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link per la petizione on-line mirata a fermare la propagazione della monocoltura prosecco nell’area Grappa – Asolo – Montello

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me.17.1 – Speciale pedemontana Veneta

Roma, 18 gennaio 2018 – 2017 ANNO PIÙ CALDO MAI REGISTRATO SENZA FENOMENO ‘EL NINO’

Oggi l’Organizzazione Metereologica Mondiale e le maggiori istituzioni scientifiche hanno confermato che il 2017 è stato il secondo anno più caldo mai registrato (pari meriti con il 2015), e il più caldo senza il fenomeno de El Nino. Il 2016 l’anno più caldo (1,2°C sopra I livelli dell’era preindustriale). La temperatura media globale nel 2017 e nel 2015 è stata di 1,1°C sopra I livelli dell’era preindustriale. Ormai siamo di fronte a colpi di cannone, non più campanelli d’allarme.  I dati sulla temperatura globale, insieme a quelli sulla tendenza degli ultimi decenni, sui fenomeni estremi (uragani, siccità) e sulla fusione del ghiaccio Artico e molti altri, preoccupano l’opinione pubblica e gli attori economici, come dimostrano anche i dati resi noti al World Economic Forum. E ancor di più preoccupano i climatologi. Secondo il WWF sarebbe folle e immorale non reagire con una immediata mobilitazione dei governi per imprimere una svolta straordinaria all’azione sul clima, con impegni e iniziative di riduzione delle emissioni che vadano ben oltre quelli già stabiliti. È necessario fare il possibile, e anche molto di più, per limitare il riscaldamento globale a 1,5°C: ogni incremento ulteriore potrebbe comportare la distruzione di ecosistemi, perdite e sofferenza di persone e comunità, lo stravolgimento del pianeta come lo conosciamo.

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Tribuna TV, g.18.1.2018

Oggi pomeriggio la Sis (la Concessionaria per la Superstrada Pedemontana Veneta) che recentemente è stata resa plenipotenziaria dalla Giunta Regionale di Luca Zaia di tutte le procedure di esproprio forzose dei terreni di proprietari non consenzienti, sono entrati nell’ Azienda agricola di proprietà di Giuseppe Piccolotto In Altivole, Via degli Alpini n. 2. Con un blitz improvviso hanno tagliato le recinzioni della proprietà, posto le reti di cantiere delimitando una vasta area dedicata al boschetto ventennale di alberi pregiati tipici locali, principali alimento biologico dei suoi alveari, ed altri terreni dedicati alla coltivazione biologica del Kiwi. Con una enorme pala cingolata da un lato e con l’escavatore dall’altro, hanno iniziato ad abbattere le piante. l lavori proseguiranno domani mattina mercoledì 17 gennaio, dalle ore 6,00 circa per il completo annullamento di tutte queste coltivazioni e del manto fertile dei terreni destinati alle opere autostradali della SPV. Si tratta di un nuovo fatto gravissimo di DISASTRI AMBIENTALI, di DANNI ERARIALI, di TRUFFE AGGRAVATE (dovuti all’ insostenibile progetto tecnico, economico e finanziario chiamato SUPERSTRADA PEDEMONTANA VENETA) CHE SONO STATI ESPOSTI AL PROCURATORE DELLA REPUBBLICA DI VENEZIA BRUNO CHERCHI lo scorso 11 Dicembre con il formale deposito di una memoria firmata da 1541 cittadini Veneti e 20 Associazioni Ambientaliste alla presenza di alcuni rappresentanti parlamentari e regionali del M5S e del PD. Un’opera disastrosa per tutti i principali assetti idrogeologici del Veneto, e per i contribuenti che dovranno fronteggiare una spesa finale, secondo molti, di dimensioni molto superiori a quella dello stesso MOSTRUOSO, FALLIMENTARE MOSE… La redazione di D.N.A. Rinascimenti chiede a tutti i movimenti ambientalisti veneti di sostenere straordinariamente, con continuità e sempre senza alcuna violenza, le attività dei comitati NO PEDEMONTANA VENETA. Intimando, in ogni modo lecito, al “NUOVO ERODE”, di sospendere immediatamente tutte le grandi opere che, dissestando ed uccidendo irreversibilmente i principali ecosistemi naturali… di fatto perpetuano le STRAGI DEGLI INNOCENTI (vedi Pfas e Pfoa nel sangue di oltre 300.000 Famiglie abitanti nel primo tratto della Pedemontana in Valdagno) se non la completa invivibilità delle terre, delle arie, delle acque e degli alimenti dell’INTERO VENETO.

