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Archive for the ‘acqua’ Category

Il 19 gennaio 2019 a Treviso presso l’auditorium del Museo Bailo dalle ore 15:30 alle 18:30 si dibatterà la gestione delle acque a Treviso intitolato “Inquinamento delle acque a Treviso, tecnologie disponibili sul mercato, attuale piano interventi.

Il Work-shop è organizzato dal Forum Ambiente Treviso che raggruppa oltre associazioni ambientaliste, nell’ambito del programma di conferenze iniziato lo scorso anno sul tema della salubrità delle acque dei fiumi di risorgiva che attraversano il territorio trevigiano.

Sono previste due relazioni principali: la prima è del Presidente di Italia Nostra, ing. Romeo Scarpa, che farà il punto dello stato dell’inquinamento delle acque a Treviso (in ingresso, lungo i canali in città e in uscita nel Sile. La seconda relazione sarà tenuta dal dott. Paolo Trombetti, Presidente dell’Associazione Italiana Tecnologie Trenchless (IATT) che raggruppa gli operatori e utenti del settore delle costruzioni di tubazioni e di installazioni di reti per la gestione delle acque; il suo intervento illustrerà le tecnologie non invasive (dette nodig) disponibili sul mercato per realizzare i collegamenti fognari e le fognature stesse, anche in aree storiche. Successivamente ci saranno due interventi integrativi da parte delle Associazioni “Treviso sotterranea” e “Open Canoe” che forniranno elementi di valutazione aggiornati sullo stato delle acque a Treviso.

Il workshop si concluderà con una tavola rotonda in cui i relatori e i principali attori (Amministratori Comunali, Parco del Sile, Ricercatori, ATS) di Treviso potranno intervenire per dare un loro contributo per la futura gestione delle acque.

Le informazioni, i riferimenti, le esperienze saranno poi utilizzate nei Processo di Contratto di Fiume Botteniga-Pegorile-Giavera e Storga-Limbraga.

Per ulteriori informazioni contattare ing. Gianfranco Padovan, 336 262 341, Coordinatore Forum Ambiente Treviso oppure la dott.ssa Barbara Fiume, Settore ambiente del Comune di Treviso tel. 0422 658 322 oppure scrivendo a forum.ambiente.treviso@gmail.com.

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La gestione delle acque a Treviso abbraccia una molteplicità di usi e funzioni che conferiscono al vivere in un luogo sicurezza, salubrità, fruibilità, costi accettabili. Il tema sarà trattato nel Work-shop Forum Ambiente Treviso “Inquinamento delle acque a Treviso, tecnologie disponibili sul mercato, attuale piano interventi” che si terrà il 19 gennaio 2019 a Treviso presso l’auditorium del Museo Bailo dalle ore 15:30 alle 18:30. Nella quinta conferenza organizzata dal Forum Ambiente si è evidenziato che l’80% delle abitazioni di Treviso manca di  collegamento alla rete fognaria. Non solo. La maggior parte delle vasche biologiche e pozzi Imhoff sono malfunzionanti e inefficaci. Le ripercussioni sullo stato delle acque di Treviso è solo intuibile. L’Amministrazione comunale e ATS sono consapevoli della situazione e, come affermato dall’Assessore all’Ambiente Alessandro Manera, si stanno attuando le azioni previste dal Piano Interventi. Le azioni previste saranno sufficienti? Ci sono parecchi dubbi al riguardo. In tale prospettiva si colloca il work-shop che desidera informare non solo gli addetti ai lavori ma anche i cittadini di Treviso che amano il vivere salubre. Il workshop si svilupperà tramite due relazioni principali: la prima è del Presidente di Italia Nostra, ing. Romeo Scarpa, che farà il punto dello stato dell’inquinamento delle acque a Treviso (in ingresso, lungo i canali in città e in uscita nel Sile. La seconda relazione sarà tenuta dal dott. Paolo Trombetti, Presidente dell’Associazione Italiana Tecnologie Trenchless (IATT) che raggruppa gli operatori e utenti del settore delle costruzioni di tubazioni e di installazioni di reti per la gestione delle acque; il suo intervento illustrerà le tecnologie non invasive (dette nodig) disponibili sul mercato per realizzare i collegamenti fognari e le fognature stesse, anche in aree storiche. Successivamente ci saranno due interventi integrativi da parte delle Associazioni “Treviso sotterranea” e “Open Canoe” che forniranno elementi di valutazione aggiornati sullo stato delle acque a Treviso. Il workshop si concluderà con una tavola rotonda in cui i relatori e i principali portatori di interessi (Amministratori Comunali, Parco del Sile, Ricercatori, ATS) di Treviso potranno intervenire per dare un loro contributo per la futura gestione delle acque. Con questo workshop il Forum Ambiente ambisce promuovere la gestione delle acque con un approccio integrato finalizzato a concretizzare le azioni già pianificate e soprattutto quelle futuribili adottando soluzioni moderne non invasive. Le informazioni, i riferimenti, le esperienze saranno poi utilizzate nei Processo di Contratto di Fiume Botteniga-Pegorile-Giavera e Storga-Limbraga. Per ulteriori informazioni contattare ing. Gianfranco Padovan, 336 262 341, Coordinatore Forum Ambiente Treviso oppure dott.ssa Barbara Fiume, Settore ambiente del Comune di Treviso tel. 0422 658 322 oppure scrivendo a forum.ambiente.treviso@gmail.com .

