Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for the ‘chi siamo e cosa facciamo’ Category

L’8 E IL 9 OTTOBRE PER LA SESTA EDIZIONE DI URBAN NATURE, FESTA WWF DELLA NATURA IN CITTÀ, “LA NATURA SI FA CURA”: NELLE PIAZZE ITALIANE REGALATI UNA FELCE E AIUTA IL WWF A CREARE OASI NEI CENTRI PEDIATRICI ITALIANI. Alla sede di Palidoro (RM) dell’Ospedale Pediatrico Bambin Gesù la prima Aula Natura del WWF in ospedale: la metamorfosi delle farfalle per far capire ai più piccoli come si può evolvere attraverso le cure. Non solo progetti per i più piccoli: a Roma l’esperienza di “Ridaje” per favorire l’integrazione dei senza fissa dimora e renderli custodi del verde urbano.

Roma, 3 ottobre 2022 – #UrbanNature22

Scopri gli eventi su – wwf.it/urbannature2022 Qui il progetto WWF “La Natura si fa Cura” https://www.dropbox.com/s/xcdtlf3ixzrdmwu/WWF_LaNaturasifaCura%20%281%29.pdf?dl=0%C2%A0.

Cartella – https://www.dropbox.com/sh/t062wr97d3ic1xl/AACfCThnxsO4shQEQVIKN250a?dl=0%20%20.

Serve più natura per proteggere le persone che vivono in città. Quei luoghi dove la biodiversità è sempre più residuale e imbrigliata da infrastrutture in costante crescita: solo in Italia nel 2021 si contano oltre 70 km quadrati di nuove costruzioni, nonostante una popolazione in continuo calo. Il WWF Italia scende in campo per ripensare le aree urbane ridando spazio alla biodiversità e lo fa con la sesta edizione di Urban Nature, festa della natura in città l’8 e il 9 ottobre che prevede tante iniziative in tutto il Paese, e attraverso il nuovo importante progetto “La Natura si fa cura” per realizzare Oasi negli ospedali pediatrici. Si tratta di aree verdi con alberi, bordure fiorite per le farfalle, siepi e stagni didattici, strutture in terra o in cassoni rialzati: spazi naturali fruibili senza barriere, piante aromatiche e piacevoli da toccare, con casette nido e mangiatoie per attirare l’avifauna, che permetteranno di inserire il contatto con la natura nei percorsi riabilitativi dei giovani pazienti, soprattutto quelli a lunga degenza. Ognuno di noi può aiutare il WWF a trasformare questo progetto in realtà acquistando una delle piccole felci, piante capaci di trattenere diversi inquinanti presenti nell’aria, che si troveranno nelle piazze italiane sabato 8 e domenica 9 ottobre. Nelle stesse giornate tante iniziative per scoprire e vivere la natura in città come visite guidate a giardini e ville, attività di citizen science, lavoratori per i più piccoli, mostre ed escursioni.

Link alla mappa degli appuntamenti di Urban Nature22https://www.wwf.it/cosa-puoi-fare-tu/eventi/urban-nature/.

NATURE 4 PEOPLE: I BENEFICI DELLA NATURA SULLE PERSONE

La natura ci fornisce innumerevoli benefici come cibo, energia e materie prime, elementi che ci consentono di vivere e che sono il motore delle nostre economie. Le piante filtrano le polveri fini prodotte dalle nostre attività inquinanti, depurano l’aria, creano ombra e contribuiscono alla regolazione della temperatura, all’assorbimento dei gas serra, alla riduzione del rumore, alla regimazione delle acque meteoriche spesso causa di allagamenti e frane. Tra gli effetti benefici offerti dalla natura in città c’è anche il benessere psico-fisico umano e, in particolare, dei più giovani. L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) stima che i fattori di stress ambientali siano responsabili del 15-20% delle morti in Europa. Abitare vicino a uno spazio verde riduce la percezione dello stress e invoglia a una maggiore attività fisica, contribuendo così a diminuire le possibilità di malattie cardiovascolari, patologie articolari, ansia, depressione, infezioni respiratorie e obesità. L’effetto benefico che l’ambiente può avere sull’uomo è tale che uno studio (Ulrich, 1984) dimostrò come in un ospedale della Pennsylvania, i pazienti operati di colicistectomia tra maggio e ottobre avevano tempi di guarigione più corti e necessitavano analgesici più leggeri se la loro finestra si affacciava su degli alberi rispetto, invece, a quelli la cui finestra dava su un muro di mattoni. Per i bambini ricoverati in ospedale e per la loro riabilitazione la natura è uno spazio sicuro che offre infiniti stimoli a livello motorio sensoriale e percettivo.

Clicca QUI per il pdf di approfondimento Nature4People https://www.dropbox.com/s/zijn4oj1yjrq2r2/Nature4People%20-%20report%20UN%2022.pdf?dl=0.  

