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Archive for the ‘aree protette’ Category

A BERGAMO SI TENTA DI RIDURRE LE COMPETENZE DELL’ENTE GESTORE DI VALPREDINA. Appello del WWF al Presidente della Lombardia, Fontana. Roma, 14 maggio 2021

Nel giorno del 60°compleanno del WWF Internazionale il 27 aprile scorso, in Commissione Agricoltura la maggioranza ha approvato – oltre alla consueta deregulation a favore della caccia – anche un emendamento proposto dalla Lega al PDL n.164, che intende limitare  le competenze al WWF Italia in qualità di  Ente gestore  dell’Oasi WWF Valpredina e Misma in provincia di Bergamo e l’Oasi Bosco WWF di Vanzago in provincia di Milano,  dirette a valutare l’incidenza ambientale di tutti quegli interventi (edilizi, tagli forestali, infrastrutture, manifestazioni ecc.) che potrebbero comportare danni agli habitat  e alle specie in queste aree protette, gestite e di proprietà del WWF. Va sottolineato che la centralità dell’Ente gestore nell’azione concreta di tutela dei siti affidati, deriva proprio dagli impegni assunti a seguito della procedura di infrazione comunitaria (EU-Pilot 6730/14) a cui lo Stato ha risposto con precisi impegni, approvando le Linee Guida nazionali e solo poche settimane orsono approvate anche dalla Giunta di Regione Lombardia. Tra le diverse criticità riscontrate e che hanno determinato l’infrazione comunitaria, vi è proprio la richiesta di “Rafforzare il ruolo dell’Ente gestore del sito Natura 2000 interessato dal piano/progetto nella procedura di VIncA”, nella consapevolezza che solo tali soggetti sono in grado di garantire il pieno rispetto degli obblighi derivanti dalla Direttiva, in quanto a diretto contatto con il territorio che gestiscono. Alla decisione assunta in Commissione – con il parere contrario di tutte le minoranze consiliari – la Giunta regionale appare del tutto estranea, vista l’assenza di parere da parte della competente Direzione Ambiente di Regione Lombardia e che ora passerà alla decisione dell’aula consigliare lasciando perplessi nel merito e nella forma:

–    nel merito, in quanto tenta di limitare l’autonomia dell’Ente gestore del sito in difformità alle disposizioni anche della Legge Regionale n.28/2016 sulla riorganizzazione delle aree protette, che riconosce piena autonomia gestionale ai siti di Rete Natura 2000 gestiti anche da Enti non pubblici;

–    nella forma, in quanto, anziché tendere di semplificare – come una legge di revisione ordinamentale dovrebbe fare – determinerebbe una sovrapposizione di due Enti gestori nello svolgimento di analoga funzione assegnando la competenza al Parco Regionale più vicino al sito, che per il sito di Valpredina risulterebbe il Parco Regionale dei Colli di Bergamo.  

Posto che l’Oasi WWF di Valpredina ha sempre avuto un’ottima collaborazione con il Parco dei Colli e non solo perché appartenente allo stesso Ambito Territoriale Ecosistemico, rimane il fatto che l’Oasi non ricade nei confini amministrativi del Parco, che non ha giurisdizione sul relativo territorio. Si tratta quindi di una scelta che farebbe ricadere sull’organizzazione del Parco dei Colli un’onerosa attività amministrativa in assenza della puntuale conoscenza dei luoghi, di una presenza specifica di personale e dunque senza alcuna giustificazione e con il fatto di dover “sentire” l’Ente gestore del sito, il cui parere…” deve essere tenuto in considerazione nella redazione del parere finale.” Ciò è illogico e fa sorgere il dubbio che alla base della proposta ci sia invece il fatto che il WWF nella gestione delle aree protette affidate sia forse stato troppo efficace e che questa sia solo una mossa politica di basso respiro, visto che proprio in questi mesi si è parlato della iniziativa dei Comuni di Albino e Pradalunga che vorrebbero ridurre la fascia di rispetto da loro stessi istituita a tutela degli Habitat prioritari che si trovano nelle immediate vicinanze del sito di Valpredina. Chiediamo quindi l’intervento del Presidente Fontana e di tutta la Giunta regionale perché si provveda al ritiro dell’emendamento o diversamente che venga respinto dal Consiglio regionale dimostrando che la “transizione ecologica” in Lombardia inizia anche nel garantire la massima autonomia e sostegno agli Enti gestori come il WWF Italia, da sempre impegnati nella conservazione della natura.

Natura 2000 è il principale strumento della politica dell’Unione Europea per la conservazione della biodiversità. Si tratta di una rete ecologica diffusa su tutto il territorio dell’Unione, istituita ai sensi della Direttiva 92/43/CEE “Habitat” per garantire il mantenimento a lungo termine degli habitat naturali e delle specie di flora e fauna minacciati o rari a livello comunitario.

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Con la petizione #RestoreNature entro il 5 aprile ognuno potrà mandare il suo messaggio all’Europa.

