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Archive for the ‘boschi e foreste’ Category

I ministri del Consiglio Ambiente dell’UE oggi hanno votato per indebolire la legge europea sulla deforestazione, nonostante i cittadini, gli scienziati e le aziende chiedessero prodotti privi di distruzione della natura sul mercato europeo. Roma, 28 giugno 2022

I ministri dell’Environmental Council oggi hanno votato per indebolire la legge europea sulla deforestazione, nonostante i cittadini, gli scienziati e le aziende chiedessero prodotti privi di distruzione della natura sul mercato dell’UE. “La posizione negoziata del Consiglio ha tanti buchi quanti quelli di un formaggio svizzero, ma purtroppo non ha un sapore altrettanto buono. Una legge efficace non dovrebbe offrire scappatoie alle aziende per poterla aggirare, deve includere altri ecosistemi minacciati oltre le foreste e deve affrontare il degrado di tutte le foreste, non solo quelle di un tipo specifico come quelle tropicali. Solo così potrà sostenere un reale cambiamento sul campo”, afferma Anke Schulmeister – Oldenhove, responsabile delle politiche forestali presso l’Ufficio politiche europee del WWF. La proposta della Commissione europea pubblicata lo scorso novembre conteneva elementi forti, che hanno portato un raggio di speranza per la natura e le persone di tutto il mondo. La proposta prevede che i prodotti che entrano nel mercato dell’Ue siano esenti da deforestazione e degrado forestale. Erano previste anche misure forti per far rispettare la legislazione in tutta l’Ue, tra cui un numero minimo di controlli e multe che devono essere proporzionali al danno ambientale causato e al suo valore, e un quadro più chiaro per gli Stati membri sulle modalità di esecuzione di verifiche e controlli. Naturalmente erano rimaste alcune lacune, segnalate dal movimento #Together4Forests, come l’esclusione di altri ecosistemi dall’ambito di applicazione della normativa, ma la nuova legge era sulla strada giusta per realizzare un vero cambiamento. Tuttavia, dopo il voto di oggi, non sembra più così. Gli Stati membri hanno deciso di eliminare molti elementi chiave della legge. Hanno diluito la definizione di “degrado forestale” in modo da ostacolarla più che aiutarla. Inoltre, una scappatoia esistente nella proposta della Commissione europea, che permetteva alle aziende che si riforniscono da Paesi “a basso rischio” di non effettuare una valutazione del rischio, è stata ampliata eliminando un numero minimo di controlli per questi prodotti. Inoltre, il Consiglio non ha incluso altri ecosistemi oltre alle foreste, sebbene anch’essi siano minacciati, lasciando aperta un’altra falla. Tutti questi elementi combinati nella futura legge europea sulla deforestazione la fanno sembrare sempre più inefficace. “Con questa posizione, i governi nazionali stanno svuotando la legge europea sulla deforestazione, lasciando numerose scappatoie. Questo va contro le richieste di 1,2 milioni di cittadini, dell’industria e degli scienziati per una legge che tenga fuori dal mercato dell’Ue la distruzione della natura. Inoltre, mina l’impegno dell’Ue a fermare la deforestazione e tradisce la natura e le persone colpite da questa distruzione ogni giorno”, aggiunge Anke Schulmeister – Oldenhove. La palla passa ora al Parlamento europeo. Nelle prossime votazioni sulla legge, gli eurodeputati dovranno dare una risposta forte alla posizione del Consiglio, se vogliono essere all’altezza del livello stabilito nella loro proposta di legge per il 2020. Ecco i tre principali punti deboli della legge europea sulla deforestazione che gli eurodeputati devono affrontare nelle prossime discussioni…

Definizioni deboli. Nella definizione attuale, il “degrado forestale” si riferisce solo alla conversione di foreste primarie (cioè vecchie, non toccate dall’attività umana) in piantagione e altri terreni boschivi. Ma le foreste vengono distrutte anche in una serie di altri modi che portano alla perdita di biodiversità o che riducono la loro capacità di combattere il cambiamento climatico.

Solo foreste. Non includendo altri ecosistemi, si ignora la massiccia minaccia cui questi sono già sottoposti a causa dei consumi dell’Ue. Questo probabilmente sposterà la pressione della deforestazione dalle foreste ad altri luoghi unici, come le savane e le torbiere.

Mancanza di condizioni di parità. Sostenendo regole semplificate per le aziende che si riforniscono da Paesi “a basso rischio”, senza un livello minimo di controlli, gli Stati membri stanno creando scappatoie che possono essere facilmente superate. Una massiccia riduzione dei controlli (dal 5% all’1% per i prodotti provenienti da paesi a rischio “normale/standard” e dal 10% al 5% per i prodotti provenienti da regioni ad “alto rischio” di deforestazione) spalancherà la porta ai prodotti legati alla deforestazione per entrare nel mercato dell’UE.

L’Europa è uno dei maggiori responsabili della deforestazione globale, seconda solo alla Cina. L’Ue è responsabile del 16% della deforestazione tropicale legata al commercio internazionale attraverso l’importazione di prodotti come carne bovina, soia, olio di palma, gomma, legname, cacao e caffè e i loro derivati. È tempo di cambiare questa situazione, ma questa posizione dell’Environmetal Council non lo sta facendo. Attraverso un nuovo strumento del WWF ora attivo alla pagina #Together4Forests del WWF Italia, dobbiamo chiedere al più presto ai nostri europarlamentari di cambiare rotta e di difendere le foreste durante i prossimi negoziati su questa nuova legge.

