Feeds:
Articoli
Commenti

LA TUTELA DELL’AMBIENTE E IL DIRITTO ALLA SALUTE NON SONO VALORI NEGOZIABILI.

Roma, 4 febbraio 2023 – In merito alla realizzazione del rigassificatore nel Porto di Piombino WWF Italia e Greenpeace Italia hanno in più occasioni espresso, da un lato, una profonda e motivata preoccupazione per gli impatti su ambiente e salute umana, dall’altro, la ferma contrarietà alla scelta di continuare a rendere l’Italia ancora più dipendente dalle fonti fossili. La transizione ecologica non è più rinviabile perché o viene attuata ora o sarà troppo tardi. Realizzare nuove infrastrutture per le fonti fossili è un errore sul piano strategico perché contrasta in modo netto con il percorso di decarbonizzazione, e rappresenta inoltre un errore anche sul piano procedurale perché il ricorso ad una procedura iper-semplificata con annessa gestione commissariale per un simile impianto non trova giustificazione visti i potenziali impatti e la pericolosità della collocazione prevista. “Dopo aver esaminato con i nostri esperti la copiosa documentazione tecnica depositata agli atti del processo amministrativo, i nostri timori per l’impatto che l’opera avrà sulla salute umana e sull’ambiente ci sembrano ulteriormente fondati – dichiarano il Presidente del WWF Italia, Luciano Di Tizio, e il Presidente di Greenpeace Italia, Ivan Novelli -. In primis è mancata la valutazione dei rischi per l’ambiente (ad iniziare dalla VIA) e per le persone, soprattutto di un’intera fase della vita dell’opera, quella off-shore, il che è certamente preoccupante. Scarsissima attenzione è stata prestata inoltre allo studio delle emissioni e degli inquinanti, che pure avrebbero meritato maggiori approfondimenti istruttori, come peraltro sottolineato dallo stesso Istituto Superiore di Sanità e dall’ISPRA. Riteniamo che la protezione dell’ambiente e della salute umana non possano mai assumere un valore recessivo né negoziabile rispetto all’emergenza. Da qui, il nostro intervento ad adiuvandum nel ricorso presentato dal Comune di Piombino: intervento che in questi giorni è stato predisposto e notificato su nostro mandato dallo Studio legale dell’Avv. Andrea Filippini”. WWF e Greenpeace non si sono mai sottratti al dibattito con gli organi chiamati a compiere queste scelte strategiche intervenendo anche in fase di Valutazione di Incidenza Ambientale. Ma sicuramente la scelta del commissariamento non ha aiutato il confronto finendo anzi per arrivare ad imporre la scelta del rigassificatore nonostante la forte contrarietà del territorio dimostrata dal ricorso del Comune di Piombino e dalle numerose manifestazioni ed eventi organizzati dai cittadini. In particolare il WWF ha evidenziato le problematiche legate agli impatti delle opere a terra del rigassificatore rispetto al sito “Padule Orti-Bottagone” classificato come Zona Speciale di Conservazione e Zona di Protezione Speciale della Rete Natura 2000 dall’Unione Europea, designato come Important Bird Area, candidato a diventare zona Ramsar e in buona parte sovrapposto alla Riserva Naturale Regionale “Padule Orti-Bortagone” che rientra nella rete delle Oasi WWF in base a un accordo per attività di gestione e conservazione della biodiversità sottoscritto dal WWF e dalla Regione Toscana. Abbiamo sottolineato come qualsiasi intervento sul sito meritasse la massima cautela, al fine di rispettare i valori di biodiversità che esso contiene e gli impegni assunti al riguardo dall’Italia a livello europeo ed internazionale: una cautela che, purtroppo, è mancata nella valutazione dei possibili effetti sulla fauna, nella corretta ponderazione dell’impatto delle emissioni sonore e delle polveri, nella superficiale analisi condotta circa gli effetti su almeno due corsi d’acqua presenti nel sito, come il Fosso Cosimo e il Fiume Cornia.

Questo comunicato stampa è inviato dall’Ufficio Stampa del WWF Italia a nome di Greenpeace Italia e WWF Italia.