Firma qui: https://restorenature.eu/it. Roma, 1 aprile 2021 

La natura come la conosciamo sta scomparendo, e la causa è l’uomo con i suoi impatti insostenibili. Deforestazione, agricoltura intensiva e pesca eccessiva hanno spinto un milione di specie animali e vegetali sull’orlo dell’estinzione. Siamo nel mezzo di una sesta estinzione di massa, con specie che scompaiono ad un ritmo 100 volte maggiore del loro tasso naturale, e proprio davanti ai nostri occhi, con conseguenze disastrose per il nostro clima, la nostra salute e il nostro benessere. Proteggere ciò che resta è necessario, ma da solo non annullerà ciò che è stato fatto. Dobbiamo anche ripristinare la natura al suo stato precedente.  In Italia c’è ancora molto da fare a partire dal PNRR, in cui ancora non è stato chiarito quante e quali siano le risorse nella quota di almeno il 37% di interventi green da destinare alla biodiversità. Il WWF ha chiesto al Governo che si prevedano interventi per Riqualificare la Natura d’Italia, che favoriscano le connessioni ecologiche, tutelino e mettano in rete le aree di maggior pregio naturalistico del nostro Paese, a partire dalle aree protette, e valorizzino, quindi, le nostre aree interne, costiere e marine. La Commissione Europea ha promesso che proporrà una nuova legge per rendere il ripristino della natura legalmente vincolante per i paesi dell’UE. Ma ad oggi non esiste una definizione su ciò che questo effettivamente significhi. In questo momento, la Commissione UE sta chiedendo al pubblico di esprimere la propria opinione su come dovrebbe svolgersi il ripristino della natura in tutta l’UE, ma solo fino al 5 aprile 2021. BirdLife Europe, l’European Environmental Bureau e il WWF, tramite il suo European Policy Office hanno lanciato la campagna #RestoreNature, che chiede di ripristinare la natura in tutta Europa e di farlo adesso ora. Il messaggio delle organizzazioni alla Commissione europea è semplice: solo attraverso un cambiamento radicale e il ripristino degli ecosistemi terresti e marini, potremo riavere la biodiversità di cui abbiamo disperatamente bisogno. Recuperare la natura che abbiamo perso ci aiuterà a mitigare gli effetti della crisi climatica, a prevenire la futura diffusione di malattie e garantire la fornitura di servizi ecosistemici essenziali per la nostra vita. Firmando la petizione della campagna #RestoreNature su  QUESTO SITO, i cittadini possono chiedere che l’Unione Europea sviluppi una buona legge che possa aiutare a invertire il destino della natura in Europa, e che permetta di iniziare a ripristinare gli ecosistemi naturali. Si tratta della sopravvivenza delle nostre preziose zone umide, di torbiere, praterie, foreste, pianure alluvionali, fiumi e oceani. Ma si tratta anche del nostro clima, della nostra salute e del nostro futuro. La petizione contribuisce a raggiungere a livello europeo gli obiettivi della campagna ReNature Italy lanciata a febbraio da WWF Italia. 

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YAC (YOUNG ARCHITECTS COMPETITIONS) e WWF LANCIANO UN CONCORSO DI IDEE PER L’OASI DI ORBETELLO. “WWF Observation Cabins” è il nome del concorso per ridisegnare i punti di avvistamento e progettare il nuovo centro visitatori. Roma, 16 marzo 2021

Fu Fulco Pratesi a innamorarsi per primo del bosco della Patanella e della sorprendente ricchezza della sua biodiversità, e a inchinarsi all’eleganza maestosa del Cavaliere d’Italia: erano gli anni Sessanta quando il fondatore di WWF Italia acquistò i diritti di caccia dell’area, con l’intento di tutelare il nucleo fondativo di quella che poi diventerà la riserva naturale di Orbetello, nella Maremma Toscana, una delle più antiche oasi WWF. Un luogo di bellezza struggente e incontaminata, dove oltre 300 specie di uccelli – tra fenicotteri rosa, il bianco e nero delle sterne e l’azzurro intenso del martin pescatore – definiscono la ricchezza di rilievo internazionale di un’area di oltre 1000 ettari. Oggi YAC – Young Architects Competitions, realtà leader in Europa nella promozione di iniziative culturali e formative connesse al mondo dell’architettura, lancia assieme a WWF un concorso internazionale d’idee per la progettazione di punti di avvistamento e un centro visitatori che si inseriscano all’interno dell’ecosistema in perfetto equilibrio e convivenza fra uomo e natura. “Viviamo un tempo inedito quanto ad impatto umano sull’ambiente naturale: mai come oggi gli equilibri che sorreggono i vari ecosistemi sono messi a rischio, e mai come oggi le attività dell’uomo si sono rivelate determinanti, nel bene e nel male – dice Alessandro Cecchini, CEO di YAC. – Per questo consentire alle persone di godere della bellezza della natura, renderla accessibile senza causare impatti, è il primo passo per accrescerne la passione, ed attraverso questa passione invitare ciascuno a diventare parte attiva nella difesa del nostro pianeta”. 

Il compito cui sono chiamati i partecipanti al concorso è quello di realizzare un’architettura orientata a relazionarsi con il mondo animale e vegetale, attingendo all’immaginario più intimo ed archetipico, quello dello stupore di fronte alla maestosità della natura. Il concorso vuole sviluppare e approfondire le possibilità di relazione fra architettura contemporanea e paesaggio: creare architetture all’altezza di una delle oasi naturali più importanti d’Italia non significherà infatti necessariamente rinunciare alla visibilità del proprio intervento, ma piuttosto riappropriarsi della consapevolezza delle enormi capacità espressive dell’architettura quando in grado di dialogare con il proprio contesto. Il paesaggio dell’oasi, grazie ai nuovi interventi, dovrà quindi ambire a divenire luogo ancora più affascinante e suggestivo rispetto al passato, in cui la dialettica architettura-natura sia in grado di generare paesaggi ancora più ricchi e pittoreschi. I punti di avvistamento a terra, per l’osservazione della fauna lagunare, dovranno essere di tre tipologie: a terra, il tradizionale capanno di avvistamento; rialzato, la cosiddetta torre di avvistamento; a sfioro d’acqua, galleggiante, mobile o fisso, pensata per permettere l’osservazione della laguna a sfioro della medesima. Il Centro visitatori dovrà prevedere una serie di servizi: dal training centre, spazio dedicato allo svolgimento di conferenze o appuntamenti formativi, alla foresteria e al ristorante dove assaporare la migliore ospitalità maremmana. Il termine per la presentazione dei progetti è fissato per mercoledì 9/06/2021; per iscrizioni ed informazioni tecniche, consultare la 

pagina web del concorso, al seguente link – https://www.youngarchitectscompetitions.com/. La giuria sarà composta, come sempre, da alcune delle più note firme nel panorama internazionale: Sou Fujimoto, Kazuyo Sejima (SANAA), Simon Frommenwiler (HHF), Patrick Lüth (Snøhetta), Giulio Rigoni (BIG – Bjarke Ingels Group), Raulino Silva, Mariana de Delás, Nicola Scaranaro (Foster+Partners), Marco Cattaneo (National Geographic Italia), Fulco Pratesi (WWF Italia), Gilda Ruberti (Regione Toscana), Renato Grimaldi (Ministero dell’Ambiente), Carlo Alessandro Puri Negri (BLUE SGR).