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Gli scienziati europei rispondono alle domande più cercate sul web riguardo la deforestazione. Per l’Italia risponde il professor Giorgio Vacchiano: “La deforestazione finisce anche sulle nostre tavole, fare attenzione a ciò che consumiamo”. Roma, 11 maggio 2022

Cartella – https://www.dropbox.com/sh/zkqhcopzn5zt0r0/AAD9grL2EUr0MpNDNCi-BNpFa?dl=0%20.

In una serie di video rilasciati oggi, scienziati ed esperti di tutta l’Ue rispondono alle domande più ricercate in Internet sulla deforestazione. Il loro messaggio, in sintesi: non c’è spazio per la deforestazione sulle nostre tavole. Due anni fa, 1.2 milioni di cittadini europei hanno chiesto una legge che tenesse la deforestazione lontana dai loro frigoriferi e dalle loro tavole. Mentre i ministri del dell’Environmental Council e i membri del Parlamento europeo stanno discutendo la futura legge europea sulla deforestazione, i cittadini si rivolgono al web per avere delle risposte. I suggerimenti di autocompletamento di Google mostrano come le stesse domande vengano cercate ovunque in Europa: “Cos’è la deforestazione?”, “Cosa causa la deforestazione?” e “Come possiamo fermare la deforestazione?”. Queste domande hanno ispirato scienziati ed esperti di sette paesi – Belgio, Ungheria, Italia, Polonia, Portogallo, Romania e Svezia – a rispondere a tutti quei cittadini preoccupati per le foreste. Esempi di vita quotidiana sul perché la deforestazione ci riguarda tutti e su cosa possiamo fare sono stati raccolti in una serie di brevi video. Per l’Italia è intervenuto il professor Giorgio Vacchiano. Qui la landing page con i video – https://www.wwf.eu/campaigns/together4forests/scientists/.

 Le foreste coprono il 31% della superficie terrestre. Ma stanno scomparendo velocemente, un’area grande quasi quanto la Svezia viene persa ogni 12 anni. Più precisamente, oltre 43 milioni di ettari sono stati persi in tropici e subtropici tra il 2004 e il 2017 nei cosiddetti punti critici [1] di deforestazione presenti in America Latina, Africa sub-sahariana e Asia. E L’Ue è protagonista di questa perdita. L’Unione europea è infatti il secondo più grande importatore al mondo di deforestazione (dopo la Cina).“Per i prodotti importati in Belgio questo rappresenta circa 12-15.000 ettari di superfici distrutte ogni anno nelle regioni tropicali, circa la dimensione della regione di Bruxelles”, dice 

Patrick Meyfroidt, professore di “Land Use Change and Forest Transition”, Belgio. “In Amazzonia, le principali cause di deforestazione sono l’allevamento di bestiame e la produzione di soia. La maggior parte della soia viene poi destinata all’alimentazione animale, e gran parte della carne bovina viene esportata in Nord America e in Europa. Quindi, con un po’ di esagerazione, possiamo anche dire che le foreste vengono trasformate in hamburger”, spiega la dottoressa Réka Aszalós, ecologista forestale del Centro di Ricerca Ecologica, Ungheria. Più della metà del Cerrado in Brasile, la savana con maggiore biodiversità al mondo e confinante con la foresta pluviale amazzonica, è già stata disboscata, principalmente per fare spazio alla soia e alla produzione di carne bovina. Nel 2019, le importazioni in Ue di carne bovina dal Cerrado hanno rappresentato il 26% del totale della carne bovina importata in UE. Attraverso la campagna

#Together4Forests, il WWF e altre 200 ONG hanno a lungo chiesto una nuova legge europea contro la deforestazione, e continueranno a lottare per una legge che possa apportare un vero cambiamento. Tutti gli occhi sono ora puntati sui governi dell’Ue e sul Parlamento europeo per ottenere risultati ambiziosi. “Vivendo in paesi dove la deforestazione è trascurabile, dobbiamo prestare attenzione a ciò che consumiamo. L’Ue sta lavorando a una legge che possa ridurre al minimo la deforestazione importata, ma tutti noi possiamo iniziare a interrogarci sull’origine dei prodotti che consumiamo, in particolare il cibo che finisce nei nostri piatti”, riassume Giorgio Vacchiano, professore di gestione e pianificazione forestale, Università di Milano e membro della Comunità scientifica del WWF Italia.

[1] Pacheco, P., Mo, K., Dudley, N., Shapiro, A., Aguilar-Amuchastegui, N., Ling, P.Y., Anderson, C. and Marx, A. 2021. Deforestation fronts: Drivers and responses in a changing world. WWF, Gland, Switzerland.

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L’iniziativa fa parte delle attività di WWF e Sofidel per celebrare i 15 anni di collaborazione.

Roma, 21 marzo 2022 – Per celebrare la ricorrenza dei 15 anni di partnership, WWF Italia e Sofidel, gruppo cartario tra i leader mondiali nella produzione di carta per uso igienico e domestico, noto in particolare in Italia e in Europa per il brand Regina, presentano un calendario di iniziative per il 2022. Fra queste, “Sofidel4Talent”, un corso di formazione dedicato alla corretta gestione forestale e la partecipazione alla campagna WWF “ReNature Italy” per tutelare e rigenerare il capitale naturale italiano, a beneficio delle generazioni attuali e future. Per partecipare è possibile candidarsi fino al 15 aprile 2022.

