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Save The Date – Roma, 13 dicembre 2017. Sabato 16 dicembre, ore 18,00. Sala conferenze di Palazzo Nervegna, Brindisi. 

Il WWF insieme ai cittadini di Brindisi intende farsi promotore dell’inizio di una nuova era per un territorio naturalmente vocato allo sviluppo pulito e rinnovabile. Dopo la Strategia Energetica Nazionale che ha fissato l’obiettivo per l’Italia dell’uscita dal carbone entro il 2025, il WWF vuole discutere delle nuove prospettive per i cittadini e il territorio brindisino, vuole proporre soluzioni e chiedere un impegno visibile e concreto a favore di un radicale e tempestivo cambio di rotta, ponendo fine alle produzioni inquinanti risanando l’area, e avviando così un nuovo processo dove finalmente si possa incoraggiare l’occupazione. Per questo, sabato 16 dicembre alle ore 18, l’Associazione invita cittadini e stampa al convegno “Accelerare l’uscita dal carbone: il caso Brindisi, 24 anni di danni alla salute e al clima”, dove insieme ad esperti del settore il WWF farà il punto dei danni sanitari provocati dalla centrale a carbone Federico II di Brindisi e condividerà idee per uscire immediatamente dal carbone e garantire una transizione equa verso lo sviluppo sostenibile. Tra i relatori che interverranno al convegno: Cristina Mangia, ricercatrice CNR, Massimiliano Varriale, consulente energia WWF, Luca Ghezzani, segretario ISDE Brindisi e Ordine dei Medici Brindisi e in video Matteo Ceruti, legale di WWF e Ugo Taddei, legale di Client Earth, la no profit con sede a Bruxelles insieme alla quale il WWF ha avviato una causa contro l’Autorizzazione Integrata Ambientale concessa a luglio scorso alla Centrale di Brindisi.  Il convegno sarà preceduto alle 16:00 da una manifestazione in bicicletta per protestare contro l’utilizzo del carbone, che percorrerà le vie del centro con dei palloncini neri che simboleggeranno una nuvola di anidride carbonica emessa dalla centrale di Brindisi.

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A FINE DICEMBRE PARTE IL BANDO AL COMMERCIO INTERNO DI AVORIO IN CINA

Roma, 13 dicembre 2017Cartella multimediale con immagini e approfondimenti.

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In vista dello storico bando sul commercio interno di avorio in Cina che prenderà il via alla fine del mese, un’indagine condotta da TRAFFIC e WWF ha rivelato che il bando ha un diffuso consenso da parte della maggioranza dei consumatori intervistati e che verosimilmente ridurrà in maniera sostanziale l’acquisto di prodotti in avorio. Tuttavia, molti cittadini non sono ancora a conoscenza dell’imminente messa al bando. Il bando è stato accolto dalla comunità internazionale come un passaggio cruciale che, se correttamente applicato, aiuterà a fermare il bracconaggio ed invertire il declino delle popolazioni di Elefante africano. Quest’anno, TRAFFIC e WWF hanno commissionato a GlobeScan, un’agenzia di consulenza indipendente, la più grande indagine mai condotta sui consumatori di avorio, per comprendere la natura del consumo di avorio in 15 città i cui mercati sono tra i più attivi in Cina. La ricerca ha rivelato che l’acquisto di avorio è crollato negli ultimi tre anni in città come Pechino e Chengdu, dove le regolamentazioni sono più rigide e dove c’è più consapevolezza dell’imminente messa al bando. Tuttavia, il mercato dell’avorio si è spostato dalle città metropolitane a centri più piccoli, e tale spostamento nella domanda potrà continuare in futuro. Ma dallo studio sono emersi altri importanti risultati:

  • Solo il 19% degli intervistati ricordava spontaneamente l’esistenza di regole sul commercio d’avorio. Il 46% le ricordava quando sollecitati.
  • L’86% degli intervistati, una volta messi a conoscenza, ha dichiarato di supportare il bando dell’avorio.
  • Più della metà di coloro che in passato avevano acquistato prodotti in avorio ha smesso di acquistarli, la maggior parte dei quali negli ultimi tre anni, ma la richiesta di avorio rimarrà per alcune categorie demografiche.
  • Coloro i quali viaggiano all’estero in passato hanno comprato significativamente più avorio di coloro i quali non viaggiano.