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Forum Movimenti per l’acqua: “La proposta di legge restituisce il servizio idrico ai cittadini, garantendo i diritti dei lavoratori”.

Abbiamo letto con stupore la nota con cui FILCTEM CGIL, FEMCA CISL, FLAEI-CISL e UILTEC UIL hanno avviato la procedura e poi indetto lo sciopero il 17 dicembre per contrastare la legge per l’acqua pubblica in discussione alla Camera dei Deputati. Provvedimento, come è noto, che nasce dalla legge di iniziativa popolare presentata nel 2007 dal Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua col sostegno di oltre 400mila cittadini e poi nuovamente depositato nella scorsa legislatura con il l’intergruppo per l’acqua bene comune composto da 200 parlamentari di diversa estrazione politica. Siamo convinti che questa legge rappresenti una radicale inversione di tendenza, lo strumento più adatto per realizzare una gestione del servizio idrico integrato interamente pubblica, partecipativa, ambientalmente sostenibile, con tariffe eque per tutti i cittadini, che garantisca davvero i diritti dei lavoratori e gli investimenti sulle infrastrutture, fuori da qualsiasi logica di profitto. Stupisce che anche la FILCTEM CGIL abbia espresso invece un giudizio capzioso e approssimativo, visto che la CGIL ha convintamente sostenuto la campagna referendaria del 2011 di cui questa proposta di legge è la coerente, reale e concreta attuazione, rispondendo all’urgenza di dotare il nostro Paese di un quadro legislativo unitario rispetto al governo delle risorse idriche, introducendo modelli di gestione pubblica e partecipativa del servizio idrico, procedendo da subito alla ripubblicizzazione. Segnando, inoltre, una svolta radicale rispetto alle politiche che hanno fatto dell’acqua una merce e del mercato il punto di riferimento per la sua gestione. In questa direzione ci sono state diverse prese di posizione della CGIL, come la nota diffusa nel febbraio 2016 in cui si ribadiva che per accogliere appieno, non solo il risultato giuridico ma soprattutto il valore politico-culturale dell’esito referendario, fosse necessaria una legge di recepimento di quell’espressione popolare e che la confederazione sindacale si sarebbe attivata per sostenerne l’approvazione. Più nel dettaglio si sottolineava che il servizio idrico dovesse essere posto nelle condizioni per cui le comunità locali, appartenenti allo stesso bacino idrografico, avessero la possibilità di poter disporre anche di una gestione pubblica del bene comune acqua. D’altra parte ci teniamo a evidenziare la gravità degli effetti che deriveranno dall’applicazione della norma inserita nel cosiddetto Codice degli Appalti con cui si stabilisce che i soggetti gestori, che abbiano ricevuto l’affidamento “senza gara”, dovranno affidare una quota pari a l’80% dei propri contratti mediante procedura ad evidenza pubblica. Il rischio reale è che questo tipo di aziende, che gestiscono anche l’acqua, si trasformino in scatole vuote vanificando gli auspicabili processi di ripubblicizzazione, ledendo i diritti dei lavoratori e penalizzando le professionalità. Non è possibile, in ultimo, tacere sul fatto che le argomentazioni riportate nella nota delle quattro federazioni sindacali coincidono con quelle utilizzate dai gestori e dalla loro associazione Utilitalia, dimostrando subalternità alle posizioni di quelli che una volta si usava definire “padroni”, assenza di approfondimento ed estrema superficialità nell’analisi della situazione reale. Ciò ci preoccupa fortemente, perché da sempre siamo convinti di quanto sia indispensabile il ruolo delle organizzazioni dei lavoratori. Inoltre, i dati sugli investimenti e sulle perdite delle reti rendono evidente quanto sia capziosa la nota e si allineano nel solco della strategia di falsificazione mediatica che è stata messa in campo dalle grandi società del settore e da alcune forze politiche. I dati terroristici sull’avvio della gestione pubblica non hanno alcun fondamento, sono solo il frutto di un’elaborazione fantasiosa che tende a coprire gli enormi interessi di multinazionali e speculatori, mentre è chiaro che la gestione attraverso aziende speciali proposta nella legge aumenterebbe il carattere professionale ed efficiente della gestione del servizio, oltre ad avere il pregio della democraticità e della partecipazione dei cittadini. Siamo consapevoli delle difficoltà che riserverà il percorso di approvazione della legge sull’acqua e a questo scopo intendiamo approfondire il confronto con quella amplia coalizione che ha condiviso la campagna referendaria tra cui le organizzazioni sindacali confederali, di categoria e di base. Su questa base è nostra intenzione chiedere di fissare un incontro a breve con la Segreteria Nazionale CGIL.
Roma, 7 dicembre 2018 – Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua

 

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ATTIVISTI COINVOLGERANNO IL PUBBLICO NELLA CAMPAGNA #PROTECTWATER – Roma, 12 ottobre 2018

Clicca QUI per la cartella multimediali con video e foto della Campagna

https://www.dropbox.com/sh/dnk2up155167cr0/AADQ5ArG_BX0Ry7HX9KVX1rRa?dl=0

Uomini “sandwich” con le immagini delle 3 birre (Luxury beer, Dry beer o Dirt Beer) che rischiamo di bere in un futuro non troppo lontano se la Direttiva europea sulle acque verrà snaturata e indebolita. È l’assaggio della Campagna

#ProtectWater che gli attivisti di WWF YOUng proporranno ai visitatori di EurHop! Roma Beer Festival, il Salone Internazionale della Birra Artigianale 2018 che andrà in scena nella capitale da oggi fino a domenica 14 ottobre. I volontari inviteranno i visitatori a scattare e condividere ‘selfie’ grazie ad una speciale cornice col messaggio “95% ACQUA: PROTEGGI L’ACQUA, PROTEGGI LA BIRRA” e ad esprimere il proprio appoggio alla Direttiva europea Acque inviando un messaggio alla Commissione Europea grazie all’I-Frame sui siti delle associazioni aderenti (wwf.it/protectwater). I volontari informeranno i visitatori anche sui rischi che corrono le risorse idriche in Europa e nel nostro paese e il ruolo che possono avere i cittadini attivi in difesa dell’acqua di qualità. Entra così nel vivo la Campagna lanciata pochi giorni fa da 100 ONG europee e nel nostro Paese dalla Coalizione “Living Rivers” Italia (cui hanno aderito 19 tra enti e associazioni: AIPIN, APR, ARCI, Associazione Watergrabbing, CATAP, CIRF, Federazioone Pro natura, FIPSAS, INU, Italia Nostra, Kyoto Club, Legambiente, LIPU, SIEP, SIGEA, Spinning Club Italia, Slow Food, TCI e WWF)  per chiedere alla Commissione Europea  di ribadire l’efficacia della Direttiva Acque che fino ad oggi ha consentito di proteggere fiumi, laghi, torrenti, zone umide e falde acquifere, invitando gli Stati Membri di applicarla con rigore. Ulteriori informazioni sulla Campagna #ProtectWater in Italiahttps://www.wwf.it/protectwater.cfm

La Campagna Europea Living Rivershttps://www.livingrivers.eu/Il sito della manifestazione http://eurhop.com/.

