Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for the ‘agricoltura’ Category

APPELLO AI MINISTRI SPERANZA E PATUANELLI: SOSTENETE LA RIDUZIONE DEI PESTICIDI E AIUTATECI A MONITORARE LA CONTAMINAZIONE DELLE PERSONE. La Coalizione #CambiamoAgricoltura invita i Ministri della Salute e delle Politiche Agricole, competenti sul tema pesticidi, a sottoporre ad analisi un campione dei loro capelli aderendo alla campagna europea “Check Up Pesticidi”, a cui possono partecipare anche tutti i cittadini. Roma, 13 luglio 2022

“Inviate un campione dei Vostri capelli per verificare la presenza di pesticidi e dimostrare la Vostra attenzione e sensibilità sul tema della contaminazione umana dalle sostanze chimiche di sintesi utilizzate in agricoltura”, è questo l’invito che i Presidenti delle Associazioni della Coalizione #CambiamoAgricoltura hanno rivolto attraverso una lettera ai Ministri della Salute, Roberto Speranza, e delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Stefano Patuanelli. Insieme alla lettera è stato recapitato ai due Ministri il kit per l’invio del campione dei loro capelli al laboratorio accreditato in Francia che effettuerà le analisi per tutti i paesi europei coinvolti nella campagna “Check Up Pesticidi” per la ricerca di 30 diversi pesticidi tra i più utilizzati in agricoltura (diserbanti, insetticidi, fungicidi), aderendo così all’iniziativa promossa a livello europeo dell’alleanza “Good Food Good Farming”. La Campagna di comunicazione e sensibilizzazione “Check Up Pesticidi” nasce per mostrare, attraverso l’analisi dei capelli di alcune centinaia di cittadini europei, come i pesticidi siano diffusi nell’ambiente e stanno contaminando l’organismo delle persone, con potenziali effetti negativi sulla salute. L’appello non è solo rivolto ai Ministri ma anche a tutti i cittadini, per l’ultimo rush finale della Campagna. Rimangono ancora 2 giorni per prenotare il kit di analisi a questo sito. Altre iniziative saranno previste nel mese di attivazione ad ottobre. Le Associazioni della Coalizione #CambiamoAgricoltura hanno scritto anche al Ministro della Transizione Ecologica, Roberto Cingolani, per chiedere insieme agli altri due Ministri competenti in materia di pesticidi un forte impegno per promuove e raggiungere la necessaria drastica riduzione dell’uso di pesticidi al fine di salvaguardare la salute dell’ambiente, dei cittadini e di promuovere un’agricoltura più resiliente e sostenibile. I prossimi mesi saranno cruciali per rendere concreto l’impegno di riduzione del 50% dell’uso complessivo e il rischio di tutti i pesticidi chimici e dei pesticidi più pericolosi entro il 2030, fissato dalle Strategie Farm to Fork e Biodiversità 2030 dell’Unione Europea. In Europa si discuterà infatti, già a partire dal prossimo Consiglio europeo del 18 luglio, il Regolamento UE Pesticidi presentato dalla Commissione UE il 22 giugno scorso, che potrà rendere vincolanti per gli Stati Membri i target di riduzione e un monitoraggio più stringente dell’uso di queste sostanze, al fine di intraprendere davvero la transizione verso sistemi alimentari sostenibili che proteggano la biodiversità e la salute umana, e garantiscano ai produttori alimentari un lavoro equo e sicuro. “Riteniamo importante che i rappresentanti del Governo italiano competenti sostengano con convinzione e la necessaria determinazione la proposta di Regolamento della Commissione UE, nonché garantirne la piena applicazione a livello nazionale quando entrerà in vigore”, hanno sottolineato i Presidenti delle Associazioni della Coalizione #CambiamoAgricoltura. Nella lettera si richiama, infatti, anche l’attenzione sulla necessità dell’adozione e adeguamento dei target di riduzione dei pesticidi del nuovo Piano di Azione Nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari (PAN) da parte dell’Italia, scaduto nel febbraio 2019 e ancora attualmente in fase di revisione. Infine a dicembre 2022 scadrà l’autorizzazione per il rinnovo dell’uso del glifosato, il pesticida più usato al mondo. Mentre gli esperti mettono in guardia sui suoi impatti devastanti sulla salute e sulla biodiversità, la società civile di tutto il mondo ha promosso un forte appello per vietare questa sostanza tossica. Già nel 2017, più di 1 milione di cittadini europei hanno firmato l’ICE #StopGlifosato come primo passo verso un futuro senza pesticidi in agricoltura. Benché si preannunci, già, un possibile slittamento dei tempi di discussione nella primavera del 2023, la Coalizione #CambiamoAgricoltura chiede fin d’ora un impegno del nostro Governo ad opporsi a tale rinnovo. I pesticidi di sintesi hanno un impatto devastante sull’ambiente e sulla salute umana, specialmente per gli agricoltori, i residenti nelle zone agricole e gruppi vulnerabili come donne in gravidanza, neonati e bambini. A seconda del livello e durata dell’esposizione gli effetti possono essere a passeggeri (p. es. irritazione della pelle e degli occhi, mal di testa, nausea) ma possono diventare cronici e causando vari tipi di cancro, asma, il morbo di Parkinson, l’Alzheimer e diabete. Anche basse dosi possono danneggiare in modo irreversibile il nostro organismo, alterando le funzioni del nostro sistema nervoso, immunitario o endocrino. L’agricoltura con l’uso di sostanze chimiche è, inoltre, una delle maggiori cause della perdita di biodiversità, basti pensare che negli ultimi 30 anni in Europa la biomassa degli insetti volatori è diminuita del 75% e l’uso dei pesticidi è la prima causa di questa estinzione di massa. Molti agricoltori hanno già dimostrato con successo che è possibile produrre cibo sicuro e salutare senza l’uso di pesticidi, come dimostra il 17,4% della superficie agricola italiana certificata in agricoltura biologica (dato ISMEA al 2021). Le alternative sostenibili alle sostanze chimiche di sintesi esistono, dunque, già e quindi l’ora di promuovere e sostenere la loro adozione da parte degli agricoltori. “Abbiamo urgentemente bisogno di azioni molto più ambiziose per ridurre l’uso e il rischio dei pesticidi sintetici, per combattere la crisi della biodiversità e della salute e garantire una produzione sostenibile di cibo sano”, concludono le Associazioni della Coalizione #CambiamoAgricoltura.