YAC. YAC – Young Architects Competitions – nata nel 2013 dall’intuizione di tre giovani ingegneri, promuove concorsi di progettazione e percorsi formativi in collaborazione con prestigiose realtà professionali e accademiche.

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Il progetto della Fondazione WWF, finanziato da CARIPLO, coinvolge l’Oasi di Vanzago e la sede WWF di Milano. Roma, 21 gennaio 2021

Foto – https://www.dropbox.com/sh/uqd6gw3hu8o88kr/AACGAw5dsRkBIahY7KpLF-boa?dl=0.

Definire nuove modalità partecipate, collaborative, integrate con le ricchezze del territorio per educare le nuove generazioni al contatto con la natura e alla ricchezza della biodiversità, attraverso un nuovo approccio sviluppato dagli utenti stessi. Sono questi gli obiettivi del progetto AmbiTour, sviluppato dalla Fondazione WWF, che vuole fornire un sistema per innovare le metodologie di insegnamento in ambienti naturali, in collaborazione con UNIBICOCCA e il Liceo Brera. Questo progetto viene sviluppato tra l’ambiente urbano di Milano e l’Oasi WWF di Vanzago (MI), che si presenta come il naturale collegamento tra la gli ecosistemi antropizzati e quelli naturali. Vengono messi a disposizione strumenti tecnologici digitali per creare percorsi tematici collaborativi e ottenere esperienze aumentate, che utilizzano i mezzi e i linguaggi dei “Post-Millennial” in quanto prodotti dagli utenti stessi in collaborazione con esperti.

Obiettivo Generale. L’obiettivo primario è la definizione di un approccio educativo innovativo per la valorizzazione e conservazione del patrimonio ambientale e culturale con strumenti in grado di produrre percorsi tematici trasversali sul territorio, fornendo una rilettura del passato e del presente per un vero sviluppo sostenibile. I dati dell’affluenza forniti dal WWF sono esplicativi del fatto che ci sia uno scarso interesse da parte dei giovani (14-19 anni, Post-Millennial Generation) alle aree protette.

Obiettivi specifici.

●    Valorizzazione di alcune aree presenti nell’OASI WWF di Vanzago che saranno arricchite dall’installazione di “colonnine informative” per una esperienza di visita non solo basata sui contenuti informativi “classici”, ma arricchita da elementi multisensoriali. La colonnina disporrà, infatti, di un localizzatore che aiuterà il visitatore ad orientarsi tra le innumerevoli ricchezze naturali, per seguire le storie legate ai percorsi più significativi che collegano l’oasi con altri luoghi distribuiti sul territorio. Questi punti di interesse permetteranno di avere un’esperienza multimediale preparata dagli studenti (video, tracce audio, disegni e animazioni).

●    Definizione di percorsi tematici che legano il territorio dell’OASI WWF di Vanzago con il paesaggio urbano di Milano e dintorni. Gli studenti devono creare un percorso narrativo che permetta di correlare i materiali legati alla flora e alla fauna locale con i beni del patrimonio artistico-culturale di Regione Lombardia, per analizzare i cambiamenti e le trasformazioni di un paesaggio fortemente antropizzato. I percorsi saranno definiti dagli studenti del Liceo Artistico Brera (MI) che saranno seguiti dai loro tutor e dagli esperti dell’Oasi WWF di Vanzago (MI). 

●    Superamento di una didattica tradizionale, passando da un approccio incentrato sul docente ad uno incentrato sullo studente. Il periodo di pandemia che stiamo vivendo, obbliga gli studenti delle secondarie di secondo grado a subire una “didattica a distanza” utilizzando soluzioni informatiche che non sono nativamente pensate per pratiche collaborative e cooperative efficaci ed efficienti. Il progetto mette a disposizione una innovativa piattaforma informatica (proprietaria l’Università degli Studi di Milano-Bicocca, partner di progetto) basata sul paradigma dell’Apprendimento Capovolto (Flipped Learning) dove l’uso della tecnologia è vista in supporto alle pratiche di apprendimento propria dell’Educazione 4.0. Alcuni degli obiettivi dell’Apprendimento Capovolto sono: (1) stimolare la creazione di comunità di apprendimento – gli studenti possono documentare e condividere la propria esperienza, (2) apprendimento collaborativo – gli studenti possono migliorare le proprie competenze sul corso/discussione, interagendo con colleghi ed esperti ovunque e in qualsiasi momento, (3) l’adozione di nuovi spazi di lavoro – gli studenti e gli insegnanti possono aderire ad aree di lavoro virtuali per condividere idee, materiali, percorsi tematici, ecc. 

●    Il progetto si avvale dell’applicazione GuardaMi sviluppata dal Liceo Brera, che permette l’osservazione e catalogazione delle specie presenti nel territorio metropolitano, in un’esperienza di “Citizen Science” sulla conoscenza dell’ecosistema di Milano e sulla biodiversità.

    Fruizione dei percorsi. La visita presso i luoghi di interesse dei percorsi inizia utilizzando una App dedicata per la loro fruizione. La App consente una visita mirata rispetto agli interessi del visitatore che potrà approfondire e visitare solo le tappe presenti nel suo percorso e condividere la propria esperienza di visita ad altri visitatori tramite funzionalità social (commenti testuali, commenti vocali, foto, emozione provata durante la visita, ecc.).

Attività svolte. Nei primi mesi di progetto si sono delineate le seguenti attività:

•    Sopralluogo presso l’OASI WWF di Vanzago tra gli esperti del WWF, insegnanti del Liceo Brera, e ricercatori dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca per l’identificazione dei punti di interesse da valorizzare all’interno dell’OASI.

•    Scelta della strumentazione che gli studenti utilizzeranno per lo studio e l’approfondimento delle specie di flora e fauna che saranno inseriti nei percorsi tematici. Tra la strumentazione selezionata, materiale fotografico e di registrazione in esterno; videocamere e videotrappole; binocoli; materiale acquariologo e terrariologico, per realizzazione stagni didattici, per prelievi di girini, ecc..

