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22 marzo giornata mondiale dell’acqua In uno scenario di riscaldamento globale di 2 °C le persone affette da scarsità d’acqua in Europa potrebbero passare da 85 a 295 milioni. Il 2019 in Italia si preannuncia anno critico per il fabbisogno di acqua. Roma, 22 marzo 2019 – Cartella immaginihttps://www.dropbox.com/sh/gg0389h17banr99/AAAUjYXgBzxtpEJNhDLoWswKa?dl=0.

Il 2019 in Italia si preannuncia un altro anno critico per il fabbisogno d’acqua a causa del riscaldamento globale, che proprio sul ciclo dell’acqua sta già avendo un effetto misurabile, alterando la quantità, la distribuzione, i tempi e la qualità.  L’acqua è l’elemento principale attraverso il quale percepiamo e percepiremo gli effetti del cambiamento climatico e, infatti, in alcune aree del Paese sembra riproporsi la situazione del 2017, il secondo anno tra i più secchi dal 1961. In quell’anno la quantità di precipitazioni è stata del 22% inferiore alla norma, la temperatura media in Italia registrava un +1,30 gradi centigradi, superiore di 0.1 grado rispetto a quella mondiale. Nel 2017 i quattro principali bacini idrografici italiani (Po, Adige, Tevere e Arno) hanno visto diminuire le portate medie annue di circa il 40% rispetto alla media del trentennio 1981-2010 e sei Regioni hanno chiesto lo Stato di emergenza per carenze idriche anche nel settore potabile. Periodi di siccità si sono intervallati sempre più a periodi di forti precipitazioni concentrati in pochi giorni, ore e minuti, caratterizzati anche da improvvisi “alluvioni lampo”, che si verificano dall’estate al tardo autunno. Non di dimenticano le 10 vittime sorprese durante un’escursione dalla piena del Raganello in Calabria nell’agosto scorso, ma eventi estremi si sono verificati dovunque dal Trentino Alto Adige, al Veneto, alla Sicilia, al Lazio, alla Liguria, alla Lombardia. Dispersi, morti, strade come fiumi in piena, colate di fango che ricoprono centri abitati, pendii franati, strade interrotte, ponti pericolosi, interi paesi isolati e senza luce, gas e acqua, spiagge devastate o scomparse sotto la furia delle onde, case e capannoni scoperchiati, boschi falciati dal vento, scenari apocalittici, eventi sempre più frequenti in un territorio sempre più vulnerabile e inadatto a rispondere naturalmente ad eventi “normali”, tanto meno a cambiamenti climatici che si stanno manifestando con sempre maggior violenza. In uno scenario di riscaldamento globale di 2° C, il numero di persone affette da scarsità d’acqua in Europa potrebbe passare dagli attuali 85 milioni fino a 295 milioni, principalmente nei paesi del Mediterraneo. L’aumento della carenza di acqua è previsto in particolare in Spagna, Grecia, Cipro, Italia e Turchia. I cambiamenti nell’uso del suolo e le variazioni della domanda di acqua combinate peseranno nell’ordine del 10-20%, mentre il clima sarà responsabile dell’80-90% delle modificazioni previste. Si prevedono riduzioni significative dei livelli bassi di flusso, circa il 25% in meno nell’Europa sud-ovest (Spagna, Portogallo, Francia meridionale, parti d’Italia) e anche nell’Europa Sud-Est (Grecia, Sud Italia, paesi balcanici). Ciò potrebbe portare a problemi di disponibilità di acqua di raffreddamento per le centrali termiche, acqua che oltretutto potrebbe essere molto calda.  In uno scenario di riscaldamento estremo, il numero di persone colpite dalla carenza idrica in Europa potrebbero aumentare alla fine del ventunesimo secolo dagli attuali 85 milioni a 104 milioni o potenzialmente 295 milioni. Oltre a una decisa azione di mitigazione, cioè di progressivo azzeramento delle emissioni climalteranti, sono necessarie strategie di adattamento, inclusi il risparmio e l’efficienza nell’uso dell’acqua. La resilienza al cambiamento climatico è rafforzata da servizi ecosistemici sani che si affidano a bacini fluviali ben funzionanti. Un adattamento ai cambiamenti climatici efficace deve riflettere l’importanza della gestione delle risorse idriche nel ridurre la vulnerabilità e costruire la resilienza al cambiamento climatico. È necessario un cambio di rotta totale sia su scala globale, dando seguito agli impegni presi nelle varie conferenze del Clima, sia su scala locale. Ma è necessario anche modificare il nostro quotidiano rapporto con l’ambiente e con l’acqua, partendo dalla consapevolezza, da tradurre in comportamenti virtuosi, che l’acqua è un bene comune e a disponibilità limitata.