Qui per info e scaricare il bando https://lanostracartamigliore.sofidel.com/sofidel4talent/.

La prima iniziativa partita in questi giorni – realizzata con il supporto di Koinètica e con il patrocinio di RUS (Rete delle Università per lo Sviluppo Sostenibile) – vede Sofidel e WWF Italia scendere in campo per contribuire a formare futuri professionisti delle nostre foreste con “Sofidel4Talent”, un corso di formazione applicata in conservazione e gestione forestale ad accesso gratuito, che si svolgerà alla fine di maggio nel Museo della Biodiversità WWF di Monticiano – e Riserva Naturalenaturale provinciale Alto Merse, in provincia di Siena. Il bando di selezione, rivolto a 15 giovani laureandi e neolaureati in discipline scientifiche, è aperto fino al 15 aprile 2022. A ridosso dell’estate, sarà poi la volta della partecipazione alla campagna WWF “ReNature Italy”, un progetto nato con l’obiettivo di invertire la curva della perdita di biodiversità in Italia e favorire la coesistenza tra uomo e natura. A settembre, il lancio della nuova edizione di “Mi Curo di Te. Con la Scuola per l’Agenda 2030”, il programma di educazione ambientale per la scuola italiana che, per l’anno scolastico 2022/2023, sarà dedicato al tema Acqua. In merito a all’iniziativa “Sofidel4Talent”, Marco Galaverni, Direttore Programma e Oasi del WWF Italia afferma: “Per permettere alle giovani generazioni di custodire il patrimonio naturale che ci circonda, è essenziale far comprendere come questo può essere conservato e gestito al meglio. Siamo quindi orgogliosi di concretizzare questa possibilità con tre giorni di formazione gratuiti, dinamici ed estremamente coinvolgenti destinati a studenti o neolaureati che hanno a cuore il futuro del Pianeta, in un contesto unico come quello del Museo della Biodiversità di Monticiano”. Elena Faccio, Creative, Communication and CSR Director di Sofidel, da parte sua, aggiunge: “Crediamo nella sostenibilità quale leva strategica di sviluppo responsabile e lavoriamo ormai da 15 anni fianco a fianco con WWF. Una collaborazione storica e di primaria importanza, che ha aiutato l’azienda a crescere in modo responsabile e a promuovere la cultura della sostenibilità. Siamo convinti che i giovani siano la nostra carta migliore per preservare il Pianeta e siamo contenti di dare il nostro contributo per un progetto di formazione qualificante e utile per le sfide che ci aspettano negli anni a venire”. La collaborazione tra Sofidel e WWF Italia è nata nel 2008 con l’adesione del Gruppo al programma internazionale “WWF Climate Savers” per la riduzione volontaria delle emissioni climalteranti. Negli anni, si è poi estesa attraverso un percorso rigoroso di miglioramento del processo di approvvigionamento forestale (il 100% della cellulosa utilizzata nel processo produttivo del Gruppo è certificata da terze parti indipendenti con schemi di certificazione forestale quali ad esempio FSC® e PEFCTM) e alla promozione di attività di sensibilizzazione ed educazione, con “Mi Curo di Te”, il programma di educazione ambientale reso gratuitamente disponibile alle scuole primarie e secondarie di primo grado italiane che, dal 2014, ha coinvolto oltre 650.000 studenti. Un rapporto che è ulteriormente cresciuto nel 2021 con l’adesione di Sofidel a “Forests Forward”, la piattaforma multi-stakeholder lanciata da WWF per proteggere e migliorare la gestione di 150 milioni di ettari di foresta entro il 2030.

Sofidel4Talent” rientra nella collaborazione che Sofidel ha intrapreso con WWF Italia. Il corso, rivolto a 15 giovani laureandi e neolaureati in discipline scientifiche, si svolgerà dal 27 al 29 maggio 2022 direttamente “in natura”. Una full immersion di tre giorni, che prevede anche escursioni in notturna, con docenti universitari fra i più esperti nel panorama italiano per comprendere il valore della biodiversità, le implicazioni economiche e sociali della tutela degli ecosistemi forestali, le dinamiche di prevenzione degli incendi, nonché gli effetti della natura sulla salute e sul benessere delle persone. Per partecipare è possibile candidarsi fino al 15 aprile 2022 qui https://lanostracartamigliore.sofidel.com/sofidel4talent/. Al termine, sarà rilasciato un attestato di partecipazione con cui sarà possibile richiedere al proprio Dipartimento Universitario i relativi CFU. I partecipanti alloggeranno nei pressi del Museo della Biodiversità WWF di Monticiano – Riserva naturale provinciale Alto Merse, in provincia di Siena. Ulteriori informazioni sul programma sono disponibili qui. “Sofidel4Talent” fa parte de #LaNostraCartaMigliore, l’insieme di iniziative di Sofidel volte a costruire un futuro migliore per le nuove generazioni. 