L’ESEMPIO DELL’AULA NATURA WWF A PALIDORO

La prima Aula Natura in Ospedale del WWF esiste già e si trova alla sede di Palidoro dell’Ospedale pediatrico Bambin Gesù di Roma. Questo progetto è rivolto a tutti i pazienti, in particolare a quelli in neuroriabilitazione che essendo lungodegenti possono usufruire dell’attività anche in chiave riabilitativa, oltre che ludica e didattica. Al fianco del WWF in questa esperienza ci sono l’Associazione Culturale Pediatri (ACP), la Fondazione Dynamo, Centro Antartide, gli architetti paesaggisti di IASLA e la Fondazione Fight the Stroke. “Siamo nati da un’esperienza familiare, come spesso succede: nostro figlio Mario, nato nel 2011, a 10 giorni dalla nascita ha avuto una diagnosi di ictus perinatale – racconta Francesca Fedeli, Presidente della Fondazione Fight the Stroke-. In questi ultimi anni ci siamo avvicinati al WWF perché ci interessava la possibilità di offrire ai nostri ragazzi con una disabilità di Paralisi Cerebrale Infantile la fruizione di spazi nuovi vicini alla natura. Alcuni studi oggi ci indicano che fra le cause di ictus e di altre malattie acute e croniche ci sono anche cause di natura ambientale, come l’inquinamento atmosferico. Lavoriamo con i principali centri di eccellenza in Italia per pediatria, neuropsichiatria infantile e fisiatria e i nostri ragazzi frequentano anche per lunghi periodi ambienti di riabilitazione molto medicalizzati. Volevamo rispondere così alla ‘fame di natura’ che hanno i nostri piccoli pazienti”. Il primo effetto positivo del contatto con la natura nella riabilitazione dei bambini ricoverati è sull’umore, sulla salute mentale. Ma le opportunità sono molteplici: “Ad esempio far seguire ai piccoli il ciclo di vita di una farfalla, la sua metamorfosi, ci permettere di spiegare loro come ci si può curare, come si può raggiungere il proprio potenziale anche in condizioni di disabilità temporanea o permanente. Nel nostro campo, quello della riabilitazione, è importante anche dal punto di vista sensoriale poter svolgere esercizi con entrambe le mani, immerse nella terra e nell’acqua, a contatto con la natura e gli animali. Queste sono le cose che più ci hanno avvicinato a questo progetto. Poi c’è un tema più grande che è quello legato alla nuova prospettiva dei luoghi di cura, sempre più vicini alla casa del paziente ma anche più umanizzati: è stato dimostrato infatti che la natura all’interno delle infrastrutture ospedaliere è in grado di intervenire sulla riduzione dello stress e del dolore, di migliorare la qualità del sonno e diminuire il rischio di reinfezioni, riducendo così i tempi e i costi dell’ospedalizzazione”, conclude Francesca Fedeli.  

TRASFORMARE I SENZATETTO IN CUSTODI DEL VERDE URBANO: L’ESPERIENZA A ROMA DI “RIDAJE”

Ambiente urbano e natura in città sono scrigni da tutelare. Questo accomuna i progetti del WWF legati a Urban Nature e “Ridaje”, impresa sociale nata a Roma nel 2019 per favorire l’integrazione dei senza fissa dimora e delle persone più vulnerabili dando loro la possibilità di formarsi e lavorare come giardinieri urbani per la riqualificazione del verde pubblico e delle aree verdi abbandonate della Capitale. “Obiettivo comune del lavoro sinergico avviato nel 2021 è favorire l’istituzione di un monumento naturale presso l’Oasi urbana del Tevere nel cuore della città, la quale area merita di vedere riconosciuto il proprio straordinario valore ambientale, e gli interventi straordinari di pulizia messi in atto assieme a Ridaje, dimostrano come l’area possa divenire un vero e proprio laboratorio per svelare la biodiversità a tutti coloro che vorranno conoscerla”, dice Carlo Aprile, cofondatore Ridaje e vice presidente del WWF Roma. Ridaje promuove il ritorno alla consapevolezza delle persone e del proprio valore attraverso la cura del verde– continua Carlo Aprile -. Crediamo che l’economia e le aziende possano avere un impatto positivo, in questo caso aiutare i senzatetto a trovare un lavoro: inserimento sociale è infatti l’anello debole. Attraverso un percorso di aiuto psicologico, accompagnamento al lavoro, già 2 persone nella nostra giovane storia sono state nel tempo in grado di acquisire consapevolezza in loro stessi e trovare lavoro”. Ridaje è stata premiata nel 2021 al Festival dell’economia civile. “Oggi la nostra realtà conta 6 persone che lavorano e pagano le tasse: complessivamente tutto ciò ha prodotto un milione di euro di impatto sociale”, conclude Carlo Aprile.