Info: Cristina Maceroni, 329 8315725  –  https://www.youtube.com/watch?time_continue=3&v=l-CLbPhZZBo

 

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In questi giorni vengono riportate diverse mistificazioni da alcuni organi di stampa in merito al CETA (Comprehensive Economic and Trade Agreement), il trattato di liberalizzazione del commercio tra Canada e Europa, già entrato a settembre scorso in applicazione provvisoria, per cui ci sembra opportuno ribadire che questo mette a rischio le risorse di acqua dolce e i servizi idrici su ambedue le sponde dell’Atlantico. Infatti, alcune disposizioni di questo trattato pongono serie minacce all’acqua come risorsa naturale e ne favoriscono la definitiva mercificazione. Innanzitutto, intendiamo ribadire che l’acqua è inclusa nel CETA a dispetto di tutte le promesse che questa sarebbe stata esclusa dalle trattative e nonostante il parere del Parlamento Europeo espresso nella risoluzione dell’8 settembre 2015 a seguito dell’Iniziativa dei Cittadini Europei Right2Water (2014/2239 (INI), no. 22), in cui il Parlamento “richiede alla Commissione di escludere in via permanente i servizi idrosanitari e il trattamento/smaltimento delle acque reflue dalle regole del mercato interno e da qualsiasi trattato commerciale”. Le clausole dell’Art. 1.9 del CETA potrebbero portare ad una ulteriore mercificazione dell’acqua e ad un accaparramento da parte delle multinazionali. L’articolo afferma: “Se una delle parti permette l’utilizzo commerciale di una specifica risorsa idrica, ciò verrà fatto in conformità al presente accordo”, senza definire cosa si intende per “utilizzo commerciale” o “risorsa idrica”. Nel caso di “utilizzo commerciale” i diritti sull’acqua sono soggetti alle regole del CETA sul commercio e gli investimenti. Le riserve all’Accesso al Mercato ed al Trattamento Nazionale adottate per i servizi di “raccolta, trattamento e distribuzione dell’acqua” non sono sufficienti a garantire una completa protezione. Sarebbe stato necessario introdurre le riserve sulla Nazione Maggiormente Favorita e sui Requisiti sui Livelli di Prestazione. La cooperazione regolatoria e la protezione degli investimenti blinderebbero la privatizzazione dei servizi idrici e renderebbero impossibile ai governi di richiedere di ricondurre i servizi idrici sotto gestione pubblica, tendenza che sta crescendo in Europa. Il CETA potrebbe limitare la capacità operativa delle aziende pubbliche in quanto i diritti sull’acqua sono trattati come investimenti e le riserve non coprono tutte le attuali e future attività che gli operatori pubblici devono espletare in accordo alla legislazione nazionale. Nel CETA è assente un approccio basato sul principio di precauzione, che è un componente inerente alla legislazione UE. La cooperazione regolatoria potrebbe potenzialmente restringere lo spazio politico degli stati membri della UE. Ciò potrebbe avere grosse ripercussioni sulla salute, l’ambiente e la tutela delle risorse idriche. Il CETA ignora la natura unitaria del ciclo dell’acqua, la limitatezza delle risorse idriche del pianeta e la natura multifunzionale dell’acqua negli ecosistemi. L’Unione Europea e lo Stato Italiano devono considerare l’acqua come un bene comune, e l’accesso all’acqua ed ai servizi idrosanitari come un diritto umano. Per queste ragioni chiediamo al Governo Italiano e al Parlamento di non ratificare il CETA e di approvare subito la legge per l’acqua pubblica nella versione aggiornata e depositata nella scorsa legislatura dall’intergruppo parlamentare per “l’acqua bene comune”. Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua 

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