Pubblicità

proiezione

IL TRIBUNALE DI NAPOLI RICONOSCE LA RICETTAZIONE DEI DATTERI DI MARE, CONDANNE FINO A SEI ANNI. Soddisfazione del WWF: “Bracconaggio fenomeno sempre più diffuso e redditizio, premiato il grande sforzo delle autorità investigative”. Roma, 3 febbraio 2023 #StopWildlifeCrime

Con una sentenza emessa ieri, 2 febbraio 2023, il Tribunale di Napoli ha condannato due soggetti coinvolti nella vasta operazione che ha portato, nel 2021, a sgominare una fitta rete criminale dedita alla pesca illegale e alla commercializzazione di datteri di mare e che ha accertato la distruzione di enormi porzioni di fondale marino nell’area del Golfo di Napoli e dei faraglioni di Capri (Link al comunicato del 2021). Dopo le dure condanne inflitte lo scorso anno ai pescatori/fornitori (qui il comunicato del 2022),  questa pronuncia coinvolge un ulteriore anello della filiera criminale, quello degli intermediari e i rivenditori, quindi le pescherie, che vendevano sotto banco il prodotto illegale che all’ingrosso raggiungeva cifre di circa 40 euro al chilo, arrivando a superare i 100 euro al dettaglio. Gli imputati sono stati condannati a pene di quattro e sei anni di reclusione e al pagamento del risarcimento e delle spese processuali a favore delle parti civili, tra cui vi è il WWF Italia, assistito dall’Avv. Andrea Franco.  “Si tratta di una sentenza storica – afferma il WWF Italia – perché finalmente si riconosce il bracconaggio come un fenomeno che, per gli enormi volumi d’affari illeciti generati, è svolto da soggetti organizzati in maniera professionale. Il Tribunale di Napoli, grazie al grande apporto della Procura e in particolare del dott. Giulio Vanacore che ha coordinato le fasi di indagini e l’accusa nei vari filoni processuali, ha dunque scardinato una diffusa visione, erroneamente riduttiva, dei crimini contro la fauna selvatica, considerati reati minori perché non valutati nella loro complessità, quali fenomeni idonei a coinvolgere, oltre agli aspetti ambientali e legati alla salute umana, anche quelli economici. Grande merito deve essere riconosciuto anche alle forze di Polizia, in particolare alla Guardia Costiera e alla Guardia di Finanza. E’ necessario però, che il Parlamento e il Governo forniscano alle Autorità inquirenti e giudicanti strumenti più idonei per contrastare efficacemente questi odiosi crimini, sia a livello normativo, sia in termini di uomini e mezzi. Importante anche che si investa nella formazione e nella sensibilizzazione dell’opinione pubblica, che troppo spesso non riconosce la portata lesiva di alcune condotte illecite”. La pesca dei datteri di mare è un fenomeno grave e diffuso. Secondo il report WWF “Il danno invisibile dei crimini di natura” realizzato nell’ambito del progetto Life SWiPE, dal 2015 al 2020 la Guardia Costiera ha disposto il sequestro di oltre due tonnellate di datteri di mare illecitamente pescati. Il Progetto LIFE SWiPE, di cui WWF Italia è partner, nasce per migliorare il contrasto ai crimini di natura, tramite la collaborazione diretta con magistrati, rappresentanti delle forze dell’ordine, e con tutti coloro i quali hanno un ruolo attivo nelle azioni di investigazione e contrasto dei crimini contro la fauna selvatica.  

passeggiata

ENPA, LAC, LAV LEGAMBIENTE LIPU E WWF ITALIA: “CONFERMATE NOSTRE PREOCCUPAZIONI: SCELTE FILOVENATORIE DEL GOVERNO MELONI METTONO L’ITALIA A RISCHIO INFRAZIONE. SI CAMBI IMMEDIATAMENTE ROTTA”. Roma, 1 febbraio 2023