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LE FORESTE SONO IL SECONDO PIÙ GRANDE SERBATOIO DI CARBONIO DOPO GLI OCEANI. ASSORBONO 1/3 DELLE EMISSIONI DI CO2 CAUSATE DALL’UOMO MA STIAMO “MANGIANDO” LE NOSTRE GRANDI ALLEATE NELLA LOTTA ALLA CRISI CLIMATICA.Tra il 2001 e il 2015 persa un’area di foreste estesa quanto la Germania per l’espansione delle aree agricole. L’Europa è il secondo maggior importatore al mondo di prodotti legati alla deforestazione. Roma, 21 marzo 2022

Cartella – https://www.dropbox.com/sh/jvuzq0qzgqn9mz0/AABHIKv_zp63Z5bwu2AdfbPaa?dl=0.

Scarica QUI il report WWFhttps://www.dropbox.com/s/npy626kkhj1lavs/WWF_report%20foreste%20e%20clima_final%20def.pdf?dl=0.

Le 36 miliardi di tonnellate di anidride carbonica (CO₂) immesse ogni anno nell’atmosfera causate delle attività umane, hanno ad oggi portato all’aumento di circa 1,1°C della temperatura media globale, rispetto al periodo preindustriale. Per quanto l’uomo possa adoperarsi per mitigare gli effetti del cambiamento climatico, non sarà possibile limitare il riscaldamento globale a +1,5 °C entro metà del secolo – come previsto dall’Accordo di Parigi – senza preservare la capacità delle foreste e di altri ecosistemi naturali, come le savane e zone umide, di assorbire ingenti quantità di CO2 dall’atmosfera. Proprio dell’importanza delle foreste per il clima parla il nuovo report WWF, pubblicato in occasione della nella Giornata internazionale delle foreste (lunedì 21 marzo) “Deforestazione e cambiamento climatico: l’impatto dei consumi sui sistemi naturali” e realizzato in vista di Earth Hour, la mobilitazione globale del WWF per la natura e il clima che, il 26 marzo alle 20.30, invita tutti a spegnere un’ora le luci come gesto simbolico per un futuro più sicuro, giusto e sostenibile. Le foreste sono a livello globale il secondo maggior serbatoio di carbonio dopo gli oceani: trattengono complessivamente ben 861 miliardi di tonnellate di carbonio e ogni anno assorbono circa un terzo delle emissioni antropiche di CO2, evitandone l’accumulo in atmosfera. Le foreste, inoltre, forniscono tanti altri servizi connessi con il clima, come la produzione di ossigeno e la regolazione del regime delle piogge. Questi cruciali servizi vengono però compromessi quando ecosistemi naturali, come le foreste, vengono distrutti o degradati. Considerando che gli alberi sono costituiti per circa il 20% del proprio peso da carbonio, parte della CO2 assorbita dalle foreste tramite la fotosintesi viene riemessa in atmosfera quando gli alberi vengono tagliati. In questo modo, da essere parte della soluzione le foreste diventano parte del problema: la deforestazione rappresenta infatti la seconda fonte umana di CO2, con ben 8 miliardi di tonnellate di CO2 emesse ogni anno dal 2000 ad oggi, periodo in cui è stato perso ben il 10% della superficie forestale mondiale. Oltre ai problemi legati al clima, la deforestazione mette a rischio la sopravvivenza delle popolazioni indigene che dipendono strettamente da questi ecosistemi e provoca la perdita dell’habitat di molte specie animali e vegetali, causandone spesso l’estinzione. Infografica sul ciclo della deforestazione: la scomparsa delle foreste amplifica la crisi climatica. Scaricala QUI

https://www.dropbox.com/sh/ammaek125twux8h/AAA2GOZCW-Q396x8v2Sy5UHFa?dl=0.

Tutelare foreste e altri habitat è quindi indispensabile per il futuro dell’umanità, della biodiversità e dell’intero Pianeta, e ognuno di noi può contribuire.  Secondo il report del WWF, infatti, quasi il 90% della deforestazione a livello globale è dovuto all’espansione dell’agricoltura. Gli allevamenti di bovini insieme alle coltivazioni di palma da olio, soia, cacao, gomma, caffè e legno sono stati responsabili del 57% della deforestazione connessa con l’agricoltura tra il 2001 e il 2015, portandoci via un’area di foreste grande quanto la Germania. In questo contesto, l’Unione europea risulta essere il secondo maggiore importatore al mondo di questi prodotti, generando con le sue abitudini di consumo enormi impatti sulle foreste tropicali di tutto il Pianeta, ma anche su praterie, zone umide, savane e tutti quegli ecosistemi ricchi di biodiversità che vengono distrutti per fare spazio a coltivazioni, piantagioni e pascoli. “Non possiamo più permettere che i nostri consumi generino impatti così forti sugli ecosistemi ed è necessario prendere consapevolezza delle implicazioni che ogni nostra azione ha sul Pianeta. Nel solo 2017, l’Ue ha causato il 16% della deforestazione associata al commercio internazionale di materie prime – afferma Isabella Pratesi, direttore Conservazione del WWF Italia

Stiamo letteralmente “mangiando” le foreste del Pianeta, amplificando così gli impatti del cambiamento climatico che invece potremmo mitigare proteggendo gli ecosistemi naturali e ripristinando quelli degradati”.

Earth Hour 2022Sabato 26 marzo alle 20,30 torna Earth Hour, l’Ora della Terra, l’iniziativa globale del WWF che attraverso il gesto simbolico di spegnere le luci per un’ora, invita tutti a mobilitarsi per un futuro più sicuro, giusto e sostenibile. Saranno migliaia le piazze, i monumenti e i luoghi simbolo che si spegneranno nel mondo.