Read Full Post »

Appello al Ministro Patuanelli: cambi idea e dica NO al rinvio delle norme ambientali della PAC.

Roma, 1 luglio 2022 – 17 Associazioni nazionali, insieme alle coalizioni europee, hanno inviato una lettera per esprimere alla Commissione Europea la propria preoccupazione in relazione alla possibilità che conceda deroghe a due norme ambientali fondamentali della condizionalità della nuova Politica Agricola Comune (PAC) come richiesto da 16 Stati membri, tra cui l’Italia. “Le deroghe inciderebbero su due buone condizioni agricole e ambientali (BCAA) previste ai fini della concessione dei finanziamenti pubblici alle aziende agricole: l’obbligo di rotazione delle colture e il mantenimento di aree naturali o con caratteristiche non produttive, condizioni essenziali per garantire il contributo della PAC alle sfide ambientali globali e avviare la necessaria transizione ecologica della nostra agricoltura”, sottolineano le Associazioni nella lettera inviata ai Commissari UE. L’argomento principale utilizzato per giustificare tali deroghe è la situazione dei mercati agricoli, aggravata dalla guerra in Ucraina.  Tuttavia, derogare alle norme ambientali non risolverà i problemi di disponibilità e di prezzo delle materie prime, che non dipendono solo dalla produzione agricola, ma dal ruolo della speculazione finanziaria e dalle difficoltà nelle catene logistiche. Se l’obiettivo è quello di migliorare l’accesso al cibo, l’UE deve piuttosto perseguire diverse soluzioni, come l’eliminazione graduale di qualsiasi sostegno ai biocarburanti derivati dalle colture ad uso alimentare e mangimistico, la riduzione drastica degli sprechi alimentari, della produzione zootecnica intensiva e il consumo eccessivo di alimenti di origine animale. “Applicare queste deroghe alla PAC significherebbe riportarla indietro di dieci anni, non considerando l’importanza agronomica e ambientale di pratiche di agricoltura sostenibile che giustificano l’enorme investimento di fondi pubblici per questo comparto”, denunciano le Associazioni. Queste pratiche agronomiche aiutano a proteggere i suoli e la biodiversità nelle aree agricole, ma svolgono anche un ruolo sostanziale nel controllo dei parassiti, nell’impollinazione delle colture e nell’aumento della resilienza delle aziende agricole, che possono portare a migliori prestazioni economiche con la riduzione del fabbisogno irriguo, così importante oggi che il paese fronteggia la peggiore siccità da 70 anni a questa parte, oltre che di fertilizzanti e pesticidi di sintesi. Le Associazioni europee e nazionali hanno già denunciato il fallimento della riforma della PAC, con progressi molto limitati in particolare per la tutela dell’ambiente. “I pochi miglioramenti della PAC sono oggi in pericolo con queste deroghe. Anche se la proposta della Commissione UE riguardasse solo il 2023 non dobbiamo dimenticare che la nuova PAC entrerà in vigore già con due anni di ritardo e siamo certi che le Associazioni agricole chiederanno ulteriori deroghe per tutto il nuovo periodo di programmazione, fino al 2027”, sottolineano le Associazioni. Le 17 Associazioni rivolgono un accorato appello al Ministro Patuanelli affinché modifichi la sua posizione favorevole alle deroghe sulle norme ambientali, per non alimentare una falsa contrapposizione tra sicurezza alimentare e protezione dell’ambiente. E’ molto elevato oggi il rischio di una profonda lacerazione tra mondo agricolo e società civile, con la prospettiva di una contrapposizione sull’utilità e sostenibilità della futura PAC post 2027. I cittadini europei hanno già manifestato il loro dissenso per una politica dei sussidi pubblici all’agricoltura che non assicuri anche risultati concreti per il contrasto ai cambiamenti climatici e la perdita di natura, non contribuendo al mantenimento di agroecosistemi sani e piuttosto indebolendoli, rendendoli più vulnerabili a fenomeni estremi come la siccità che stiamo subendo in questi mesi. Le Associazioni fanno nuovamente appello a sensibilità e impegno del Ministro Patuanelli per un coerente sostegno al Green Deal europeo, per accelerare la transizione verso il sistema alimentare equo, sano e rispettoso dell’ambiente che la Strategia Farm to Fork sta cercando di promuovere.