L’EVENTO CENTRALE DEL 9 OTTOBRE ALL’ORTO BOTANICO

L’evento centrale dell’edizione 2022 di Urban Nature sarà domenica 9 ottobre al Museo Orto Botanico di Roma in Largo Cristina di Svezia numero 23A, dalle 9.00 alle 18.00. In questa occasione, oltra a visitare il bellissimo Orto Botanico della Capitale e acquistare una felce per partecipare al progetto “La Natura si fa Cura”, sarà possibile vedere il prototipo di una delle Oasi che il WWF, grazie alla campagna, potrà realizzare negli ospedali dei bambini.

L’appuntamento è in collaborazione con il Museo Orto Botanico di Roma, Città del Sole, Federazione Italiana Sport equestri e i Carabinieri Forestali. Link alla locandina dell’eventohttps://www.dropbox.com/s/0nhpyzjljhvv5fl/WWF%20-%20Urban%20Nature%20-%20Programma_lowpdf.jpg?dl=0.

 I PARTNER DI URBAN NATURE 2022

L’’iniziativa Urban Nature è patrocinata da ISPRA e supportata, tra gli altri numerosi partner, da Carabinieri Forestali, Associazione Nazionale Musei Scientifici, AIGAE, Associazione Italiana Insegnanti di Geografia, CESAB, FIAB, Network Nazionale Biodiversità, Società Geologica Italiana, UNAAPI.Per approfondire: Scopri i benefici delle felci

https://www.wwf.it/pandanews/ambiente/regala-una-felce-per-il-tuo-benessere-e-non-solo/.

“La Natura si fa Cura”, il video di Urban Nature 2022https://www.youtube.com/watch?v=NL9XiR-_HdY.

Dal 3 al 9 ottobre la Campagna ha il sostegno di Rai per la Sostenibilità per il supporto informativo attraversi i canali editoriali Rai.

Pubblicità

Read Full Post »

Read Full Post »

Read Full Post »

WWF: UN LASCITO ALLA NATURA PER IL FUTURO DELLE NUOVE GENERAZIONI. Questo il motivo principale per cui quasi il 60% degli italiani over 55 destinerebbe un lascito testamentario a una causa ambientale, lo dice un nuovo sondaggio WWF. Roma, 9 settembre 2022

Immagini – https://www.dropbox.com/sh/g5a4a4de4p2ql7n/AABWfY2y4Wg4UZCJ8hNQktJia?dl=0.

Link alla campagna lasciti https://www.wwf.it/cosa-puoi-fare-tu/sostienici/lasciti-testamentari/.

C’è un modo per lasciare questo Pianeta che è non è per nulla collegato a “qualcosa che finisce”, ma esprime invece amore verso le generazioni a venire e il desiderio di garantire loro un futuro migliore. È questa la motivazione principale per cui oltre la metà degli italiani over 55 (il 59%) destinerebbe un lascito testamentario a una causa ambientale. A mostrarlo è il nuovo sondaggio commissionato dal WWF a EMG Different riguardo la percezione degli italiani sui lasciti testamentari solidali* e pubblicato in occasione della Giornata Internazionale del Lascito Solidale, che si celebra il 13 settembre.Dal nuovo sondaggio emerge che il lascito testamentario solidale, fatto quindi per associazioni no profit, è una possibilità conosciuta dal 70% degli italiani. Tra gli intervistati, il 16% ha già pensato di lasciare i propri beni utilizzando questa opportunità, mentre l’11% di chi non ci ha mai pensato, potrebbe prenderla in considerazione in futuro.Fra le tematiche ambientali, quelle che più potrebbero spingerli a fare un lascito testamentario sono il cambiamento climatico (il 46%) l’inquinamento (il 35%) e la protezione della natura in Italia, il 27%.Chi decide di fare un lascito testamentario al WWF crede proprio nel valore della natura, da sempre è fonte di benessere per le persone, e desidera lasciare la firma del proprio passaggio su questo Pianeta.La scelta di Gino e Donato lo dimostra. “Gli zii hanno sempre amato la natura. Che fossero piante o animali, il rispetto per ciò che li circondava era lampante ma soprattutto tangibile– racconta la nipote Sabrina-. A dimostrarlo anche la scelta di non aver più voluto un’automobile ma di spostarsi a piedi o coi mezzi. Quando è morto Donato, le sue ceneri sono state sparse in mare e lo stesso è stato fatto per lo zio Gino…Un modo per ricongiungersi con la Terra”. “L’amore per il pianeta, per ogni sua creatura, unita all’umana inclinazione di lasciare una traccia di sé, ha però determinato la volontà di scegliere il WWF come beneficiario del loro lascito testamentario – aggiunge Sabrina -. Grazie al loro gesto, un po’ di loro continuerà a vivere nelle attività che il WWF porta avanti quotidianamente”. Ora all’Oasi WWF di Vanzago, alle porte di Milano, c’è una quercia con una targa intitolata proprio a loro. “La quercia che il WWF ha dedicato a Gino e Donato è un bellissimo simbolo di prosecuzione della vita oltreché un modo per vederli uniti anche dopo la morte. Io e la mia famiglia ringraziamo l’associazione per il grande lavoro che svolge e per averci consentito di trovare un momento per riunirci e far arrivare agli zii i nostri pensieri”.Un lascito al WWF significa donare in eredità la Natura che ci circonda e di cui tutti noi facciamo parte. Significa prendere parte ad un progetto straordinario, un progetto che non avrà mai fine: la possibilità che la vita sulla Terra continui, in tutta la sua varietà e bellezza.Per avere informazioni o fare un lascito testamentario al WWF è possibile scrivere una mail a  lasciti@wwf.it o chiamare il numero 348-7796643. Scheda di approfondimento https://www.dropbox.com/s/0naecl6mhvy06e5/Scheda%20di%20approfondimento%20Lasciti.pdf?dl=0.