La Commissione Europea, Direzione Generale Ambiente, ha inviato all’Italia una lettera dai toni perentori in merito all’approvazione dell’emendamento “caccia selvaggia” con cui Governo e Parlamento hanno reso possibile di consentire ai cacciatori di abbattere gli animali selvatici anche nelle aree protette e nei periodi in cui la caccia è vietata. La Commissione ha in primo luogo richiamato l’attenzione sulla necessità che le autorità italiane rispettino gli obblighi di tutela derivanti dalle direttive Habitat e Uccelli ed ha successivamente formulato domande molto specifiche alle quali il Governo dovrà dare risposte entro le prossime quattro settimane. “La lettera della Commissione è una conferma di quanto abbiamo denunciato – dichiarano associazioni ENPA, LAC, LAV, LEGAMBIENTE, LIPU e WWF Italia – Questa norma si pone in aperto contrasto sia con le direttive europee, sia con la Costituzione italiana e rende concreto il rischio di attivazione di una procedura di infrazione che peserà sulle tasche di tutti gli italiani. La portata di questa lettera va oltre l’ormai famoso emendamento “caccia selvaggia” e coinvolge l’intero approccio filo venatorio del Governo e di molte Regioni che porta ogni anno all’approvazione di calendari venatori che dopo essere impugnati dalle associazioni ambientaliste vengono puntualmente dichiarati illegittimi dai giudici amministrativi per violazione dei principi di tutela ambientale. È giunto il momento che la politica cambi radicalmente rotta, si occupi della tutela costituzionale dei beni comuni e non continui a farsi dettare l’agenda dai cacciatori e degli armieri. Tra le norme messe in evidenza dalla Commissione, vi sono l’art. 12 della direttiva Habitat e l’art. 5 della Direttiva Uccelli che prescrivono agli Stati membri l’obbligo di adottare misure che vietino non solo di uccidere o catturare le specie protette ma anche di arrecare disturbo, in particolare durante i periodi di riproduzione, di dipendenza, di ibernazione e di migrazione. Aprire la caccia, mascherata da controllo, anche nelle aree protette, comprese quelle della rete europea Natura 2000 e nei periodi di divieto, vuol dire evidentemente, ridurre i livelli di protezione degli habitat e delle specie così come delineati dalle Direttive e dai Trattati europei. Per queste ragioni la Commissione Europea ha chiesto all’Italia di indicare, in maniera specifica e concreta, come le nuove regole garantiranno il rispetto delle norme sopra richiamate nonché dell’articolo 6 della direttiva Habitat e quindi delle misure di conservazione indicate nei singoli siti protetti sulla base delle esigenze specifiche di ciascun sito. Fondamentale, inoltre, il richiamo all’articolo 7 della direttiva Uccelli secondo cui la caccia può essere esercitata solo nel rispetto dei principi della saggia utilizzazione e della regolazione ecologicamente equilibrata delle specie animali oggetto di prelievo e che vieta espressamente la caccia durante il periodo di nidificazione, riproduzione e dipendenza e ritorno al luogo di nidificazione per le specie migratrici. Cosa che le regioni, ad oggi, non stanno affatto facendo, da cui, appunto, questo primo importante monito europeo.

Comunicato stampa inviato da Ufficio stampa WWF Italia in nome e per conto delle Associazioni citate.

WWF: SOLO NEGLI ULTIMI 50 ANNI NEL MONDO PERSO IL 35% DELLE ZONE UMIDE. Fiumi, torrenti paludi, stagni, laghi e torbiere offrono numerosi servizi ecosistemici fondamentali e svolgono un ruolo cruciale nella regolazione del clima, per questo è necessario recuperare, ripristinare e ampliare tali aree. Dal 2 febbraio tanti appuntamenti nelle Oasi WWF per scoprire il valore delle Zone Umide. Roma, 1 febbraio 2023 –

QUI gli eventi WWFhttps://www.wwf.it/cosa-facciamo/eventi/.

Cartella – https://www.dropbox.com/sh/8dbjghf8fkntudw/AAC_FHB8QEbqBhlggnZk4vAFa?dl=0%20.

Lagune, fiumi, stagni, laghi, paludi, torbiere: sono le wetlands, aree chiave per la biodiversità e per la regolazione del clima. Per raccontare il valore di queste zone che svolgono servizi ecosistemici essenziali alla nostra sopravvivenza,  giovedì 2 febbraio si celebra la Giornata mondiale delle Zone Umide (World Wetlands Day, WWD), data che ricorda l’adozione della Convenzione omonima per la loro tutela, firmata il 2 febbraio 1971 nella città iraniana di Ramsar. La rete di acque dolci e salmastre che abbraccia il pianeta è come un vero e proprio sistema linfatico che distribuisce nutrimento, filtra e purifica, rende disponibile in condizioni climatiche avverse l’acqua necessaria a dissetare e accogliere una straordinaria biodiversità. Purtroppo questa rete di vita è stata cancellata in gran parte. Secondo le Nazioni Unite il pianeta ha perso ad oggi più dell’85% di questi ecosistemi. Recuperare, ripristinare ampliare le zone umide è il focus della giornata mondiale di quest’anno, in perfetta sintonia con gli obiettivi della decade delle Nazioni Unite su “Ecosystem restoration (2021-2030)”, della Strategia Europea per la biodiversità per il 2030 e della proposta di “Restoration Law” ora in discussione in sede europea. Dopo le grandi bonifiche attuate tra la seconda metà dell’ottocento e la prima del novecento, un ulteriore 35% di zone umide è stato perso nel mondo solo negli ultimi 50 anni. Si tratta di una perdita enorme che ha messo in crisi la biodiversità di questi habitat: non è un caso che tra i gruppi faunistici più minacciati ci siano le cozze d’acqua dolce (molluschi bivalvi), i gamberi d’acqua dolce (crostacei), le libellule (odonati), i pesci d’acqua dolce e gli anfibi tutti gruppi strettamente legati alla sorte delle acque interne. Le popolazioni di vertebrati delle acque dolci sono crollate dell’83%.