Le 17 Associazioni ambientaliste, dell’agricoltura biologica e dei consumatori che inviano questo comunicato rappresentano un’ampia alleanza tra la Coalizione #CambiamoAgricoltura* e Associazioni come Greenpeace, Terra! e AnimalEquality che hanno condiviso l’analisi ed i commenti delle oltre 1500 pagine del Piano Strategico Nazionale della PAC post 2022. Le 17 Associazioni condividono la visione di una transizione ecologica dell’agricoltura italiana ed europea, che tuteli tutti gli agricoltori, i cittadini e l’ambiente.

*(Associazione Consumatori ACU, AIDA, AIAB, AIAPP, Associazione Italiana Biodinamica, CIWF Italia Onlus, FederBio, ISDE Medici per l’Ambiente, Legambiente, Lipu-BirdLife, Pro Natura, Rete Semi Rurali, Slow Food Italia e WWF Italia, con il sostegno di Fondazione Cariplo).

Read Full Post »

Il “Pacchetto Natura” presentato il 22 giugno dalla Commissione UE rende vincolanti per gli Stati membri gli obiettivi delle Strategie “Farm to fork” e “Biodiversità 2030”. Per la Coalizione #CambiamoAgricoltura le proposte della Commissione UE vanno sostenute e difese dal Governo italiano ed attuate senza ambiguità, iniziando con la redazione di un Piano Strategico Nazionale della PAC coerente. Roma, 24 giugno 2022

La Coalizione #CambiamoAgricoltura esprime soddisfazione per la proposta di legge sul ripristino della natura e per la proposta di Regolamento UE pesticidi presentate dalla Commissione UE il 22 giugno scorso. Si tratta di due proposte normative di grande importanza e valore perché rendono finalmente vincolanti per gli Stati membri del’Unione Europea alcuni degli obiettivi delle Strategie UE “Farm to Fork” e “Biodiversità 2030” e segnano un primo passo verso la transizione agroecologica dell’agricoltura europea. In particolare la Coalizione #CambiamoAgricoltura sottolinea, per quanto concerne la normativa sull’utilizzo dei pesticidi, il passaggio chiave da Direttiva a Regolamento. Questa differenza rende il testo e i target in esso contenuti vincolanti per gli Stati Membri. “Per questo l’obbligo della riduzione del 50% dell’uso e del rischio di tutti i pesticidi e la riduzione del 50% dei principi attivi più pericolosi entro il 2030 è particolarmente importante” sottolineano le Associazioni della Coalizione”. Anche la proposta di legge comunitaria sul ripristino della natura avrà ricadute sul paesaggio agricolo europeo. Il testo presentato dalla Commissione UE prevede, infatti, all’articolo 9 il “ripristino degli ecosistemi agricoli” con l’impegno degli Stati membri a mettere in atto le misure di ripristino necessarie per migliorare la biodiversità negli ecosistemi agricoli, nonché all’articolo 8 l’impegno degli Stati Membri ad arrestare e invertire il declino degli impollinatori entro il 2030. Gli Stati membri dovranno garantire una tendenza all’aumento a livello nazionale di alcuni importanti indicatori negli ecosistemi agricoli come l’indice delle farfalle dei prati, lo stock di carbonio organico nei suoli coltivati e la quota di terreno agricolo con caratteristiche paesaggistiche ad alta diversità. La proposta di legge della Commissione esplicita che le norme ambientali della nuova PAC, in particolare la BCAA 8 della condizionalità che prevede la destinazione del 4% delle aree agricole a seminativi per la tutela della biodiversità, saranno uno strumento fondamentale per l’attuazione di questa nuova normativa europea per il ripristino della natura. Ed è proprio su queste norme che le Associazioni della Coalizione #CambiamoAgricoltura lanciano il primo campanello d’allarme sulla tenuta degli obiettivi delle proposte della Commissione durante l’iter di approvazione che vedrà il passaggio in Parlamento e Consiglio Europeo. Infatti, proprio la scorsa settimana, il Commissario Europeo all’agricoltura, sostenuto da 16 stati membri, tra cui l’Italia, ha proposto una deroga proprio a questa norma della condizionalità anche per 2023. “Le proposte della Commissione, oltre ai tanti lati positivi, presentano ancora delle lacune da sanare!”, affermano le Associazioni della Coalizione #CambiamoAgricoltura. Prima tra queste il metodo di calcolo previsto dal Regolamento sull’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari che lascia troppi margini di discrezionalità nella valutazione della riduzione effettiva dell’uso dei pesticidi, nonché le numerose possibilità di deroghe ancora offerte agli Stati Membri. “Si apre ora il percorso più arduo” dichiarano le Associazioni “le potenti lobby agricole, con il pretesto della guerra in Ucraina, hanno cercato di fermare queste proposte fino all’ultimo giorno e continueranno ad ostacolarne il futuro iter legislativo”, che dopo la presentazione congiunta si dividerà in due percorsi paralleli.