Qui il nuovo spot WWF sui lascitihttps://www.youtube.com/watch?v=M8GDaAJue3M+.

*Per realizzare la ricerca sono state effettuate 300 interviste CATI ad un campione di italiani sopra i 70 anni di entrambi i sessi rappresentativi della popolazione italiana e 300 interviste CAWI ad un campione di italiani sopra i 55 anni di entrambi i sessi sempre rappresentativi della popolazione italiana. Il campione è quindi costituito in totale da 600 individui adulti.

Read Full Post »

IL CONSIGLIO NAZIONALE SCEGLIE LUCIANO DI TIZIO COME NUOVO PRESIDENTE

Roma, 16 luglio 2022 – La presidente Daniela Ducato ha comunicato ai consiglieri nazionali le proprie dimissioni per motivi personali. Il Consiglio Nazionale nel prendere atto della decisione ha ringraziato in modo unanime Daniela Ducato per il lavoro svolto e per le competenze messe a disposizione dell’Organizzazione, in particolare sui temi della sostenibilità, dell’economia circolare, del lavoro per costruire una società più giusta e inclusiva che rappresentano da sempre un patrimonio comune del WWF.

“Per sopraggiunti motivi personali e non delegabili ho rassegnato le mie dimissioni dal WWF. È stato percorso breve ma spero che i semi del mio contributo possano essere un terreno di crescita. Ho proposto l’introduzione del bilancio di sostenibilità così che i valori fondanti come la tutela della natura si traducano in coerenza ad esempio nella catena delle forniture, nella scelta dei partner, nel merchandising. Tale dichiarazione non finanziaria, potrebbe essere così evoluta da diventare una best practice replicabile oltre che nel terzo settore anche in aziende ed enti”, dichiara Daniela Ducato che aggiunge: “Il WWF ha tutte le carte per essere apripista ed esempio portante di questo pragmatismo oggi necessario per affrontare le emergenze che abbiamo davanti. Esprimo profonda riconoscenza ad associazioni, imprese, ordini professionali, enti e istituzioni che ho conosciuto e con cui da subito si è instaurata una proficua collaborazione ed una intesa talvolta sorprendente. Per me, da sempre impegnata nel volontariato gratuito in ambito sociale, culturale, ambientale, è l’ulteriore conferma di come l’economia della relazione sia alla base di qualsiasi innovazione e di una mentalità di pace. Ringrazio e abbraccio la base dei soci WWF, con immensa gratitudine per chi mi ha sostenuto votandomi in tutta Italia. Ricevere così tanti voti da chi ama l’ambiente e ne tutela i diritti, rafforza comunque il mio impegno e pur non rappresentando più l’istituzione WWF, quei valori a me riconosciuti continueranno a ispirarmi. Più forti di prima. Irrinunciabili”.

Dopo aver preso atto delle dimissioni di Daniela Ducato, il Consiglio Nazionale ha provveduto alla nomina dell’attuale vicepresidente Luciano Di Tizio nel ruolo di presidente. Laureato in filosofia, Luciano Di Tizio, dopo un’esperienza nel campo della scuola, ha operato per molti anni come giornalista professionista e si è sempre occupato di ambiente con numerose pubblicazioni scientifiche e divulgative sulla piccola fauna. Socio WWF dal 1992 e guardia volontaria ittica-ambientale, è stato Delegato del WWF Abruzzo per 7 anni ed è vice presidente della Societas Herpetologica Italica.

“A Daniela Ducato va un grazie sentito e l’augurio che gli impegni personali che l’hanno spinta a questa scelta si risolvano con i migliori esiti. Le sue idee e la sua esperienza rimarranno di ispirazione per tutto il Consiglio Nazionale nel lavoro che ci aspetta”, dichiara Luciano Di Tizio che conclude: “Sia a livello nazionale che internazionale viviamo un momento difficile in cui le emergenze ambientali sulle quali il WWF lavora da decenni stanno condizionando il nostro presente e il nostro benessere. Gli effetti del cambiamento climatico, dal caldo intenso alla siccità ne sono solo gli esempi più vicini nel tempo, così come l’emorragia di biodiversità cui bisogna, al più presto, porre un argine. Tutelare la biodiversità, ridurre le emissioni, restituire spazio alla natura, contribuire alla conversione in senso sostenibile delle attività economiche, informare e sensibilizzare le persone su stili di vita più responsabili sono i mattoni fondamentali sui quali costruire una società più sostenibile e inclusiva: ogni momento, ogni politica, ogni investimento, ogni decisione è importante per raggiungere questo risultato”.