•    Scelta delle tematiche di lavoro per la definizione degli itinerari tematici, ed individuazione di circa 300 specie di flora e fauna di interesse estratte analizzando il database open rilasciato dal sito della Biodiversità di Regione Lombardia, le specie dell’OASI WWF di Vanzago e le specie già analizzate dagli studenti del Liceo Brera tramite il progetto GuadaMI. 

•    Pianificazione delle sessioni di formazione. La formazione sarà suddivisa in più momenti per dare il tempo agli utenti di assimilare il lavoro che sarà svolto durante i due anni di progetto. Il 9 dicembre 2020 si è già svolta una prima sessione di formazione con i tutor del Liceo Brera per presentare: l’Oasi WWF di Vanzago, la piattaforma ICT che utilizzeranno gli studenti e le attività di progetto. In questo modo saranno in grado di supportare gli studenti durante le fasi lavorative rispettando gli obiettivi di progetto.

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Si continua a perdere tempo sulla pelle dell’Orso marsicano. Inaccettabili ulteriori tagli all’area contigua e ingresso ai cacciatori non residenti. Roma, 8 ottobre 2020

“Gli Enti che dovrebbero governare il territorio si rimpallano le responsabilità e non riescono a chiudere il procedimento di approvazione dell’area contigua e la sua regolamentazione. Nel frattempo a farne le spese è la natura in genere e in particolare l’Orso marsicano che continua a subire inaccettabili pressioni persino nei territori nei quali dovrebbe vigere una maggiore attenzione”. Una chiara presa di posizione delle Associazioni ALTURA, ENPA, LAC, LAV, LIPU, Orso and Friends, Salviamo l’Orso e WWF. Nei giorni scorsi alcune Associazioni hanno inviato una nota al Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise (PNALM), alla Regione Lazio e al Ministero dell’Ambiente sull’annosa vicenda dell’area contigua del versante laziale del PNALM, che non trova una conclusione e che le Associazioni ambientaliste e animaliste seguono ormai da anni. Non sono bastati le note, le richieste di intervento agli Enti, le informative alla popolazione, i ricorsi nei tribunali amministrativi affinché venissero garantite le giuste tutele in un’area di grande interesse naturalistico. La sopravvivenza dell’Orso bruno marsicano, presente nell’Appennino centrale con una popolazione relitta che conta ormai solo circa 50-60 individui, passa attraverso la mitigazione delle principali minacce e una migliore regolamentazione di determinate attività antropiche potenzialmente impattanti su presenza, sopravvivenza e riproduzione al di fuori delle aree protette. Le aree contigue, previste dall’art. 32 della Legge n. 394/91 (legge quadro nazionale sulle aree naturali protette), costituiscono uno strumento essenziale per la conservazione di specie prioritarie. Lo sottolinea anche il Piano di Azione per la Tutela dell’Orso marsicano (PATOM) che include la loro istituzione tra gli interventi fondamentali da mettere in atto per limitare l’impatto dell’attività venatoria e per la creazione di indispensabili corridoi di connessione tra le aree protette. La corretta gestione delle aree protette, e delle rispettive aree contigue, deve essere una priorità dei governi regionali. In realtà, anche se gli Enti preposti alla regolamentazione del territorio sembrano dimenticarsene, l’area contigua esiste di fatto già da qualche anno, sancita dal Consiglio di Stato, con ordinanza n. 6094/2018 del 14.12.2018 e dalla sentenza del TAR Lazio sez. I ter n. 8640 del 18.10.2012. La Regione Lazio ha recentemente approvato, con determina dirigenziale n. G08711 del 22.07.2020, l’istruttoria per la proposta di perimetrazione dell’area contigua del PNALM, con una riduzione di oltre trecento ettari del territorio rispetto all’attuale Zona di Protezione Esterna venendo incontro alle richieste dei Comuni dell’area nell’ambito di una ragionevole concertazione, ma l’ulteriore richiesta del Comune di Picinisco di un taglio di altri ottocento ettari del suo territorio é ingiustificata ed inaccettabile! Rimane poi irrisolta la questione della norma regionale, ancora vigente, di cui art. 9 della Legge della Regione Lazio n. 1 del 27 febbraio 2020, che permette anche ai non residenti dei comuni del Parco il diritto di caccia nell’Area contigua, in palese conflitto con l’art. 32 della Legge n. 394/91, e che risulta applicata nel recentissimo regolamento rilasciato il 30 Settembre scorso dalla Regione Lazio per disciplinare l’esercizio venatorio nella ZPE (costituenda Area Contigua) del PNALM. Nonostante le promesse che la Regione stessa aveva fatto al Ministero dell’Ambiente per evitare l’impugnazione della norma per palese incostituzionalità e le rassicurazioni che la competente Direzione generale del Ministero aveva fornito mesi fa alle Associazioni, la norma non è stata ancora cassata: chiaro esempio dell’inaffidabilità della Giunta regionale laziale che da anni “predica bene, ma razzola male” e plateale “schiaffo” inferto al Ministero dell’Ambiente che rimedia una figura peregrina per non aver impugnato la norma regionale in palese contrasto con la norma nazionale. Le Associazioni sono intenzionate a mettere in campo tutte le azioni necessarie per la tutela dell’Orso marsicano e del suo habitat.   

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OSSERVATORIO DELLE ASSOCIAZIONI SUL PARCO NAZIONALE DELLO STELVIO. LAGO DELLE SCALE – Comune di Valdidentro – Sondrio. Roma, 6 luglio 2020