La Coalizione #CambiamoAgricoltura auspica, al contrario, che il voto del Parlamento europeo e la discussione nel Consiglio UE, non solo possano confermare quanto proposto dalla Commissione ma possano rafforzare queste due importanti normative europee eliminando le debolezze e incongruenze. Le Associazioni chiedono che il Governo italiano si faccia garante delle due proposte della Commissione, senza ambiguità, e che si impegni per una loro rapida definitiva approvazione ed attuazione coerente a livello nazionale. Impegno che deve riflettersi fin da subito sui processi decisionali in atto ad iniziare dal necessario adeguamento del Piano Strategico Nazionale della PAC post 2022, che il Ministro Patuanelli si è impegnato a presentare alla Commissione UE entro il mese di luglio, con modifiche sostanziali al fine di rendere il documento di programmazione della nuova PAC funzionale all’attuazione di queste nuove normative europee. Ad iniziare dall’introduzione di un eco-schema sul mantenimento delle aree per la biodiversità il paesaggio, nonché la revisione della posizione favorevole del nostro Governo al rinvio dell’attuazione delle norme ambientali della nuova PAC. Allo stesso tempo si sollecitano i tre Ministeri (MIPAAF, MITE e Salute) competenti nella redazione del Piano di Azione Nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari, scaduto in Italia dal febbraio 2019, a riprendere l’iter per l’adozione di un documento aggiornato con gli impegni vincolanti stabiliti dal Regolamento UE pesticidi proposto dalla Commissione UE, per il quale non esistono oggi più alibi per un ulteriore rinvio. “Ci aspettiamo un segnale di attenzione da parte del Ministro Patuanelli ad iniziare da quanto ci dirà nella prevista riunione del tavolo “politico” con alcuni Presidenti delle Associazioni ambientaliste e dell’agricoltura biologica del prossimo 5 luglio. L’agricoltura Italiana ha tutte le potenzialità per compiere un cambio di rotta verso il modello agroecologico e non possiamo perdere questa occasione” concludono le Associazioni della Coalizione #CambiamoAgricoltura. 

CambiamoAgricoltura è una coalizione nata nel 2017 per chiedere una riforma della PAC che tuteli tutti gli agricoltori, I cittadini e l’ambiente. Aderiscono alla Coalizione oltre 90 sigle della società civile ed è coordinata da un gruppo di lavoro che comprende le maggiori associazioni del mondo ambientalista, consumerista e del biologico italiane che aderiscono ad organizzazioni europee (Associazione Consumatori ACU, AIDA, AIAB, AIAPP, Associazione Italiana Biodinamica, CIWF Italia Onlus, FederBio, ISDE Medici per l’Ambiente, Legambiente, Lipu, Pro Natura, Rete Semi Rurali, Slow Food Italia e WWF Italia). E’ inoltre supportata dal prezioso contributo di Fondazione Cariplo.

Read Full Post »

Dal 19 aprile scorso non si hanno più notizie dal MIPAAF sulla revisione della bozza del PSP dopo le osservazioni pervenute dalla Commissione UE. 17 Associazioni chiedono al Ministro Patuanelli la convocazione del Tavolo di Partenariato per condividere la nuova versione del documento di programmazione della PAC post 2022Roma, 17 giugno 2022.