Read Full Post »

Il nuovo spot del WWF Italia dedicato al lascito testamentario per riflettere su una donazione che va oltre la vita stessa e regala la ricchezza e la bellezza della natura. Roma, 11 luglio 2022

Video – https://www.dropbox.com/sh/8k2iksnwhrffkvk/AAB5j7hNlsgWcgEJ-KyZ2Zeea?dl=0.

Link alla pagina dedicata ai lasciti testamentari https://www.wwf.it/cosa-puoi-fare-tu/sostienici/lasciti-testamentari/.

Link al video su YouTubehttps://www.youtube.com/watch?v=M8GDaAJue3M.

Una donna anziana è seduta alla scrivania davanti a un foglio. La frase che sta per scrivere inizia con le parole “Ti lascio…”. Basta poco per capire che si tratta di un testamento, ma non un testamento qualsiasi. Nei suoi occhi non c’è tristezza, ma una luce che la riporta indietro nel tempo e le fa ripercorrere i momenti più gioiosi della sua vita: tutte emozioni vissute in mezzo alla natura. Quello che stiamo vedendo è il nuovo spot WWF della campagna lasciti e l’obiettivo è parlare alle persone di un tema tabù, che non si ama affrontare: quello della morte, ma da una prospettiva diversa. Da questo spot emerge, infatti, l’aspetto valoriale potente che si nasconde dietro la scelta di fare un lascito testamentario al WWF, un gesto oggi più che mai fondamentale e urgente per investire denaro in natura, proteggendo il futuro di tutti. “Ti lascio il respiro dei boschi, il profumo del vento. Ti lascio la carezza del mare, la fierezza degli animali. Ti ascio tutto quello che sono e che siamo: Natura. È questo che ti lascio.”. I messaggi e le immagini scelte dal WWF nel nuovo spot che da luglio sarà trasmesso in Tv, invitano le persone a riflettere sull’importanza di un lascito, la donazione più importante della vita, perché capace di andare oltre la vita stessa “Nei miei disegni ad acquerello ci sono tutti i miei viaggi, le emozioni che ho provato, le attese degli appostamenti, le delusioni di non avvistare niente e la sorpresa di vedere qualcos’altro, qualcosa di inaspettato. Soprattutto, c’è il desiderio di fissare nel tempo tutta questa bellezza, perché altri possano goderne in futuro. Il WWF da me fondato non è altro che questo: un tentativo, folle ma potente, di tramandare nel futuro la parte più profonda di noi, quella che ci riguarda e ci tiene in vita. Le foreste, i mari, tutte le altre specie viventi. Credo che non vi sia una soddisfazione più bella e consolante di quella di aver legato il nostro nome a un pezzo di natura, salvandola”afferma il presidente onorario del WWF Italia, Fulco Pratesi. Per il WWF dunque il lascito testamentario è totalmente collegato alla volontà e alla vita, e per nulla a “qualcosa o qualcuno che finisce”. Da 60 anni l’associazione del Panda lavora sul campo, conosce e studia i cicli della natura che accompagnano da sempre la vita e il benessere psicofisico dell’uomo, raccontando l’interconnessione che esiste tra le specie. Fare un lascito alla natura significa voler lasciare la firma del proprio passaggio su questo Pianeta, significa agire in nome della fiducia e dell’amore verso le generazioni che verranno. Vuol dire comunicare: “non ho aspettato il cambiamento, io ho costruito il cambiamento che verrà. E così la Vita non avrà fine”. Non bisogna essere ricchi per fare un lascito al WWF, bisogna credere nella natura e nella vita!Lo spot è realizzato da Gruppo Creativo Multimedia con il copy di Storyline. Ecco gli attori presenti nello spot, in ordine di apparizione: Victoria Chapman, Helmut Hagen, Mia McGovern Zaini, Francesca Faccini, Nicola Brando Parini, Cherish Gaines, Cristina Pensiero. Per fare un testamento è possibile scrivere a lasciti@wwf.it o chiamare il numero 348-7796643.

Read Full Post »

Roma, 24 maggio 2022QUI foto e bio della Presidente Daniela Ducatohttps://www.dropbox.com/sh/jynd3kj9jkct1wv/AAAZ23qPAN4DIa8BKCky56XZa?dl=0.