L’Osservatorio delle associazioni sul Parco Nazionale dello Stelvio (CAI, FAI, Federazione Pro Natura, Italia Nostra, Legambiente, Lipu, Mountain Wilderness, Touring Club Italiano, WWF) ha recentemente esaminato il progetto di asfaltatura, ormai in fase avanzata di realizzazione, della strada dalle Torri di Fraele al piazzale antistante la palazzina A2A nei pressi della diga di Cancano, compreso il tratto che costeggia il Lago delle Scale e segnala con preoccupazione ai Comitati di Coordinamento e di indirizzo lombardo e nazionale questo inutile scempio in un’area montana di pregio paesaggistico e naturalistico del Parco Nazionale dello Stelvio, chiedendo che non si ripetano interventi di questo genere in attesa che siano approvati definitivamente  il Piano, le Norme di Attuazione e il Regolamento dell’area protetta. L’iniziativa dell’asfaltatura è del Comune di Valdidentro che ha chiesto e ottenuto i pareri favorevoli della Soprintendenza e del Parco Nazionale dello Stelvio (Area Lombarda) nell’ambito della Conferenza di Servizi ex art. 14, 2° comma, L. 241/90. L’Osservatorio, pur prendendo atto che l’iter procedimentale è stato rispettato da parte dell’Amministrazione Comunale, non può non censurare, nel merito, l’iniziativa che non è dato sapere se dipenda dalla volontà di preparare la strada in asfalto per l’arrivo della tappa del Giro d’Italia, prevista per il giorno 22 ottobre 2020, ovvero da un “bisogno” della Comunità. L’Osservatorio sottolinea, inoltre, che l’area oggetto di progetto ricade all’interno del Sito di Rete Natura 2000 (ZPS “IT2040064 – Parco Nazionale dello Stelvio”) e della ZSC “IT20400088 Cime di Plator e Monte delle Scale”, in un brano del paesaggio particolarmente di pregio da un punto di vista ambientale per il suo ricco patrimonio naturalistico (aquila, gipeto, camoscio, ecc.).  Si osserva, in particolare, che, giuridicamente, non si tratta di un lago, bensì di uno stagno in quanto non vi è né immissario né emissario, tanto è vero che non rientra tra i beni demaniali di cui all’art. 822 c.c., ma è di proprietà privata. Già questo costituisce una particolarità unica del Parco Nazionale dello Stelvio, che andava tutelata e protetta con il mantenimento della strada sterrata (molto più gradita dagli escursionisti e dai cultori della mountain-bike), eventualmente migliorando la pavimentazione con materiale più compatto e a basso tasso di polvere. Vi è, inoltre, da aggiungere che, una volta predisposte le Linee Guida e di indirizzo da parte del Comitato di Indirizzo e Coordinamento del PNS, è in corso la procedura per l’approvazione da parte della Regione Lombardia del Piano del Parco (Area Lombarda), per cui ragioni di opportunità volevano che si attendesse l’esito di tale iter, in fase assai avanzata, prima di prevedere la realizzazione di tale opera. In secondo luogo non sembra che l’asfaltatura possa apportare giovamento alla comunità, che si vede depauperata di una risorsa ecologico-ambientale di estremo pregio che favorirà un utilizzo maggiore e facilitato da parte dei veicoli che, viceversa, in un Parco, andrebbe contrastato. Neppure sembra che si possa sacrificare un bene di tale bellezza per l’arrivo di una tappa del Giro d’Italia, posto che nel 2019, proprio nel piazzale antistante la palazzina di A2A, vi fu l’arrivo del Giro d’Italia femminile, senza alcun problema per le atlete. L’Osservatorio ricorda ai Comitati di coordinamento e di indirizzo regionale e nazionale che nelle schede dei progetti di indirizzo del PNS – art. 4 punto e) delle Norme di Attuazione – tra le “azioni programmate o da programmare”, l’unico riferimento al Lago delle Scale riguarda, genericamente, la “riqualificazione del tratto di strada fra le Torri di Fraele il Lago delle Scale e la palazzina A2A”. L’Osservatorio non può in alcun modo ritenere che i lavori in corso possano essere definiti di “riqualificazione”; viceversa, per gli sbancamenti in corso, per l’asfalto che va a snaturare il luogo e la vegetazione che lo circonda e per gli scarichi d’acqua nel lago con le grosse tubazioni posate, si avrà sicuramente un peggioramento della qualità di questa area così preziosa e del vicino Lago Secco che costituisce l’habitat naturale del tritone alpino e della rana temporaria. L’Osservatorio, in conclusione, stigmatizza l’opera in corso di ultimazione, augurandosi, per lo meno, che venga periodicamente monitorata la qualità dell’acqua del lago e che vengano messe in atto tutte le opere di mitigazione ambientale che possano limitare al minimo i gravi danni che vengono apportati all’ambiente di questo angolo del Parco Nazionale dello Stelvio.

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E ALLE 18,00 DI DOMENICA UN LIVE STREAMING TOUR Roma, 23 maggio 2020

DOMENICA 24 MAGGIO LA GIORNATA DELLE OASI WWF – https://www.wwf.it/giornata_oasi.cfm?utm_source=wwf.it&utm_medium=HP&utm_campaign=GiornataOasi.

QUI UNA CARTELLA CON I VIDEO DELLA SETTIMANA DELLE OASIhttps://www.dropbox.com/sh/dyre44w73rz39ud/AAB7LO93c6b4uksPYbJTL-gaa?dl=0.

DOMENICA 24 MAGGIO LA GIORNATA DELLE OASI. Anche se l’emergenza sanitaria non è ancora superata e continuano a persistere alcune limitazioni diverse oasi del WWF sono riuscite ad aprire i propri cancelli al pubblico con tutte le precauzioni del caso e con protocolli che assicurino la sicurezza dei visitatori. Proprio per le prescrizioni previste dal protocollo di sicurezza le visite saranno contingentate e quindi le visite dovranno essere prenotate. Come? Basta cercare sul sito wwf.it il numero di telefono o l’indirizzo email dell’Oasi che si intende visitare e concordare direttamente la visita.

LIVE STREAMING TALK SHOW. Alle 18,30 andrà in onda il Live Streaming Talk Show sulle Oasi dal titolo “Natura, salute e bellezza per il Mondo delle che Verrà”, un approfondimento in cui esperti, volti noti si confronteranno sul valore delle Oasi del WWF e sull’importanza di proteggere la natura. Live Streaming Talk Show si può seguire a questo link. Durante tutto il week end, inoltre, sui canali social (Facebook, Twitter, Instagram e Youtube) e web del WWF continuerà la panoramica di approfondimenti sulle Oasi con filmati originali e che raccontano il valore della natura che custodiscono e le attività di chi quotidianamente lavora per proteggerlo.