Earth Hour 2019. Proprio con l’obiettivo di limitare il cambiamento climatico, dimezzando le emissioni di gas serra entro il 2030 a livello globale, nonché fermare la perdita di biodiversità, il prossimo 30 marzo torna Earth Hour: la più grande mobilitazione planetaria sul clima. Un’ora simbolica di luci spente e tante iniziative per un futuro sostenibile, che si svolgeranno in centinaia di Paesi nel mondo con lo slogan #Connect2Earth, che non solo esprime lo stretto legame tra uomo e natura, ma anche quello tra cambiamenti climatici e perdita di biodiversità, il capitale naturale sul quale poggia la nostra stessa vita.

Riconoscimenti. All’iniziativa Earth Hour 2019 è stata conferita la Medaglia del Presidente della Repubblica e sono stati concessi i Patrocini del Senato della Repubblica, della Camera dei Deputati, della Presidenza del Consiglio dei Ministri, nonché dell’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani – ANCI. Anche le scuole saranno coinvolte, grazie a uno specifico Protocollo d’intesa siglato da WWF e MIUR.

Anche per questa edizione, Sofidel sarà il main partner dell’evento. L’azienda, nota soprattutto per il brand Regina, è al fianco del WWF da oltre 10 anni nell’ambito del programma Climate Savers e nel 2017 ha rinnovato il suo impegno sottoscrivendo il Manifesto S.O.S. del WWF ispirato ai 17 Obiettivi di Sostenibilità dell’ONU, sposando dunque la visione di lungo periodo promossa dall’Associazione che considera il nostro Pianeta come luogo comune per realizzare un benessere equo e sostenibile e che riconosce la centralità del capitale naturale. Negli anni, Sofidel è stata al fianco del WWF in numerose attività di sensibilizzazione e ingaggio, tra cui il programma educativo “Mi Curo di Te – Il gesto di ognuno per il Pianeta di tutti” dedicato ai temi Acqua, Clima e Foreste.

Per programmi aggiornati e appuntamenti: oradellaterra.org.

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22 marzo 2019 – Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua

Esattamente un anno fa veniva ripresentata la proposta di legge sull’acqua pubblica alla Camera. Un testo che viene da lontano, figlio della legge d’iniziativa popolare presentata nel 2007 dal Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua e sottoscritta in centinaia di banchetti da oltre 400 mila cittadini. La proposta di legge è stata finora presentata col sostegno di parlamentari di differenti forze politiche in 4 differenti legislature e in quella attuale ha come firmatari un ampio numero di eletti nel Movimento 5 Stelle. Una legge, il cui percorso in Commissione Ambiente è fermo da settimane, che temiamo stia per essere affossata sotto una valanga di oltre 230 emendamenti presentati da gruppi politici di maggioranza e opposizione. Contro l’acqua pubblica si è formato un unico grande fronte, su ispirazione delle multinazionali dell’acqua, che mette insieme Lega, Partito Democratico, Forza Italia, Fratelli d’Italia, e in cui rischia di rientrare anche il M5S visto che diversi deputati hanno depositato emendamenti che puntano a stravolgere principi e impianto della legge. Fuori dalle aule parlamentari prosegue il massacro mediatico da parte dei maggiori organi di (dis)informazione, che disegnano uno scenario apocalittico nel caso in cui venisse approvata la legge. Scenari destituiti di ogni fondamento con cifre messe a caso, allo scopo di spaventare l’opinione pubblica e stravolgere la verità dei fatti, completamente smentiti dai dossier presentati dal Forum, anche in sedi istituzionali. Nonostante gli annunci, il percorso della legge sembra completamente arenato: la relazione chiesta al Governo ancora non è arrivata, fornendo un alibi perfetto a maggioranza e opposizione per non procedere all’esame della legge e l’approdo della discussione in aula alla Camera è slittato ancora una volta, dal 25 marzo a chissà quando. Eppure 27 milioni di cittadini italiani hanno votato ai referendum del 2011 e aspettano da troppo tempo il rispetto della volontà popolare: anni in cui si sono succeduti i governi Berlusconi, Monti, Letta, Renzi, Gentiloni e ora quello Conte – Salvini – Di Maio, tutti impegnati con ogni mezzo nel capovolgere l’indicazione democratica dei cittadini e contrastare l’applicazione dell’articolo 1 della Costituzione repubblicana: “La sovranità appartiene al popolo”. Intanto le grandi multiutility, che controllano il sistema idrico italiano, fanno affari d’oro e registrano nell’ultimo anno profitti record. Oggi dovremmo celebrare la “Giornata Mondiale dell’Acqua”, purtroppo abbiamo ben poco da festeggiare: lungo lo stivale quasi un litro di acqua su due si perde per strada, il ciclo di depurazione delle acque è il fanalino di coda in Europa, in alcune regioni, soprattutto al Sud, l’accesso all’acqua non è ancora un diritto riconosciuto, ma un onere quotidiano a cui i cittadini sono costretti a far fronte individualmente. La mancanza d’investimenti sulla rete, la carenza idrica, gli interessi diffusi della criminalità organizzata e dell’imprenditoria rapace che con essa convive, l’accaparramento delle fonti da parte delle grandi multinazionali, impediscono di fatto a centinaia di migliaia di persone di avere un servizio idrico regolare. Nessuno deve restare indietro, l’approvazione della legge d’iniziativa popolare permetterebbe una gestione pubblica e partecipativa (mediante azienda speciale e azienda speciale consortile), attraverso la concretizzazione di un modello innovativo, efficace, efficiente, industriale, ma allo stesso tempo pienamente democratico, rispettoso dell’ambiente e dei diritti dei lavoratori, con tariffe eque per tutti, senza sprechi né profitti per le multinazionali. Domani, 23 marzo, il movimento per l’acqua sarà nelle strade della capitale per la manifestazione nazionale “Marcia per il clima, contro le grandi opere inutili”, a cui abbiamo aderito convintamente per testimoniare ancora una volta la centralità delle lotte per l’acqua bene comune e diritto fondamentale per tutti.

