania Leopardi, medico veterinario dirigente presso il Laboratorio zoonosi virali emergenti (SCS5 – Ricerca e Innovazione) dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (IZSVe) e all’intervista a Mauro Delogu, virologo e responsabile del Laboratorio di Ecologia dei Patogeni presso il Dipartimento di Scienze Mediche Veterinarie dell’Università di Bologna. In ultimo, attraverso il contributo di Simona Castaldi, professore associato di ecologia all’Università degli studi della Campania “Luigi Vanvitelli” e scientific manager del progetto SU-Eatable LIFE per il Barilla Center for Food & Nutrition, comprenderemo la connessione fra servizi ecosistemici, cambiamenti climatici e globali, processi sostenibili in agricoltura e impronta del carbonio e dell’azoto in termini di dieta e alimentazione sostenibile. Risulta, quindi, estremamente chiaro come lo sfruttamento insostenibile degli ecosistemi e della natura minacci il benessere di tutti noi. Ecosistemi sani garantiscono infatti un maggiore benessere delle comunità umane e maggiori opportunità di sviluppo, ma anche una minore vulnerabilità e una maggiore resilienza dei territori. È necessario accettare e comprendere una semplice verità: le nostre società e le nostre economie sono radicate nella natura, non esterne ad essa. L’unico modo per garantirci un futuro sul Pianeta, in equilibrio con la ricchezza di vita che ospita, è aumentare gli sforzi di conservazione della natura e al contempo ridurre gli impatti dei nostri stili di vita. For Nature For Us è la nostra campagna per proteggere il futuro del Pianeta e salvaguardare tutte le specie che lo popolano, compresa la nostra. Per farlo è necessario un cambio di rotta, trasformando l’istruzione, primo strumento di cambiamento culturale e di formazione per un futuro più sostenibile per l’uomo ed il Pianeta.

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IL 13 SETTEMBRE È LA GIORNATA INTERNAZIONALE DEI LASCITI. GRAZIE A QUESTE DONAZIONI ESISTONO OGGI LE OASI DI VALPREDINA E BOSCO VANZAGO, IN LOMBARDIARoma, 11 settembre 2021

La pagina del sito dedicata ai lascitihttps://www.wwf.it/cosa-puoi-fare-tu/sostienici/lasciti-testamentari/.

Foto – https://www.dropbox.com/sh/o01ugwk6zffn4pc/AAAEL7gHFR3RhZVQXeZp4lACa?dl=0.

Cresce l’interesse degli italiani per le donazioni attraverso un lascito testamentario. Nel primo semestre del 2021 le richieste di approfondimento sul tema per il WWF Italia sono decuplicate. La quasi totalità delle persone interessate si avvicinano alla mission come risposta e soluzione del drammatico momento che il Pianeta sta vivendo. “Cosa ho fatto, che traccia lascerò su questo Pianeta quando non ci sarò più? Come posso tramandare i valori in cui ho creduto, costruire un esempio per altri?” Sono queste le domande che ogni giorno ci rivolge chi si avvicina all’idea di un lascito testamentario per la Natura, per il Pianeta. Oltre i dati oggettivi, la Pandemia Covid 19 ha certamente toccato ognuno di noi, non solo nel vivere quotidiano, ma ci ha costretti in qualche modo a pensare frequentemente alla malattia e alla morte, e a porsi domande importanti, personali e profonde. Effettivamente il lascito testamentario è la donazione più importante che una persona possa scegliere di fare, presuppone un atto di fiducia importante e una altrettanto grande aspettativa sulla gestione dell’eredità da parte dell’associazione. Per questo il WWF ha sviluppato uno staff di lavoro dedicato. Non è necessario disporre di grandi patrimoni per una scelta di questo genere: il 46% dei lasciti solidali ha un valore inferiore ai 20.000 euro. Il lascito solidale non entra mai in conflitto con la naturale discendenza in linea ereditaria da genitori a figli. Chi decide di fare un lascito al WWF chiede obiettivi a lungo termine, strategie future. Il desiderio si trasforma così in un mandato concreto: c’è chi vuole sostenere il nostro impegno per fermare la deforestazione, chi la nostra azione per contrastare il cambiamento climatico, chi ha a cuore lo stop alla dispersione di plastica in natura o chi – come Cinzia – vuole sostenere la causa delle Oasi WWF. “Aver messo sotto tutela tanta natura in Italia è un progetto che deve continuare a esistere in futuro, perché l’Italia ha bisogno di natura protetta. Per questo ho voluto includere il WWF nel mio testamento” ci ha scritto. Un lascito alla Natura (può essere un bene immobile o una cifra in denaro) rappresenta in questo momento la risposta urgente di chi è profondamente toccato, forse in parte cambiato, dalle sollecitazioni del periodo storico che viviamo. È la volontà di fare la propria parte per un cambiamento reale e altrettanto urgente, un atto di straordinaria generosità per il Pianeta tutto e le generazioni a venire. Così face il commendator Ulisse Cantoni, cacciatore pentito, che molti anni fa donò al WWF uno splendido bosco alle porte di Milano. Voleva che da riserva di caccia diventasse luogo di tutela e sensibilizzazione per le nuove generazioni. Oggi è la Riserva Naturale del bosco di Vanzago, 143 ettari di bosco che ospita caprioli, un’infinità di uccelli come picchi, ghiandaie e poiane e una cascina di 4000 metri quadrati. Nell’Oasi è attivo il Centro di Recupero Animali Selvatici: un vero e proprio ospedale con un “Pronto Soccorso” per animali in difficoltà o feriti, che vengono curati dai veterinari del WWF Italia e poi, una volta ristabiliti liberati nel loro ambiente naturale. Anche l’Oasi WWF di Valpredina, nelle prealpi bergamasche (Cenate sopra, BG), è il risultato di un lascito. Lo si deve ai coniugi Enzo e Lucia Bardoneschi, i quali donarono, nel 1983, l’intera proprietà al WWF Italia. Dal 1985 il territorio dell’Oasi WWF è riconosciuto come Riserva Naturale Regionale, dal 2008 fa parte della rete ecologica europea “Natura 2000” quale Sito di Importanza Comunitaria e dal 2000 ospita il CRAS, Centro di recupero animali selvatici che cura oltre 10.000 animali ogni anno.