La ricerca ha avuto lo scopo di identificare i fattori che influenzano il consumo di avorio, gli atteggiamenti delle persone riguardo alla messa al bando del commercio di avorio nel mercato interno, e la percezione dei consumatori riguardo ai messaggi della campagna. I risultati dell’indagine sono stati pubblicati da TRAFFIC e WWF nel nuovo report “Demand under the Ban: China ivory consumption research 2017.” (“La domanda ai tempi del bando: indagine 2017 sul consumo di avorio in Cina”). “La Cina ha dimostrato una forte leadership su questo pressante tema, in una regione flagellata dal commercio illegale di fauna selvatica, che è esacerbato dal mercato legale. È un grande passo ed un grande impegno per assicurare un futuro all’elefante africano. Tuttavia, è chiaro che i prossimi mesi saranno assolutamente critici per l’applicazione effettiva del bando e la sua comunicazione”dichiara Margaret Kinnaird, WWF Wildlife Practice Leader“Siamo fiduciosi che chiudendo le porte del più grande mercato legale di avorio, inizieremo il 2018 un passo più vicini a creare un mondo in cui la domanda di avorio è fortemente ridotta”. L’indagine mostra come molti consumatori abbiano ancora scarsa conoscenza del tema della legalità nell’ambito del marcato dell’avorio. Migliorare la comprensione e la conoscenza sulla messa al bando del commercio dell’avorio è pertanto essenziale e consentirà di orientare i messaggi rivolti ai consumatori per cambiare gli atteggiamenti nei confronti dell’avorio, basati su dati concreti.

Roma, 12 dicembre 2017

Il presidente francese Emmanuel Macron celebra il secondo anniversario dell’approvazione alla COP21 dell’Accordo globale sul Clima di Parigi, ospitando il “One Planet Summit”. L’obiettivo del vertice (e degli eventi correlati che si tengono tra l’11 e il 13 dicembre) è quello di dare slancio all’azione per il clima, in particolare per quel riguarda la finanza climatica, sia gli investimenti nell’economia decarbonizzata che gli aiuti ai Paesi più vulnerabili, inclusi quelli per l’adattamento. Per il WWF la necessità di un’azione sul clima non è mai stata così urgente e improcrastinabile. Per il WWF iniziative come il Summit ospitato dal Presidente Emmanuel Macron, rappresentano occasioni importanti per tenere alti l’impegno dei leader, la volontà politica, la portata e la velocità delle azioni per il clima di tutti gli attori, dai governi alle aziende, dagli investitori alle città. Questo è fondamentale se vogliamo limitare il riscaldamento entro 1,5° C ed evitare i peggiori impatti del cambiamento climatico.

Il WWF si aspetta che il Summit fornisca l’impulso necessario per:

  • Spostare miliardi di investimenti dai combustibili fossili alle energie rinnovabili, assicurando una vera e propria leadership in tal senso nelle politiche pubbliche e accelerando l’attuazione della raccomandazione della task force sulle informazioni finanziarie legate al clima (TCFD) che consentono una migliore comprensione dei rischi di ignorare l’ambiente e, ancora più importante, aiutano le imprese a comprendere i benefici economici derivanti dall’investimento in un ambiente sano.
  • Impegnare le finanze pubbliche, attraverso banche multilaterali e bilaterali di sviluppo, per allineare i loro portafogli con un futuro “ben al di sotto dei 2° C”, con un approccio equilibrato tra mitigazione e adattamento.
  • In vista del 2018 e della potenziale revisione degli impegni dei singoli Paesi (NDC), ottenere un rinnovato impulso politico per la nuova leadership climatica allineata con l’obiettivo di limitare il riscaldamento globale “ben al di sotto” di 2° C, in particolare dai leader della UE.
  • Mirare al carbonio zero entro la metà del secolo, anche fissando il budget di carbonio e le traiettorie settore per settore, nonché azioni a breve termine per eliminare il carbone e introdurre le energie rinnovabili.

La presenza al Summit di 200 investitori istituzionaliche rappresentano circa 26 mila miliardi di dollari e il loro impegno a porre sotto pressione le grandi corporation dei combustibili fossili fanno ben sperare. Molti sono gli annunci in corso, particolarmente rilevante quello della Banca mondiale che si impegna a non finanziare più la ricerca e l’estrazione di petrolio e gas dopo il 2019. Le raccomandazioni della task force sulle informazioni finanziarie relative al clima (TCFD) consentono di creare il collegamento tra le questioni ambientali e la stabilità finanziaria. Fornisce, inoltre, orientamenti concreti e molto pratici sulla governance dei rischi legati al clima. Per questo il WWF ha chiesto di incoraggiare le imprese ad adottare le raccomandazioni TCFD a partire dal ciclo di reporting di quest’anno, ha chiesto ai membri del G20 di supportarne le implementazioni (il gruppo della TCFD è stato costituito proprio per decisione del G20 – ndr) e di valutarne l’integrazione negli obblighi di legge. Il WWF è presente a Parigi con una delegazione della quale fanno parte Manuel Pulgar-Vidal (Leader Clima ed Energia del WWF Internazionale, già Presidente della COP20 e già Ministro dell’Ambiente del Perù), Pascal Canfin (Direttore Generale del WWF Francia), Margaret Kuhlow (Leader del Programma Finanza del WWF Internazionale).