Cambio ai vertici del WWF Italia: Daniela Ducato, imprenditrice nel settore dell’economia circolare è stata eletta alla presidenza dal nuovo Consiglio Nazionale dell’associazione che l’ha scelta per le sue indubbie capacità e per i numerosi consensi raccolti dai soci di tutta Italia. Non a caso Daniela Ducato è stata insignita dal Presidente Sergio Mattarella del titolo di Cavaliere della Repubblica Italiana proprio per meriti ambientali ed è conosciuta a livello internazionale per le sue visioni innovative che ha saputo trasformare in azioni concrete collaborando con aziende virtuose di tutto il Paese impegnate nella sostenibilità ambientale e sociale. Del nuovo Consiglio Nazionale, insieme a Daniela Ducato, fanno parte Mario Attalla, Donatella Bianchi, Simona Castaldi, Luciano Di Tizio, Alessandro Giadrossi, Silvio Greco, Carla Liuni, Paolo Lombardi e Silvio Ursini. Nella prima riunione Luciano Di Tizio, giornalista, naturalista e storico attivista del WWF, è stato eletto vicepresidente. «Sono grata ai soci del WWF di tutta Italia e a Donatella Bianchi dalla quale prendo il testimone di una associazione forte e capace di dialogare costruttivamente con il governo e le istituzioni. Sono felice di poter contare sulla sua competenza e il suo impegno nel Consiglio Nazionale della nostra associazione», dichiara Daniela Ducato che aggiunge: «Oggi più che mai dobbiamo costruire alleanze e cercare soluzioni innovative che mettano assieme società civile, imprese e mondo della ricerca. Ho accettato questo incarico sapendo di poter contare su una squadra straordinaria formata da figure eccellenti, di alta competenza. Come presidente del WWF Italia voglio dare continuità all’eccellente lavoro che è stato fatto da Donatella Bianchi. Dobbiamo unire, creare sinergie coniugando sociale e ambientale. Una direzione che sto già perseguendo come presidente di Fondazione territorio Italia attraverso le innovazioni nella green conservation dei beni culturali e la formazione con i green jobs destinati alle persone fragili». Daniela Ducato riceve il testimone da Donatella Bianchi, presidente dell’Associazione per otto anni: «Quelli trascorsi alla guida del WWF Italia sono stati anni entusiasmati in cui sono avvenuti grandi cambiamenti. Dall’enciclica Laudato, passando dal varo dell’Agenda 2030 fino al traguardo che ha portato parole come ambiente, biodiversità, ecosistemi e animali tra i principi fondamentali della nostra Costituzione ci sono stati momenti epocali. In questi anni ho imparato che la nostra vita non può prescindere dall’equilibrio dei sistemi naturali e che quello in natura è il migliore investimento che possiamo fare. Sono sempre più convinta che la società civile debba orientare le scelte ed essere determinate nel chiedere con forza trattati internazionali vincolanti per arginare le grandi emergenze che caratterizzano il nostro tempo e che sono intimamente connesse alla salute dell’ambiente. Nelle mani capaci di Daniela – a cui faccio i migliori auguri di buon lavoro – lascio un’associazione in salute che il Consiglio Nazionale che ho avuto l’onore di presiedere ha rilanciato seguendo la strada del rinnovamento e dell’innovazione, nella convinzione che la nostra associazione sarà determinante per difendere la salute della natura da cui dipende anche la nostra salute». I nuovi vertici si insediano in un momento cruciale, sia a livello nazionale che globale, per il nostro futuro, in cui è sempre più urgente dare risposte concrete alle grandi emergenze ambientali della nostra epoca, a cominciare dal cambiamento climatico e dalla crisi di biodiversità. È un momento di grande impegno per il WWF che ha appena lanciato una petizione per la creazione di un Garante per la Natura e che è alla vigilia della partenza della campagna #Generazionemare che mobiliterà volontari e società civile nelle grandi sfide per difendere il nostro capitale blu.

Read Full Post »

ALTRE ADESIONI

Legambiente Sernaglia – Legambiente Treviso

Read Full Post »

domenica 15 maggio 2022

Negli scorsi giorni sono usciti sulla stampa locale alcuni articoli che parlavano della presenza di un lupo sul Montello.

Un lupo presunto in realtà, visto che, leggendo il testo e non solo il titolo, veniamo a sapere che l’animale autore di una predazione ai danni di alcune pecore potrebbe essere un lupo, ma anche un cane, mancando la certezza che solo un’indagine genetica darebbe. 

Colpisce che si parli del lupo solo in termini di “problema”, e un certo tono allarmistico.

Nella realtà delle cose, la notizia di un ritorno del Lupo sul Montello dovrebbe invece rallegrarci per il dato che ne consegue, cioè che sulla ZSC Montello si sono ricreate quelle condizioni di habitat favorevoli ad un suo ritorno, un dato importante che misura lo stato di conservazione e ripresa ambientale del Montello, favorito dalla stretta vicinanza con le Grave di Ciano e la Piave che fungono da corridoio ecologico per lo spostamento di fauna e flora.

Come cittadini, lettori, ambientalisti, ci chiediamo se questo sia il modo più responsabile di parlare della specie: l’arrivo del lupo scatena ancora ansie nelle persone impressionabili, e da queste derivano inutili conflitti, che hanno come unico risultato quello di metterne a rischio la conservazione.

Noi esseri umani siamo destinati a reimparare a convivere con le altre specie ed è più facile trovare un equilibrio se le informazioni sono gestite in maniera corretta.