IL RUOLO DELLE ZONE UMIDE – Le zone umide offrono numerosi fondamentali servizi ecosistemici, come la regolazione dei fenomeni idrogeologici, attenuando gli effetti delle piene dei fiumi. Le wetlands favoriscono la ricarica delle falde acquifere, sono naturali “trappole per nutrienti”, riducendo il carico organico derivante soprattutto dalle attività agricole e zootecniche. Lagune e laghi costieri sono importanti per l’itticoltura o la molluschicoltura e sono habitat essenziali per la riproduzione dei pesci e di conseguenza per la pesca. Le zone umide sono fondamentali per la fissazione del carbonio presente nella biosfera, con conseguente mitigazione degli effetti del cambiamento climatico. Ma l’aspetto più significativo è rappresentato dalla grande biodiversità caratteristica di questi habitat, tra i più ricchi in assoluto insieme alle barriere coralline e alle foreste tropicali.

LE AZIONI DEL WWF PER PROTEGGERE LE ZONE UMIDE – Il WWF Italia è fortemente impegnato a proporre e realizzare progetti per la riqualificazione e tutela delle zone umide che possano essere replicati nel resto del Paese. Il grande progetto di rinaturazione del Po, che prevede il recupero di molte zone umide perifluviali, è stato proposto da WWF e ANEPLA e inserito nel PNRR dal Ministero dell’Ambiente per 357 milione di euro; è il primo importante esempio di progetto integrato che coinvolge diverse regioni e che potrebbe e dovrebbe essere replicato e adattato ad altri grandi fiumi, o porzioni di essi, come Adige, Arno, Tevere, Garigliano, Volturno e tanti altri. Il WWF insieme alle Università di Parma, Ferrara e Urbino ha predisposto una proposta per l’abbattimento dei nitrati in eccesso da promuovere, insieme ad agricoltori e consorzi di bonifica, nelle aree più vulnerabili, attraverso un’attenta gestione della rete idrica superficiale e la riqualificazione e l’ampliamento delle zone umide relitte. Infine nelle numerose Oasi WWF in questi ultimi anni, anche a seguito della campagna “ONE Million Ponds” e di progetti Life, come “Gestire 2020”, sono stati realizzati centinaia piccoli stagni per anfibi, invertebrati e per molte specie di piante acquatiche divenute ormai rare in natura.

ALLEATI CONTRO IL CAMBIAMENTO CLIMATICO – Le Zone Umide, in particolare quelle costiere, se in buona salute perché difese e ripristinate, diventano un potente alleato per fronteggiare i cambiamenti climatici. Riescono a catturare carbonio perché, come delle ‘batterie naturali’, lo accumulano nella loro biomassa e poi nei sedimenti ad un tasso di 10-20 volte rispetto al potenziale delle foreste boreali o temperate. Se al contrario, le Zone Umide vengono distrutte, non solo si arresta l’assorbimento di carbonio, ma questo viene emesso in atmosfera peggiorando così le emissioni di gas serra. Ecco qualche numero sui benefici di questi ambienti, a partire dalla posidonia che cresce anche al largo degli acquitrini. Questa, oltre ad essere un’incubatrice naturale della vita sommersa, protegge dall’erosione costiera e assorbe carbonio. Le Aree umide costiere sequestrano dai 100 ai 200 g di CO2 per metro cubo all’anno; ogni ettaro di palude costiera ripristinata equivale al sequestro di 1000-2000 kg di CO2 l’anno, mentre le torbiere riescono a stoccare il 30% di tutto il carbonio terrestre coprendo appena il 3% della superficie del pianeta. Questi ambienti accumulano il doppio di quanto faccia l’insieme di tutti i sistemi forestali.