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La produzione di soia, utilizzata prevalentemente come mangime animale, è una delle principali cause di distruzione di natura in Sud America. Solo nel 2020 in UE ne sono stati importati oltre 20 milioni di tonnellate. Il WWF chiede ai cittadini europei di sollecitare i propri governi a difendere la natura e a sostenere una legge efficace. Roma, 7 marzo 2022

Cartella – https://www.dropbox.com/sh/6o5fzgjwo03v1nh/AACWK-NvRp4ZT-OE_kxQInzua?dl=0.

Link alla petizione #Together4Forests https://www.wwf.it/cosa-puoi-fare-tu/petizioni/together4forests/.

Il consumo europeo di prodotti legati alla deforestazione rende l’Europa complice di una terribile devastazione. Quello che i cittadini europei mettono in tavola, infatti, ha impatti “nascosti” talmente forti da mettere a rischio interi ecosistemi. Secondo una nuova ricerca, un cittadino europeo consuma in media circa 60 kg di soia l’anno, le cui coltivazioni prendono il posto di foreste, savane e praterie in Sud America. Dei 33,9 milioni di tonnellate di soia importate in Ue nel solo 2020, ben oltre 20 milioni provengono dal Sud America. Questo significa che ogni nostro pasto potrebbe potenzialmente contribuire alla distruzione di questi preziosi ecosistemi naturali. Ma c’è una buona notizia: l’Unione europea si è decisa ad affrontare il tema degli impatti della produzione di cibo e di altre materie prime sulle foreste del Pianeta predisponendo una legge anti deforestazione. Per il WWF è necessario che la normativa comunitaria sia stringente ed efficace, in grado di fermare l’immissione sul mercato europeo di tutte quelle materie prime e prodotti derivati, la cui coltivazione, raccolta o produzione ha impatti negativi sia sulle foreste sia su altri ecosistemi prioritari, nonché sui diritti umani. Per questo il WWF invita tutti a firmare la petizione per la campagna Together4Forests. Commissionata dal WWF[1], la nuova ricerca intitolata “Mapping the European Soy Supply Chain” (“Mappare la catena di approvvigionamento europea della soia”) evidenzia come il 90% della soia che viene consumata da noi cittadini europei sia l’ingrediente “nascosto” dietro al consumo di altri prodotti che scegliamo come carne, uova, latte o yogurt. “È necessario prendere consapevolezza del peso dei nostri consumi non solo sulle foreste, ma anche sulle praterie e le savane, distrutte a tassi persino più elevati delle stesse foreste per fare spazio all’agricoltura, con impatti catastrofici non solo sulla biodiversità, ma anche sulla salute umana e su tutti gli aspetti della nostra vita. Per soddisfare i bisogni di oggi, derivati da un modello intensivo di produzione animale assolutamente sbagliato, distruggiamo sistemi naturali che hanno un valore impagabile per il funzionamento della biosfera. Quando finalmente ci saremo accorti della distruzione prodotta – anche in termini di nostra salute – dagli allevamenti intensivi che si reggono sull’uso della soia, chi ci ridarà le foreste perse? Nessuno. Molte sono semplicemente irriproducibili”, spiega Isabella Pratesi, Direttore Conservazione del WWF Italia. L’UE sta discutendo una nuova legge con lo scopo di ridurre l’impronta dei consumi europei sulla deforestazione. Per il WWF, le principali richieste riguadano l’inclusione di: 

1. ALTRI ECOSISTEMI, che vengono convertiti per produrre materie prime destinate al consumo europeo. Per esempio, le zone umide, come il Pantanal, distrutto per fare posto ai pascoli per i bovini, le savane come il Cerrado, al centro di enormi interessi per la coltivazione della soia, le torbiere, drenate per produrre olio di palma.

2. ALTRE COMMODITIES, in particolare la gomma e il mais, così come gli allevamenti di salmoni, nutriti con mangimi a base di soia. Più in generale, sarebbe utile includere qualunque prodotto, i suoi DERIVATI e i suoi TRASFORMATI (es. la cioccolata per il cacao, i mobili e carta per il legno) che derivino da materie prime a rischio di deforestazione, conversione o degrado ecosistemico.

3. DIRITTI UMANI, evitando che prodotti legati alla loro violazione possano essere immessi sul mercato dell’UE.

4. STESSE REGOLE PER TUTTE LE IMPRESE, senza differenze sui controlli tra chi importa da Paesi classificati a “basso” o “alto” rischio.

5. MISURE SANZIONATORIE, affiancate ad altre misure quali la confisca di prodotti e di ricavi per operatori e commercianti, al fine di dissuadere l’inosservanza della norma.