Quando questo animale tornerà sul Montello vorremo sentirne parlare in modo più completo: il lupo è un elemento importante negli ecosistemi, un cacciatore selettivo che sceglie le sue prede tra gli ungulati selvatici come cinghiali cervi e caprioli, preferendo animali feriti ammalati o deboli, e in questo aiuta a contenerne l’espansione, a migliorare lo stato di salute delle specie predate limitando il diffondersi di malattie, contribuisce in modo indiretto alla conservazione di altri animali, attraverso le carcasse lasciate sul territorio. Solo occasionalmente preda animali domestici perché facilmente accessibili. Il suo arrivo può certo impensierire chi alleva o possiede bestiame non protetto. Tutti gli altri non hanno motivo per temerlo, il lupo non attacca e sbrana l’uomo.

Ricordiamo inoltre che è protetto dalle leggi dello Stato ed è stato a un passo dall’estinzione. A salvarlo hanno contribuito l’impegno, la passione, il duro lavoro di molte persone, e da decenni si sta lottando perché l’immagine del lupo cattivo, pericoloso e feroce scompaia una volta per tutte per lasciare il posto al rispetto della realtà.

Aderiscono all’appello:

Circolo Legambiente Icaro – Treviso

Circolo Legambiente Piavenire

Comitato per le Grave di Ciano

Gruppo Naturalistico Anthracotherium – Chiuppano (VI)

Gruppo Naturalistico Montelliana APS

LAV Bassano del Grappa

LAV Treviso

LAV Vicenza

LIPU Trevigiana

LIPU Vittorio Veneto

OdV WWF Terre del Piave TV-BL

OIPA Treviso

PRE – Progetto Riccio Europeo Treviso

SOS Anfibi OdV Treviso

SOS Anfibi Padova – Colli Euganei

Read Full Post »

per gentile concessione, dal blog – https://montellomeraviglioso.com/2022/05/07/lupi-sul-montello/

No, non è il caso di preoccuparsi o di festeggiare, di lupi sul Montello non se ne sono ancora visti, ma negli ultimi 10 anni c’è stata una grande espansione della specie in zone vicine a noi e non si può certo escludere un futuro ritorno, occasionale o stabile, di questo importantissimo animale anche sul colle. 

L’arrivo del lupo, per le dinamiche che mette in moto, è un vero banco di prova per valutare la nostra capacità di coesistere con specie selvatiche “importanti” perché la sua presenza ha effetti sugli aspetti ecologici ed economici di un territorio, su quelli emotivi delle persone che lo abitano, riguarda le amministrazioni pubbliche, coinvolge i mezzi di comunicazione. 

E la capacità di gestirne la presenza è legata anche alla preparazione dei cittadini, dunque sapere come vive e cosa aspettarsi dalla sua presenza è fondamentale e non ci sembra sbagliato iniziare a parlarne.

Val dei Lovi, Nervesa della Battaglia. La toponomastica reca tracce dell’antica presenza dei lupi sul colle.

Permetteteci di iniziare da lontano, dalla storia del ritorno del lupo in Veneto. È una storia che merita di essere raccontata: quella di Slavc e Giulietta

In Italia nella seconda metà del novecento si stimava la sopravvivenza di pochissimi esemplari. È solo dal 1970 circa che si verificano le condizioni favorevoli al loro incremento: spopolamento delle aree montane, ripresa del bosco, aumento degli ungulati selvatici. Piano piano i lupi hanno iniziato a farsi più numerosi e colonizzare nuove zone. 

L’espansione riguarda inizialmente l’Appennino, con la costituzione di branchi fino alla Liguria e di lì verso Est sulle Alpi occidentali. Da qui proviene una giovane lupa che a inizio 2012 si trova in Veneto, nel veronese. Molto lontano, sul monte Slavnik, un giovane maschio viene dotato di radiocollare nell’ambito di una ricerca dell’università di Lubiana, questo permette di conoscerne i movimenti: Slavc, così viene chiamato, si allontana dal suo branco di origine e durante quella che è detta fase di dispersione percorre circa 800 km, entra in Italia e in Veneto dove si ferma nel parco naturale dei monti Lessini. Dopo poco appare al suo fianco la femmina, chiamata Giulietta. Non si separeranno più, fino alla recente scomparsa di Slavc, ormai anziano. Sono loro a costituire il primo branco “moderno” di lupi in Veneto e i loro discendenti sono i fondatori di altri branchi in regione e in Trentino: nel Grappa, nel Visentin, nel Carega, nella Marmolada almeno un figlio o figlia di Slavc e Giulietta fanno parte della coppia alfa

Attualmente si contano in Veneto 16 branchi*.

Lupo, chi è costui? 

I lupi vivono in gruppi organizzati in maniera gerarchica formati da una coppia dominante detta alfa, che è l’unica a riprodursi (una volta l’anno). Oltre alla coppia alfa sono in genere presenti i figli più giovani, che restano “in famiglia” per un certo periodo. Occasionalmente vengono accolti lupi provenienti da altri branchi. 