GLI APPUNTAMENTI WWF PER LA GIORNATA DELLE ZONE UMIDE

Umbria

Oasi WWF Lago di Alviano (Terni)Domenica 5 febbraio, dalle ore 9:00, all’Oasi WWF Lago di Alviano sarà possibile partecipare a due differenti attività di birdwatching fuori sentiero, mentre dalle 11:00, grazie all’utilizzo di un microscopio, i partecipanti potranno scoprire tutte le forme di vita racchiuse in una goccia d’acqua.

Friuli-Venezia Giulia

Per celebrare la giornata delle zone umide, domenica 5 febbraio dalle 9.00 presso il Biotopo Naturale dei Laghetti delle Noghere a Muggia (in provincia di Trieste), il WWF Trieste ha organizzato un’escursione didattica con il naturalista Enrico Benussi per comprendere la tipicità del luogo e le sue caratteristiche. Subito dopo si passerà all’azione con un’attività di raccolta dei rifiuti nella zona circostante.  

Toscana

Oasi WWF Lago di BuranoSabato 4 febbraio l’appuntamento è alle ore 16:00 all’Oasi WWF Lago di Burano (Capalbio Scalo), dove si potrà seguire l’incontro dal titolo “Il fenomeno rosa: perché è importante leggere gli anelli dei fenicotteri” condotto da Marco Scutellà, ornitologo e specialista di fenicotteri.

Oasi WWF Laguna di Orbetello – Per tutta la giornata di domenica 5 febbraio, l’Oasi WWF di Orbetello sarà aperta alle visite: durante la mattina si terrà una visita guidata lungo il Sentiero Natura della laguna di Orbetello, mentre nel pomeriggio la visita guidata proseguirà al Sentiero del Bosco di Patanella. La prenotazione è obbligatoria alla mail: oasiorbetello@wwf.it.

Abruzzo

Oasi WWF Lago di Serranella, Centro VisiteGiovedì 2 febbraio, alle ore 15.30/16.30, dal Centro Visite dell’Oasi WWF Lago di Serranella, in località Brecciaio, si terrà una breve escursione sull’importanza delle zone umide e l’osservazione guidata dell’avifauna.

Domenica 5 febbraio la giornata inizia alle ore 8.30/9.30 sempre presso il Centro Visite dell’Oasi con un’osservazione guidata dell’avifauna. Si prosegue alle 10.00/12.30 all’ingresso Scosse, Altino (CH) con una escursione didattica lungo il percorso delle Lanche all’interno delle aree riqualificate. Alle ore 15.30/16.30, sempre da Centro Visite dell’Oasi WWF Lago di Serranella si potrà partecipare ad un’altra osservazione guidata dell’avifauna.

Puglia

Oasi WWF Le Cesine – All’Oasi WWF Le Cesine tre appuntamenti che consentiranno di vivere da protagonisti alcune delle attività quotidiane di conservazione della natura. Si parte giovedì 2 febbraio alle ore 10 con una escursione fotografica, attività rivolta ad appassionati di fotografia naturalistica.

Sabato 4 febbraio alle 8,30 si potrà partecipare ad una mattinata di osservazioni dell’avifauna.

Domenica 5 febbraio la visita guidata alle 10,00 consentirà di conoscere caratteristiche ed azioni di conservazione delle zone umide.

Veneto

Oasi WWF Valle Averto (VE)Sabato 4 Febbraio si organizzano visite guidate nella Riserva Naturale Statale Oasi WWF di Valle Averto, zona di importanza internazionale ai sensi della Convenzione di Ramsar. Oltre ad osservare la flora e la fauna si parlerà dei risultati del progetto LIFE FORESTALL finanziato dalla UE.

Lazio

In occasione della Giornata Mondiale delle Zone Umide il WWF Roma e Area Metropolitana organizza due giornate per osservare l’avifauna presente in questi preziosi ambienti. Le prime due sono dedicate agli ‘ospiti invernali’ dell’Oasi WWF Vasche di Maccarese, a Fiumicino, e si terranno domenica 5 e 19 febbraio. Numero massimo di partecipanti 15. Prenotazione obbligatoria inviando una mail a roma@wwf.it

Lombardia

Oasi Levadina, San Donato MilaneseSabato 4 febbraio dalle ore 15:00 apertura e visite guidate all’Oasi WWF Levadina, coordinate da volontari del WWF sud Milano, con particolare attenzione alle zone umide presenti nell’area naturalistica.