 

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La campagna della Giornata Mondiale dell’Acqua si propone di riportare al centro dell’attenzione dei media e di tutti la crisi globale dell’acqua. Il tema prescelto per la campagna del 2019 è: “Non lasciare nessuno indietro”. Questa è l’essenza dell’Agenda 2030 per gli Obiettivi dello Sviluppo Sostenibile (OSS), che mira a consentire a chiunque e in ogni paese di raggiungere la piena realizzazione dei diritti umani, senza discriminazioni, incluso il diritto all’acqua e ad adeguate strutture igienico-sanitarie (come riporta l’obiettivo n. 6 degli OSS: garantire a tutti acqua potabile e servizi igienici). La Giornata Mondiale dell’Acqua si propone dunque di stimolare riflessioni non solo sui motivi per cui molte persone al mondo non hanno ancora accesso all’acqua potabile ma anche come, più in generale, una gestione più accorta delle risorse idriche venga discussa e affrontata a tutti i livelli, in quanto cardine di un uso più sostenibile del bene acqua. I patrimoni idraulici ereditati e i nuovi modelli di gestione integrata dell’acqua hanno un ruolo fondamentale per traghettarci verso una nuova civiltà dell’acqua. Non a caso, la Risoluzione XXIII-5 adottata nel giugno 2018 dall’UNESCO-IHP (International Hydrological Programme) riconosce alla nuova Rete Mondiale dei Musei dell’Acqua (WAMU-NET), coordinata dal Centro Civiltà dell’Acqua Onlus, un ruolo fondamentale per promuovere nuove consapevolezze sugli usi dell’acqua proprio a partire dai patrimoni idraulici ereditati. Per aderire alla campagna di comunicazione di WAMU-NET, potete accedere ai materiali (testi e foto) disponibili direttamente dal sito www.watermuseums.net (dalla sezione News).

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PIÙ DI 375 MILA LO CHIEDONO ALLA COMMISSIONE UE. Due le istruttorie aperte dalla Commissione Europea sulla corretta applicazione delle norme europee. Qui la pagina della Campagna. Roma, 13 marzo 2019