IL TOUR IN DIRETTA SOCIAL. La Giornata Oasi in questa edizione particolare prevede anche TOUR IN DIRETTA sui canali social di alcune delle aree protette  il palinsesto è iniziato oggi con la liberazione in diretta FB di una giovane tartaruga marina, Ciprea, liberata al largo di Policoro vicino al Centro recupero WWF dove è stata curata (qui il link) mentre stasera alle 18.00 dalla Riserva Marina di  Miramare, vicino Trieste, si parlerà della costiera carsica triestina con Nicola Bressi (qui il link per collegarsi).

LE DIRETTE DELLE OASI SUI SOCIAL. Domani mattina l’Oasi Social Tour inizia alle 9.30 dalla spiaggia dei Gabbiani, nel comune di Bracciano, all’interno dell’omonimo parco Naturale insieme al Gruppo WWF Monti Sabatini (qui il link del collegamento), per proseguire in Abruzzo. Qui le oasi WWF sono 6: Lago di Penne, l’Oasi affiliata del Fosso Giardino a Martinsicuro e le 4 Oasi gestite dello Iaap (Istituto Abruzzese Aree Protette): Gole del Sagittario ad Anversa degli Abruzzi, Calanchi di Atri ad Atri, Lago di Serranella a Casoli, Altino e Sant’Eusanio del Sangro e Cascate del Verde a Borrello. Gli ambienti e le specie animali e vegetali che proteggono sono molti e variegati, dai laghi, ai fiumi, alle rupi calcaree, ai calanchi. Aquile reali, lupi, pipistrelli, nibbi, nitticore, salamandrine e persino gli orsi marsicani sono presenze osservabili nelle nostre Oasi.

DIRETTA FACEBOOK a partire dalle ore 10:00 sulla pagina dello IAAP e del WWF Abruzzo (Qui il link della pagina Facebook)

Sempre alle 10.00 dall’Emilia Romagna diretta dall’Oasi di Ghirardi (Parma) dedicata alla Campagna Bee or not to Bee, a difesa degli impollinatori (qui il link del collegamento). Oppure si può scegliere di collegarsi, sempre alle 10.00, alla pagina del WWF Savona (Qui il link del collegamento) per visitare la nuova oasi I Valloni, acquistata nel 2017, una vecchia cava di argilla abbandonata e diventata un piccolo gioiello paesaggistico e naturalistico con zone umide e prati allagati con orchidee selvatiche e calanchi ricchi di fossili marini. Infine alle Porte del Parco del Delta il WWF Rovigo libererà in diretta FB alcune specie curate nel CRAS provinciale di Rovigo. (Qui il link per il collegamento).

I TOUR VIRTUALI. Grazie a video inediti le visite virtuali, iniziate sui canali social di WWF lunedì scorso, proseguono fino a domani per conoscere altre Oasi del WWF: le Gole del Sagittario in Abruzzo, l’Oasi di Alviano al confine tra Lazio e Umbria, Monte Arcosu, in Sardegna che tutela una delle specie più rare del mediterraneo, il cervo sardo, e Le Cesine, un lago costiero nel litorale salentino.

Clicca QUI per il LIVE STREEMING TALK SHOW domenica 24 maggio alle 18,30.

Clicca QUI per approfondire per visitate la pagina della Giornata delle Oasi 2020.

Clicca QUI per la campagna il Mondo che Verrà, la grande consultazione WWF per costruire il mondo post Coronavirus.

Clicca QUI per la playlist su YouTube dei video della settimana delle Oasi 2020.

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DALLA CONSERVAZIONE DI SPECIE E HABITAT ALLA TUTELA DELLA SALUTE, DALL’EDUCAZIONE AI GREEN JOBS, TUTTA L’IMPORTANZA DI PARCHI, RISERVE E OASI, COME LE 100 GESTITE DAL WWF IN TUTTA ITALIA.

Roma, 22 maggio 2020 – DOMENICA 24 MAGGIO LA GIORNATA DELLE OASI WWF – https://www.wwf.it/giornata_oasi.cfm?utm_source=wwf.it&utm_medium=HP&utm_campaign=GiornataOasi.

QUI UNA CARTELLA CON I VIDEO DELLA SETTIMANA DELLE OASIhttps://www.dropbox.com/sh/dyre44w73rz39ud/AAB7LO93c6b4uksPYbJTL-gaa?dl=0.

In questi giorni di lockdown, abbiamo sentito come non mai l’esigenza di tornare in natura, anche solo per una passeggiata in solitaria in una delle meravigliose aree protette italiane. Ma accanto al piacere che inconsciamente percepiamo quando ci troviamo in natura, quali sono i valori che le aree protette aiutano a conservare e sviluppare? Al primo posto, troviamo la conservazione della biodiversità, quella mirabolante rete di specie ed habitat che costituisce e rende possibile la vita sul pianeta, garantendo la base stessa della nostra esistenza insieme a quella delle nostre società ed economie, di cui le aree protette rappresentano uno dei migliori strumenti. In Italia, i 24 Parchi Nazionali, le 29 Aree Marine Protette, le centinaia di Riserve e Parchi Regionali, le migliaia di Siti Natura 2000, celebrati ieri dalla Giornata Europea della Rete Natura 2000, conservano la maggior parte della biodiversità italiana, al primo posto in Europa per numero di specie. Ma in aggiunta al loro scopo primario, le aree protette giocano un ruolo fondamentale nel migliorare la salute e il benessere dell’uomo. In primo luogo, fornendo benefici ambientali e servizi che sostengono la vita e ci proteggono dagli effetti dannosi per la salute, dovuti ad esempio agli eventi metereologici estremi e alle malattie infettive, come testimoniato dalla pandemia in atto. Ma le aree protette sono anche importanti fonti di risorse (botaniche e non solo) per la medicina moderna e tradizione, dato che molti principi attivi derivano proprio da estratti naturali. Le aree protette forniscono inoltre occasioni uniche per mantenere la nostra salute fisica, spirituale e mentale attraverso il tempo trascorso in natura. Sono infatti luoghi accessibili e organizzati per la ricreazione, l’esercizio fisico e il relax. Sono luoghi che danno beneficio alla salute mentale, favorendo legami sociali e il gioco attivo, entrambi associati con i vantaggi fisici, cognitivi e sociali per tutte le età, da bambini e adolescenti fino alla terza età. Studi sulla salute hanno infatti dimostrato che il contatto con Natura (piante, animali, paesaggi) offre una serie di benefici che includono la diminuzione del grasso corporeo e dell’obesità, la riduzione della pressione sanguigna e i livelli di colesterolo, una maggiore sopravvivenza dopo un attacco di cuore, un recupero più veloce da interventi chirurgici, riduzione e prevenzione dell’ipertensione, aumento della forza muscolare (in particolare nei bambini) e minori livelli di stress. Ma i benefici si estendono anche alle comunità locali, sia a livello sociale che economico, in primis attraverso il turismo naturalistico e per wildlife watching, che 2018 è stato pari a 343,6 miliardi di dollari (0,4% del PIL globale). Il turismo wildlife ha sostenuto 21,8 milioni di posti di lavoro in tutto il mondo, pari al 6,8% del totale dei posti di lavoro nel settore dei viaggi e del turismo. La percentuale è molto più alta in Africa, al 36,3 per cento. In Italia, i soli Parchi Nazionali creano un valore aggiunto pari a 10.5 miliardi di euro ogni anno (Aree Protette in Cifre), stimolando ospitalità, artigianato, agricoltura, imprenditorialità giovanile, femminile e culturale-educativo, con oltre 68.000 imprese attive. Ma l’arrivo del COVID-19 ha messo a repentaglio questa immensa ricchezza di natura, salute e ricchezza. Il World Travel and Tourism Council stima che a livello mondiale fino a 75 milioni di posti di lavoro sono a rischio immediato. Il dato è interessante perché come si sa il turismo naturalistico è una fonte di risorse per la gestione dei parchi naturali e per ancorare lo sviluppo sociale ed economico delle comunità residenti. Venendo meno questa fonte, si rischia pertanto di indebolire i parchi nella gestione, nel controllo e nella conservazione della biodiversità, aumentando il rischio di azioni di bracconaggio, come testimoniato dall’incremento del bracconaggio in molte aree del mondo, ma anche dal recente abbattimento di un’aquila reale, specie strettamente protetta, all’interno del Parco Nazionale dei Monti Sibillini.