Sicilia

Giovedì 2 febbraio dalle 18:00 ci sarà un incontro presso la sede del WWF Sicilia, in Via Malaspina 27 a Palermo, dove si parlerà del Fiume Oreto. Anche quest’anno il WWF Sicilia Nord Occidentale organizza alcuni eventi tra cui quello principale di sabato 4 febbraio, d’intesa con il “Forum del Contratto di Fiume e di Costa Oreto”, che prevede una passeggiata naturalistica alle origini del fiume Oreto, l’alta valle dell’Oreto ovvero le sorgenti del torrente Sant’Elia. Gli eventi si chiuderanno domenica 5 febbraio con un’escursione riservata ai soci WWF presso i gorghi di Ficuzza.

E’ ALLARME SICUREZZA. WWF: “INACCETTABILE ESCALATION DI MORTI E FERITI”. INTERVENGA PIANTEDOSI, ABOLIRE BRACCATA E AUMENTARE VIGILANZA

La politica continua a farsi dettare l’agenda dalle associazioni venatorie. Roma, 30 gennaio 2023

Domani, 31 gennaio, dopo oltre 4 mesi di caccia, arriva finalmente la chiusura generale della stagione venatoria 2022/23. Purtroppo in molte regioni le doppiette non si fermeranno perché una serie di deroghe e prolungamenti dei periodi di caccia consentiranno di continuare ad abbattere determinate specie anche nelle prossime settimane. Oltre ai milioni di animali uccisi, la stagione di caccia è stata segnata da un numero alto e inaccettabile di morti e feriti. Emblematico il caso dell’Umbria, la regione a più alta densità di cacciatori, dove solo nel mese di gennaio 2023, sono morte due persone durante lo svolgimento delle attività di caccia (in un caso le autorità stanno indagando per un presunto omicidio volontario). “Non si tratta di fatalità – dichiara il WWF – ma di episodi gravi che vengono spesso sottovalutati nonostante il loro ripetersi. Il settore della caccia rappresenta un centro di potere e la politica, a livello regionale e nazionale, continua a farsi dettare l’agenda dalle associazioni venatorie, finanziate con soldi pubblici e supportate dalla potente lobby delle armi. I rappresentanti del mondo venatorio eletti nelle istituzioni operano secondo precise direttive sposando totalmente le richieste delle associazioni venatorie che pretendono e ottengono, ogni anno, sempre maggiori favori, da ultima la possibilità di intervenire con le doppiette anche nelle aree protette e nei centri urbani grazie ad un emendamento votato nell’ultima Legge di bilancio. In altri termini: più caccia meno controlli”. Tutto questo a scapito della biodiversità, sempre più minacciata, e della sicurezza dei cittadini privati della libertà di frequentare aree verdi e addirittura i terreni di loro proprietà, senza rischiare di essere impallinati. Ma questa deregulation è un problema anche per gli stessi cacciatori che, attraverso un sistema fondato sull’autogestione e consapevoli della scarsità di controlli presenti sul territorio, esercitano la caccia in maniera sempre meno prudente e rispettosa delle regole. Questo accade soprattutto per la caccia al cinghiale che prevede l’utilizzo di armi molto potenti e che nella maggior parte dei casi viene esercitata con la tecnica della “braccata”, una modalità di caccia collettiva che, oltre ad avere impatti devastanti per la natura e a provocare il proliferare incontrollato dei cinghiali, è la causa della gran parte dei cosiddetti incidenti di caccia.  “In questo quadro – conclude il WWF – l’atteggiamento del Governo è ingiustificabile perché antepone la sicurezza di tutti alle richieste di una minoranza (oggi si calcola che in Italia esercitano la caccia circa 500.000 persone, sempre meno e sempre più anziane). Eppure quotidianamente esponenti della maggioranza che sostiene il Governo continuano ad usare toni allarmistici quando trattano argomenti come la presenza del lupo, indicato come una minaccia e un pericolo. Tacciono invece sulle decine di morti e feriti (nella precedente stagione 2021/22 sono stati 90 secondo l’Associazione Vittime della caccia) e l’illegalità diffusa che annualmente la caccia porta con sé. Il WWF chiede al Governo, e in particolare al Ministro dell’Interno Piantedosi, di intervenire, aumentando la vigilanza venatoria, oggi quasi del tutto assente, promuovendo l’aumento delle sanzioni, oggi ridicole e prive di efficacia deterrente, e abolendo la caccia in braccata”.

filmato serata lupo

libro