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Connessioni, musica e cortometraggi a tema ambientale. Venerdì 10 settembre dalle 18.00 Prato Fiera – Treviso. A pochi passi dalla Restera, il Piccolo Circo diventerà #ILCORRIDOIOVERDE 
Una serata di festa con incontri, musica e proiezione di cortometraggi a tema ambientale, in Prato della Fiera!
Musica, Fumetti, Cinema e cultura ambientale si incontrano per prendersi cura dell’ambiente, riappropriarsi di spazi verdi e luoghi di incontro. Un evento di GRA – Grande Raccordo Ambientale in collaborazione di Prato in Fiera APS, Cineforum Labirinto, Lago Film Festival, SoleLuna Doc, FiatiCorti, Bao Publishing, TCBF

Come da direttive, per l’area spettacoli sarà richiesto il GreenPass; si prega inoltre di portare e indossare la mascherina. Per l’area food l’accesso è libero. PROGRAMMA 

18.00 – Apertura evento ed inaugurazione mostra “I grandi film nell’era dei cambiamenti climatici” 

18.30 – Incontro con Michele Foschini fondatore e direttore editoriale di Bao Publishing

19.00 – DJ SET dal vivo con Montoya

20.00 – Inizio proiezioni dei cortometraggi a tema ambientale, selezionati assieme a Lago Film Fest, Sole Luna Festival, FiatiCorti 

Per tutta la durata dell’evento sarà attiva un’area ristoro con i foodtruck di Paprika CRUA che proporranno menu veg e birre artigianali ma soprattutto… l’acqua sarà disponibile e fresca direttamente dalla fontanella: portate la vostra BORRACCIA! All’interno del Piccolo Circo sarà presente un allestimento particolare, composto con piante prestate da vivai amici ed altre che porteremo da casa: #PORTAUNAPIANTA anche tu, ce ne prenderemo cura e verrà piantumata in autunno contribuendo a rendere #verde questa parte di città!

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Cartella – https://www.dropbox.com/sh/yuemdjqzqh6l70e/AACxbZIAne3MLjszdrHZx6bXa?dl=0.