DOMENICA 24 MAGGIO LA GIORNATA DELLE OASI. Anche se l’emergenza sanitaria non è ancora superata e continuano a persistere alcune limitazioni diverse oasi del WWF sono riuscite ad aprire i propri cancelli al pubblico con tutte le precauzioni del caso e con protocolli che assicurino la sicurezza dei visitatori. Proprio per le prescrizioni previste dal protocollo di sicurezza le visite saranno contingentate e quindi le visite dovranno essere prenotate. Come? Basta cercare sul sito wwf.it il numero di telefono o l’indirizzo email dell’Oasi che si intende visitare e concordare direttamente la visita.

LIVE STREEMING TALK SHOW.  Domenica 24 alle 18,30 andrà in onda il Live Streaming Talk Show sulle Oasi dal titolo “Natura, salute e bellezza per il mondo delle che Verrà”, un approfondimento in cui esperti, volti noti si confronteranno sul valore delle Oasi del WWF e sull’importanza di proteggere la natura. Live Streaming Talk Show si può seguire a questo link. Durante tutto il week end, inoltre, sui canali social (Facebook, Twitter, Instagram e Youtube) e web del WWF continuerà la panoramica di approfondimenti sulle Oasi con filmati originali e che raccontano il valore della natura che custodiscono e le attività di chi quotidianamente lavora per proteggerlo. Questo viaggio virtuale attraversa tutta l’Italia, dal Bosco di Vanzago, vicino Milano alla Riserva degli Astroni a due passi da Napoli, dalle Riserve siciliane come Saline di Trapani e Torre Salsa alla prima creata dal WWF, quella di Burano in Toscana. E poi la voce dei pescatori di Torre Guaceto in Puglia sui benefici tratti dalla creazione della Riserva Marina e il racconto sui laboratori artigianali del Lago di Penne in Abruzzo, dove si realizzano arazzi e ceramiche.  Non mancano le ricette dalle oasi e speciali video tutorial per nidi e mangiatoie.  Durante il lockdown il WWF ha continuato a difendere questo patrimonio naturale e il palinsesto video creato in vista di Giornata Oasi vuole proprio mostrare tutta la bellezza e ricchezza delle Oasi WWF, in attesa di conoscerle da vicino per una boccata di ossigeno in natura.

Clicca QUI per il live streeming talk show domenica 24 maggio alle 18,30.

Clicca QUI per approfondire per visitate la pagina della Giornata delle Oasi 2020.

Clicca QUI per la campagna il Mondo che Verrà, la grande consultazione WWF per costruire il mondo post Coronavirus.

Clicca QUI per la playlist su YouTube dei video della settimana delle Oasi 2020.

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PER TUTTA LA SETTIMANA SUI CANALI DEL WWF APPROFONDIMENTI SULLE OASI E IL 24 MAGGIO UNO SPECIALE TALK SHOW IN STREAMING SU FACEBOOK. FINALMENTE UNA BOCCATA DI OSSIGENO IN MEZZO ALLA NATURA – Roma, 18 maggio 2020

DA OGGI RIAPRONO LE OASI. Comincia oggi la settimana di avvicinamento alla Giornata delle Oasi, il tradizionale appuntamento con le aree naturali protette gestite direttamente dal WWF Italia che quest’anno si svolgerà il 24 di maggio. E comincia con una buona notizia perché diverse oasi del WWF, con tutte le accortezze del caso e con protocolli che assicurino la sicurezza dei visitatori, durante la settimana riapriranno al pubblico. Le riaperture saranno contingentate e quindi le visite dovranno essere prenotate. Come? Basta cercare sul sito wwf.it il numero di telefono o l’indirizzo email dell’Oasi che si intende visitare e concordare direttamente la visita.