Dopo l’ultima riunione del Tavolo di Partenariato istituito per il confronto tra tutti gli attori istituzionali, sociali ed economici interessati alla programmazione della nuova PAC 2023-2027, che si è svolta il 19 aprile scorso, non si hanno più notizie dal MIPAAF sui lavori in corso per adeguare la prima bozza del Piano Strategico Nazionale della PAC (PSP) alle osservazioni inviate dalla Commissione UE. Proprio in questa fase storica, in cui la situazione geopolitica e i cambiamenti climatici mettono in crisi anche la filiera agricola e alimentare, è cruciale che il futuro dell’agricoltura in Italia nasca da un confronto ampio che affronti in modo deciso anche le questioni ambientali. La riunione del Tavolo di Partenariato si è conclusa con la richiesta del MIPAAF di inviare documenti con osservazioni e proposte rispondendo ad alcune domande in relazione alle principali criticità evidenziate dalla Commissione UE nel suo documento di osservazioni di oltre 40 pagine. I contributi delle Associazioni presenti al Tavolo di Partenariato dovevano essere resi pubblici con la pubblicazione sulle pagine del sito della Rete Rurale Nazionale dedicate alla redazione del PSP e il Ministro Patuanelli aveva garantito la convocazione di almeno altre due riunioni del Tavolo di Partenariato entro la fine di luglio, termine entro il quale il Ministero si è impegnato ad inviare alla Commissione Europea la nuova versione revisionata e completa del documento di programmazione. Siamo arrivati a metà giugno e della nuova versione del PSP si sono perse le tracce e nessun riscontro è arrivato da parte del MIPAAF alle osservazioni e commenti inviati dalle Associazioni ambientaliste, dell’agricoltura biologica e dei consumatori. 17 Associazioni hanno per questo inviato al Ministro Patuanelli e alla struttura tecnica del MIPAAF una lettera per chiedere la convocazione della riunione del Tavolo di Partenariato ed un cronoprogramma dei lavori per la redazione finale del PSP. Dal 19 aprile scorso il MIPAAF ha proseguito il confronto solo con le Regioni mentre nessuna informazione o riscontro ai documenti inviati è pervenuta alle Associazioni ambientaliste, dell’agricoltura biologica e dei consumatori. Ma ad essere escluse dai lavori per la redazione della versione definitiva del PSP sono anche le Autorità ambientali nazionali, come il MITE e ISPRA, che in qualità di soggetti istituzionali dovevano essere coinvolte come avvenuto con le Regioni e previsto dal Regolamento della PAC.

Il rischio, evidenziano le associazioni, è la presentazione nel mese di luglio al Tavolo di Partenariato di un documento di programmazione blindato, senza possibilità di confronto nel merito, con una condivisione solo formale e non sostanziale, in particolare sul pacchetto dello Sviluppo Rurale, tema mai discusso all’interno del tavolo e che contiene interventi sostanziali per il raggiungimento dei target del Green Deal Europeo. Le Associazioni esprimono inoltre preoccupazione su quanto emerso dalla riunione del 13 giugno del Consiglio Europeo Agricoltura nel quale 16 Stati Membri hanno chiesto di posticipare al 2024 l’entrata in vigore delle regole a favore degli spazi per la natura nella condizionalità rafforzata, indebolendo di fatto l’intera ambizione ambientale della PAC. Da indiscrezioni emerse nei giorni scorsi l’Italia appare nell’elenco dei Paesi favorevoli alla deroga e per questo le 17 Associazioni chiedono al Ministro Patuanelli un deciso cambio di rotta non seguendo più pedissequamente le richieste delle lobby agricole, ma che viri in direzione delle sue dichiarazioni al WTO in tema di sostenibilità. La Commissione Europea si è data alcuni giorni di tempo per valutare tale proposta. Le prossime settimane saranno, dunque, decisive per stabilire se la PAC sarà in grado di dare un contributo sostanziale alla transizione ecologica della nostra agricoltura. Le 17 Associazioni auspicano, quindi, una rapida risposta da parte del Ministro Patuanelli, al fine di garantire, nelle poche settimane che restano prima dell’invio alla Commissione della nuova versione del PSP, un vero processo democratico per la redazione del documento di programmazione della PAC post 2022.

Le 17 Associazioni ambientaliste, dell’agricoltura biologica e dei consumatori che   questo comunicato rappresentano un’ampia alleanza tra la Coalizione #CambiamoAgricoltura* e Associazioni come Greenpeace, Terra! e AnimalEquality che hanno condiviso l’analisi ed i commenti delle oltre 1500 pagine del Piano Strategico Nazionale della PAC post 2022. Le 17 Associazioni condividono la visione di una transizione ecologica dell’agricoltura italiana ed europea, che tuteli tutti gli agricoltori, i cittadini e l’ambiente.

*(Associazione Consumatori ACU, AIDA, AIAB, AIAPP, Associazione Italiana Biodinamica, CIWF Italia Onlus, FederBio, ISDE Medici per l’Ambiente, Legambiente, Lipu-BirdLife, Pro Natura, Rete Semi Rurali, Slow Food Italia e WWF Italia).