Presentata lo scorso novembre, la proposta di legge della Commissione europea presenta molti punti di forza. Limita, però, il proprio ambito di applicazione alla sola protezione delle foreste, rimandando di almeno due anni la potenziale inclusione di altri ecosistemi. Viene di fatto ignorata l’attuale espansione delle attività produttive agricole su zone umide, savane e praterie, con il rischio di trasferire su questi ecosistemi tutta la pressione causata dalla produzione di soia e altre commodities una volta che verranno proibiti altri fronti di espansione. I ministri dei Paesi membri dell’Ue, il prossimo 17 marzo dovranno esprimersi sulla bozza della normativa europea per arginare la deforestazione, un appuntamento importante per colmare le lacune ancora esistenti. Ora più che mai è cruciale il contributo di tutti partecipando alla campagna Together4Forests. Tramite QUESTO link, ognuno di noi potrà sollecitare i ministri italiani e parlamentari europei affinché sostengano la necessità di apportare le modifiche per rendere questa proposta di legge realmente efficace per la salvaguardia dei nostri ecosistemi più preziosi. “Per fare in modo che il cibo che mangiamo ogni giorno non sia complice della distruzione di natura, la legge europea deve includere, fin dall’inizio, sia altri ecosistemi naturali sia tutte le materie prime, loro derivati e prodotti trasformati la cui produzione distrugge la natura. È quindi cruciale che noi come cittadini europei sollecitiamo i nostri governi a difendere la natura e a sostenere una legge efficace, senza scappatoie e lacune. Questa legge dovrà impedire a qualsiasi prodotto, realizzato in modo legale o illegale, collegabile comunque alla trasformazione degli ecosistemi, di entrare nei mercati dell’Unione europea, riducendo il nostro impatto sulla biodiversità e sul cambiamento climatico”, conclude Eva Alessi, Responsabile sostenibilità del WWF.

La campagna #Together4Forests. Il WWF sostiene da tempo la necessità di una legislazione europea contro la deforestazione. Attraverso la campagna #Together4Forests, il WWF e altre 160 ONG ambientaliste hanno mobilitato 1,2 milioni di persone nel dicembre 2020 per chiedere una nuova legge europea chiara ed efficace. La Commissione europea ha quindi presentato una proposta di legge per minimizzare la deforestazione e il degrado forestali causati dai consumi dell’UE. La battaglia non è però ancora vinta, visto che importanti ecosistemi come savane, praterie e zone umide sono lasciati senza protezione dall’attuale proposta di legge.

[1] La ricerca è realizzata nell’ambito del progetto WWF “Eat4Chang”, finanziato dal programma di Educazione e Sensibilizzazione allo Sviluppo (DEAR) della Commissione europea. La ricerca “Mapping the European Soy Supply Chain Embedded Soy in Animal Products Consumed in the EU27+UK” è stata realizzata da Profundo, un’organizzazione no-profit indipendente.

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Comunicato stampa congiunto di WWF, Greenpeace e Legambiente. Roma, 4 febbraio 2022

Cartella – https://www.dropbox.com/sh/xsbiay2mloo1pqt/AACaNU6ly6uza44MqthlxbKYa?dl=0.

La coalizione europea #Together4Forests – sostenuta in Italia principalmente da WWF, Greenpeace e Legambiente – chiede oggi ai ministri dei Paesi membri dell’Ue, che dovranno esprimersi il prossimo 17 marzo sulla bozza della normativa europea per arginare la deforestazione, un impegno forte per colmare le lacune ancora esistenti. Finalmente le aziende che immettono determinati prodotti e materie prime sul mercato comunitario dovranno tracciarne l’origine e dimostrare che non sono collegati alla distruzione o al degrado delle foreste. Si tratta di un importante passo avanti, ma non basta. A Roma, volontari e volontarie di WWF, Greenpeace e Legambiente hanno aperto un grande striscione al Circo Massimo con la scritta: “Sparito in 24 secondi! Ministro Patuanelli ferma la deforestazione”Nel mondo, infatti, ogni due secondi un’area di foresta grande come un campo da calcio viene distrutta: questo significa che un’area dell’estensione del Circo Massimo – uno spazio che può contenere mezzo milione di persone – sparirebbe in soli 24 secondi. Dalla Svezia alla Romania, la coalizione è scesa in piazza in 14 Paesi europei per chiedere ai ministri competenti che la bozza della normativa per la tutela delle foreste pubblicata lo scorso novembre venga integrata con alcuni punti essenziali. La lista di prodotti e materie prime stilata dalla Commissione dovrà comprendere tutti quei prodotti la cui filiera genera distruzione delle foreste come, per esempio, la carne di maiale e di pollo (e non solo quella bovina), la gomma e il mais. Inoltre, è necessario che il divieto di importazione venga esteso anche a prodotti che mettono in pericolo altri ecosistemi di grande importanza per la salvaguardia della biodiversità e del clima del pianeta, come le savane e le zone umide, onde evitare che la pressione dell’agricoltura industriale, invece di diminuire, venga semplicemente spostata dalle foreste verso altri ecosistemi. Un altro punto riguarda il rispetto delle normative internazionali per la tutela dei diritti umani, che non viene considerato tra i requisiti per immettere prodotti sul mercato comunitario, lasciando i Popoli Indigeni e le comunità forestali tradizionali esposti ad abusi e violenze. Infine, è necessario che la proposta affronti l’impatto degli investimenti del settore finanziario europeo sugli ecosistemi del pianeta. Nel 2020 oltre 160 ONG e un milione di persone, tra cui 75 mila italiani, hanno firmato una petizione promossa dalla coalizione #Together4Forests per chiedere all’Ue una normativa rigorosa in grado di impedire l’importazione di prodotti legati alla distruzione delle foreste e alla violazione dei diritti umani. Il 17 marzo la più grande Commissione del Parlamento europeo, quella per l’ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare (ENVI), composta da 81 eurodeputati ed attualmente presieduta dalla Francia, si riunirà per esaminare la bozza di normativa. A questo proposito, sarà attivo da oggi sui siti web di WWF e Legambiente uno strumento che permetterà a chiunque di inviare una email direttamente ai ministri competenti. Lo scopo è quello di sottolineare la propria preoccupazione per la distruzione degli ecosistemi naturali di cui la Ue è responsabile e di conseguenza chiedere di sostenere una legge forte e ambiziosa per contrastare efficacemente il problema.