Roma, 9 agosto 2021 – Un nuovo rapporto sulla scienza del clima globale, pubblicato oggi dall’IPCC (Panel scientifico dell’ONU sul cambiamento climatico), ci pone davanti alla scelta di perseguire seriamente l’obiettivo di limitare il riscaldamento globale a 1,5°C, definendo in modo molto dettagliato il futuro che avremo se oggi faremo le scelte sbagliate. Il rapporto conferma che gli esseri umani hanno alterato irreversibilmente il clima del pianeta, ma l’opportunità di invertire la rotta, anche se si va assottigliando man mano che passano gli anni, è ancora possibile se un’azione urgente e forte per ridurre drasticamente le emissioni di anidride carbonica e proteggere e ripristinare la natura verrà intrapresa immediatamente. Stiamo già vedendo gli impatti negativi del cambiamento climatico con un riscaldamento globale di circa 1,1°C sopra i livelli preindustriali: il rapporto IPCC sottolinea che la finestra di opportunità per limitare l’aumento della temperatura globale a 1,5°C oltre i livelli preindustriali – l’obiettivo più ambizioso dell’Accordo di Parigi – si sta rapidamente chiudendo, e che ogni frazione di grado conta nel nostro sforzo globale per prevenire gli impatti più catastrofici su persone e natura. Tra l’altro, l’Europa, con altre regioni del mondo, risentirebbero moltissimo di un incremento della temperatura superiore a 1,5°C.  Inoltre, secondo il Report occorre stabilire un budget di carbonio, cioè un limite al carbonio che si può emettere, se si vuole davvero limitare il riscaldamento globale. Il rapporto del primo gruppo di lavoro dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) dell’ONU, Climate Change 2021: The Physical Science, fornisce un quadro aggiornata del sistema fisico del clima, tenendo conto gli ultimi progressi della scienza del clima. È il primo di quattro contributi al sesto rapporto di valutazione dell’IPCC (AR6) in corso di preparazione. Con il riscaldamento globale che ha raggiunto 1,1°C, il mondo sta già vedendo più chiaramente che mai le conseguenze devastanti di un’azione climatica ritardata: dagli incendi in Turchia alle inondazioni in Europa e Cina, dalle ondate di calore in Nord America alla siccità devastante in Madagascar. I progressi della scienza rendono ora possibile collegare direttamente l’aumento della frequenza e dell’intensità degli eventi meteorologici estremi al cambiamento climatico. Stephen Cornelius, responsabile IPCC per il WWF a livello globale ha detto: “Questa è una valutazione cruda del futuro spaventoso che ci aspetta se non agiamo. Con il mondo sull’orlo di un danno irreversibile, ogni frazione di grado di riscaldamento conta per limitare i pericoli del cambiamento climatico. È chiaro che mantenere il riscaldamento globale a 1,5°C è estremamente impegnativo e può essere fatto solo se si intraprende un’azione urgente a livello globale per ridurre drasticamente le emissioni di gas serra e proteggere e ripristinare la natura”. “Il rapporto del Gruppo di Lavoro I dell’IPCC arriva in un momento importante in vista della COP26 –ha detto Mariagrazia Midulla, responsabile Clima ed Energia del WWF Italia– e mette dei punti fermi da cui i negoziatori devono partire: la certezza della portata della crisi climatica e della responsabilità dell’umanità nel determinarla (definita “incontrovertibile”) inclusi quindi gli eventi meteorologici estremi; la consapevolezza di quanto abbiamo cambiato il pianeta e che le cose continueranno a peggiorare a meno che non cambiamo immediatamente rotta. Ecco perché i leader mondiali devono usare ogni opportunità, specialmente il prossimo summit del G20 e la COP 26, per realizzare un’azione climatica che risponda all’ambizione necessaria per assicurare che l’obiettivo di 1,5˚C dell’accordo di Parigi non sfugga di mano.  Non agire subito e con determinazione, quello sì che porterebbe a un autentico bagno di sangue”. Il WWF auspica l’accordo dei leader su un percorso di cooperazione internazionale e di attuazione dell’azione climatica giusto ed equo per i paesi in via di sviluppo. “Non possiamo permetterci che il futuro di miliardi di persone sia preso in ostaggio dall’ottuso interesse di pochi. I leader devono prestare attenzione alla scienza, perché il tempo sta per scadere. Vorremmo vedere finalmente capacità di guidare il cambiamento a livello globale e a livello nazionale, la salvaguardia del clima e degli ecosistemi da cui dipendono moltissime specie, e sicuramente quella umana, devono diventare la base su cui fondare prosperità ed equità, non un fardello di cui si parla sì, ma che poi si accantona nei momenti delle scelte che contano davvero”, conclude Midulla. Note per i redattori:

L’IPCC è l’organismo delle Nazioni Unite che valuta le evidenze scientifiche sullo stato del cambiamento climatico, gli impatti e le misure da intraprendere.

L’IPCC pubblica rapporti di valutazione scientifica completi ogni 6-7 anni. Questi rapporti sono una fonte autorevole di informazioni sul cambiamento climatico e offrono una solida base di comprensione ai decisori politici. L’ultimo Report, il Quinto Rapporto di Valutazione, è stato completato nel 2013-2014 e ha fornito il principale contributo scientifico all’Accordo di Parigi.

Questo rapporto del gruppo di lavoro I – Cambiamento climatico 2021: The Physical Science, è il primo dei quattro contributi al Sesto Rapporto di Valutazione. Gli altri sono il Gruppo di Lavoro III (Mitigazione del Cambiamento Climatico), il Gruppo di Lavoro II (Impatti, Adattamento e Vulnerabilità), e il Rapporto di Sintesi (integra i risultati dei tre Gruppi di Lavoro) – che saranno tutti approvati nel corso del 2022.

Qui la press conference IPCC onlinehttps://www.youtube.com/watch?v=z149vLKn9d8.

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