Read Full Post »

Read Full Post »

ALTRE ADESIONI

Legambiente Sernaglia – Legambiente Treviso

Read Full Post »

Roma, 17.05.2022 – La Coalizione Italia libera da OGM boccia l’approvazione da parte della Camera, avvenuta l’11 maggio scorso, di alcune mozioni* che chiedono al governo di adottare misure urgenti con il pretesto di fronteggiare gli impatti della guerra in Ucraina sulla nostra economia. Fra queste, la richiesta è di intervenire sul settore agricolo e “…ricorrere alle nuove tecnologie genetiche dedicate alle piante per aumentarne, in sicurezza, la produttività. Ci si riferisce, in particolare, alle TEA – tecnologie di evoluzione assistita – che riproducono i risultati dell’evoluzione biologica naturale per migliorare la resistenza delle piante alle malattie e ai parassiti e ne aumentano la produttività, velocizzando i processi che avvengono comunque in modo naturale”. Ciò andrebbe contro la legislazione europea che considera a tutti gli effetti come OGM gli organismi ottenuti tramite le nuove tecniche di creazione varietale, con quel che ne consegue in termini di valutazione preventiva del rischio, tracciabilità ed etichettatura. Ancora una volta, alcuni parlamentari, avventurandosi in affermazioni prive del conforto della scienza, evitando la parola stessa “OGM” – come definiti tutti i prodotti delle Nuove Tecniche Genetiche (New Breeding Techniques [NBT] rinominate in Italia TEA) dalla Corte di Giustizia Europea – cercano di utilizzare lo shock causato dalla guerra in Ucraina per aprire le porte alla coltivazione degli OGM nei campi italiani. La richiesta al governo è infatti di: “14) adottare iniziative per sviluppare, promuovere e incentivare …. nuove tecnologie applicabili in agricoltura per il miglioramento genetico basate, ad esempio, su cisgenesi e genome editing, … e, dunque, a promuovere iniziative normative che consentano il pieno sviluppo delle tecnologie di evoluzione assistita (TEA), anche con il coinvolgimento degli istituti di ricerca nazionali e delle istituzioni universitarie”. Secondo la Coalizione Italia Libera da OGM, dare seguito a queste richieste andrebbe in senso contrario alla legislazione italiana in vigore dal 2000, ma anche di quella europea. La direttiva UE 2001/18 – grazie alla sentenza della Corte di Giustizia europea del luglio 2018 – ricomprende gli organismi ottenuti tramite le nuove tecniche di creazione varietale (definite con le sigle NBT, NGT o TEA), considerandoli OGM a tutti gli effetti e obbligandoli a valutazione preventiva del rischio, tracciabilità ed etichettatura. Il mancato rispetto della decisione della Corte di Giustizia europea, e l’aggiramento della direttiva europea attualmente in vigore, rischierebbe di produrre danni economici giganteschi all’agricoltura italiana, e in particolar modo al settore del biologico. Danni che sono difficilmente quantificabili e irreversibili. Il tutto per garantire il vantaggio di poche imprese sementiere italiane e, soprattutto, delle multinazionali che dominano il mercato mondiale, già in possesso della quasi totalità dei brevetti necessari allo sviluppo dei nuovi OGM. La proposta dei deputati arriva a ridosso dell’attacco frontale all’agricoltura biologica da parte dell’amministratore delegato di Syngenta, una delle quattro più grandi multinazionali agrochimiche e sementiere sul Pianeta, secondo cui “Di fronte alla minaccia di una crisi alimentare globale, è necessario rinunciare all’agricoltura biologica”. Una dichiarazione priva di fondamento e pericolosa per un modello di produzione e consumo in forte crescita, che ha portato l’Italia ad essere oggi un Paese leader di settore nell’UE e nel mondo. Ricordiamo che il biologico vale 7,5 miliardi in Italia e le aziende bio coltivano il 17% della superficie agricola utilizzata nel nostro Paese. Con un target europeo che invita a raggiungere il 25% entro il 2030, partiamo da una posizione di vantaggio che sarebbe sconsiderato perdere in favore degli OGM, da qualunque tecnica essi vengano ottenuti. L’enorme maggioranza dei consumatori – nonostante le crisi che continuano ad accavallarsi nel nostro Paese – rifiuta di avere nel piatto prodotti OGM, pretende un’etichettatura chiara e trasparente che permetta di poter conoscere, e quindi scegliere, con certezza ciò che mangia. Le associazioni della Coalizione Italia libera da OGM mettono in guardia governo e Parlamento dal dare seguito alle richieste contenute negli atti proposti alla Camera, per evitare la distruzione di un’agricoltura libera da OGM che garantisce prodotti di qualità superiore e maggiore tutela degli ecosistemi. Al contrario di quanto proposto alla Camera, l’Italia dovrebbe altresì migliorare la posizione dei contadini di piccola scala nella filiera, proteggendo le produzioni tipiche e favorendo lo sviluppo dell’agroecologia: con questa scelta rischia invece di spingerli fuori mercato, sdoganando produzioni geneticamente modificate, caratterizzate dall’uniformità e che non avranno l’impatto miracoloso che da sempre – contro ogni evidenza – viene loro attribuito.