Link alla pagina dedicata sul sito del WWF Italiahttps://www.wwf.it/cosa-puoi-fare-tu/petizioni/together4forests/.  

CONTATTI: Ufficio stampa Greenpeace Italia, Gaia Maione 340.5718019 – Gabriele Salari 342.5532207

Ufficio stampa Legambiente, Luisa Calderaro 349.6546593

Ufficio stampa Wwf Italia, Giulia Ciarlariello g.ciarlariello@wwf.it 334.6151811.

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I CONSUMI DELL’UE MINACCIANO ECOSISTEMI RICCHI DI BIODIVERSITÀ CRUCIALI PER LA LOTTA AL CAMBIAMENTO CLIMATICO. Praterie e savane possono trattenere due volte la quantità di carbonio delle foreste tropicali. Per contrastare con efficacia cambiamento climatico e perdita di biodiversità l’Unione Europea deve proteggere anche gli ecosistemi non forestali come praterie, savane, zone umide e torbiere e inserirli nella proposta di legge contro la deforestazione. La distruzione delle torbiere è responsabile del 5% delle emissioni di gas serra, il doppio di quelle del traffico aereo globale.

Roma, 18 gennaio 2022QUI il riassunto del report in italianohttps://www.dropbox.com/s/tm2jeinn6ies9e0/Oltre%20le%20foreste%20Riassunto%20ITA.pdf?dl=0.

QUI il report completo in inglesehttps://www.dropbox.com/s/d6l9h19faohwrgs/BEYOND_FOREST%20Report%20ENG.pdf?dl=0.

Cartella – https://www.dropbox.com/sh/d6e6bs329wq54vb/AABofKtMZDS8HVhX4hLs9JQTa?dl=0.

Foreste e altri ecosistemi naturali, ovvero praterie, savane, zone umide e torbiere, specialmente nei paesi tropicali e subtropicali, vengono distrutti a una velocità impressionante, aggravando il cambiamento climatico e la perdita di biodiversità e di essenziali servizi ecosistemici che la natura fornisce e da cui dipendiamo. Una delle principali cause di questa distruzione è la produzione di materie prime e prodotti agricoli, zootecnici e forestali, con circa il 90% della deforestazione dovuta all’espansione dei terreni agricoli a discapito di altri usi del suolo (FAO). Mentre i governi dei paesi dell’UE e il Parlamento Europeo si avviano a discutere la proposta di legge della Commissione Europea contro la deforestazione, un nuovo report WWF sottolinea che la UE mancherà l’obiettivo di contrastare efficacemente la perdita di biodiversità e il cambiamento climatico se non inserirà subito nella nuova legge gli ecosistemi non forestali. L’indagine Oltre e foreste: ridurre l’impatto dell’UE su tutti i sistemi naturali condotta da 3keel per conto del WWF, fornisce una chiara evidenza dell’impatto dei consumi UE su nove ecoregioni del Pianeta. Presentata lo scorso novembre, la proposta della Commissione Europea limita la portata della nuova legge alle sole foreste, con possibilità di ampliarla agli altri ecosistemi naturali a partire dalla prima revisione della legge. Ma la mancata inclusione degli ecosistemi non forestali nella proposta di legge, sottolinea il WWF, rischia di trasferire dalle foreste a savane, praterie e torbiere la pressione e la distruzione causate dalla produzione agricola e dalla zootecnica. Anke Schulmeister-Oldenhove, dell’European Policy Office del WWF ha dichiarato: “L’approccio attendista della Commissione Europea è una risposta inadeguata all’elevata velocità con cui questi ecosistemi vengono distrutti. Ciò è particolarmente allarmante data la loro elevata importanza, non solo per la biodiversità ma anche per il clima. In tempi di emergenza climatica e perdita accelerata di specie, la UE non può ignorare la perdita di altri ecosistemi naturali provocata dalle stesse cause della deforestazione. Questa legge è un’opportunità unica per salvarli”. Praterie e savane possono trattenere due volte la quantità di carbonio delle foreste tropicali, e la distruzione delle torbiere è responsabile del 5% delle emissioni di gas serra, ovvero il doppio di quelle del traffico aereo globale. Il report rivela che una consistente parte dei beni importati nell’UE proviene da regione ricche di biodiversità e importanti serbatoi di carbonio…

Più di metà del Cerrado brasiliano, la savana con maggiore biodiversità al mondo, è stato cancellato, principalmente per far spazio alla produzione di soia e carne. Nel 2019, le importazioni di carne in UE dal Cerrado ammontavano al 26% del totale importato, e quasi un quinto della carne esportata dalla regione.

Circa il 14% del Chaco argentino, un mosaico di praterie e savane, è stato convertito ad agricoltura durante gli anni 2000 principalmente per produzione di soia. Nel 2019, la UE ha importato circa il 24% di tutta la soia esportata dalla regione.