Per la Redazione di DNA Rinascimenti, Massimo Marco Rossi, 16 gennaio 2018 ore 23.20.

INTERVENIRE CON URGENZA SU EMERGENZA DALLE DIMENSIONI ESTREMAMENTE PREOCCUPANTI

Roma, 16 gennaio 2018 – La strategia contro la plastica dell’Unione Europea è un primo e importante passo per combattere uno dei drammi che caratterizzano la nostra civiltà, ossia la plastica, il terzo materiale umano più diffuso sulla terra dopo acciaio e cemento. Purtroppo, l’orizzonte del 2030 appare un po’ troppo lontano rispetto ad una vera e propria emergenza che sta assumendo, giorno dopo giorno, dimensioni estremamente preoccupanti e sulla quale bisogna intervenire con urgenza. Dagli anni ‘50 ad oggi, con l’avvio della grande diffusione dell’uso della plastica, abbiamo prodotto 8,3 miliardi di tonnellate di plasticagettandone in natura circa 6,3 miliardi. È come se ogni abitante della Terra trascinasse con sé circa una tonnellata di plastica. Il 79% di questa è finita nelle discariche e in tutti gli ambienti naturali contaminando aree remote come i ghiacci polari fino le grandi fosse marine a 10 km di profondità. Specie simbolo, come tartarughe marine e balene, sono le vittime più evidenti, ma la tossicità dei rifiuti plastici in mare sta contaminando anche le catene alimentari che arrivano fino alla nostra tavola. Il WWF da tempo lavora per informare ed educare su questo tema decisivo per il futuro nostro e del pianeta: senza aspettare l’entrata in vigore delle nuove norme, infatti, da subito tutti possono impegnarsi per ridurre il proprio impatto adottando stili di vita ‘zero plastica’. Le alternative ci sono già e il mercato stesso offre soluzioni sempre nuove ogni giorno: dalla riduzione degli imballaggi al refill di cosmetici e prodotti per la casa.

Roma, 16 gennaio 2018 – Il WWF Italia plaude all’iniziativa della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere (Caserta) che ha dettato le “linee guida” per i servizi antibracconaggio delle forze dell’ordine. L’uccisione o la detenzione illecita di animali selvatici (attività meglio conosciute come “bracconaggio”), sono reati puniti con sanzioni penali che mettono in pericolo la natura, gli animali e la legalità. L’iniziativa della Dottoressa Troncone è ancora più importante ed apprezzabile in considerazione del difficile territorio difficile in cui opera. Agli illeciti venatori già gravi, tanto che l’area del casertano è considerata tra i “black spot” del bracconaggio in Italia, si aggiungono, infatti, altri illeciti come abusi edilizi, uso di armi illegali ed altri sempre legati ai reati venatori. Lo stesso Piano nazionale per la lotta al bracconaggio ricorda che “… Nel casertano il prelievo illegale degli uccelli acquatici viene praticato, ad esempio, su terreni riconducibili a clan camorristici”. Resta ancora impresso nella memoria come un caso eclatante delle attività antibracconaggio l’operazione svolta dai Carabinieri del Noe del 2005, denominata “volo libero”, che portò all’arresto di 11 persone, il sequestro di 100 ettari di terreni e di 20 capanni abusivi affittati dalla locale criminalità a migliaia di euro l’anno, veri bunker di cemento da cui si sparava illegalmente a migliaia di uccelli selvatici protetti. Il WWF Italia, che, la scorsa estate, ha sottoscritto proprio con il Procuratore Capo Maria Antonietta Troncone, su iniziativa della stessa, un “Protocollo d’intesa in materia ambientale”, e le Guardie volontarie del WWF ringraziano e ribadiscono la piena disponibilità ad ogni forma di collaborazione per combattere i “crimini di natura” oltre che per attività di educazione alla legalità e al rispetto di animali ed ambiente.