*Presentate come primi firmatari dagli onorevoli Cillis, Viviani, Incerti, Spena, Gadda, Ripani, Fornaro, Gagnarli e sottoscritte dagli onorevoli Meloni, Lollobrigida, Caretta, Ciaburro, Albano, Bellucci, Bignami, Bucalo, Butti, Caiata, Cirielli, De Toma, Deidda, Delmastro Delle Vedove, Donzelli, Ferro, Foti, Frassinetti, Galantino, Gemmato, Lucaselli, Mantovani, Maschio, Mollicone, Montaruli, Osnato, Prisco, Rampelli, Rizzetto, Rotelli, Giovanni Russo, Rachele Silvestri, Silvestroni, Trancassini, Varchi, Vinci, Zucconi.

Comunicato stampa inviato dal WWF Italia per conto della Coalizione Italia libera da OGM.

Read Full Post »

Obiettivo della Campagna sensibilizzare i decisori politici europei e nazionali sull’impatto dei pesticidi sulla salute umana e sugli ecosistemi. Entro luglio raccolta dei campioni di capelli da sottoporre ad analisi per individuare 30 diversi pesticidi, i risultati saranno presentati ad ottobre mese dedicato ad eventi di sensibilizzazione dei cittadini. Roma, 10 maggio 2022

L’inquinamento da pesticidi è pervasivo e persistente in tutte le matrici ambientali ed è una delle principali cause di perdita della biodiversità a livello europeo e le oltre 400 sostanze chimiche di sintesi autorizzate in Europa per l’uso in agricoltura rappresentano anche una seria minaccia alla salute umana causando ogni anno circa 11.000 decessi prematuri e malattie croniche. Per stimolare soluzioni efficaci a questo serio problema ambientale la Coalizione italiana #CambiamoAgricoltura lancia anche in Italia la Campagna “Check Up Pesticidi” promossa a livello europeo da “Good Food Good Farming”, un’ampia alleanza europea di Associazioni a cui aderisce anche la Coalizione italiana, nata per promuovere la transizione ecologica dell’agricoltura e sensibilizzare i cittadini sui problemi causati dall’attuale modello intensivo di produzione agricola. L’esposizione umana ai pesticidi può avvenire sia attraverso il contatto diretto, sulla pelle o inalato, sia indiretto attraverso il cibo o l’acqua. Tutte queste vie di esposizione umana alle sostanze chimiche usate in agricoltura possono causare effetti sia acuti sia cronici, colpendo ad es. il sistema cardiovascolare, nervoso, polmonare, endocrino e riproduttivo, come anche l’apparato digerente e il sistema epatico. Inoltre, è stato dimostrato come molte sostanze chimiche presenti nei pesticidi siano cancerogene, mutagene e teratogene. Gli effetti a lungo termine dovuti ad esposizioni croniche anche a basse dosi si possono verificare anche molto tempo dopo l’esposizione, le persone più a rischio di effetti gravi sono gli stessi lavoratori agricoli, ma anche le donne in gravidanza e i bambini.