Il 94% delle torbiere di Sumatra sono state convertite o degradate per produrre olio di palma, gomma naturale e piantagioni arboree per produrre cellulosa. Circa il 19% delle importazioni UE di gomma naturale e il 14% di olio di palma provengono da Sumatra.

Il bacino centrale nella Repubblica Democratica del Congo (RDC), una regione di foreste e zone umide, ricomprende il più grande complesso di torbiere al mondo con circa 30,6 miliardi di tonnellate di carbonio trattenute nel sottosuolo. Il 20% di tutto il legno esportato dalla RDC arriva in UE, che guida significativamente la domanda verso l’industria del legno dell’area.

Il report asserisce che la due diligence* dei prodotti provenienti da altri ecosistemi naturali oltre le foreste è praticabile da parte delle aziende. Diverse leggi già esistenti (es. Direttiva sulle energie rinnovabili e la Legge Duty of Vigilance francese) già considerano altri ecosistemi oltre alle foreste, e alcune imprese stanno sviluppando e attuando pratiche che garantiscano e catene di approvvigionamento estranee alla conversione di ecosistemi naturali. “Gli Stati Membri dell’UE e il Parlamento Europeo hanno ora la possibilità di fare le cose come si deve. Includere ecosistemi non forestali nella legge darà ai cittadini la certezza che i prodotti comprati non sono legati alla distruzione del nostro pianeta”, ha concluso Anke Schulmeister. Il WWF da tempo promuove la definizione di una norma contro la deforestazione. Attraverso la campagna #Together4forests il WWF e altre ONG ambientaliste hanno ottenuto 1.2 milioni di firme per chiedere una nuova forte legge europea nel dicembre 2020. L’UE è uno dei maggiori importatori di deforestazione tropicale e emissioni di gas climalteranti a ciò associate, seconda solo alla Cina.

* Sistema di valutazione del rischio che i prodotti provengano da fonti illegali.

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Roma, 12 gennaio 2022 – Il WWF Italia ha presentato un esposto al Consiglio dei Ministri contro la “leggina tagliaboschi” nelle aree vincolate, chiedendo di ricorrere alla Corte Costituzionale per la dichiarazione di incostituzionalità. Il 21 dicembre il Consiglio Regionale ha infatti approvato una norma che modifica la Legge Forestale regionale, introducendo la possibilità di eseguire tagli boschivi ‘colturali’ anche in aree specificamente vincolate senza dover ottenere l’autorizzazione paesaggistica (LR 52/2021). Si tratta – afferma il WWF – di un film già visto: con la scusa ‘semplificazione’ si riducono le tutele dei beni comuni per favorire interessi spesso del tutto contrari. Le semplificazioni non si fanno a colpi di accetta (è proprio il caso di dirlo) ma devono essere fondate su un confronto con tutti i soggetti istituzionali e i portatori di interesse, comprese le associazioni di protezione ambientale, nonché sul rispetto dei fondamentali principi di tutela dell’ambiente e del paesaggio. Il Consiglio Regionale della Toscana ha invece, ancora una volta, scelto la strada del sostegno alle motoseghe piuttosto che ai nostri beni naturali e paesaggistici. E così, invece di aprire un confronto con Sovrintendenze e Ministero, per valutare le indicazioni, sito per sito, di possibili attività silvicolturali, ha deciso di legiferare in modo apertamente contrario al Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio (d.lgs. 42/2004), che è ancora oggi un importante baluardo a difesa delle nostre bellezze naturali. Questa norma contrasta inoltre con un recente decreto del Presidente della Repubblica emesso, in collaborazione con il Consiglio di Stato, su un caso simile avvenuto in Maremma. “Confidiamo – conclude il WWF – che il Consiglio dei Ministri voglia intervenire e portare al vaglio della Corte Costituzionale il provvedimento regionale, che vìola in modo evidente le disposizioni nazionali in materia e che rischia di aprire al taglio di tanti boschi che rendono così unico il paesaggio toscano”.

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Un momento molto triste per tutta la nostra comunità. Roma, 17 dicembre 2021

Questo è un momento molto triste per tutta la nostra comunità. Cinque colleghi del WWF Pakistan, infatti, lo scorso 15 dicembre hanno perso la vita mentre erano in viaggio per ispezionare una foresta, nell’ambito di un progetto finanziato dalla Banca Mondiale per ridurre le emissioni derivanti dalla deforestazione e dal degrado forestale. Mentre si recavano a Nathiagali, una città incastonata tra montagne e fitte foreste nella provincia di Khyber Pakhtunkhwa, nel nord-ovest del Pakistan, sono stati coinvolti in un terribile incidente e la loro auto è finita in un burrone. La causa dell’incidente è ancora sconosciuta. In questa tragedia hanno perso la vita Aamir Saeed Khan, coordinatore provinciale; Iftikhar Hussain, organizzatore della campagna; Atif Ali Khan, analista dei sistemi informativi geografici; Rafiullah Swati, geometra forestale e l’autista Farhan Afridi: ambientalisti appassionati e competenti conosciuti e stimati da tutto il network. In questo momento così triste i nostri pensieri sono rivolti alle loro famiglie e ai nostri colleghi del WWF-Pakistan. Il WWF Italia da anni sostiene le attività di conservazione per il leopardo delle nevi in Pakistan, e siamo molto legati a questo ufficio del network WWF, dove lavorano persone straordinarie e appassionate, proprio come gli amici che abbiamo perso in questi giorni. 

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