NUOVE REGOLE PER LE VISITE. All’interno di ogni Oasi si troverà una cartellonistica dedicata al COVID-19. Inoltre prima della visita i visitatori saranno informati puntualmente sulle regole da seguire per la visita. La mascherina va obbligatoriamente indossata all’ingresso della visita e quando non si è sicuri di poter mantenere la distanza di sicurezza, fatta salva ovviamente l’obbligatorietà dell’uso in alcune Regioni (vedi Lombardia). Per la visita il distanziamento sociale raccomandato è di 3 metri, ma reso obbligatorio entro i due metri e va limitato all’indispensabile il contatto con le superfici comuni (tavoli, ringhiere, maniglie) e il contatto con gli oggetti in esposizione. Viene garantito il lavaggio delle mani, con acqua e sapone per almeno 20 secondi, oppure con soluzioni idroalcoliche o altri disinfettanti per le mani. Per garantire il distanziamento sociale gli ingressi saranno contingentati e distanziati nel tempo sulla base della grandezza dell’area e della sentieristica. Le visite saranno a numero chiuso sulla base della grandezza dell’area. Il distanziamento tra persone non dovrà essere mai inferiore ai 3 metri e la sentieristica è organizzata in modo da evitare strettoie, garantire la distanza di sicurezza e individuare ampie aree di sosta. Ovviamente sarà garantita la piena sicurezza anche per gli operatori.

LA SETTIMANA DELLE OASI. Da oggi, poi, parte la settimana delle Oasi, un lungo percorso di avvicinamento alla giornata del 24 maggio nel quale ci saranno approfondimenti sull’importanza della natura d’Italia e in particolare sulle Oasi del WWF: un viaggio in cui verranno raccontate le Oasi storiche, le battaglie del WWF per salvare le specie più rare, dal cervo sardo alla lontra, e le aree che hanno sperimentato attività economiche locali innovative e sostenibili. La panoramica video, dal nord al sud d’Italia, inizia oggi sulla pagina ECOTIPS partendo dalla prima creata dall’Associazione 52 anni fa, l’Oasi di Burano nella maremma toscana. Qui è possibile visualizzare il video sull’oasi di Butano su YouTube mentre qui è possibile scaricarlo.

https://www.youtube.com/watch?v=8kIez2L5huI&autoplay=1

COSA ACCADE IL 24 MAGGIO. Nella giornata del 24 i canali social e web del WWF Italia saranno interamente dedicati alle oasi in una lunga maratona che si concluderà con un “Talk show” con ospiti d’eccezione (saranno svelati nel corso della settimana) in streaming alle 18,30 sulla pagina web del WWF Italia “Natura e salute, le basi del nostro futuro”. Un approfondimento sul rapporto che esiste tra la Natura e il nostro benessere, il tutto attraverso un viaggio nella bellezza della natura protetta dal WWF.

LE OASI NEL MONDO CHE VERRÀ. L’appuntamento con la Giornata delle Oasi si inserisce nella Campagna del WWF “Il Mondo che Verrà”, la grande consultazione lanciata nella scorsa settimana e con la quale l’Associazione chiede a tutti i cittadini di esprimersi direttamente per costruire il mondo “dopo il coronavirus”. Un migliore rapporto con la natura, infatti, non solo può garantire la nostra salute ma è alla base del nostro benessere: perché proteggere la natura (come il WWF fa da oltre 50 anni con le proprie oasi) è l’antidoto a molti dei mali del nostro tempo.

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12 RANGER UCCISI IN UN ATTACCO CHE IN TOTALE HA PROVOCATO 16 VITTIME. Continuano a morire gli eroi della natura nel Parco Nazionale dei Vulcani Virunga, nella Repubblica Democratica del Congo.

Roma, 27 aprile 2020 

Dodici Ranger sono morti nell’ultimo drammatico attacco che ha provocato in totale 16 vittime. Negli ultimi 20 anni, per difendere il parco Nazionale dei Vulcani Virunga, sono morti quasi 200 ranger: persone che hanno dedicato la loro vita alla difesa di un vero e proprio patrimonio di natura, che accoglie nei propri confini alcuni degli ultimi rarissimi gorilla di montagna. Il 10 aprile 2018, altri 5 ranger hanno perso la vita in un agguato. Sono molti gli interessi economici che si scontrano con la conservazione: il bracconaggio per il commercio illegale, così come l’uso criminale di altre risorse naturali (la legna delle foreste dei vulcani viene illegalmente trasformata in prezioso carbone) servono a finanziare una criminalità diffusa spesso collegata agli interessi dei signori della guerra. Il Parco Nazionale dei Vulcani Virunga è la più antica area protetta africana, nata nel 1925 per difendere una biodiversità straordinaria tra cui un’importante popolazione degli ultimi 880 gorilla di montagna. Il WWF è impegnato a sostenerne il Parco Nazionale del Virunga con progetti rivolti alle comunità locali e alla protezione di specie e habitat sin dal lontano 1960. Per le sue straordinarie caratteristiche naturali il parco è stato inserito nel 1975 nella lista dei siti patrimonio dell’Umanità (World Heritage Site). La protezione di questi 780 km quadrati di foreste e savane, vulcani attivi e laghi, dove vivono gli straordinari gorilla di montagna è da sempre la sfida di persone eccezionali. Fra queste montagne avvolte nella nebbia ha trovato la morte (uccisa molto probabilmente dagli stessi bracconieri che tentava di combattere) anche Diane Fossey, segnando l’inizio di una lunga battaglia contro interessi criminali che mirano alle tante risorse naturali del parco. Siamo vicini in questo momento di grande difficoltà e straziante dolore alle famiglie dei rangers e del personale del parco uccisi nell’azione criminale e al direttore Emmanuelle de Merode, che personalmente combatte ogni giorno per proteggere questo straordinario patrimonio dell’umanità. Emanuelle stesso era stato ferito da un’arma da fuoco il 15 aprile 2014, durante un agguato teso da bande criminali che da sempre mirano alle risorse naturali dell’area. Oggi più che mai difendere i parchi nazionali dagli interessi illegali e dal bracconaggio è una sfida che dobbiamo vincere se vogliamo proteggere la biodiversità nel mondo per noi e per i nostri figli. Sul sito web del WWF Italia è attiva la petizione che chiede all’Organizzazione Mondiale della Sanità di raccomandare la chiusura dei mercati di animali selvatici e che vengano adottate regole ancora più stringenti nei confronti dei commerci di fauna, sia per tutelare la salute umana che per il benessere degli animali che sono al centro di questi traffici. È possibile sottoscrivere la petizione su wwf.it/illegaltrade.

 

 

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