L’agricoltura con l’uso di sostanze chimiche è inoltre una delle maggiori cause della perdita di biodiversità, si stima che solo lo 0,1-5% circa dei pesticidi raggiunge gli organismi bersaglio, mentre gran parte colpisce altri organismi minacciando la sopravvivenza delle comunità biologiche e la funzionalità degli ecosistemi che le ospitano. Basti pensare che negli ultimi 30 anni in Europa la biomassa degli insetti volatori è diminuita del 75% e l’uso dei pesticidi è la prima causa di questa estinzione di massa. La Campagna di comunicazione e sensibilizzazione “Check Up Pesticidi”, promossa dall’alleanza Europea GoodFoooodGoodFarming e coordinata in Italia dalla Coalizione Cambiamoagricoltura, vuole coinvolgere e sensibilizzare i cittadini e i decisori politici europei sulla pervasività della presenza di pesticidi e dei rischi per la salute. La Campagna prevede di analizzare campioni di capelli di alcune centinaia di cittadini europei, tra cui alcuni testimoni pubblici individuati tra personalità dello spettacolo, della cultura e della politica, per individuare residui di 30 diversi pesticidi. La Campagna vuole richiamare l’attenzione sulla necessità di migliorare le politiche europee sull’uso dei pesticidi alla vigilia della presentazione da parte della Commissione Europa del nuovo Regolamento di attuazione della Direttiva 2009/128/CEE sull’utilizzo sostenibile dei pesticidi, annunciata per il prossimo 22 giugno. L’alleanza delle associazioni europee chiede di rafforzare le norme che proteggono le persone e la natura dall’esposizione ai pesticidi rendendo obbligatorio anche monitoraggio diffuso delle matrici ambientali (oltre all’acqua la sola ora monitorata) e delle persone per evidenziare i livelli di contaminazione delle sostanze chimiche più pericolose. I pesticidi possono infatti essere rilevati in molti luoghi intorno a noi, sono praticamente dovunque, non rimanendo solo nei campi dove si realizzano i trattamenti. Sono nell’aria che respiriamo, nella falda acquifera e nel nostro cibo. In seguito alle evidenze scientifiche sui rischi connessi all’uso dei pesticidi la Commissione Europea ha indicato nelle Strategie “Farm to Fork” e Biodiversità l’obiettivo di ridurre l’uso dei pesticidi del 50% entro il 2030, ma le grandi aziende agrochimiche e le Associazioni agricole stanno contrastando questo obiettivo. La Campagna “Check Up Pesticidi” vuole difendere e sostenere gli obiettivi delle Strategie del Green Deal europeo per una vera transizione ecologica dell’agricoltura, cercando d’influenzare i decisori politici europei e nazionali che agiscono troppo lentamente. È necessario, invece, che prendano rapidamente decisioni importanti. “Vogliamo far sentire loro la pressione del pubblico per adottare politiche che proteggano la salute degli agricoltori, dei consumatori e della natura”, dichiarano le Associazioni della Coalizione #CambiamoAgricoltura che inviteranno per questo anche i Ministri italiani dell’agricoltura, Stefano Patuanelli, e della Salute, Roberto Speranza, a sottoporsi al test, insieme ad altri 10 testimoni nazionali, per verificare la loro contaminazione da pesticidi. I campioni dei capelli raccolti in vari paesi europei, entro il mese di luglio, saranno inviati tutti ad un solo laboratorio centrale in Francia (Yootest.com) per cercare 30 diversi pesticidi utilizzati in agricoltura (erbicidi, insetticidi e fungicidi). Il laboratorio di analisi fornirà il risultato anonimo per i singoli campioni, che saranno presentati con la redazione di un report generale e una mappa dell’Unione Europea dove le persone sono state testate e quali sono stati i risultati, sempre in forma anonima. Il test simbolico è aperto anche all’adesione dei singoli cittadini interessati con la possibilità di ricevere online il risultato individuale del checkup a proprie spese, tutte le informazioni sono reperibili al sito www.goodfoodgoodfarming.eu. La Campagna “Check Up Pesticidi” prevede inoltre nei prossimi mesi attività di comunicazione sui social media con foto/video testimonianze di soggetti diversi (medici, artisti, agricoltori, ecc.) per aumentare la consapevolezza degli impatti dei pesticidi sulla nostra salute e su quella degli ecosistemi. Nel mese di ottobre, durante le giornate di azione per #GoodFoodGoodFarming saranno realizzati eventi pubblici in città e paesi in tutta l’Unione Europea per presentare i risultati del test simbolico e mostrare che i cittadini vogliono una migliore protezione dalla contaminazione da pesticidi. Tutti i cittadini saranno invitati inoltre a donare piccoli campioni di capelli che non verranno testati ma consegnati ai decisori politici a Bruxelles durante una manifestazione finale della Campagna presso il Parlamento Europeo. La Coalizione #CambiamoAgricoltura che promuove in Italia la Campagna “Check Up Pesticidi” grazie al prezioso contributo di Fondazione Cariplo, vuole richiamare l’attenzione anche sulla necessità dell’adozione del nuovo Piano di Azione Nazionale Pesticidi (PAN) da parte dell’Italia, scaduto nel 2019 e ancora attualmente in fase di revisione. Le Associazioni auspicano che il PAN venga allineato alle Strategie UE “Farm to Fork” e Biodiversità 2030, accogliendo l’obiettivo della riduzione del 50% dell’uso dei pesticidi entro il 2030. Non da ultimo le Associazioni auspicano che questa Campagna sia da stimolo per le istituzioni Europea ad impedire il rinnovo all’uso del Glifosato, l’erbicida più utilizzato nel mondo, la cui autorizzazione scadrà a dicembre 2022. Maggiori informazioni: 

https://www.goodfoodgoodfarming.eu/ – https://www.cambiamoagricoltura.it/.

CambiamoAgricoltura è una coalizione nata nel 2017 per chiedere una riforma della PAC che tuteli tutti gli agricoltori, I cittadini e l’ambiente. Aderiscono alla Coalizione oltre 90 sigle della società civile ed è coordinata da un gruppo di lavoro che comprende le maggiori associazioni del mondo ambientalista, consumerista e del biologico italiane che aderiscono ad organizzazioni europee (Associazione Consumatori ACU, AIDA, AIAB, AIAPP, Associazione Italiana Biodinamica, CIWF Italia Onlus, FederBio, ISDE Medici per l’Ambiente, Legambiente, Lipu, Pro Natura, Rete Semi Rurali, Slow Food Italia e WWF Italia). È inoltre supportata dal prezioso contributo di Fondazione Cariplo.

Read Full Post »

Read Full Post »

coltivazioni sane

Read Full Post »

Older Posts »