Oltre 375mila cittadini europei hanno chiesto alla Commissione Europea (CE) di difendere l’importante legislazione comunitaria sulle acque, facendo della consultazione pubblica su questa Direttiva, conclusasi lunedì 11 marzo, una delle più partecipate nella storia dell’Unione Europea. Dalla consultazione emerge chiaramente che la Direttiva Acque è fondamentale per assicurare che siano tutelati i fiumi, i laghi e le zone umide d’Europa e per riportarli in buona salute. Le Coalizioni europea e italiana #ProtectWater, che hanno promosso la mobilitazione dei cittadini ottenendo questo importante risultato, chiedono a questo punto che la Direttiva sia pienamente applicata a cominciare dall’Italia. Nel nostro Paese la campagna coordinata dal WWF riunisce oltre 20 Associazioni. La Coalizione #ProtectWater ricorda che in Italia la situazione delle acque dolci è grave e l’inadeguata applicazione della Direttiva è testimoniata dal solo il 43% dei 7.494 fiumi che avrebbero raggiunto un “buono stato ecologico”, come richiesto dalla Direttiva Quadro Acque (2000/60/CE), mentre il 41% è ben al di sotto dell’obiettivo di qualità e un 16% non è stato nemmeno classificato. Per i 347 laghi invece la situazione è ancora più grave visto che appena il 20% è “in regola” con la normativa europea. I responsabili delle associazioni aderenti alla Coalizione per #ProtectWater dichiarano: “375.386 cittadini europei dicono forte e chiaro ai loro governi di non mettere le mani sulla Direttiva Acque e a tutti i decisori politici ed economici di prendere sul serio i risultati della consultazione appena conclusa. Con il 60% delle acque europee in stato critico, è necessaria un’azione immediata degli Stati Membri dell’Unione Europea. I Paesi europei si sono impegnati sin dal 2000 con la Direttiva Acque a mettere fine alla distruzione di fiumi, laghi, zone umide, ma in questi circa 20 anni hanno passato la maggior parte del tempo a disattendere questo impegno. Questa inerzia deve finire e invece di cambiare la Direttiva è bene che si tenga conto di quanto indicato chiaramente dai cittadini europei”. A questo punto la Coalizione chiede che l’Italia garantisca subito il pieno rispetto della direttiva comunitaria creando le condizioni per superare le procedure istruttorie Eu Pilot per violazione del diritto comunitario nei confronti del nostro Paese, rispettivamente: per l’indiscriminato sfruttamento delle acque a scopo idroelettrico e per la non corretta applicazione della Direttiva Quadro Acque. Il nostro paese dovrebbe quindi investire nella rinaturazione dei corsi d’acqua, garantire il deflusso ecologico, ripristinare la continuità dei corsi d’acqua, rimuovendo ostacoli, rendere più sostenibile le modalità di manutenzione, attuare le norme che chiedono di lasciare dove possibile più spazio ai fiumi, per ridurre il rischio di alluvioni evitando ulteriori infrastrutture.

In Italia la Campagna #ProtectWater è stata promossa dalle associazioni:  AIPIN – Associazione Italiana per l’Ingegneria Naturalistica, APR – Alleanza Pescatori Ricreativi, ARCI, Water Grabbing Observatory, CATAP – Coordinamento Associazioni Tecnico-scientifiche per l’Ambiente ed il Paesaggio, CIRF – Centro Italiano per la Riqualificazione Fluviale, Federazione Pro Natura, FIPSAS, Gruppo 183, INU – Istituto Nazionale di Urbanistica, Italia Nostra, Kyoto Club, Legambiente, LIPU, SIEP – Società Italiana di Ecologia del Paesaggio, SIGEA, Società Idrologica Italiana,  Slow Food, Spinning Club Italia, TCI – Touring Club Italiano, Wwf Italia.

Il presente comunicato è inviato dall’Ufficio Stampa del WWF in nome della Coalizione #ProtectWater.

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utilizzo acque

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Il 19 gennaio 2019 a Treviso presso l’auditorium del Museo Bailo dalle ore 15:30 alle 18:30 si dibatterà la gestione delle acque a Treviso intitolato “Inquinamento delle acque a Treviso, tecnologie disponibili sul mercato, attuale piano interventi.

Il Work-shop è organizzato dal Forum Ambiente Treviso che raggruppa oltre associazioni ambientaliste, nell’ambito del programma di conferenze iniziato lo scorso anno sul tema della salubrità delle acque dei fiumi di risorgiva che attraversano il territorio trevigiano.

Sono previste due relazioni principali: la prima è del Presidente di Italia Nostra, ing. Romeo Scarpa, che farà il punto dello stato dell’inquinamento delle acque a Treviso (in ingresso, lungo i canali in città e in uscita nel Sile. La seconda relazione sarà tenuta dal dott. Paolo Trombetti, Presidente dell’Associazione Italiana Tecnologie Trenchless (IATT) che raggruppa gli operatori e utenti del settore delle costruzioni di tubazioni e di installazioni di reti per la gestione delle acque; il suo intervento illustrerà le tecnologie non invasive (dette nodig) disponibili sul mercato per realizzare i collegamenti fognari e le fognature stesse, anche in aree storiche. Successivamente ci saranno due interventi integrativi da parte delle Associazioni “Treviso sotterranea” e “Open Canoe” che forniranno elementi di valutazione aggiornati sullo stato delle acque a Treviso.

Il workshop si concluderà con una tavola rotonda in cui i relatori e i principali attori (Amministratori Comunali, Parco del Sile, Ricercatori, ATS) di Treviso potranno intervenire per dare un loro contributo per la futura gestione delle acque.

Le informazioni, i riferimenti, le esperienze saranno poi utilizzate nei Processo di Contratto di Fiume Botteniga-Pegorile-Giavera e Storga-Limbraga.

Per ulteriori informazioni contattare ing. Gianfranco Padovan, 336 262 341, Coordinatore Forum Ambiente Treviso oppure la dott.ssa Barbara Fiume, Settore ambiente del Comune di Treviso tel. 0422 658 322 oppure scrivendo a forum.ambiente.treviso@gmail.com.

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