Il branco 

Si può parlare di branco in presenza di due lupi che si riproducono e hanno un proprio territorio stabile, dunque non dobbiamo pensare a una moltitudine di animali, di solito sono 4 o 5, diventano di più alla nascita dei cuccioli e poi tornano a diminuire sia a causa dell’elevata mortalità, sia per l’allontanamento dei giovani adulti che per un certo periodo vivono solitari e senza territorio, percorrendo moltissima strada e attraversando zone che non conoscono. Per loro è un momento molto pericoloso, che spesso si conclude con la morte. 

Dunque il numero dei lupi del branco tende a restare stabile, quello che si verifica è l’aumentare dei branchi che via via vengono fondati in nuove zone.

Le prede preferite sono gli ungulati selvatici e si è osservato che anche dove è diffuso l’allevamento all’aperto, e dunque ci sono animali domestici facilmente accessibili, questi costituiscono solo una piccola parte della dieta dei lupi: la stragrande maggioranza delle prede è selvatica. 

Un cattivo elemento? 

Quando i lupi rimasti erano pochissimi si è ragionato a freddo sul loro comportamento, sulle straordinarie dinamiche di gruppo, sulla loro relazione con l’ecosistema. Il lupo non è più rappresentato come malvagio divoratore di uomini (visione di origine medievale) ma come un predatore che segue, semplicemente, la propria natura.

Fontana Lova. Biadene

Dunque è stato riabilitato agli occhi dell’opinione pubblica?

Purtroppo non è così. La sua espansione e la necessità di confrontarsi nuovamente con questa specie ha riportato a galla conflitti difficili da gestire e di ostacolo alla protezione dell’ animale, tanto che il bracconaggio resta una delle principali cause di morte.  

Le problematiche e i contrasti riguardano soprattutto aree dove l’allevamento di bestiame all’aperto è un settore economico importante ed è comprensibile che allevatori e pastori che devono adottare sistemi di difesa e affrontare problemi a cui non erano più abituati abbiano col lupo un rapporto difficile, ma lo è per ragioni comprensibili, legate ad un quotidiano che può diventare complesso. 

Più arduo da capire è il riaffiorare in parte della popolazione di paure e credenze che si speravano ormai superate. Il lupo è un predatore che caccia animali malati, feriti o deboli, facendo così opera di selezione e aiutando a contenere specie quali il cinghiale e il cervo, una specie elusiva che cerca di evitare il contatto con l’uomo, che merita tutte le tutele di cui gode, il cui ritorno è  segnale del ricostituirsi dell’equilibrio ambientale.

Lupi sul Montello? 

Il colle è troppo piccolo per costruire da solo il territorio di un branco**, ma può diventarne una parte ed è ricco di possibili nascondigli e prede. Esemplari di passaggio o che fanno deviazioni dal corridoio ecologico del Piave potrebbero capitare anche qui. 

Per quanto riguarda il suo impatto c’è da dire che il Montello non è zona vocata all’allevamento allo stato brado, dunque gli aspetti economici dovrebbero essere secondari.

Sebbene ci siano greggi di passaggio, sul Montello la pastorizia non è molto praticata

Però non mancano capre, asini, cavalli tenuti per diletto, come attrattiva per i visitatori degli agriturismi, come cibo, animali che vivono in recinti non a prova di lupo; questi possono diventare prede appetibili. 

L’effetto sui mezzi di comunicazione che una predazione avrebbe è facile da intuire, visto che un animale domestico ucciso da un lupo fa più notizia di un branco di cinghiali in una vigna. Articoli allarmistici e titoli sensazionalistici potranno far vendere qualche copia in più ma non aiutano né i lupi né i cittadini. La nostra specie è destinata a reimparare a convivere con le altre, ed è più facile trovare un equilibrio se le informazioni sono gestite in maniera corretta. 

Se guardiamo ad altre aree notiamo che le predazioni su domestici si hanno soprattutto all’inizio, magari in presenza di uno o due lupi e tendono a diminuire in seguito, anche se il branco si fa più numeroso. L’aumento dei lupi non corrisponde dunque ad un aumento delle predazioni, perché gli allevatori imparano ad usare gli strumenti di difesa, che sono molti e più efficaci di quelli che avevano a disposizione i nostri antenati. 

Riparare gli animali di notte, l’uso di recinti elettrificati, le bandierine che fungono da dissuasori, i cani da guardia, sono metodi utili per evitare problemi, così come i risarcimenti economici servono a contenere i conflitti. Nessuna di queste cose può sostituire la preparazione delle persone e la volontà di trovare un modo di convivere con i lupi, consapevoli che ogni specie ha un insindacabile diritto di esistere.

Il capitel dei lovi a Santa Mama

*Alcuni di questi sono transregionali

**Il territorio di un branco è in media tra 100 e 200 kmq 

Read Full Post »

Older Posts »